Compleanno in cielo…

Oggi avrei cercato immagini belle dei fiori che più amavi per farti gli auguri, avresti compiuto 54 anni, invece li uso per salutarti, perché ora sei fuori dal tempo, libera dal passare degli anni. Non era così che immaginavo la tua uscita dal tunnel, ma se ti eri stancata di arredarlo, ti capisco. Ci manca il tuo sorriso, Lara, ci hai gelati tutti con la notizia della tua morte. Gli ultimi messaggi con te il 27 febbraio e il 4 marzo un malore improvviso… lo abbiamo saputo mercoledì 8 marzo, non ci si credeva, ancora non mi capacito…

Dovevi tornare a mangiare la schiaccia con l’uva e la pappa col pomodoro! Volevo farti vedere com’è cresciuta Viola, che ama la danza come mamma e come ‘zia Lara’… abbiamo rimandato troppo, anche per via di una pandemia, eh… e ora che sembra ‘sotto controllo’ quella, almeno da queste parti, siamo ripiombati nell’incubo della guerra in Europa, almeno l’angoscia per la catastrofe nucleare te la risparmi, altro che magone! Ma ora chi penserà a chiamare i pompieri per una cavalletta?

Ricordo con emozione e gratitudine ogni momento vissuto insieme, soprattutto le tue carezze sul pancione, dal tuo arrivo alla stazione

alla giratina in centro

“i colori di Firenze e della Fiorentina!”
Lara: “veramente… è la bandiera del Rimini”

Era il 13 ottobre 2012, ero incinta di Viola e Lara era venuta a trovarci a Firenze:

Un sorriso tra le lacrime, luce e colori per la bella persona che è passata alla vita che non passa, è stata un dono nella vita di chi l’ha conosciuta.

Lara era una tifosa del Rimini, la squadra che ci faceva tribolare in C2 quando ci si chiamava come uno stabilimento balneare della Versilia, Florentia Viola con la maglia bianca perché alla Fiorentina avevano tolto nome e colore… Lara era bella e simpatica, ballava quando non lavorava, amava i girasoli, ballare, mangiare, ridere, aiutare gli altri… Lara era mia amica, anche se ci si frequentava poco fisicamente, ma dei momenti insieme ricordi indelebili. E delle telefonate con l’accento a tortellino…

A Dio, Lara bella, Lara sorridente, Lara che mi accarezzavi il pancione emozionata per i calci di Viola… GRAZIE

Lara e Dani

Se sei in un tunnel e non riesci ad uscirne….
ARREDALO

Che sabato, ieri! Emozionata come una ragazzina, mentre alla mia non più tenera età aspetto una bambina, all’idea di conoscere di persona un’amica dal web,  Lara di Rimini, la gnocca che guarda i girasoli… mi sono scordata gambe gonfie e raffreddore e mi sono divertita a preparare un pranzo toscano prima di andare a prenderla con lo sposo: avviata la pappa col pomodoro, i fagioli all’uccelletto (volato via), la zucca gialla per la pasta (quella dopo, all’ultimo momento, mai mettere l’acqua sul fuoco finché non siamo tutti in casa… poche cose sono imperdonabili quanto la pasta scotta), la schiaccia con l’uva ecc…

Conoscerla? Riconoscerla! Appena scesa alla stazione è apparsa quella che è da qualche tempo ormai: una vera amica, una spumeggiante dolcissima presenza che la giornata fiorentina ha confermato e reso ricordo dei sensi, impronta nell’anima di abbracci, risate, calore di mani, luce degli occhi. Come una sorella.

“i colori di Firenze e della Fiorentina!”

“veramente… è la bandiera del Rimini”


Il pensiero di stoffa della tifosa romagnola unisce nell’affetto due squadre che si scontrarono duramente all’inizio della storia d’amore tra me e il babbo di Viola: il giorno di Rimini-Florentia Viola (sì, l’anno in cui ci si chiamava come uno stabilimento balneare, quando ci tolsero nome e colore) mi ero iscritta a fiorentina.it e … di lì in avanti la storia è nota ai più, mentre il giorno di Florentia Viola-Rimini, Lara era Firenze nel formaggino ospiti… e ieri, a Firenze, era a tavola con noi,

intorno al tavolo di Daniela, la mia amica ritrovata dopo vent’anni, riabbracciata nel pomeriggio. Sì, perché, dopo la pappata,

siamo andati in centro

e, girando e scherzando per le vie strette della piccola povera città..

ci siamo trovati con Daniela

tornata dall’Africa con doni per la piccina che arriverà nel cuore dell’inverno,

e poi insieme a cena diladdarno, mentre Lara già tornava via in treno (ma ci rifaremo), a levarci la voglia di sashimi e sushi

e ancora insieme fino a notte a casa nostra, a finire il Morellino di Scansano e la schiaccia con l’uva e confidenze sparse…  prima di lasciarla ripartire, alla volta di Londra, presente

tra le parole e gli inviti al viaggio col suo pensiero di stoffa

per la vita che verrà