volevo anche la Luna

non paga della vittoria all’Olimpico (dopo vent’anni) festeggiata il 25 Aprile all’Havane Café, sognavo di salutare la salvezza della Fiore già a Parigi, sempre con gli amici del Viola Club di cui sono onorata di far parte…

invece avrei dovuto attendere la Luna piena al perigeo nel cielo sopra Firenze,

ma passare un po’ di tempo con gli Esiliati è sempre un piacere. E ripercorrere i luoghi della prima volta a Parigi… un tenero pomeriggio da tenere in cuore,

come la Luna in place d’Italie, gobba a ponente, incanto crescente…

tra rami fioriti e vessilli al vento…

come le nuvole su Saint Lazare

e ancora la Luna, fuori dall’hotel

e poi in alto, piccina, dall’angolo con rue de Liège

nella passeggiata prima di cena,

l’ultima cena a Parigi, coccolati da Shikoku a sushi

e sashimi in barca

… volevo anche la Luna e l’ho trovata sempre sopra i miei passi

ripasso di passi

Nostra Signora, quella vera…

meraviglia rinnovata appena intravista vicina tra le foglie nell’Ile de la Cité. Ripassati dal point zéro per il desiderio di tornare nella città magica ancor prima di lasciarla.
Sosta davanti al portale del Giudizio Universale


e via dentro, meno emozionata della prima volta, più serena e curiosa, sempre incantata

dentro Notre-Dame de Paris. Stavolta mi sono fermata anche davanti alla ricostruzione della costruzione


e commossa davanti alla deposizione

…per motivi di spazio devo rinunciare a inserire in un post tutte le foto scattate dentro la cattedrale, ma le immagini mi si sono impresse nell’anima.


Fuori, in una sosta della pioggia, ci siamo goduti i giardini intorno a Notre-Dame

fiori in terra,

statue al cielo…

nutrimento per lo spirito prima di ripercorrere le vie del Quartier Latin, a passi svelti in salita,

con dolce mèta, per contentare anche i sensi