La tenda e la stella

“si fece tenda per noi”

Ieri, nel primo pomeriggio, una corsa a San Jacopino in cerca di riconciliazione e ricarica di grazia, prima delle ultime ore di lavoro nel caos, per non portarmi troppi affanni e pesi, macchie e cicatrici nella Vigilia che oggi respira piano, col fiato sospeso, il cuore gonfio di stupore e tenerezza… e, prima di entrare in chiesa, il saluto alle rose di don Fulvio, acciaccate dal freddo finalmente arrivato e da qualche pioggia, ma sempre lì, bellissime e profumate di bene. E la tenda. Un simbolo che interroga ancora. E un preparativo…


Stamattina, tornata per la messa della quarta domenica di Avvento, vista la trasformazione dei preparativi per il presepe vivente. 
La tenda e la paglia per il Signore che viene e viene come bimbo indifeso, l’Infinito fatto pelle e sangue, gioia e pianto, sete e fame… di noi.

Le rose di Fulvio, la tenda e la stella cometa.

Lo scenario in fieri per rappresentare e ripresentare la più grande rivoluzione, l’irruzione dell’Eterno nel tempo, la discesa dell’Infinito nella fragilità carnale di noi creature, l’Onnipotenza che si fece vagito di bimbo tra pastori, animali, precarie sistemazioni contro il gelo della notte.
Tra tenda e tenda, la porta di casa di un saggio servo del Re dei re … dietro quella porta a me ormai assai cara, quante lacrime e parole e sorrisi… ci ho lasciato fardelli pesanti e raccolto consolazione, moniti, perdono e doni, domande e consigli.

E un po’ di campagna in città.

“mentre l’arca di Dio sta sotto i teli di una tenda”… letture di stamani.
Ormai la IV di Avvento è diventata Vigilia. Mi sarebbe piaciuto vedere da vicino e vivere stasera il frutto di quei preparativi, magari lo vedrò in foto di altri. Mi tengono in casa diverse cose, anche il bisogno di riprendere fiato dopo mesi concitati.
Qualcuno è alla Messa solenne della sera, qualcuno forse a tavola, qualche mamma, come me prima, misura la temperatura alla carne della sua carne e cerca di abbassarla con la Tachipirina, altri bimbi senza febbre guardano un cartone animato aspettando Babbo Natale…
Mi riguardo con gli occhi chiusi occhi che mi hanno parlato, segni che non trascuro anche se a volte ci metto un po’ a fidarmi…

«Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» 

Viola non ci arriva a mezzanotte, qui è nato un po’ prima

Non aspetto regali da scartare, i regali più belli si sono sciolti piano piano nel cuore.
Parole note rilette con animo nuovo. Canzoni come doni e carezze (o anche salutari ceffoni) riascoltate tutte in fila.
Persone incontrate da non molto che sono diventate di casa nella mente.
Un po’ di pace nel turbamento, un po’ di gioia nuova tra cicatrici e sfinimento.
Un po’ di silenzio e casa e fermare le corse …

E dubbi che fanno ripartire la meraviglia.
Cadute che donano la gioia di rialzarsi e gratitudine per le braccia aperte di Chi non viene per chi non inciampa mai.
Affetti splendenti, amiche ritrovate, nuovi incontri e un timido, acuto, generoso, paziente, speciale punto di riferimento.

E la bimba che mi è nata e mi obbliga a non spegnermi…Viola con la febbre che si affida completamente al nostro amore… babbo e mamma accanto, non chiede altro.
Che in questa fredda notte torni a scaldarci l’assurdo della Luce che si è fatta carne
Buon Natale

i giardini di maggio

11 CateeViolae la sete, la voglia di acqua e una sosta all’ombra.
Con il braccialetto del Mali che mi regalò una mamma spettinata prima ancora che osassi sperare di diventare mamma di pancia anch’io. E ci stavo male, non mi rassegnavo. Avevo ragione a non volermi rassegnare, ma non avrei dovuto starci male. L’attesa è stata premiata. Fiore tardivo per gli anni, precoce per i mesi dell’attesa detta dolce… la mia Viola di febbraio è un po’ come questa primavera che sembra già estate, sbocciata tutta insieme quando non ci si aspettava più.

11 CateeViola2

Il braccialetto “del Mali che leva tutti i mali” è stato al mio polso sinistro anche durante il travaglio e il parto…

8.2.2013 con Viola neonata al seno

e ora acchiappala quella briciola che non sta più tra le nuvole, ma corre nel sole abbracciando un pallone!

11 Viola e palla

Mi avessero detto che avrei spinto sull’altalena una piccola diva con gli occhiali da sole…

11 Viola in altalenaquando cantavo che vivevo per la Viola e intendevo solo la Fiorentina!
Oggi facebook mi ha tirato fuori una foto di cinque anni fa, in Curva Fiesole con la sciarpa della rinascita viola usata a mo’ di bandana nel sole abbagliante… non ero ancora mamma, non ero ancora neanche zia…

11 maggio 2010Oggi i capelli sono più corti, le occhiaie non più da notti brave, lo stadio sembra un sogno lontano (ma ci torneremo con Viola), il cuore non smette di battere troppo …
Oggi, soprattutto, c’è Viola.

11 Viola accanto allo scivolo lato scale

Mentre si tornava a casa, passando davanti alla Marabuk, visto che per domani è tutto pronto.
Maggio caldo, pieno di luce

11 Marabuk vetrina