ci siamo

Per Riky

Giornata di sgomento, dolore, smarrimento.
Ma non ci si arrende alla paura o al disgusto per la violenza di chi disprezza la vita.
Finché si vive, viviamo.
A testa alta e senza farci intimidire.
A cuore vivo, anche con i nervi a fior di pelle e le lacrime in tasca, con il sorriso di Riky come stella cometa.

Riccardo Magherini giovanili viola

Vigilia dell’ udienza preliminare per accertare le cause e le responsabilità nella morte di Riccardo Magherini.
Ci sarà un Giudice. Ci sarà anche un giudice, si spera.
Non ci faranno entrare, domattina sarà un’udienza senza pubblico, in camera di consiglio, ma noi, gli amici del Maghero, saremo davanti al Tribunale di Firenze per abbracciare Guido e Andrea, per far battere ancora nel petto di ciascuno di noi il cuore di Riky.

24.11.2014 in consiglio comunale
Un primo passo per uno straccio di giustizia anche in terra?
Bisogno di sperarci.

I LOVE RIKY

Domattina, prima delle dieci, saremo in tanti davanti al
Tribunale Di Firenze – Nuovo Palazzo Di Giustizia
Viale A. Guidoni 61, 50127 Firenze

in piedi

“…tenersi in piedi. Ha constatato un discreto numero di danni cerebrali tra persone abbastanza sfortunate da finire a terra davanti ai loro aggressori.
Il piede, come una specie di barbara contrada, è la remota provincia del cervello che la distanza solleva da ogni responsabilità.
Un calcio è meno intimo di un pugno, e un calcio solo per giunta non sembra mai essere abbastanza…”

(da Sabato di Ian McEwan)

mcewan sabato

mentre leggevo “Sabato” il pensiero correva ai calci che hanno illividito il corpo del Maghero. E non erano calci di teppisti sbandati come nell’aggressione del romanzo. I piedi che hanno colpito un giovane babbo erano quelli di chi avrebbe dovuto proteggerlo e soccorrerlo.
Ma con i piedi si possono fare anche meraviglie.
Eleonora Abbagnato dedicherà a Riccardo la sua prossima esibizione a Livorno.

Eleonora Abbagnato

“Fratello mettiti la calza maglia e fatti la barba che tua sorella Eleonora  venerdi sera ti porta a ballare…
I Love  Riky” (pubblicato dall’étoile nel gruppo facebook Gli Amici del Maghero)

Ieri mattina è morta la mamma di Sandro, la nonna di Viola… la madre di chi mi ha resa madre: dolore, pena, ma… era anziana, malata, stava soffrendo e non si rendeva più conto che di soffrire. La mia nonna, Gabriella, lucida ancora e fino a pochi anni fa autonoma, da qualche tempo soffre molto e l’ultima volta che l’ho vista mi ha chiesto “Caterina, aiutami a … andare di là”. La morte è sempre un evento doloroso, ma questi sono addii naturali, cui bisogna prepararsi.
La morte violenta di un quasi quarantenne no. Riki lascia un bimbo piccino e la sua mamma, due genitori affranti , un fratello combattivo e una marea di amici… e…  non è giusto

Riccardo-Magherini-

Diladdarno, una notte

Firenze notturna, foto di Riccardo Magherini

Una notte di marzo, in Borgo San Frediano, un giovane fiorentino è morto. Era spaventato, confuso, disarmato, chiedeva aiuto… sono arrivati i carabinieri e l’hanno tenuto fermo a terra per diversi minuti. Poco dopo è morto. Era in preda a una crisi di panico, dicono sia morto per asfissia, chiedeva aiuto, ricordava che aveva un bimbo piccino… 
Riccardo Magherini, ex calciatore delle giovanili viola, fratello di Andrea, babbo di Brando,  amico di tanti, avrebbe compiuto quarant’anni in questo mese, il 17 giugno.

Riccardo Magherini giovanili viola

E martedì lo hanno ricordato in tanti. Gli volevano bene in tanti, davvero, perché era un ragazzo speciale, estroso, fragile, certo non un violento. E la sua morte è stata un insulto alla ragione e al cuore.

