Viola a casa

Ultima sigaretta all’alba di nascosto dai guardiani… mercoledì 7 giugno.

Ultimi saluti a nuvole e olivi dal parcheggio esterno del Meyer…

Medaglia del coraggio da Riky per la piccola forza della natura che ha smentito chi sosteneva fosse necessario il sondino per nutrirla… 

Ultimo pranzo a bischero in attesa della dimissione (e primo latte nella tazza nuova dei Super Pigiamini per la paziente in uscita).

E Viola è a casa da mercoledì pomeriggio.
L’ultima volta che ho scritto “E Viola è a casa” con lo stesso pieno di emozioni è stato quando ci hanno lasciate tornare dal reparto Maternità. Primo ricovero in quattro anni di vita. Non posso dire che sarà l’ultimo, ma voglio sperare sia stato l’ultimo per tanto tanto tempo. In ospedale non si sta bene. Ci si va quando è necessario, ci si resta SOLO finché strettamente necessario. La vita è fuori.
Grazie alla principessa Elsa che continua a far arrivare gelato magico …

 8 giugno 2017 gelato a casa

… dal ditino curioso alla paletta golosa…

8 giugno 2017 gelato con la paletta

“Posso venire a farmi truccare da principessa da te?” E me lo chiedi, amore mio?

in negozio con mamma e a casa dei nonni …

Oggi non si sentiva di uscire, la classe era in gita, la baby-sitter impegnata altrove, mamma a lavoro… l’ho lasciata dai miei e a metà mattina mia madre mi ha fatta piangere di gioia: nipotina e nonno allo stesso tavolo, la mia bimba e il mio babbo venuti fuori entrambi da ricoveri lunghi e con incerte diagnosi… Viola e Lodovico, le mie ragioni del cuore, oltre all’amore per il babbo di Viola che, però, è altro.  


Tante coccole… abbiamo da recuperare più di una domenica insieme, piccolina.

Ma lunedì si torna all’asilo!

 

di segni e disegni

un volo o una caduta?

      Icaro che cade è in un’altra illustrazione di Matisse, sempre dello stesso anno (1947).

Questa sagoma goffa, col cuore in vista, apparentemente  incapace di equilibrio e leggerezza nel blu trafitto di stelle improbabili, questa specie di ombra incongrua, questa macchia di nero che ombra non getta… un ricordo a me molto caro.

Ripescando dai frammenti di nuvola viola:

troppi anni senza te

Post n°1563 pubblicato il 17 Febbraio 2010 da cateviola

Tag: 17 febbraio, anniversario, arte, colori, dedica, diario, emozioni, Firenze, nonno Giuliano, personale, ricordi, ricordo

Ti penso, tu spesso preso in giro dai tuoi figli (mio babbo e gli zii) per non essere esattamente un cuor di leone, in una notte alla fine della guerra, sfidando le bombe e le buche della strada dissestata, con una torcia in bocca a farti luce sulla bici senza faro per correre a cercare un dottore che salvasse la tua sposa, la mia nonna, mentre dava alla luce il tuo secondo figlio, mio zio…

Continuo a pensarti ogni volta che disegno (sempre meno), dipingo (forse ci riproverò), guardo un dipinto di cui tu mi parlavi proiettando diapositive sul muro…

sulle colline di Settignano, Telemaco Signorini

ogni volta che vado a una mostra…
ogni volta che guardo Firenze con amore..

A te, ovunque tu sia, a te che mi hai insegnato a vedere la bellezza dell’arte come bellezza dell’animo umano, a te, nonno adorato, che mi facevi giocare con i colori, nel tuo studio di pittore per diletto, e mi parlavi dei grandi artisti come di parenti senza tempo, amici e maestri…
a te, nonno Giuliano, dedico
ancora ogni sguardo sulla nostra città …

E quando ho trovato  in rete foto del tuo vecchio libro di storia dell’arte… e non è stato certo come riguardare con te le diapositive nel tuo studio, ma è stato un tuffo al cuore…

E quando, cercando tra i libri a casa dei miei, ho ritrovato il libro vero, una copia in carta appena ingiallita, non una foto in rete. E me lo sono ripreso, per studiare e per sentirmi vicino ancora il mio nonno.

sul tavolo, accanto alla scacchiera di Sandro, che vorrei avrei voluto avessi potuto conoscere…

Oggi invece ho ritrovato, in una scatola in fondo al ripostiglio della casa in cui sono cresciuta, il mio scarabocchio di bambina che aveva dato a nonno Giuliano l’occasione per mostrarmi Icaro di Matisse: