Regine e principesse

Domenica mattina, dopo uno scambio di messaggi all’alba, appuntamento col cappellano del Meyer, il dolcissimo don Fabio, per la confessione prima della messa di Pentecoste. Scoperto un angolo di pace in questo posto, considerato un’eccellenza della sanità (in effetti è un ottimo ospedale pediatrico e ci lavorano specialisti di primo livello), ma pur sempre un ospedale. Per me, in fondo, poco diverso da un carcere.

La sera, con la minaccia incombente non solo di nuovi esami invasivi per la nostra bimba, ma soprattutto del sondino nasogastrico per alimentarla artificialmente (le flebo dopo tanti giorni non facevano molto, ancora Viola non riusciva a mangiare né a bere e neanche a deglutire la saliva), con lo sposo disperato e una stanchezza infinita addosso (anche per altre ragioni mie personali che qui non dirò), un tentativo di aggirare il blocco psicologico della piccina, perché ormai la tonsilla infetta si era sgonfiata e impedimenti meccanici alla deglutizione non erano visibili.
Il mio doc mi aveva suggerito le parole per rassicurarla, “non ti può succedere nulla, ma se proprio dovesse succedere…siamo già in ospedale e ti salvano subito le dottoresse brave” e di portarle cibi irresistibili, morbidi, come Nutella o gelato.
Inutile dire che Viola finora non aveva mai assaggiato la Nutella o il gelato. Nutella di domenica sera non sapevo dove trovarla (in casa solo cioccolato fondente), ma il gelato… mentre tornavo al Meyer dopo una sosta a casa, mi sono fermata in gelateria lungo la strada e in una coppa viola, con paletta viola, ho fatto mettere fior di latte, crema e yogurt. Non doveva essere per Viola il gelato comprato da mamma, ma il gelato magico preparato per lei dalla principessa Elsa in persona, autoesiliata dal regno di Arrendelle, nel favoloso castello di Frozen.

E Viola l’ha assaggiato. Pochino, ma l’ha messo sulla lingua.

All’alba ne parlavo su un social e un’amica lontana solo nello spazio si è prestata a impersonare Elsa in un messaggio vocale. Grazie, Eli!

Insomma, la mattina dopo Viola era felice di dire alla principessa Elsa che aveva gradito il dono e che prometteva di essere coraggiosa. E, vincendo la paura di soffocare (la TAC aveva evidenziato microgranuli di muco e saliva e forse anche frammenti di cibo andati giù per la via sbagliata), si è messa a leccare il cucchiaio dello yogurt.

Poi c’è stato un incontro con tutto un team di specialisti, la neuropsichiatra, la logopedista (che le ha ricordato come si ingoia), la dietista, la dottoressa di medicina interna. E si è cominciato un lavoro…che oggi stavano per mandare in vacca per mancanza di comunicazione non solo con noi, pure tra colleghi dello stesso meraviglioso nosocomio. 

Lunedì mattina a lavoro. Mi chiamano dal Meyer: “è richiesta la sua presenza alle 14 in reparto”. Chiudo il negozio e corro al pediatrico.

Volevano farmi autorizzare l’inserimento del sondino. NO! Lasciatemi parlare con mia figlia, prima. “Ma non deve dirle… non deve spaventarla…”.

Viola è piccola, non scema. Ha solo quattro anni, ma capisce, lei.

“Viola, stanno per metterti un tubo che dal naso farà passare il cibo nel pancino, visto che non stai usando abbastanza la gola. Che vogliamo fare?” E Viola ha chiesto latte e biscotti. Non ha più smesso di chiedere latte e biscotti e oggi le hanno staccato le flebo.
E siamo uscite a rincorrere farfalle e lucertole…sempre al Meyer, ma all’aria.


A volte le favole aiutano più che le medicine e le preghiere possono evitare esami invasivi.

Non sempre.

Quando serve la medicina, il resto può aiutare, non sostituire.

