l’ultimo giorno di agosto

Alle Cascine, Firenze, 31 agosto 2021

Era il giorno in cui lasciavo che il vento mi spettinasse i capelli e portasse i pensieri a volare tra le nuvole, il 31 di agosto era il giorno in cui sbirciavo la cassetta della posta in attesa di cartoline, il giorno in cui chiudevo nell’armadio i costumi da bagno e il cappello di paglia fino all’estate dopo, sceglievo i quaderni e il diario per la scuola, facevo la punta alle matite e lavavo lo zaino. Era una vigilia di anno nuovo. La scuola riprenderà a metà settembre, ma non per me, ormai, ora sta per ricominciare per la mia bambina. Le cartoline non si mandano più o quasi. Resta la gioia di sentire nell’aria settembre che arriva a far nuovi i colori. Resta vigilia di anno nuovo, per me ancora si cambia ‘anno’ a settembre. I ricordi d’estate andrebbero accompagnati da un buon bianco freddo ben fermo, come quello gustato con un’amica venuta a trovarci il 18 agosto a Castiglioncello, ultimo giorno di vacanza al mare, già lasciato l’albergo…

Anche una canzone può andar bene o una tazza di tè verde, qualsiasi carezza al cuore per addolcire la malinconia di ogni congedo e ravvivare l’attesa delle novità. Sogni, solo sogni, basta progetti e propositi! Solo sogni e ricordi. Speranze e stupore in germe…

e quando il rumore del mare sovrasta quello dei pensieri, sei nel posto giusto… se poi ci sei con chi ami…

assaggi di mare

Domenica 4 luglio, compleanno di due amiche care, una vicina di casa un po’ persa di vista da quando i nostri bambini frequentano scuole diverse, una lontana nello spazio, ma tanto vicina di cuore… ora più che mai, con Sandro e Viola siamo tornati a Castiglioncello per qualche ora di mare tra pini e scogli, dalla mattina alla sera, anzi, da metà mattina a metà pomeriggio, proprio un assaggio di vacanza, ma per noi è già tanto fare queste scappate… via dall’afa di Firenze e dai pensieri soliti.

A piedi nudi in riva al mare la felicità è una cosa semplice, diceva più o meno così qualcuno…

Gioia per gli occhi il mare limpido, gioia per occhi e cuore la nostra bambina che cresce, gioca e sta bene…

Cibo per la gioia che dura passare momenti insieme, con leggerezza.

Cibo anche in senso stretto. O largo…

a dieta doman… mai! La prova costume ormai si è fatta: in mare si bagna, al sole si asciuga, quindi funziona.

E poi la pace in pineta, ricarica di aria buona per il resto di luglio.

Luglio a Firenze… sì, ci voleva un pieno di aria di mare, ombra di pini, sogni per arrivare alle vacanze, alle notti di stelle delle ferie di agosto che non sono una scelta… nel senso che potendo si sarebbe scelto giugno o luglio, ma le ferie dello sposo sono legate alla chiusura aziendale ancora fissata a quei giorni di fuoco attorno al ferragosto, ringraziamo che uno dei due il lavoro ancora ce l’ha e che stiamo tutti bene. E quest’anno ci siamo regalati gli assaggi di mare per noi insoliti, bella novità

GRAZIE

festa della mamma al mare

Tra pini e scogli con sposo e bimba, una domenica fuori città, ormai già tornati a Firenze con il sale del primo bagno a mare dell’anno sulla pelle appena scottata dal sole per cui non ci si era preparati…

A Castiglioncello l’acqua è limpida, ma Viola non era molto a suo agio tra sassi e scogli…solo all’isola d’Elba c’è insieme il mare bello di scoglio e la delicatezza della spiaggia di sabbia, ma l’isola meravigliosa quest’anno sembra proibitiva…

vedremo come fare per l’estate, dove siamo stati oggi la pineta è bella, l’aria buona…

intanto oggi una boccata di iodio e profumi quasi dimenticati.

GRAZIE

Venti

Con il soffio di Ponente o Maestrale, l’acqua di Fetovaia regala trasparenze affascinanti… ogni baia, cala, spiaggia, insenatura dell’isola d’Elba risponde con luci e colori particolari ai diversi venti. Al nostro arrivo all’hotel Scirocco, sull’isola già lasciata per tornare a Firenze, soffiava il Maestro.

