en attendant…

e mentre aspetto, mi godo i colori nel parco, le foglie che insegnano a cambiare prima di passare oltre…

Rose in boccio sotto la pioggia,

sanno sbocciare anche nella stagione in cui tante piante vanno a dormire

…e vedo cuori ovunque.

Nelle tregue di pioggia, luci che incantano… lo spicchio di Luna me per via, le luci della cucina la farfalla notturna volata a portarmi una carezza dall’oltre

pozze di cielo

Il cielo in una pozza, in una tregua della pioggia.

Una passeggiata tra gli alberi amati (ormai gli unici amici non conviventi che posso abbracciare… maledetto Covid)

E le rive del fiume, sotto un cielo carico di nubi scure… promessa di nuova pioggia.

Incornicio con gratitudine due ‘incontri’: una strana foglia che mi ha incuriosita e un fiore bellissimo che mi incantava, ma di cui non sapevo il nome.

Un’amica, vista la foto, mi ha detto che si tratta dell’Orchidea ballerina!

L’autunno a Firenze, nel parco vicino a casa, non smette di farmi regali.

Passeggiate di settembre

Una mattina di settembre, non oggi, dopo la pioggia del giorno prima.

Briciole di cielo in terra, riflessi e luci e ombre

Una sera fuori con lo sposo, nelle vie di Firenze tornate a vivere dopo il lockdown (con la speranza che non ci si ricada a breve, vista la disinvoltura di tanti in questa estate che non vuol finire).

Davanti a Sant’Ambrogio mi incanto sempre…

Una cena deliziosa al ristorante di nuova apertura, a due passi dal Tempio.
Riporto qui la mia recensione a caldo dopo la serata chez Ba’ Ghetto:

Nella via della splendida sinagoga di Firenze, di fronte allo storico ristorante Ruth’s (vegetariano), di recente, in piena crisi da restrizioni per via della pandemia, finalmente un’alternativa con carne e pesce, dalla tradizione giudaico romana senza togliere spazio all’anima mediorientale. I tavolini all’esterno e l’interno spazioso consentono il distanziamento necessario per complicar la vita al coronavirus, l’igiene è scrupolosamente rispettata, ma il clima non è freddo o asettico, anzi, la simpatia del personale di sala, unita a una professionalità impeccabile, aiuta a scordare almeno per il tempo della cena ogni preoccupazione e tristezza. Prima volta, quindi posso parlare solo dello squisito carciofo alla Giudia scelto da me, dell’espressione felice di mio marito mentre gustava l’antipasto da lui scelto, la caponatina di verdure in agrodolce con uvetta, pinoli e carne stagionata croccante, poi per me i paccheri allo scorfano e per lo sposo bucatini all’amatriciana, cui si abbinava il principe dei vini, un Merlot rosso di casa Gamla che portava con sé il profumo delle alture del Golan (ma la lista dei vini è ricchissima, ci vorranno altre cene per farne una minima recensione). Ci è stato offerto anche un extra, l’assaggio di concia di zucchine che meritava, anzi… impone una prossima visita a breve. Tra i dolci difficile scegliere. Alla fine abbiamo optato per la torta mandarino e curcuma mio marito, per me pistacchio ( e visto che ne era rimasta solo una fettina, mi è stato portato un bel pezzo anche della variante pistacchio e crema di nocciole con spolverata di cacao). Anche il caffè era ottimo. Un’esperienza di gioia per occhi e palato. Consigliato davvero

tutto passa

passa tutto
prima o poi, 
se non passa
passiamo noi…

Ultimi doni di autunno per via, anche una pozza può farsi specchio di cielo


e le foglie che cadono al passaggio del tempo regalano luce agli occhi e musica ai passi, oro tra cielo e terra, tappeti fruscianti sotto le scarpe 

Novembre si è chiuso con una brutta esperienza, ma scrivo sulla sabbia quel che mi fa male e incido sulla roccia (e in foto salvo anche qui tra volatili pixel che sembrano eterni pur se eterei) quel che mi ha fatto danzare il cuore nella gioia. Le foglie colorate nel vento, al parco 

o il ritorno della Luna in uno squarcio di sereno dopo giorni e notti di pioggia…

Grazie

umore

Umidità, umori, umiltà, umanità… humus… 

Lunedì volevo correre, di nuovo. Le gambe mi hanno detto di no.
La bellezza del parco in ottobre mi ha consolata.

