Luce

Il tramonto sul fiume,

i passi tra una riva e l’altra,

ogni ponte un respiro più lento e un pensiero in volo…

mi mancavano le mie passeggiate.

Alberi e passi, nuvole e foglie riflesse nell’acqua,

rami spogli a svelare più cielo dopo le volte aranciate e i tappeti d’oro dell’autunno, colori nuovi in terra, marrone, nero, verde cupo, fiammate di rosso, sfumature di rosa e viola nel tramonto… e il suono dell’Arno, il vento sul viso, i versi degli uccelli, i profumi del bosco.

Certo, per tornare a correre ci vorrà pazienza, nessun infortunio stavolta, solo lo strascico di fatica e fiato corto di una broncopolmonite che mi ha debilitata (di suo e per via della cura, gli antibiotici che hanno stroncato i microbi mi lasciano a terra). Intanto mi godo le luci più belle, l’amore di Sandro e Viola, l’Amore che chiede ancora di nascere in noi e di farci rinascere, celebrato in tanti modi. Nel modo più semplice e dolce, con i presepi che mi piace allestire e ammirare. In casa il presepe di sempre, quello di quando ero bambina, con il Bambinello nuovo, da pochi anni, dono di un’amica di Napoli, in terracotta e lino, un piccolo gioiello per sostituire il Gesù perduto. 

Quello bello in chiesa, a San Jacopino, 

ancora a San Jacopino in giardino

dove si nota bene, meglio prima del tramonto, la nuova ospite della scenografia del presepe vivente della Vigilia; la gattina nera Stina, presto mamma di nuovi micini, ora spesso ai piedi del Bambino.

E di nuovo in chiesa, in San Donato in Polverosa: con le pecore e i pastori vicino all’ingresso,

ma il Bambino Gesù anche accanto all’altare, sotto il Crocifisso.

Nato per morire per noi, morto per farci nascere alla vita che non passa più.
GRAZIE

28 dicembre 2019 San Donato in Polverosa2

Non a caso il giorno dopo Natale si ricorda il primo martire, Santo Stefano, che mentre moriva perdonava e vedeva spalancarsi il cielo…

Per Santo Stefano il Concerto di Natale a San Jacopino, per organo e quartetto di ottoni. Bellezza, cibo per l’anima.

26 dicembre 2019 concerto organo e ottoni san Jacopino2.jpg

Ci ho portato anche Viola.

26 dicembre 2019 con Viola al concerto organo e ottoni san Jacopino (1)

A pranzo eravamo da mia madre, il 26 come il 25, mi manca sempre babbo, sedermi al suo posto a tavola mi fa ancora un certo effetto, ma lo sento in giro per casa il suo amore. Viola sta volentieri dove il mio babbo ascoltava musica, pregava, leggeva… lei ci disegna e mentre noi ‘grandi’ eravamo al caffè mi ha chiamata: “Mamma sono al tavolino del nonno, vieni accanto a me?” mi ci sedevo spesso a fumare col babbo, prima del suo infarto, lui il sigaro Antico Toscano, io le maledette sigarette ormai abbandonate da quasi due anni. Ora ci si colora con matite o pennarelli.

Vita.
Luce

Auguri di bene

Vigilia di Natale e terza sera di Hanukkah… tre candele accese per auguri di bene a tutti.
Il presepe che Viola aveva portato a casa dall’asilo come candela centrale…  è bello che si incontrino la festa delle luci e la venuta al mondo della luce che splende nelle tenebre. E le tenebre non l’hanno vinta. Hag Sameach ai fratelli maggiori, di cui alcuni amici cari, ma tra poco per me è Natale. Festeggio la Parola che si è fatta carne per stare in mezzo a noi.

Aiutami a farti spazio

tra terra e cielo

Dentro San Miniato

Per Santo Stefano protomartire, visita alla basilica del protomartire della città di Firenze… sì, anche, ma l’apertura straordinaria dell’abbazia di San Miniato al Monte è soprattutto l’occasione per nutrirsi di bellezza e divertirsi imparando dal fantastico abate Padre Bernardo. Persona meravigliosa e uomo di fede viva, luce straripante da un cuore che si è fatto i suoi giri nel buio e nei dubbi… grazie!

