Amore … tutti i giorni

che oggi sia San Valentino è un dettaglio.
Amore è questa scena, anche: il babbo tornato a casa dopo una giornata di lavoro e la piccina (nata pretermine, sottopeso e giudicata a rischio) che a soli sei giorni si attacca come un koala senza bisogno che qualcuno le regga la testa. E il fratellone commosso che mi ordina: “Falle una foto, una foto col babbo… così!”

14 febbraio Viola e il babbo

Viola, questo è il primo giovedì della tua vita fuori dalla mia pancia! Ancora non è una settimana che sei nata e già riempi ogni istante delle nostre vite come fossimo qui per te da sempre.

14 febbraio Viola in cullaOggi, ci si risposa…

le nostre fedi

mi ero tolta la fede (unico gioiello che indossi, a parte qualche braccialetto particolare ogni tanto… quelli comprati dagli ambulanti senegalesi di Firenze, per esempio, o il braccialettino del Mali “che toglie tutti i mali” dono di Roberta) perché mi avevan detto che in sala travaglio era meglio arrivare senza anelli, anche lo sposo si era tolto la sua per “solidarietà” (e per un problema di pelle screpolata…). Le avevo riannodate al cuscino delle “nozze viola” (portato da Manu, ancora bambino, in Palazzo Vecchio il giorno del mio matrimonio col suo babbo). Oggi, con Viola tra noi, le rimettiamo l’una all’altro al dito della mano dal lato del cuore…

14 febbraio Viola su di me


senza quell’unico anello mi sento nuda…

13 febbraio dopo la poppata

e poi piano piano guarirò dalla ferita e mi rimetterò in forze… per ora le cerimonie si fanno sul lettone, il posto delle coccole, in attesa del ritorno senza fretta ad altra passione… ora siamo persi beatamente tra latte e filastrocche inventate da me

insieme, in viola

“E a volte accade che i sogni abbracciano la vita e la stringono forte,
pelle sulla pelle”

(Benedetto Ferrara)

Nella Sala delle vetrate, nel complesso delle ex Murate, prima convento di clausura, poi carcere, tristemente famoso per esser stato centro di raccolta e tortura di prigionieri politici e partigiani, infine spazio restituito alla città di Firenze…

oggi incontri estremamente emozionanti, in occasione della Giornata mondiale della prematurità.

Tante scarpine, tanta voglia di vivere nei piccini nati prima del termine e oggi in festa con i genitori e i volontari di Piccino Picciò

Emozioni e sguardi non edulcorati sull’avventura di chi viene al mondo con un bisogno di attenzioni e cure in più… era presente anche Benedetto Ferrara, voce narrante del cortometraggio “C’era una volta un bambino piccino picciò”, ma il ragazzo è timido, metto la foto solo della tostissima Monica Ceccatelli,

amica da un po’ grazie alla Viola e su facebook, un po’ di più da quando ho scoperto di essere in attesa… anche se ancora non sapevo di far crescere in me Viola. Oggi finalmente incontrata di persona, tra le scarpine viola

Chi ha sofferto comprende la sofferenza e perciò tende la mano…

e c’è bisogno di aiuto concreto, oltre che di sostegno psicologico e di una rete di affetto.

E a catturare attenzione per i bambini nati a rischio, anche il Biancone si è illuminato di viola… il colore del desiderio e dell’attesa, il colore che culla lo spirito, il colore simbolo di questa giornata dedicata alla prematurità

e meno male che avevo con me un paio di babbucce da neonati per spiegare ai turisti incuriositi come mai la fontana di Nettuno, in piazza della Signoria, fosse tutta viola

 Che sabato incredibile: un’ondata di energia, amore, bellezza, speranza e coraggio… GRAZIE!