Ma a volte…

E stavolta Frozen batte gastroscopia, sondini, ecc…


 

Poi c’è sempre chi ti ruba la felicità, magari solo per poche ore. Ne scriverò, forse… ma non ora, ora c’è da passare l’ultima notte al Meyer, perché domani, in un modo o nell’altro, la Principessa Viola torna a casa, parola di strega o di “Regina mamma” come mi chiama la cucciola coraggiosa e buona che mi è toccata come figlia. Se la dimettono come promesso stamattina, bene. Se saltano fuori altre cose spiacevoli come oggi pomeriggio… si firma e ce la portiamo via. Mamma e Re Babbo.

e domani è Pentecoste

un giorno alla volta, sì, un’alba alla volta… ma con tante notti in ospedale perdo il filo dei giorni.
Mi sono resa conto ora che domani è Pentecoste.
Sono diverse notti che non tocco il mio letto, anzi, il nostro letto… mi manca il mio sposo. Accanto a Viola ricoverata ancora al Meyer non si sa per quanto (sono venute fuori cose nuove, servono ulteriori accertamenti, ma ieri era festa, oggi sabato, domani domenica… fino a lunedì solo i prelievi di routine), a volte mi appisolo, ma non metto insieme due ore di sonno per notte. E la luce del mattino mi brucia gli occhi stanchi di pianto. Inondati comunque di bellezza sparsa, tra nuvole e rami.


…se non guardo l’edificio, ma verso il cielo o le colline, per rari e preziosi momenti mi dimentico che siamo recluse..

poi torno dentro. E quella scala non porta alle nuvole, no.

Stamattina almeno un’ora di libertà dalle flebo per la nostra piccolina, non di più, perché ancora non mangia e neanche beve e si disidrata in poco tempo. Qualche momento di svago per Viola in ludoteca, qualche ora fuori di lì per me. Non so come, quando, dove e soprattutto se potrò andare alla messa … prima, oltre tutto, avrei bisogno di una bella confessione, ma … domani è Pentecoste

 

Veni, Sancte Spiritus,
et emitte caelitus
lucis tuae radium.

Veni, pater pauperum,
veni, dator munerum,
veni, lumen cordium.

Consolator optime,
dulcis hospes animae,
dulce refrigerium.

In labore requies,
in aestu temperies,
in fletu solatium.

O lux beatissima,
reple cordis intima
tuorum fidelium.

Sine tuo numine,
nihil est in homine,
nihil est innoxium.

Lava quod est sordidum,
riga quod est aridum,
sana quod est saucium.

Flecte quod est rigidum,
fove quod est frigidum,
rege quod est devium.

Da tuis fidelibus,
in te confidentibus,
sacrum septenarium.

Da virtutis meritum,
da salutis exitum,
da perenne gaudium.

scrivo per non batter la testa nel muro

unico sfogo non autodistruttivo che conosca… fermare i pensieri e i momenti che si accavallano, cercando di mettere in parole l’ansia prima che diventi angoscia. Archiviato, sospeso almeno, l’episodio notturno che mi aveva fatta scoppiare in lacrime e in accesso di rabbia… (essere accusata di “ABBANDONO DI MINORE” per aver chiesto di uscire a telefonare – e fumare un cicchino – tornando non esattamente cinque minuti dopo, da un’infermiera del turno di notte che già mi aveva riso in faccia alla mia richiesta di risposte).
Ora devo concentrare le scarse energie residue per stare vicina a Viola nel modo migliore possibile.


Al Meyer con lei ora c’è il suo babbo. Non sarei di aiuto in questo stato, dopo dovrò tirar fuori tutta la forza e la pazienza del mondo. Accetto malvolentieri, ma sapendo che ha ragione, l’ordine di Sandro di stare buona e calma … pronta a correre subito al pediatrico se dovesse succedere qualcosa, preparata a nuove nottate in ospedale. La notte con Viola è mia. E l’alba e le prime ore del mattino.

 

Stamattina ero più serena. Viola aveva dormito. Qualche risposta, finalmente. E scrivevo:

Esami tutti negativi. E in ospedale NEGATIVO suona come un alleluja. Niente mononucleosi, niente streptococco, niente celiachia, qualunque cosa abbia fatto gonfiare la tonsilla di Viola fino a impedirle di deglutire non è tra i bacilli ricercati. Viola ancora non mangia, ma piano piano ha ripreso a parlare e a non esprimersi solo piangendo. Dice che ha paura e che il filo della flebo le procura fastidio “non male mamma solo fastidio, ma se me lo levano mi fanno male ” vuole tornare a casa e all’asilo..