Ringraziavo ogni mattina per la meraviglia dell’alba… dormivo poco, ma godevo del passaggio dalla notte al mattino, dalle ultime stelle al rosa sul mare… e mi alzavo presto e potevo gustare la spiaggia deserta, il silenzio, la dolcezza dei passi lenti in riva al mare, all’isola d’Elba, nei giorni più caotici dell’anno per i posti di vacanza… quest’anno poi, con tutti i ‘giovani’ che per via della pandemia non sono andati all’estero, affollamento inevitabile. All’alba dormivano quasi tutti.

In passato mi sono svegliata anche prima, ma non mi alzavo e soprattutto non andavo in giro prima del caffè… nelle mattine elbane di quest’estate camminavo e nuotavo senza neanche il caffè, incredibile per me! Segno che sto meglio, penso… la bellezza mi nutriva e mi chiamava.

Poi, dopo una bella colazione con Sandro e Viola, vita di mare insieme, con gioia, cercando di evitare la ressa…

e tra scogli e sentieri era possibile ritagliarsi momenti di pace e distanziamento fisico, per me vitale al di là del virus…

e lunghe nuotate in un’acqua spettacolare, incantevole a starci dentro, meravigliosa anche vista dal vecchio molo dei pescatori…

Anche ieri mattina a Portoferraio, prima di salire sulla nave che ci avrebbe portati via dalla mia isola, un momento diverso dal solito con Viola a farci dire i nomi di tutti i pesci presi dal motopeschereccio appena attraccato: sgombro, sardina, salpa, sarago, triglia, orata… un pescatore ne prendeva uno per tipo e lo mostrava a Viola curiosa (e a me golosa). GRAZIE!

A volte, la mattina presto sulla spiaggia, mi faceva compagnia un gabbiano… e il volo di un gabbiano è l’ultima immagine marina, foto scattata dalla nave, prima di sbarcare a Piombino ieri a fine mattinata

il rientro…

va reso più dolce con le immagini raccolte per via e più piccante coi doni portati in città

ieri sera, sul tardi, siamo tornati.
A Firenze, dove abitiamo, ma… non ‘a casa’.
Non mi sento più a casa in alcun posto a lungo e mi sento un po’ a casa un po’ ovunque per un po’…


Nuvola, vivo con il vento. Amo viaggiare, amo partire, non mi piace arrivare, soprattutto per stare.


Tornati ieri sera, bagagli in parte ancora sparsi in corridoio, panni stesi e qualcosa già piegato e messo a posto, ma l’anima è rimasta tra gli scogli della Calabria, il borgo valdese di Gardia,

gli incontri a senza fiato di cui racconterò

alla faccia del virtuale

16 agosto 2019 a Fiumefreddo con Viola, Anna Ringa e Sandro

e la scoperta di Fiumefreddo,

i tramonti sul mare

IMG_20190818_194353

e l’Abbazia di Montecassino…

sì, perché il viaggio era lungo e abbiamo pensato bene di allungarlo ulteriormente!

Sandro mi ha fatto proprio un bel regalo portandomi a visitare la ricostruzione della ricostruzione della ricostruzione della ‘casa’ di San Benedetto.

Amo viaggiare e conoscere, amo le visite in più e la vista della bellezza ovunque.

Avrei tanta voglia di raccontare tutto e non so da dove cominciare, tante foto, anche troppe, tante emozioni… mai troppe, mai troppe le emozioni. Amo vivere

 

in tre in treno

per un convegno (lavori in corso… progetti in fieri) in un luogo incantevole.

A Gallipoli.

E allora colta l’occasione per una breve gita con sposo e bimba, la prima volta in Puglia per noi insieme.

Il primo viaggio in treno di Viola è stato bello lungo… brava e dolcissima la nostra bimba si è divertita e ha portato gioia a tutti fino al tacco dello stivale. Grazie!