Bernishow20181226_152040

L’ultima volta a visitare chiostro e locali dell’abbazia, sei anni fa, con lo sposo e la nostra bimba ancora nel mio pancione…

26.12.2012

e oggi Viola danza e saltella libera, anche se torna a rifugiarsi tra le mie braccia più che volentieri.
La sua nascita ha dissolto nebbie di paura antiche…

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Gioia contagiosa, incontenibile entusiasmo e

applauso 20181226_151216_1

pensieri a un timido prezioso custode della sua mamma: Viola, mentre Sandro ci scattava la foto con Dom Bernardo, diceva che bisognava mandarla a “don Fulvio amico mio”

con Berni e Viola 20181226_152710

E se il primo Natale senza babbo Lodovico è stato difficile (gioia e luce, ma con una voragine nel cuore), celebrarne il cuore a San Jacopino mi ha fatto bene.

Natale a san Jacopino

Tu scendi tra le rose,
con tutte le spine...

tu scendi tra le rose

Portare oggi Viola a vedere Firenze dalla porta del cielo

bellezza, fuori20181226_143816

e ripartire. Insieme.

Cate Viola Sandro 26.12.2018

Anche quando la vita è in salita, 

salita

perché non mi interessa che sia facile, ho bisogno che ne valga la pena…San Miniato al Monte_20181226_153014

 

La tenda e la stella

“si fece tenda per noi”

Ieri, nel primo pomeriggio, una corsa a San Jacopino in cerca di riconciliazione e ricarica di grazia, prima delle ultime ore di lavoro nel caos, per non portarmi troppi affanni e pesi, macchie e cicatrici nella Vigilia che oggi respira piano, col fiato sospeso, il cuore gonfio di stupore e tenerezza… e, prima di entrare in chiesa, il saluto alle rose di don Fulvio, acciaccate dal freddo finalmente arrivato e da qualche pioggia, ma sempre lì, bellissime e profumate di bene. E la tenda. Un simbolo che interroga ancora. E un preparativo…


Stamattina, tornata per la messa della quarta domenica di Avvento, vista la trasformazione dei preparativi per il presepe vivente. 
La tenda e la paglia per il Signore che viene e viene come bimbo indifeso, l’Infinito fatto pelle e sangue, gioia e pianto, sete e fame… di noi.

Le rose di Fulvio, la tenda e la stella cometa.

Lo scenario in fieri per rappresentare e ripresentare la più grande rivoluzione, l’irruzione dell’Eterno nel tempo, la discesa dell’Infinito nella fragilità carnale di noi creature, l’Onnipotenza che si fece vagito di bimbo tra pastori, animali, precarie sistemazioni contro il gelo della notte.
Tra tenda e tenda, la porta di casa di un saggio servo del Re dei re … dietro quella porta a me ormai assai cara, quante lacrime e parole e sorrisi… ci ho lasciato fardelli pesanti e raccolto consolazione, moniti, perdono e doni, domande e consigli.

E un po’ di campagna in città.

“mentre l’arca di Dio sta sotto i teli di una tenda”… letture di stamani.
Ormai la IV di Avvento è diventata Vigilia. Mi sarebbe piaciuto vedere da vicino e vivere stasera il frutto di quei preparativi, magari lo vedrò in foto di altri. Mi tengono in casa diverse cose, anche il bisogno di riprendere fiato dopo mesi concitati.
Qualcuno è alla Messa solenne della sera, qualcuno forse a tavola, qualche mamma, come me prima, misura la temperatura alla carne della sua carne e cerca di abbassarla con la Tachipirina, altri bimbi senza febbre guardano un cartone animato aspettando Babbo Natale…
Mi riguardo con gli occhi chiusi occhi che mi hanno parlato, segni che non trascuro anche se a volte ci metto un po’ a fidarmi…

«Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» 