Le avevano staccato le flebo per farla uscire un momento con noi, nel momento del saluto con lo sposo (Sandro arrivato a darmi il cambio, io pronta per andare a lavorare). L’avevo lasciata a disegnare e giocare in ludoteca…

Tornata quasi come prima, meno scavata… però così debole ancora che mi spaventa l’anestesia totale che le stanno per fare (o forse già in corso)

Nei giorni scorsi si parlava di dimissioni per giovedì (oggi), invece… non mangia e neanche beve, troppo dolore…
Visitata dall’otorino, Viola dovrà fare risonanza magnetica con mezzo di contrasto e gastroscopia, in anestesia totale. Tra poco la famosa TAC che poi era stata annullata e ora tornata in pole position … vorrei correre subito da Viola, ma il babbo ha deciso che ci va lui, visto che la notte lei ha bisogno di me e  lui non vuole che mi sfinisca… ma sto in negozio senza testa per lavorare, pronta a partire di corsa per il Meyer e … preparata (sieee) a passare diverse altre notti in ospedale.
Che almeno venga fuori una risposta!
E che Viola guarisca presto.

 

se la testa si perde

La testa di Pinocchio al Meyer quando siamo arrivati prima al Pronto Soccorso, poi in Degenza di medicina interna (Pediatria A), era staccata.
I tubi, gli aghi, le flebo sulle braccia magre della mia piccina vengono di continuo attaccati e staccati e riattaccati.
Due occhiaie fonde e nere, due o tre chili in meno in pochi giorni, una tonsilla grossa come un mandarino… antibiotico a largo spettro per combattere sovrainfezioni batteriche se la sua febbre alta dipendesse da un virus… non pretendo di sapere subito gli esiti degli esami, ma magari quando potrebbero esser pronti, con quale ipotesi diagnostica la stanno curando, una sia pur vaga prognosi e un’indicazione dei tempi per le dimissioni (per me condizionate alla guarigione fisica, per il resto adesso prioritario secondo alcuni la porterò altrove), so che non ho il diritto di chiederlo, in fondo, sono solo sua madre! E qualcuno ha deciso che ci sono altre priorità. E nessuno risponde alle mie domande,
E allora parlo alla Luna, può darsi che porti fortuna cantava il Blasco…


…omissis a proposito dell’ultima nottata infame, con episodi da esposto almeno al Tribunale dei diritti del malato … omissis non perché certe persone non meritino di esser sputtanate alla grande, ma perché, con la mi’ bimba ancora lì, non è il caso alimenti tensioni e ostilità.
Ferita, offesa, umiliata, presa per le mele, angosciata per la salute della mia piccina E per cazzi miei che non devono interessare a loro, stanotte la testa l’ho persa io, mentre Pinocchio l’ha ritrovata. Forse un attacco di panico? Forse due mesi senza dormire altro che due ore per notte? Forse una serie di eventi che avrebbero mandato in tilt anche gente coi nervi più saldi? Forse, semplicemente, la prepotenza che non tollero più nei confronti di chi è in posizione di fragilità, dipendenza o inferiorità (fisica, di informazioni, di potere, forze, contatti). Dato troppo peso a un atteggiamento arrogante che pare sia costume diffuso, persino nell’eccellenza del Pediatrico Meyer. E non parlo dei medici, ma di personale non curante.

La testa di Pinocchio è tornata al suo posto. 
La mia è andata…

meno male che a volte, dopo la notte in ospedale, prima di andare a lavorare, mi concedo un cicchino nell’unico punto in cui non è vietato e ieri… colazione con i vigili del fuoco: RISPETTIAMO SOLO I POMPIERI si cantava in Curva Fiesole. Per noi donne c’è pure un motivo in più per ammirarli …

 

… solo per te

Piccola mia, vorrei rivederti presto così, beata nella casetta di legno, sorridente con un pallone al giardino, non attaccata a tubi, aghi e “brutto filo che fa male”… lo so che vuoi tornare a casa, non c’è bisogno che tenti di staccarti la flebo e cerchi le scarpe per andare via. Ora c’è babbo Sandro con te, mamma cerca di lavorare un po’  dopo la notte al Meyer… certo, non è stata una bella domenica, ieri, tra la mattina al Pronto Soccorso dell’ospedale pediatrico e il ricovero in reparto nel pomeriggio senza sapere quando ne uscirai, ma… hai visto gli alberi? La vita è anche tanto bella, Viola, non dire che non vuoi guarire… 

Mamma cercherà di non aver più bisogno di rifugiarsi nelle aree riservate … (non prometto quel che so che non sarà facile mantenere, lezione imparata tardi, non prometto più un cazzo, ci provo e basta),

Il maggiolino celeste… mi ha ricordato un periodo della mia vita prima di te in cui le flebo non si contavano… non ci devi finire anche tu, tesoro!