Tanta bellezza in cuore, occhi pieni di mare e vento… gratitudine oltre misura, le parole vengono meno

Un assaggio di Puglia che mi lascia tutta la voglia di tornare presto

dove mi sono sentita subito accolta
e dove ho lasciato un po’ di cuore

proprio lì, tra cielo e mare

tra nuvole e scogli
e sogni oltre l’orizzonte

ogni giorno cerco futuri ricordi belli per me e per chi amo

e spero di poter presto tornare a farmi cullare dal treno, con gli occhi al finestrino e il cuore tra le nuvole e i nuovi ricordi già nati

dove, come… non lo so

 

arc en ciel.jpgma ci ritroveremo.
Stamani con Sandro e Viola e mia madre (e tua moglie) siamo stati a vedere dove è sepolto il tuo corpo.

Viola triste e sgomenta “avevo capito che si andava a trovare il nonno… quindi in Cielo! Mamma, tu mi avevi detto che il nonno ora è in Cielo, abbracciato da Gesù… non era vero? Il nonno è lì sottoterra?”

“No, amore, portiamo un fiore a quel che resta qui del tuo nonno, ma tu pensalo in cielo e nel tuo cuore, come anch’io cerco in cuore e penso in cielo il mio babbo…”

 

Ogni estate esige il suo tributo di lacrime e sangue, questa non si è smentita. Altri lutti lontani e vicini, molto vicini, oltre alla tragedia assurda di Genova. Non ci sono parole con un senso e una logica, solo troppi pensieri e tanti ricordi, in ordine sparso…

Tutti sanno quanto amassi mia nonna Gabriella e il nonno Giuliano (mamma e babbo del mio babbo), eppure neanche so dove sono di preciso i loro resti (a Trespiano e a Soffiano, sì, ma non sono andata a cercare le loro tombe)… non sono incline a far visita ai miei cari defunti sotto centimetri di terra o dietro lastre di marmo, mentre a Parigi ho visitato cimiteri monumentali e anche altrove ho fatto sosta davanti alla tomba di qualcuno. Per babbo, eccezione. Ma non sei lì sotto, Lodo, lo so, almeno credo… non so più niente, mi manca il terreno sotto i piedi, cammino nel mondo senza un pezzo di cuore… forse un posto ci vuole, sapere che un pezzo di terreno ci appartiene, in qualche modo, non piace alla me senza patria (anima sans toit ni loi), ma un pochino frena il mal di terra… la vertigine del quotidiano senza te.

A Portoferraio, sul molo dove zio Enzo mi insegnava a pescare quando ero piccolina, ho ricordato lui e te che lo prendevi in giro affettuosamente… siete vivi nei miei ricordi, nei profumi della terra, nei riflessi del mare…

In mare non avverto quella nausea e quelle vertigini, in acqua e sugli scogli, sulla nave o nuotando, mi sento in pace. La febbre alta al rientro in città dopo una settimana all’Elba si è bruciata un po’ di magone, ora riaffiorano le immagini del mare stampate nel cuore… dalla nave dell’andata, l’Oglasa che prendevo con babbo e mamma e Pietro e Paolo piccino,

alla villa di Napoleone, visitata con Viola come babbo portava me e i miei fratellini sempre a vedere tutto di ogni posto… a qualsiasi età, magari a cinque anni nessuna interrogazione di storia, ma a scuola Viola saprà già chi era Napoleone. E dove è stato in esilio. Ne ha visto anche la vasca da bagno e la scrivania, la serra e la terrazza…

e gli alberi, da riconoscere per le foglie e i rami, gli uccelli anche dai versi, le stelle dalla posizione in cielo… e poi godere della bellezza senza dover dare a tutto nome e misura, anzi, proprio nella smisurata bellezza di tanto, sentire la gratuità della vita… i pentagoni dorati disegnati dal sole sul fondo sabbioso a volte si coloravano dei colori dell’arcobaleno, abbandonarsi all’acqua verde azzurra blu (sì, piccola, l’acqua è trasparente, come l’aria, i colori sono dati da onde, vibrazioni, energia… tutto è vivo nell’universo, profondità e correnti riflettono il cielo in mare) insegna la fiducia in qualcosa di più grande di noi e sconosciuto…

nuotare e insegnare a galleggiare e iniziare a muoversi in mare … gioia pura. La scarsa connessione (wi-fi solo a pochi metri dalla reception dell’hotel, in camera neanche campo per telefonare) ci ha regalato una vera vacanza.