All’inizio avevo anche provato a sforzarmi, ma sentivo male e, dopo un piccolo momento di rabbia con me stessa, mi sono goduta la lunga passeggiata senza far più tentativi oltre i limiti. Lunedì dovevo solo recuperare e rallentare.
Non è  precisamente questa l’umiltà, lo so, ma un po’ anche imparare la pazienza con i limiti temporanei o strutturali del corpo mi ricorda che di terra siamo fatti e alla terra torneremo, polvere impastata di Spirito…

respiro di vita che rende fertile l’humus

Ancora danza di foglie gialle dai rami e uno sproposito di funghi ovunque,

ma a parte alcuni che dicevano chiaro e tondo

“non mi toccare neanche, chi mi assaggia muore”

non so distinguere quelli buoni da quelli velenosi e non avrei saputo dove metterli…

 

colti con le foto e respirati i profumi dell’autunno con gratitudine. Davvero, dal profondo del cuore… GRAZIE

Ieri tornata a correre, invogliata dai colori del primo mattino, alba nuvolosa e raggi di arancio e d’oro tra nuvole viola…

 

Grazie per il silenzio sospeso quando il cielo si è fatto scuro,

per la pioggia fine e dolce che mi ha colta per via,
e per il momento di incertezza in cui ho pensato di rinunciare…

sotto quelle nuvole cariche d’acqua mi sentivo così piccola! GRAZIE
E per la voglia di provarci lo stesso. Un passo dopo l’altro, veloce e leggera sopra un tappeto di foglie gialle bagnate…

non era un temporale come l’altra volta, solo pioggia a volte più forte a volte appena percettibile in movimento. Un’ora di puro incanto e… senza pensarci, il miglior ritmo medio! Il bello è che dopo la corsa ero meno stanca di quando ero uscita. GRAZIE
Ero contenta della bella corsa, della bellezza intorno a me e dei sorrisi scambiati con altre persone che si allenavano: una ragazza che incontro spesso, un signore anziano, una donna con qualche chilo di troppo che cammina con costanza a ritmo sostenuto… eravamo in pochi, quando piove e il parco è quasi deserto di umani, tra i pochi che si riconoscono scatta qualcosa che sarebbe naturale eppure non sperimento spesso nelle vie cittadine… un sentimento di fraternità, più o meno.

Prima di rientrare, mi sono fermata ammirata a contemplare la scia umida argentata di una lenta, paziente, pura lumaca. Né buona né cattiva, solo viva, pura vita senza pensieri… 

e l’umore?
Anche nel senso della disposizione d’animo, quando i liquidi dentro e fuori giocano bene insieme, non può che migliorare

tra cielo e terra

nella dolcezza dell’autunno, sia pur primaverato, umido, con caldo anomalo e scosse inquietanti, mi vivo ottobre con gratitudine per ogni foglia in danza dai rami ai viottoli del giardino vicino all’asilo,

per le bacche colorate (forse velenose?)

sul tavolo di legno che chiamo “il mio ufficio” e che raccolgo anche se non è romantico
…però mi diverto con poco, tra ventate e sbalzi d’amore.
A metà mese (il 16) c’è stato il compleanno di Manu, ormai un uomo, festeggiato da noi anziani e dalla sorellina anche con una sfida a bowling

vinta dal ragazzo, strapersa da me che però mi sono svagata alla grande (era la prima volta che giocavo a tirar giù birilli con quelle palle pesanti)

e mille pensieri, non tutti lievi, tante corse e grane e …speranze, sogni, emozioni.
Momenti di sosta di vitale importanza, anche in una chiesa vista spesso da fuori,

chiesa di San Jacopo in Polverosa, detta di San Jacopino

chiesa di San Jacopo in Polverosa, detta di San Jacopino

scorcio diSan Jacopino

scorcio di San Jacopino

dove non ero mai entrata, forse (o almeno non ricordo), in tanti anni in questa zona di Firenze, ora invece tappa amata tra la scuola di Viola e le commissioni mattutine,

ingresso (o uscita) di San Jacopino

ingresso (o uscita) di San Jacopino

dove ho trovato tanta luce e pace

e un padre buono, un prete goloso, un confessore col cuore in punta di lingua, sguardo e mani, un confratello di tifo viola, un amico nuovo… e si è pure mangiato insieme con Anna, da Nicola. Grazie, don Fulvio per essere entrato nella mia vita. 

24-ottobre-2016-a-pranzo-con-don-fulvio-e-anna-da-nicola