Qui ti aiuteranno. Spero.

E sarebbe anche un bellissimo posto, se non ci fossero tanti bimbi malati… mon Dieu che tenerezza e che pena… 

Quando torno su ti porto a salutare draghi, dinosauri e coccinelle…

E chi ha tagliato la testa a Pinocchio?

E verrà la pioggia?

Ora ti affido al babbo e alla Luna, nostra sorella, amica, mamma… rivista in cielo ieri sera, sfogando lontano dai tuoi occhi il pianto che non sapevo più trattenere. Lo sai, Viola, la tua mamma lunatica non regge a lungo chiusa in una stanza… ogni tanto devo cercare aria.

No, non è stata una bella domenica ieri come oggi è davvero lunedì, giorno di cacca per antonomasia, ma …
che regalo incredibile sei tu sempre per me! Solo Chi sa tutto poteva salvarmi anche così. Addormentarmi abbracciata con te in quel letto di ospedale, trovare finalmente sonno senza incubi solo cercando di consolare e far dormire te, come quando eri appena nata, come nei giorni alla maternità, poco più sotto, a Careggi… è stata la cosa più bella e intensa degli ultimi mesi. Noi due, due vite diverse, da sempre unite. Guarisci presto, piccina, mi hai fatta sentire di nuovo mamma-medicina come quando ti ho data alla luce, ma sei tu  la luce che cura me

piccini picciò

Con tre paia di scarpine viola, ma non erano per Viola…

Viola è anche il colore della TIN (Terapia intensiva neonatale) e le scarpine da neonati di colore viola sono il simbolo della Giornata Mondiale della Prematurità. Ne occorrevano tante per prepararsi al 17 novembre.

E Piccino Picciò le raccoglieva

“Il 17 Novembre 2009 è stata ufficialmente celebrata per la prima volta la Giornata della Prematurità. Le iniziative erano molte da ogni parte del Mondo e quindi la  Giornata è diventata Mondiale “World Prematurity Day”. Lo scopo principale è di focalizzare l’attenzione sulla prevenzione del parto prematuro e sulla nascita prematura. I fili di piccole scarpe da neonato, ed il colore viola, sono il simbolo di questa giornata. L’obiettivo è far illuminare un punto di interesse in ogni città, con la luce di colore viola…”

A Firenze, sabato 17 e domenica 18 s’illuminerà di viola la fontana di Nettuno (il Biancone) in Piazza della Signoria. Grazie alla tenacia di Monica Ceccatelli, di cui riporto un testo che mi ha commossa fino alle lacrime:

C’era una volta…..

 

