Bai Jia Bei per Viola

Bella Fiorentina, ier sera, splendidi viola in campo e sugli spalti. Peccato non aver vinto, il pareggio ci sta decisamente stretto. Sono andata a letto fiera della nostra Viola, poi, al risveglio,  quasi contenta anche del risultato: un punto meglio che zero, un pareggio meglio che una sconfitta (e se si ripensa alla brutta umiliazione dell’anno scorso, anche una sconfitta dignitosa sarebbe stata meglio), ma … si poteva vincere! Manca qualcosa all’attacco, una vera punta, una puntina di fortuna… ottimo centrocampo e solida difesa, manca la conclusione. Temevo il furto finale, il solito rigorino … ma i gobbi neanche hanno rubato, semplicemente sovrastati. Con l’arbitro che fischiava sempre a favor loro gli episodi “dubbi”… poteva andare peggio (per dire, il rigore no, non c’era proprio, anche se poteva sembrare, vista l’azione in diretta, a velocità normale, bravo l’arbitro a vedere subito quel che noi comuni mortali s’è capito solo dopo, a maglie invertite non so come sarebbe andata; fischiato invece un fallo a Facundo quando – stranamente – l’aveva subito. Ma niente di clamoroso). Mi sono divertita, arrabbiata, emozionata, esaltata… ho urlato, sorriso, mi sono trattenuta da reazioni eccessivamente scomposte solo per la piccina dentro la mia pancia (se no… tanto valeva andare allo stadio! No, forse allo stadio avrei preso anche spinte… meglio astenersi con questo carico prezioso). Bravi, belli… grazie, ragazzi!
Per la Viola che deve ancora nascere, intanto, arrivano altri doni e auguri. Da una compagna di corso (in ottobre si tornerà a yoga, Elisabetta), la stoffa che ricorda onde marine e battito del cuore
e una candela così bella che merita di essere accesa in occasioni speciali. Ieri sera, avessimo battuto la Vecchia Signora, sarebbe stata perfetta.

Da Sabrina e Matteo, nel sacchetto viola portato a casa nostra dalla loro prima bimba, Margherita,
un augurio colorato
con parole che so venir dal cuore,
da chi conosce la nostra storia dall’inizio del viaggio
E dal Sole di Puglia, la prima busta con il nome di chi aspettiamo:
Viola e arancio solare e anche il blu del mare…
da un’amica speciale, incontrata prima on line nell’altro altrove, poi, anche abbastanza spesso, live in Florence, quando la sua passione la porta a studiare e cantare a Firenze e dintorni. Perché la mia fatina è un vero soprano, non solo per gioco (la si chiama GAC, Grande Artista Canora, da un’idea di cloudbreak).
E un’anima che canta anche quando scrive