Viola non ci arriva a mezzanotte, qui è nato un po’ prima

Non aspetto regali da scartare, i regali più belli si sono sciolti piano piano nel cuore.
Parole note rilette con animo nuovo. Canzoni come doni e carezze (o anche salutari ceffoni) riascoltate tutte in fila.
Persone incontrate da non molto che sono diventate di casa nella mente.
Un po’ di pace nel turbamento, un po’ di gioia nuova tra cicatrici e sfinimento.
Un po’ di silenzio e casa e fermare le corse …

E dubbi che fanno ripartire la meraviglia.
Cadute che donano la gioia di rialzarsi e gratitudine per le braccia aperte di Chi non viene per chi non inciampa mai.
Affetti splendenti, amiche ritrovate, nuovi incontri e un timido, acuto, generoso, paziente, speciale punto di riferimento.

E la bimba che mi è nata e mi obbliga a non spegnermi…Viola con la febbre che si affida completamente al nostro amore… babbo e mamma accanto, non chiede altro.
Che in questa fredda notte torni a scaldarci l’assurdo della Luce che si è fatta carne
Buon Natale

e ancora una volta è nato

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e lo abbiamo aspettato ogni giorno con giochi e colori, calendario dell’avvento e pasta di sale, canzoni, progetti di lavoro, incontri…

23-12-2016-duomo1

certo che siamo fortunate a vivere a Firenze! Ci diamo appuntamento al Battistero, davanti al Duomo.
Quest’anno sono riuscita a vedere il presepe allestito accanto alla Cattedrale senza i mitra puntati… i militari si erano spostati un momento.

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E una luce bellissima danzava intorno alle statue.

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Anna, rapita ai suoi doveri per aggiornare la mia madrina e testimone degli ultimi sviluppi esistenziali, mi ha fatto scoprire un’osteria incantevole, piena di fiori, profumata di poesia, dove si mangia bene e si spende i’ giusto, a un passo dal Duomo, senza ressa di turisti. Grazie!

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Il nome del locale è l’ideale per noi.

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Via Martelli senza macchine, con tanta gente a spasso, il suono di una fisarmonica e l’albero di Natale in piazza …mi ha alleviato la nostalgia per Parigi. Firenze è più piccina della mia amata Paris, ma l’è la mi’ città e bella è sempre bella.

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Giorni di corse, ritorni e sentimenti scombussolati, poi il silenzio della notte più dolce quando il cuore è ancora bambino o torna allo stupore dell’infanzia nonostante il male fatto e ricevuto dal mondo.
E la mi’ bimba che spiava il presepe per vedere se nasceva il Bambino… poi si è addormentata forse sognando il mistero per lei magia, forse i regali chiesti a Babbo Natale.
E a me è tornata la voglia di aspettare la mezzanotte per fare memoria della follia più tenera: il Dio degli eserciti che si butta nel mondo e diventa uno di noi nel grembo di una ragazza… figlio, pianto, fame di mamma, fragile neonato venuto al mondo, ma non del mondo, Luce fatta bambino, venuto alla luce per far fare pace a cielo e terra.

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Non ci sono parole per la gioia e la meraviglia di Viola stamattina, felice che il Bambino fosse finalmente arrivato.

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Silenzio amoroso e poi Astro del ciel a nastro… “tu scendi dalle stelle o Reee del cieeelooo e vieni in una grottaaa al freeddo e al geeelooo…”

25-12-2016-viola-accanto-al-presepe1

 

Buon Natale, ancora e a tutti.
Gloria a Dio nell’alto dei cieli
e pace in terra agli uomini, che Egli ama

Fine. E non solo di un anno

La libertà dell’uomo consiste nel sormontare l’angoscia della vita
(Jean-Paul Sartre)

30 Firenze a Natale

Ieri a spasso con lo sposo nel cuore di Firenze. Freddo e luci diverse. Sempre col naso in su e …ogni volta emozionata dalla mia città, come se non ci vivessi da più di quarant’anni.
Luna sul Duomo, meglio di qualsiasi addobbo natalizio.