“La storia che vi voglio raccontare è la storia di Camilla, di Anna, di Martina, di Francesco, di Lorenzo, di Niccolò e di tutti quei bambini che per chissà quale ragione sono nati troppo presto.
Dal tiepido mare che li accoglieva nella pancia della loro mamma si sono trovati, nel giro di pochi minuti in….un altro pianeta. Innanzi tutto l’acqua era sparita, faceva freddo e c’erano dei rumori assordanti un sacco di gente che si agitava, insomma non capivano bene cosa fosse successo.
“..Questa voce……ricordo di averla sentita, è della mia mamma, ciao mamma sono io, ricordi quante chiacchierate insieme?…….Sai mamma, mi sento molto debole, ho freddo, quando ero nella tua pancia stavo al calduccio, nuotavo ma ora……ma non ti disperare, sono molto contento di sentire la tua voce, vorrei vedere il tuo volto ma ci sono questi signori che ……..si, si stanno occupando di me e sono un po’ preoccupati, in effetti non sto bene, però……..solo un attimo, fatemi vedere la mia mamma!
Niente da fare, mi hanno lavato, sistemato mi stanno aiutando a respirare, sai mamma da solo non ce la facevo…..vorrei sapere che cos’è questo tubicino che ho nel naso, in effetti quando funziona non ho fame, però che fastidio.
Qui ci sono tanti bambini come me chiusi in questa casetta tutta trasparente, è bella ma è bello anche quando la coprono e io riesco a dormire, ci sono tante tate che si prendono, cura di me, mi accarezzano mi coccolano……ma tu mamma dove sei? Anche il mio babbo è venuto a trovarmi e passa molto tempo con me mi racconta un sacco di cose carine e mi manda sempre tanti baci da parte tua ma io ho voglia di vederti.
Sai mamma, ogni tanto mi fanno le punturine però mi danno il ciuccio, mi coccolano e mi fanno tante carezze, poi c’è una tata che mi fa stare benissimo, mi avvolge tutto con dei telini morbidi morbidi e mi sembra di stare di nuovo nella tua pancia al calduccio.
Ho sentito la tua voce, stai arrivando, mi avranno pettinato oggi? Spero di essere a posto…….Mamma, finalmente, non sai quanto sono contento di vederti…….no mamma, non piangere non preoccuparti. lo so mi immaginavi diverso ma vedrai che migliorerò, sai mi stanco tanto, vorrei dirti tante cose ma………..ora non ce la faccio più. Si, mamma il suono di questo “coso” è noioso, ho sentito che lo chiamano monitor, però non guardare sempre lui, sei venuta per me…..Anche tu mamma lo so sei stanca, non stai molto bene, però vedrai ce la faremo.
Sai mamma, in questi giorni ho fatto tanto preoccupare i dottori e anche te e il mio babbo, facevo tanta fatica a respirare, a mangiare e anche a farmi cambiare. Sai mamma, io ho cercato di dirlo a tutti, forse non mi hanno capito, io…..volevo stare con te, più stavo male e più avevo bisogno di sentirti vicino. Tu non devi impressionarti, sono il tuo bambino e quando ci sei tu, quando c’è il mio babbo, anche quando sto male, mi sento meglio. Mi basta sentire la tua voce sapere che ci sei.
Finalmente è arrivato il gran giorno! Le mie care tate oggi mi hanno detto faremo ….come si chiama? insomma io dovrò fare il piccolo canguro! Chissà cosa vuol dire. Mamma, è bellissimo, tu come stai? io sto molto bene, sento il tuo cuore battere, è quasi come stare di nuovo nella tua pancia… sai mamma, ho deciso, da grande farò il canguro!
Ora mi sono un pò stancato, torno nella mia casina, però mamma tu non andare via, stai ancora un pò con me……..perchè ti dicono che l’orario di visite è finito? Io sono un bambino e voglio stare con la mia mamma e il mio babbo! Lo so, le tate corrono sempre, sono poche per tanti bambini e di dottori…….vedo sempre le stesse facce, mamma e babbo fate qualcosa per aiutarli però anche loro devono farmi stare con i miei genitori.
Uffa, questi rumori non li sopporto più, non c’è un attimo di pace! gli oblò che si aprono e si chiudono sono come tuoni all’improvviso, il monitor suona, le pompe suonano, Voglio dormire! Non vedete che mi agito, allungo le braccia, apro le mani, distendo le gambe in aria, questo è il segno che voglio essere lasciato in pace, il pannolino cambiatemelo fra un pò, coccolatemi, contenetemi, fatemi fare un pisolino e al risveglio vedrete che sarò di ottimo umore.
Oggi ho fatto il cangurino con il babbo, abbiamo parlato di sport, di macchine, insomma mamma roba da uomini! A forza di parlare di sport con il babbo mi sono sentito forte e……mi sono tolto il tubicino dal naso! Ora incomincio a stare meglio ed ho più forza, urlo e strepito quando le cose non vanno come dico io, vedrai a casa mamma, tutti ai miei ordini!
Sai mamma, io vorrei fare come Filippo, lui sta dalla sua mamma a fare il cangurino, poi mi ha detto che mangia anche, come è possibile…, io il tubicino non lo voglio più, ora sono grande abbastanza, mi vergogno i miei amici mi prendono in giro!
Babbino mio, che fatica! Oggi la mamma mi ha fatto mangiare con un coso, ho sentito che si chiama bibe….biberon. Mi sono stancato tantissimo e il monitor ha suonato parecchio, però se mi alleno….io il tubicino non lo voglio più e vedrai che ci riuscirò!
Sono un atleta! ora sgambetto come un grillo, so mangiare al biberon e quel rompi del monitor non suona più, mi aspetto un avanzamento di carriera, voglio andare nel lettino!
So che ancora non potrò venire a casa, comunque nel lettino è un pò più tranquillo, in questa stanza c’è meno confusione ma c’è sempre lo stesso problema, sto troppo poco con te e con il babbo!
Forse i diritti dei bambini vanno a peso, se io fossi un lattante ( eppure il latte lo prendo anch’io)avrei diritto di stare con la mia mamma ma sono nato troppo presto e mi volete punire per questo?
In questo reparto sto molto bene, voglio molto bene a tutti e tutti ne vogliono a me, si dispiacciono se sto male e sono felici quando faccio progressi, però………..voglio la mamma!
Sarà vero davvero? ho sentito una tata dire che oggi vado a casa, io spero tanto che sia così, sono curioso di vedere casa mia, la mamma e il babbo me ne hanno parlato mi hanno detto che hanno dovuto correre tanto in questi giorni per comprarmi tutte le cose, dipingere la mia stanza, insomma non avevano preparato niente, non erano pronti, cosa credevano che volessi stare per sempre qui?
Però un pò mi dispiace, lascio i miei amichetti e le mie amichette, anche se le nostre mamme hanno detto che ci rivedremo presto, sono diventate molto amiche anche loro, il lunedì non arrivano mai dicono che vanno ad alcuni incontri e che chiacchierano di un sacco di cose interessanti. Ci sono loro, i medici, le tate, la tata dei telini e un’altra tata che mi dovrà controllare se cresco bene.
Ci siamo, è arrivato il momento, mi hanno messo in una specie di ovetto, tutto vestito da capo a piedi, ho tanto caldo, se non andiamo via……mamma, babbo, che fate piangete? Vi dispiace andare via da qui? Avete ragione per un bel pò di tempo questa è stata la nostra casa e la nostra famiglia, anche a me dispiace ma…..voglio vedere com’è fatto il mondo, voglio vedere il colore dei prati, del cielo, della neve, voglio vedere le cose delle quali mi parlavate sempre e voglio conoscere il resto della famiglia, magari quello un pò alla volta, non vorrei che qualcuno avesse l’influenza! Ho voglia di stare un pò da solo con voi a ….coccolarci come tutte le famiglie normali!
Allora? siamo pronti? possiamo andare? Eccomi mondo, sto arrivando, oggi nasco di nuovo!
Anche i bambini nati troppo presto hanno il diritto di stare con i loro genitori, in Italia ci sono diversi reparti di Terapia Intensiva Neonatale che hanno l’accesso al reparto 24 opre su 24, altri che vorrebbero aprire ma per questioni di spazio o di personale non possono farlo. Non si può aprire il reparto 24 ore senza che ci siano dei requisiti minimi di spazio e di personale, però non si può negare ai genitori e ai bambini un diritto fondamentale come questo. Sia i genitori che gli operatori dovranno lavorare, in un futuro molto prossimo, per raggiungere questo scopo. Serve l’impegno dei genitori e la tenacia e la volontà che distingue gli operatori che lavorano nei reparti di Terapia Intensiva Neonatale. Mi auguro che il mio sogno e il sogno di ogni altro genitore che ha avuto il bambini ricoverato in T.I.N si avveri presto”