E quel pianoforte…

babbo capì tutto al volo quando dissi che non mi piaceva più mentre avevo solo sentito lui e mamma parlare del momento di difficoltà economica e del costo di lezioni di piano e noleggio del pianoforte… “non mi piace più suonare, ho cambiato idea, babbo possiamo restituire il piano?” Non dimentico il suo abbraccio. Amo ancora il pianoforte, ascoltarne la voce… chiunque lo suoni. E sfiorarne i tasti con un filo di nostalgia.

Il ritorno mi ha fatta ammalare perché non c’era babbo Lodovico a casa a Firenze a cui raccontare tutto e portar la schiaccia briaca per il compleanno…il 24 agosto sarà un mese dalla morte, il 25 agosto …il primo compleanno mancato. Poi posso dar la colpa a microbi sparsi, all’aria condizionata troppo ghiaccia sulla nave, ma so che mi sono ammalata quando ho mollato dentro, quando ho lasciato cadere la diga e ho iniziato a piangere in auto…

Dopo ogni notte, fino all’ultima ora che non spetta a noi decidere, ci aspetta un’alba nuova

 

un mare di emozioni… ricordo del mare

Forse in una vita precedente ero un pesce? Non credo alle esistenze multiple, ma da qualche parte dentro di me c’è un richiamo invincibile al mare vero. Se già nuotare al largo mi rimette al mondo, come un grembo sconfinato il mare aperto, fuori dalle baie e dai ripari di scogliere e promontori, mi accoglie e mi abbraccia e mi regala la pace che altrove stento a trovare.
A volte mette i brividi, può fare anche tanta paura, ma lì come in pochi altri contesti sento la magnifica ricchezza dell’Amore che ha creato tutto. E allora sono brividi di emozione e gioia commossa, non di paura.

Solo che avevo promesso di non avventurarmi oltre la Punta da sola.
Ora la nuvola è mamma e deve rispettare doveri prima ignorati, come non mettere a rischio la pelle… questa estate, in agosto, qualcuno mi ha accompagnata e mi è stato regalato un sogno realizzato.

Solo ier sera il Mago della luce, grande fotografo, vero amico e ottimo nuotatore, mi ha mandato gli scatti della nostra nuotata oltre la Punta di Fetovaia… 

…gli scogli dietro la Punta non si vedono dalla riva,

la barca a vela non era nostra o saremmo arrivati in Corsica (ma l’estate prossima magari ci si prova a nuoto, come i messaggeri del mare… oggi è il compleanno di uno di loro),

Con la testa sott’acqua mi scordavo tutti i pensieri brutti…

Senza maschera, senza pinne, solo con il costume (e solo per decenza), confusa con i pesci veri e le onde oltre la baia.
Poi una gita in canoa, per la prima volta mi sono divertita a remare su una specie di kajak…

e tornata quasi alla base, che bel riposo per braccia e gambe felicemente stanche!
L’ho già detto che amo il mare?
E che all’Elba sono felice?
Quanto manca alla prossima nave per la mia isola?

 

Ricordi colorati per i momenti di buio.

GRAZIE

la mia isola

… con il cuore a un’altra isola a me cara, colpita dal terremoto e da errori umani (tra Forio d’Ischia, Sant’Angelo, Casamicciola e Barano un’incantevole settimana con lo sposo all’inizio della nostra storia… ricordi indelebili appena velati di nostalgia senza rimedio, perché potremmo tornarci, ma non torneremo indietro nel tempo, quando ancora tutto o quasi tutto era da scoprire, provare, anche sbagliare).
E il sottile magone del sapermi viva davvero nei giorni che volano via tra scogli e pini, onde e stelle più che nei mesi in città, dove abito, lavoro, mi vesto, mi travesto (ci vogliono anche le maschere per affrontare il pubblico), parlo, ascolto, mi devo ricordare di respirare… 

 

Una leggenda narra che l’Arcipelago Toscano si formò quando Venere emerse con irruenza dal mare per raggiungere suo figlio Eros, rompendo la collana che indossava e perdendo sette perle che caddero in mare dando vita appunto alle isole toscane.

