Luglio rovente, ma di sera anche dolce

Luna piena, l’otto luglio, rossa al suo levarsi da dietro i tetti dei palazzi che in parte chiudono la vista sulle luci della mia città, 

magnetica e incantatrice anche dietro un velo di nuvole, custode silenziosa di speranze e segreti …

e mentre si aspettava la venuta al mondo del fratellino di Franci, giochi e coccole in casa in una domenica bollente con la mia piccola immensa gioia: “Mamma, proviamo a far le faccine strane?” 

e ancora spiazzata da Viola che prendeva nella sua manina il Crocifisso che porto al collo da un paio d’anni, dalla mia tardiva Cresima e mi chiedeva “ma chi è questo signore che tieni vicino al cuore?”

“Il Signore…”
e una balbettante spiegazione di quel che non so come raccontare a una quattrenne…
E un’amica a trovarmi in negozio in una mattinata di smarrimento,

poi la voglia di fare un dolce freddo per invitare a cena chi mi sta salvando la vita. E forse salvando in senso più alto.


Cheesecake con cioccolato per il mio padre spirituale, gourmet anche se costretto a non essere gourmand… deve tenere sotto controllo la glicemia per la salute, ma l’occasione valeva uno strappo alla regola, visto che con qualche equilibrismo s’era trovata una sera in cui era libera anche Anna!
E Anna ci ha fatto le foto mentre Viola si divertiva   

14 luglio 2017 don Fulvio e il cheesecake

14 luglio 2017 don Fulvio Viola e cheesecake

 (anche se non ha voluto assaggiare il dolce preparato insieme)
13 luglio uno specchio di cioccolato

13 luglio 2017 Viola mescola

“I dritti e la torta”
by Fulvio Capitani

Un 14 Luglio dolce e brillante (nel senso che la notte poi ero brilla, dopo aver seccato il Prosecco portato da don Fulvio!)
Intanto, il 13 luglio, Carmela ha dato alla luce il piccolo Andrea. 

E siamo stati a vederlo appena tornato a casa, sabato 15, con Sandro e Viola (che si è divertita con l’amico suo, Franci)

E sabato sera, ospite a sorpresa, il barista dimissionario del Caffè Le Mosse… “Francesco grande”… che mi mancherà come vicino di bottega e “angelo custode” parecchio particolare.

Pensavo fosse già abbastanza per sentire gratitudine e combattere i cattivi pensieri e le paure…. poi, ier sera, don Fulvio mi ha dedicato una canzone e mi sono commossa fino alle lacrime.

… è come nei sogni, è come nelle avventure
ma il principe azzurro stavolta forse non viene
e contro i pirati dovrai lottare davvero!
Ma ormai già lo sai dai pirati cosa ti puoi aspettare.
Ti potranno insultare, minacciare, in fondo è il loro mestiere
(…) per questo si allenano davanti allo specchio
quasi tutte le sere….
lo fanno per cercare di vincere le 
loro stesse paure.
Ormai già lo sai dai pirati cosa ti puoi aspettare,
ma è proprio questo il tuo vantaggio
e non ci rinunciare!

    GRAZIE

 

 

Viola a casa

Ultima sigaretta all’alba di nascosto dai guardiani… mercoledì 7 giugno.

Ultimi saluti a nuvole e olivi dal parcheggio esterno del Meyer…

Medaglia del coraggio da Riky per la piccola forza della natura che ha smentito chi sosteneva fosse necessario il sondino per nutrirla… 

Ultimo pranzo a bischero in attesa della dimissione (e primo latte nella tazza nuova dei Super Pigiamini per la paziente in uscita).

E Viola è a casa da mercoledì pomeriggio.
L’ultima volta che ho scritto “E Viola è a casa” con lo stesso pieno di emozioni è stato quando ci hanno lasciate tornare dal reparto Maternità. Primo ricovero in quattro anni di vita. Non posso dire che sarà l’ultimo, ma voglio sperare sia stato l’ultimo per tanto tanto tempo. In ospedale non si sta bene. Ci si va quando è necessario, ci si resta SOLO finché strettamente necessario. La vita è fuori.
Grazie alla principessa Elsa che continua a far arrivare gelato magico …

 8 giugno 2017 gelato a casa

… dal ditino curioso alla paletta golosa…

8 giugno 2017 gelato con la paletta

“Posso venire a farmi truccare da principessa da te?” E me lo chiedi, amore mio?

in negozio con mamma e a casa dei nonni …

Oggi non si sentiva di uscire, la classe era in gita, la baby-sitter impegnata altrove, mamma a lavoro… l’ho lasciata dai miei e a metà mattina mia madre mi ha fatta piangere di gioia: nipotina e nonno allo stesso tavolo, la mia bimba e il mio babbo venuti fuori entrambi da ricoveri lunghi e con incerte diagnosi… Viola e Lodovico, le mie ragioni del cuore, oltre all’amore per il babbo di Viola che, però, è altro.  


Tante coccole… abbiamo da recuperare più di una domenica insieme, piccolina.

Ma lunedì si torna all’asilo!