Riki flash mob di maggio

La notte tra il 2 e il 3 marzo, Riccardo, immobilizzato a terra gridava “Aiuto! Non mi ammazzate… ho un figliolo piccino”. Sul suo corpo escoriazioni e lividi su gambe, braccia, volto, schiena denunciano la violenza testimoniata da più parti. Violenza subita da chi avrebbe dovuto aiutarlo.
A un certo punto venne chiamata anche l’ambulanza invocata da chi non c’è più e chiamata in ritardo da chi forse non pagherà… senza fretta, “freddo non ne prende, con due carabinieri sopra”.
Ci sono video, registrazioni di telefonate, testimoni intimiditi… due testimonianze in particolare sono state raccolte in modo inquietante:


“… circostanze molto gravi. Una è la ragazza che per prima, parlando con un cronista di “Repubblica”, ha raccontato di calci sferrati su Riccardo mentre era a terra ammanettato. Racconta di essere stata convocata al palazzo di giustizia alle ore 9,30 dell’8 marzo con una comunicazione alle ore 22 del 7 marzo. Spiega che il suo interrogatorio è durato dalle 9,30 alle 15. Dichiara: “Prima che iniziassi a rispondere alle domande, uno dei carabinieri ha definito il mio atteggiamento “immorale” poiché non mi ero rivolta immediatamente di mia spontanea volontà nei loro uffici e “avevo preferito lasciare interviste a sconosciuti”(cioè un giornalista – ndr)”. La ragazza racconta di essersi messa a piangere e di aver spiegato che l’atteggiamento del carabiniere la metteva in soggezione, che aveva ricevuto la convocazione con pochissimo preavviso e che quel giorno stesso sarebbe dovuta partire per Roma. “A questo punto – racconta – lo stesso carabiniere mi ha detto con un tono arrogante e minaccioso che ovunque mi fossi trovata lui stesso sarebbe venuto a cercarmi”. Aggiunge che durante tutto il corso della sua deposizione “il carabineire e il poliziotto presenti mi hanno fatto specificare che mi trovavo a mio agio e mi hanno ripetuto frequentemente di ricordarmi del reato di falsa testimonianza”.

Sconcertante anche il racconto dell’altra testimone. Lei conosceva di vista Riccardo Magherini e per un attimo se lo era visto salire sulla sua auto mentre percorreva Borgo San Frediano e Riccardo era fuori di sé, convinto che qualcuno volesse ucciderlo. Poi, dopo aver assistito al fermo, era tornata a casa. Riferisce che alle 5,15 fu svegliata dalla telefonata di un maresciallo dei carabinieri che la convocò seduta stante in caserma in Borgognissanti, spiegandole che era urgente perché c’erano delle vetrine infrante, un furto (di un telefonino) e c’era bisogno della sua testimonianza in vista del processo per direttissima. In realtà Riccardo Magherini era stato dichiarato morto al pronto soccorso di Santa Maria Nuova alle 3 del mattino, quindi non poteva esservi alcun processo per direttissima. Ma la testimone, giunta verso le 6 in Borgognissanti, riferisce che, alla sua richiesta di informazioni sullo stato di salute di Riccardo Magherini, il maresciallo rispose in maniera evasiva. “Come sta questo ragazzo? E’ in ospedale?” Risposta: “Eh sì”. “Ma gli faranno un Tso (trattamento sanitario obbligatorio)?” Risposta: “Mi sa che glielo hanno già fatto”. Riccardo era già morto da ore e alla teste, invece, fu fatto credere che doveva deporre in un processo per direttissima. E quando riferì che il fermo era avvenuto senza violenza ma di aver visto dei calci mentre l’arrestato era a terra, si accorse che il maresciallo non premeva più sui tasti del computer. Protestò. Risposta del maresciallo: “Non so, la deposizione è la sua, signorina, lo vuol scrivere?”.

Ci sono testimoni, video, tentativi di alterare le indagini e ci sono un fratello, un padre, tanti amici che non stanno zitti. A maggio, “gli amici del Maghero” hanno organizzato un flash mob impressionante.

Riki flash mob 10 maggio Riki flash mob di maggio

e commovente. Ché se non vengono le lacrime agli occhi a vedere Brando, due anni, con quella maglietta… (molti avevano indossato una maglietta con la scritta “Riki è…” “mio fratello”, “mio amico”, “mio cugino”…)

Riki mio babbo

 

Mi rifiuto di pubblicare qui le foto del suo cadavere, ma un’occhiata basta a capire che non è morto per l’attacco di panico.
Qui lo ricordo così, col suo sorriso strappato troppo presto a chi lo amava

Riccardo Magherini e gigli