Ma le isole che compongono l’Arcipelago sono molte di più di sette. C’è chi dice di averne visitate più di 70 e chi addirittura oltre 200: stanno nel mare così come abitano in ciascuno di noi e la loro conoscenza è il frutto di un viaggio interiore che si compie ogni giorno vivendo e scegliendo in quale direzione condurre il timone della nostra mente.
Nel mio cuore vive l’Elba, negli occhi del cuore anche Pianosa, Montecristo, il Giglio… e di ogni isola un angolo più caro, una baia nascosta, uno scoglio speciale, un’insenatura apparentemente irraggiungibile, un promontorio senza nome…

Finalmente, dopo diversi anni di vago desiderio, stavolta raggiunta davvero la punta della Punta di Fetovaia.
Nuotare fuori dalla meravigliosa baia è affascinante, anche un po’ spaventoso, perché il mare aperto sa far paura, deve incutere almeno un po’ di timore a chi lo visita senza pinne e senza branchie. Un’emozione grande. Un senso di libertà e stupore che avevo quasi dimenticato, lasciato andar via dalla mente, ma non scordato, mai uscito dal cu
ore.


Non da sola, come promesso a chi si preoccupava per me, ma in compagnia di un grande amico, ottimo nuotatore e spettacolare fotografo: il “mago della luce”, Adriano! 
In attesa delle sue fotografie, scattate con la macchina subacquea mentre nuotavo oltre la punta, mentre facevo capriole tra i pesci e dopo anche nella gita in canoa (imparato pure a pagaiare quest’estate), qualche immagine sparsa della vacanza che ancora mi lascia un po’ di bronzo sulla pelle, un riflesso di sole sui capelli, una voglia di mare che non passerà fino al prossimo tuffo, tra meno di un anno.

ombre e luci prima e dopo la pioggia sul mare, luce nel cuore all’ombra del Pino solitario…

ogni tanto solo sposi, non solo babbo e mamma 

della reginetta della baia

innamorata anche lei dei miei scogli, 

Viola ha davvero fatto pace con i cani
Viola e Blu

 

e ci fa fare la pace

Non sono mancati i momenti di turbamento, non solo per l’incendio in Corsica che arrossava il cielo sopra Fetovaia ….
incendio in Corsica da Fetovaia

ma l’Elba è il mio nido e anche le rondini ormai ci stanno di casa…
al prossimo salto in “paradiso”

 

 

Nuvole e pini


16.8.2015 Pino4

Scogli e mirto, nuvole e pini, fulmini e stelle, eucalipto e pitosforo, vele e fichi d’India, gigli di mare… amo l’isola d’Elba.

17.8.2015 Gigli di mare

E da quest’agosto credo l’ami anche la mia bimba.

14.8.2015 in mare con Viola3

Viola, dopo dieci giorni nella mia isola che c’è, non voleva più tornare a casa.

16.8.2015 terrazza del Pino Viola Cate e Sandro foto di Adri

Lei, che l’estate scorsa non scendeva dal telo di spugna (passando dieci giorni sotto l’ombrellone), stavolta ha pianto solo un minuto il primo giorno per la sabbia, poi ci si è tuffata…

13.8.2015 castelli di sabbia

tra castelli di sabbia e corse in acqua, con bevuta di mare e cadute, ginocchia sbucciate, risate tra le onde, ormai è un’elbana di cuore.

16.8.2015 Fetovaia10

Non potrà mai accontentarsi di meno che di questo mare colorato, abbracciato dalle scogliere, tutto curve e scorci, insenature e sorprese. 

16.8.2015 Galli vista di Fetovaia dalla terrazzaDove a volte sembra tutto un sogno sfumato… specie se la lente è bagnata da uno schizzo di mare

15 agosto 2015 con lo sposo a FetovaiaDove ogni curva di scogli sotto le nuvole mi riporta all’estate infinita di quando ero bambina, quando il tempo non volava via…
19 agosto 2015 Portoferraio dalla nave2

Il tempo è sabbia che scorre tra le dita di una bimba che gioca…e ora quella bimba è la mia piccina. 

10 agosto 2015 Viola a riva2

Scesi dalla nave a Piombino ha sussurrato “e ora il mare va via e non torna più?” 

19 agosto 2015 sulla nave
Ci torneremo, certo che torneremo dove si prendono le stelle tra nuvole e pini, vele e scogli