 

ciao, Settembre, grazie di tutto

26-settembre-2016-bacheca

e anche questo settembre se ne va, con qualche ripensamento sugli anni e sull’età…e voglia di nuovi inizi. Anche in casa. Finalmente aggiornata la bacheca rimasta bloccata all’anno di nascita di Viola (c’era ancora il poster della Fiorentina di quella stagione, ora ci sono i suoi disegni, fatti all’asilo quando si placa il pianto del distacco, anche se in casa li fa più belli… e il batik del suo battesimo), iniziata la pulizia dai “fantasmi” della stanza che diventerà la camera della piccina (per ora dorme ancora in camera nostra, nel suo lettino, sì, ma in stanza con babbo e mamma), tirati fuori i vestitini a crescere ricevuti in dono…

24-settembre-viola-sorride-e-la-lista

Ammiro ogni mattina l’alba come un tempo solo i tramonti.

29-settembre-2016-alba

Faccio colazione tra le foglie, perché va bene ammirare l’alba, ma non mi si chieda di mangiare presto. Mi porto dietro qualcosa di goloso e solo dopo aver lasciato Viola a scuola mi rilasso nel giardino lì accanto, finché il clima lo consente (già molto freddo la mattina, ancora troppo caldo a metà giornata, dolce comunque e colorato il mio mese preferito)

29-settembre-2016-foglie-a-colazione

e finché i lavori che sembrano non finire più tengono quasi vuoto almeno al mattino quel posto troppo affollato nel pomeriggio. 

30-settembre-2016

Ringrazio per ogni tramonto anche colto al volo a passi svelti in una fuga dalla piena di emozioni e impegni (grazie a Manu, tornato a casa prima del babbo, povero mio sposo rimasto bloccato dal troppo lavoro e dal traffico, per la boccata d’aria dopo qualche momento di tensione al ritorno da scuola: gli ho lasciato da guardare la sorellina e sono uscita a camminare e a sbrigare alcune cose… lavori in corso anche per la nostra vita, ma non si parla prima del tempo).

30-settembre-2016-tramonto-piazza-puccini2

La Fiorentina ha ritrovato la porta, per ben cinque volte in una sera contro la mitica squadra della città fantasma… 

Fiorentina 5 - Qarabag 1

29 settembre 2016
Fiorentina 5 – Qarabag 1

anche perché forse non tutti sanno che a Firenze si è appena trasferita la migliore tifosa viola che conosca (EVVIVA) dopo aver vinto un concorso.
E quindi grazie grazie grazie, settembre

Due anni di vita nuova

“ma l’avresti mai detto due anni fa, quando è nato Bernardo, che avresti festeggiato il suo secondo compleanno col pancione?”
(Simona, stamani, quando ho scritto che pensavo ai due anni del mio nipotino)

no, non avrei osato sperarlo.
Prima che mi scrivesse Simona, stavo sfogliando ricordi

Il 29 Ottobre 2010, quando è nato Bernardo, stavo per partire per Parigi. Al ritorno, con gli occhi e l’anima tutta ricolmi di bellezza, inondata di tenerezza per la sua nascita, mi ero trovata a un bivio. E scelsi di non forzare la mano al destino. Non era troppo tardi, per diventare mamma di pancia, ma non lo sapevo e non osavo sperarlo. Non era troppo presto. Non è che non fossi pronta a fare un figlio, non ero disposta a cercarlo “a tutti i costi”.
Con questo, nessun giudizio da parte mia per chi si avventura in quella delicata ricerca, ma non era la mia strada.
Mal sopporto i facili moralismi e l’irrisione nei confronti di chi affronta di tutto per esser mamma oltre i limiti della propria condizione “naturale” (non solo l’età), personale e di coppia.  Conosco sin troppo bene il dolore di aver perso un bimbo prima di vederlo nascere, la tristezza di non riuscire a restare incinta, le difficoltà (non vissute direttamente, ma attraverso le testimonianze di amici) per adottare … e comunque ciascuno sa la propria storia e nessuno deve permettersi di giudicare senza sapere. Ma, ripeto, non era la mia strada.
Buttate vie le pasticche che avrebbero dovuto dare una mano all’ovulazione, affrontata la ricaduta nella depressione (tornata, credo, anche per altri motivi o forse senza nuove ragioni precise, chi può dirlo?), mi ero alla fine quasi rassegnata. Allietata comunque dalla gioia di essere zia. E sposa. E mamma di cuore. E viva, tornata alla luce ancora una volta. La ricaduta forse era un richiamo a quel che già scordavo: ero venuta fuori da una specie di inferno.

Ogni giorno era comunque un dono.
E poi l’attesa inattesa … e non ci sono ancora parole per dire tutta la felicità e le paure nuove.

Bernardo, poi, è un bimbo così buono… ora parla e un suo “Ciao zia” mi cambia l’umore per tutta una giornata.

Bernardo capisce tutto. Gli avevano detto di fare piano, non tirarmi le cose come prima, quando si giocava scatenati… “perché la zia ha la bua” e lui era triste. Mi sono permessa di spiegargli che no, la zia non è malata, non si è fatta male, non ha la “bua”, ma che dentro la mia pancia che cresce c’è una bambina piccola piccola, così piccola che non può ancora uscire a giocare con lui e bisogna proteggerla e farla stare al sicuro perché diventi abbastanza grande da poter vivere fuori da questo pancione. Sono certa abbia capito. Ai bambini bisogna dire sempre la verità.

P.S. nella prima foto mi si vede indosso la campanella “Chiama angeli” dono della Bruja