non volano farfalle…

volano carriole.


Ora, c’è di peggio indubbiamente, ma da marzo è questa ‘musica’… carriole e impalcatura davanti alla finestra di camera di Viola, trapano e martello pneumatico sulla testa (lavori al piano di sopra) a qualsiasi ora del giorno, scarico di calcinacci all’alba… e meno male che nell’androne del condominio hanno affisso un cartello con la presa in giro “… saranno rispettati gli orari di silenzio per il riposo diurno e notturno”. Unico momento di silenzio è la pausa per il LORO pranzo. Agli operai auguro salute e che nessuno si faccia male, ma a chi ha dato il via a questa ristrutturazione infinita… no, nulla di male, magari qualche notte insonne e sentire per un giorno o due quello cui sottopongono noi ogni giorno, a parte la domenica. E i calcinacci sul davanzale. E il puzzo di birra, sudore e fumo per le scale e in ascensore. E la tapparella che si rompe e pezzi di intonaco che cadono neanche ci fosse il terremoto…


Ma sono l’unica che cambiando casa si è limitata a pitturare le pareti e a fare il trasloco? Tutti a ristrutturare… intorno lavori alle facciate per il famoso 110… qualcuno gode.

E noi si scappa quando si può.

fuga nel verde

Giovedì scorso almeno ho portato via Viola da questo frastuono per una giornata.

Ma non posso permettermi le Pavoniere ogni giorno, non solo per il costo del biglietto, anche perché mi brucio…

fissa in acqua con la mia sirenetta, spalle spellate nonostante la protezione 50 😛

Oggi ancora botte da orbi sul capo… esercizi di pazienza. Se non moccolo ora, un piccolo sconto di purgatorio forse… come temperatura esterna, a Firenze, pare sia più vicino il regno di quello di sotto, ma non è roba infernale, solo umana, molto umana, pure troppo

in cielo e in acqua

sollievo e bellezza anche in periferia.

Firenze in agosto è sempre bella, sa essere soffocante per l’afa, ma certe sere si respira

e tra gli alberi delle Cascine c’è il rifugio acquatico della piscina delle Pavoniere.

Per la prima volta ci sono stata, ieri, con Viola.

A Viola avevo promesso una giornata in piscina e ieri mi è toccata. Ero un po’ in ansia, sinceramente, non sapevo come me la sarei cavata… prima volta in piscina, e poi da sole… però l’avevo promesso e non volevo deludere la mia bimba. Ci siamo divertite tanto, Viola era proprio felice, non voleva mai uscire dall’acqua, anche se non sa nuotare, ma alle Pavoniere c’è la vasca per i bambini, profonda solo un metro e dieci, dove lei toccava. In quella accanto, con acqua alta due metri e venti, mi sono concessa diverse bracciate a dorso e non so quante volte avanti e indietro a rana, mentre Viola giocava in acqua e faceva le prove di galleggiamento, sotto lo sguardo del bagnino e con i bimbi più piccoli con cui aveva fatto già amicizia (e quindi guardata anche da babbo, nonna, mamma dei diversi compagni di giochi in acqua).

A volte mi chiamava nella piscina bassa e ‘nuotava’ usando un mio braccio come ‘tavoletta’ oppure mi abbracciava da dietro e sbatteva le gambe magre e lunghe mentre io correvo nell’acqua… sfinite, fisicamente sfinite dopo tante ore di piscina, ma rigenerate dentro. Il pranzo al bar delle Pavoniere, schiacciatine farcite e scaldate, al tavolino sotto una tenda, io e lei, mamma e bimba… e poi subito di nuovo in acqua, a giocare, nuotare, saltare, ballare anche (avevano messo la musica a bordo piscina) ma sempre in acqua e il ritorno a casa col costume bagnato, ai primi brividi, quando Scirocco ha ceduto il passo a Libeccio, stanche e leggere come dopo una giornata al mare e invece a dieci minuti a piedi da casa, a Firenze… Viola e io, bimba e mamma, un sogno che non osavo permettermi fino a non tanti anni fa e oggi realtà

GRAZIE

E stamattina la sua emozione quando ha visto il verde tenero spuntato nel suo vaso… da un semino di pomodoro (preso da un pomodoro a spicchi) sta nascendo una pianta nuova 😍


E Viola l’annaffia mattina e sera “bevi, piccolina”