30 Luna e Duomo

Strani effetti nelle foto scattate da Sandro… occasione di risate ier sera su facebook

30 il mistero della testa

(“ma la ragazza sulla sinistra è… è senza testa?” alla fine svelato il mistero dall’amica fotografa, grazie Anna, ma per quasi un’ora commenti e battute a sfare).


Ci voleva una giornata di svago prima di affrontare la dolorosa e insieme dolce incombenza di stamani.

31 ereditariaA casa di nonna Gabriella per salvare e portare con me ricordi e cose, almeno quanto mi voleva lasciare: la sua fede nuziale (e quella del nonno Giuliano), libri, quaderni, i dipinti del nonno, golfini fatti a mano e vestiti, appunti… e non è vero che non aveva fotografie! Era bella da giovane, innamorata del mare come me. Per questo mi chiedeva sempre di fare una nuotata anche per lei quando prendevo la nave per l’Elba.

nonna Gabriella giovane al mare

Lacrime amare appena entrata nella sua stanza. Vuota di lei.
Lacrime di tenerezza quando ho trovato una foto di me piccolina tra i nonni, ora insieme in cielo.

31 foto Cate piccina tra nonno Giuliano e nonna GabriellaCome per una carezza dal cielo ho preso la nevicata di stamani. Fiocchi bianchi in danza dalla finestra della sua stanza.
31 neve a Firenze

E, tornata a casa, sistemati i quadri al riparo di Viola (poi troverò il modo di appenderli), i libri idem, i vestiti in parte nell’armadio (altre cose rimaste nei sacchi, ci penserò presto), mi sono provata l’anello di matrimonio della nonna, sopra la fede col giglio delle mie nozze con Sandro

31 con la fede di nonna

 …solo per poche ore. Ora rimetto insieme gli anelli dei nonni.
E, soprattutto grazie a Viola, si guarda avanti.
Scarto i calendari per il 2015 …

31 calendari per 2015

Buona fine e buon principio

AUGURI

 

 

Anna con noi

20 dicembre 2014 Sandro Cate e Viola2

Sabato di festa, ieri in casa con Viola, lo sposo e …

20 dicembre 2014 Anna e Viola

la nostra grande amica Anna.
Se il tempo vola, insieme, lasciando echi di dolcezza, risate, luce

 

20 Cate Anna Viola

e completo oblio di altro terremoto che non sia la scatenata monella di quasi due anni (che ci ha distratti dallo sciame)

20 dicembre 2014 Sandro Cate e Viola… è festa. Amore, tenerezza e gioia.
Doni per la bimba, giochi e parole, figure e smorfie, nomi e numeri… fino allo sfinimento.
E, messa a nanna la piccina, cena insieme.
E pace se le lenticchie, le mie “famose” lenticchie rosse alla tunisina, si sono sbruciacchiate sul fondo della pentola, perché parlando parlando mi ero dimenticata il fornello acceso. La pasta almeno era buona. E il cioccolato.
Pace se il tavolo traballa di suo e in giorni di scosse non è l’ideale…

21 presepe con pastore cadutoMi si è sdraiato anche un pastore… al quinto piano si sentono le scosse
erano anni che non lo facevo, il presepe... Anna sa perché

erano anni che non lo facevo, il presepe…
Anna sa perché

Potersi confidare, confrontare, discutere, ricordare, commuoversi, ridere fino alle lacrime, condividere lacrime fino a sorridere. Questo è festa, questo è amicizia. A costo di rischiare di perdere l’ultimo bus per tornare a casa, ma Anna corre e l’ha preso al volo.

Grazie

 

p.s. tanto tornerà presto, stavolta, non passeranno altri mesi… c’è una scopa formato mini da riportare a Viola

Foto di Anna: portata  dall'aggiustascope la mini granata con cassettina e cencino per la bimba "maniaca" delle pulizie :)

Foto di Anna: portata dall’aggiustascope la mini granata con cassettina per la bimba “maniaca” delle pulizie

 

 

 

 

 

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