sesto mese lunare

“Non c’è medicina che guarisca quel che non guarisce la felicità”
(Gabriel García Márquez, Dell’amore e di altri demoni)

Scrivo tutto quel che scrivo, ma non dico tutto…
Non dico tutti i dubbi che si accavallano alle ondate di gioia, non descrivo l’angoscia che mi sveglia la notte prima della pipì che scappa sempre più spesso, non dico le fantasie sulla vita futura, non scrivo le
maledizioni e i ricordi che non voglio più cancellare, ma trasformare in energia diversa dalla rabbia che divora…
Non racconto, ma non taccio la felicità della passione.
La domenica mattina è diventata il momento più bello per fare l’amore, quando i fantasmi sono fuggiti con la luce del giorno e la stanchezza ancora
non si è fatta peso. E non c’è che il piacere per sciogliere nodi e contratture, altro che conteggi e robe da tabelle e rotelle

Siamo al sesto mese lunare. E giusto questi dieci mesi lunari vorrei contare, ché già numerar le settimane mette un po’ d’ansia.
E
 Viola cresce dentro me, come la Luna cresce in cielo?

Ier sera magnetica, enorme… poi, via via che saliva si è come ridimensionata e quasi si confondeva tra i lampioni e i fari. 

Lei cresce in fretta e poi cala di nuovo e il suo ciclo di mutevole apparenza somiglia a tanti cicli nostri. Tu cresci piano, ma davvero. E sei sempre più presente e reale anche nei sogni e nei pensieri. E scacci le paure e chiedi amore e gioia, improbabile fiducia e inaspettate nuove forze…

ier sera osati anche i tacchi,  a spasso tra le foglie sparse in una sera di autunno appena fresca, stretta all’uomo che amo e che ti amerà per sempre, non potevo cadere.

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foto di Adriano Locci

P.S. la stessa Luna colta appoggiando la compatta digitale al tettuccio di un’auto in sosta, fotografata dal mago della luce sembra a un palmo di naso