Per  sabato 17 il programma fiorentino della Giornata Mondiale della Prematurità prevede incontri alle Murate (Sala delle Vetrate, Via Ghibellina),
dalle 15 alle 19:


° P
resentazione della Carta dei Diritti del bambino Prematuro
° I genitori raccontano i bambini attraverso le immagini e le parole 
° Proiezione del Cortometraggio di Francesca Leoni “C’era una volta un bambino Piccino Picciò” 
° Ti dono la mia Fascia 
° Piccola merenda 
° Le fate che truccano.

Domenica 18, alle 18 (quindi c’è tutto il tempo di tifare la Fiorentina, prima e di passare da uno stadio all’altro con la medesima sciarpa… )  una partita da non perdere!

Spero di partecipare agli incontri, anche con la presenza fisica, oltre che con il cuore e le scarpine preparate da mia madre … e spero che Viola non abbia fretta di uscire. Nella peggiore delle ipotesi, nel caso le contrazioni che inizio a sentire meno sporadiche (ma credo siano quelle “finte”, quelle preparatorie, forse quelle dette di Braxton- Hicks? Non ci capisco molto, le avverto più forti se non riposo abbastanza, nulla di preoccupante per ora) e i calci della vispa piccina fossero preludio a una cicogna sprint… almeno so che potremo contare su angeli senza ali e … viva Viola!