dall’alba al tramonto

da Firenze a Pistoia, ieri, una bellissima esperienza.

Il mio primo pellegrinaggio a piedi, in compagnia, non solo una camminata di tutto rispetto, una trentina di chilometri, forse più… (ma il primo chilometro, col buio, prima dell’alba, da casa a San Jacopino da sola mi ha fatto battere il cuore più forte, per un’ansia di vecchia data poi lasciata per strada nei chilometri dopo), dalla chiesa di San Jacopo in Polverosa alla Cattedrale di San Zeno, per il Piccolo cammino di Santiago, anche e soprattutto un viaggio dentro il cuore, dalle paure e dalle lotte con ombre e fantasmi all’abbandono nel cuore della misericordia. GRAZIE

Se ne va a capo scoperto. La morte, il vento, l’ingiuria: tutto riceve in faccia, senza mai rallentare il passo. Si direbbe che ciò che lo tormenta è nulla rispetto a ciò che egli spera. Che la morte è nulla più di un vento di sabbia. Che vivere è come il suo cammino: senza fine. L’uomo che cammina è quel folle che pensa che si possa assaporare una vita così abbondante da inghiottire perfino la morte

(Christian Bobin, L’uomo che cammina, citato da chi ci ha accolti a Santa Maria a Campi)

Ogni tappa un timbro sulle credenziali dei pellegrini, ogni sosta un bicchiere d’acqua offerto perché siamo suoi… e non solo acqua! Ci hanno accolti con uva, friselle pugliesi e pomodori, riso e verdure, torta di mele, schiacciate e tanta, tanta acqua fresca, preziosa per chi cammina sotto il sole per ore. E caffè. E preghiere, sorrisi, come abbracci GRAZIE

e i pellegrini ebbero fame…

La gioia grande di veder arrivare Don Fulvio (accompagnato in auto) a Pistoia ha cancellato il dolore alle estremità e la stanchezza…

L’accoglienza in cattedrale è stata commovente. Una messa bellissima. E il dono della pace in cuore per il cammino che riprende, ogni giorno. Il cammino non finisce certo dopo aver varcato la Porta Santa

GRAZIE

Un sabato ricco di grazie

Dentro la notte stellata

Dentro la notte stellata

7 marzo Van Gogh notte stellata e bambineSabato pomeriggio in centro con un’amica sempre in viaggio, Dani, che dopo mesi in Colombia è tornata a Firenze per pochi giorni, passi svelti nel vento freddo e lunga sosta nella chiesa sconsacrata di Santo Stefano al Ponte Vecchio per “Van Gogh Alive”… non una mostra, ma un’esperienza emozionante.

Mi dispiace solo non aver portato con me Viola, ma era un sabato tra amiche, un pomeriggio da non solo mamma, necessario per recuperare entusiasmo, oltre che piacevole per la compagnia di chi va presa quando c’è.

7 marzo con Dani a Van Gogh alive

solo cadendo posso rialzarmi

7 marzo Van Gogh alive solo cadendo

Cullata dalla musica (ottime scelte), beata come una bimba dentro i miei quadri preferiti, incantata dalle bambine che ballavano e giocavano liberamente tra i colori di Van Gogh proiettati su pareti e pavimento…

7 marzo Van Gogh alive97 marzo Van Gogh Japan37 marzo Van Goghseminatore7 marzo Van Gogh Dani7 marzo Van Gogh abbraccio di bambine

7 davanti Palazzo Vecchio

Passeggiata per le vie del centro storico, poi una corsa a casa per dare la pappa a Viola, le creme “Coccole di nuvola” a Daniela, un bacio allo sposo e poi di nuovo fuori, con Dani. Lasciando la bambina con il babbo.

crema per Dani
E cena fuori, coccolate da Nicola al Ristorante da Lino

7 marzo da Linoe in una terrazza con vista spettacolare (le foto non rendono), ospiti di un amico portiere di notte…

7 sera Firenze2sembrava di toccare la Cupola del Brunelleschi o la Torre di Arnolfo, sotto la Luna non più piena, ma sempre magnifica, nella notte spazzata dalla tramontana

 

7 sera Firenze1

Ritorno ai colori

Picasso-mostra-firenze-palazzo-strozzi-01Dora Maar mi cattura sempre.

Distrarmi dalla brutta partita della Fiore con il ricordo di un sabato speciale. Oggi è più facile digerire l’inconsistenza di Alonso e l’irritante  Iličič, mi basta tornare al pomeriggio di ieri. A Firenze è tornata, per pochi giorni, Daniela. Tra un volo e l’altro.
Occasione, la mostra “Picasso e la modernità spagnola” a Palazzo Strozzi.

Picasso e la modernità spagnola
Lasciata Viola col babbo, mi sono regalata un sabato dal sapore di sabato: una corsa sul 22 e finalmente una passeggiata in centro, senza passeggino.

8 Cate e Dan in cortile Palazzo StrozziIn coda davanti alla biglietteria ero ancora col pensiero alla piccina lasciata a casa, ma contenta di essere fuori, con un’amica preziosa, contenta anche della ressa per una mostra. Certo che le file all’italiana, ondeggianti e sgomitanti, sono ridicole: non si arriva prima, spingendo…
Un’occhiata al cortile di Palazzo Strozzi valeva il gomito nella schiena.

Palazzo Strozzi cortile

Scottata dal rimprovero parigino (“Madame, pas de photo!” mentre rubavo uno scatto a Renoir, all’Orsay), non osavo fare foto all’interno, all’inizio, ma ci pensava Daniela. E mi ha colta proprio nella sala che più mi ha presa dentro, davanti ai disegni e agli studi preparatori per Guernica
8 davanti Picasso studio Guernica

 

8 davanti a Picasso studio Guernica

Da sola mi sono presa solo un ricordo sbiadito del Minotauro cieco guidato da una bambina nella notte.8 Minotauro cieco

Lungarno, dopo Picasso, tra le luci riflesse nel fiume e qualche Clet sopra i ponti di Firenze.

8 Lungarno Clet

Una bella passeggiata fino a San Frediano, con piccola sosta emozionante davanti ai fiori per Riky

 8 in San Frediano
e parlare della storia del Maghero a due passanti che si erano interessate mi ha commossa. La candela per lui, come per Stefano Cucchi e Aldro e tutte le vittime degli abusi di potere, accesa solo sul tardi, a casa. Nell’ora della fiaccolata romana, a Firenze raccontavo a chi ancora non sapeva.
 8 luce per Stefano e Riccardo
A casa, di corsa, per fare la pappa e due coccole a Viola prima di uscire di nuovo, stavolta anche con lo sposo, affidando la cucciola alla babysitter (due volte l’anno si può fare), a chiudere il sabato libero con un sublime sashimi… il dono di “zia Nananela” ha divertito Viola: uno xilofono colorato su cui cantare e contare suonando  
8 Dani Sandro e Viola con xilofono