Balagan insolitamente composto

Un’altra sera d’estate nel giardino della sinagoga per godere il fresco offerto dall’unico punto di Firenze dove si respiri anche nella canicola afosa di luglio, per stare in ottima compagnia e, stavolta, per un evento di particolare rilievo all’interno dell’iniziativa estiva del Balagan Cafè: la consegna della Menorah d’oro al direttore degli Uffizi Eike Schmidt, da parte del Bené Berith di Roma.


Accarezzati dalla brezza tra gli alberi del giardino e dalle note del concerto del Quartetto d’archi Amitié, con brani inediti di Federico Consolo*, offerti dall’archivio del Conservatorio Cherubini.

E una cena più ricca del consueto, ma sempre a base di delizie della tradizione gastronomica ebraica presentate, narrate e cucinate da Michele Hagen e dallo chef Jean-Michel Albert Carasso:

Bomboloncini salati ripieni di pappa al pomodoro
Cornetti di sfoglia con spinaci
Pizzette con formaggio (di soia, perché menu bassari/parve) aromatizzato all’erba cipollina con pere e miele
Gravelax di salmone agli agrumi (marinato con pepe rosa e aromi)
Spuma di tonno con caviale di melanzane

Paccheri al sugo di nasello


Salmone grigliato in crosta di sesamo
Pomodori confit al cedro e mentuccia fresca e patate rosolate al rosmarino

Sorbetti di fragola, cocomero, melone o limone

 

Ieri sera riuniti gli affetti speciali del nuovo capitolo della mia vita, i miei ‘custodi’, Anna, la mia madrina, e don Fulvio, con amici nuovi, Patrizia e Sandro (non mio marito, lui era a casa con la nostra bimba). Bella serata… grazie!

A parte noi, sempre un po’ casinisti, non c’era il solito Balagan (alla lettera – me lo ha detto Emanuele Bresci – disordine, catastrofe, scompiglio, caos…), il 4 Luglio clima delle grandi occasioni, alta società, musica raffinata. 

4 luglio 2019 post quartetto d'archi per Eike Schmidt

*Federico Consolo era un promettente violinista, quando dovette interrompere la sua carriera di concertista per una malattia neurologica. Si dedicò quindi all’insegnamento presso il Conservatorio di Firenze, alla composizione (studiò con Liszt), a studi di musicologia particolarmente in ambito ebraico. Il suo “sefer shirei Israel”, libro dei canti d’Israele, è una ricca collezione di trascrizioni della liturgia livornese
(Enrico Fink)

lunaticamente

Luna crescente nel cielo di Luglio,
ogni sera quasi impercettibilmente diversa,
ogni volta un’emozione nuova…

 

Amore mio,
sono stati giorni caldi e tremanti, sono state notti di sogni e paure, dubbi e sbagli, felicità immensa e fonda angoscia…
e non scrivevo più qui, ma tu senti ogni mio battito del cuore e ti culli al mio respiro, lo so

Lunedì 23 ti ho rivisto, non con l’emozione fortissima e irripetibile della prima volta (ancora non so se sia meglio dimenticare il giovedì dello spavento grosso o tenerne in mente soltanto il lieto fine), ma insieme con il tuo babbo, con calma, alla prima visita fissata con la ginecologa (che ancora non avevo).
Eri minuscolo (lo sei ancora, ma forse già più lungo… non vedo l’ora di rivederti e lasciare che ti misurino e mi rassicurino), solo 2,3 centimetri: 23 millimetri di felicità.
La tua culla crescente è ben chiusa, senza accenni di distacco, sei al sicuro.
Agitavi già le braccia mentre la dottoressa muoveva dentro me quel sondino fastidioso: ci salutavi o chiedevi di esser lasciato in pace?

Anche se lo smalto è concesso  (il veleno è l’acetone di molti solventi, mi sono procurata un solvente delicato senza quella roba), per te rinuncio ai colori accesi che si tolgono a fatica, per un po’ basta con i pasticci impressionisti, meglio una delicata french


Sorseggiando un bicchiere di latte sto ascoltando Mozart, Sinfonia concertante Es-dur KV364 – 1 movimento (Allegro maestoso), ma la musica più bella al mondo è stato il suono del cuore che batte: 
Tu tum tu tum tu tum

a piedi nudi sul palco

e ieri pensavo a Rino e cantavo le nuvole rigonfie di speranza
col cuore ai passi delle onde che danzavano sul mare
a piedi nudi come un sogno di follie venduto all’asta

amo il cielo animato di nuvole e colori cangianti
amo il mare, le onde, passeggiare a piedi nudi sulla riva,
danzare nel blu senza musica umana..
amo ballare e sognare e salvare la mia follia…

e ieri si è ballato scalze, di nuovo.

Il saggio del 24 maggio era piaciuto e ci hanno invitate a esibirci ancora per l’inaugurazione della stagione estiva nella palestra in collina.
Ieri all’aperto, sul palco esterno. Palco… era una pedana di legno un po’ scheggiata, non proprio l’ideale per danzare a piedi nudi. Non ci è stato possibile fare una prova, le sale erano chiuse (giornata festiva, palestra chiusa), non ci si conosceva quasi tra noi, a parte la maestra (allieve di corsi diversi), il sole negli occhi non aiutava, i moscini nivvìso davano noia, le zanzare banchettavano sulle panze ignude… però, come ogni volta che la musica mi porta lontano dai pensieri, è stato bello esserci.

Sandro ci ha filmate come poteva, la ressa davanti rendeva difficile il compito anche al fotografo bravo che ci ha regalato qualche scatto

lo sposo in versione “regista” era in posizione laterale. Ora, la danza del ventre si apprezza frontalmente, in questo video ci ha riprese più che altro di schiena e di fianco … accontentiamoci:

E mi terrò in cuore ogni emozione, come il sorriso che nell’inchino nessuno ha visto…