Addio, Capitano

lacrime e pioggia in una sera che ha sciolto diversi muri …

che strana domenica! Iniziata con la prima fila al seggio elettorale dopo anni (e spero non solo per la novità del tagliando antifrode… forse davvero le persone iniziano a voler ricominciare, dare un segnale, esprimere una preferenza? Vedremo presto). 
La nausea per certi simboli sulla scheda elettorale, uno in particolare…

Il sollievo di luce e verità dove non c’è spazio per compravendite.

 

L’amore non si compra, non si mendica, non si impone, non si finge (…)
Dio non si compra ed è di tutti. Non si compra neanche a prezzo della moneta più pura. Dio è amore, chi lo vuole pagare va contro la sua stessa natura e lo tratta da prostituta. «Quando i profeti parlavano di prostituzione nel tempio, intendevano questo culto, tanto pio quanto offensivo di Dio» (S. Fausti): io ti do preghiere e offerte, tu mi dai lunga vita, fortuna e salute
(Ermes Ronchi a proposito del Vangelo di oggi)

 

Poi, mentre tornavo a casa, appena riacceso il telefono dopo la messa, un messaggio mi ha gelata: “morto il capitano della Fiorentina” e due faccine tristi, da un amico non appassionato di calcio, ma che sa del mio amore per la Fiore… e non ci volevo credere, non capivo, ho pensato a qualche capitano del passato… no, no, era proprio Astori 😥

Un sorriso per tutti, una faccia pulita, un ragazzo perbene in un mondo che insudicia un po’ tutto e troppi…

Ciao, Davide

Astori in cielo

 

Domenica di festa

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Messa speciale a San Colombano per le nozze d’oro di Rita e Renato… bellissima occasione per riabbracciare persone che mi hanno accolta in famiglia dopo un indicibile lutto. Emozioni. Tante.

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Mezzo secolo di amore, un esempio prezioso più che l’oro. Un dono per chi è all’inizio del cammino.

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Semplicità e bellezza,wp_20160918_005

affetto e pensieri, ricordi e preghiere

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nella dolcezza dell’autunno che arriva, 


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erba, foglie, fiori,

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decorazioni

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che diventano giochi

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in un posto fatto per stare bene insieme

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…con assaggi di calcio povero e appassionato sotto le nuvole,

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tra sole e pioggia e ultimi saluti

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prima della partita della Viola.

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I tre punti in casa contro la Roma …il finale perfetto per una domenica di festa


ciao Borgo

Borgonovo in viola

Mi arrampicavo verso il cielo, ma non ci arrivavo mai. Travolto da un improvviso bisogno di luce, cercavo l’aria che mi mancava. Persa, sparita, scappata via senza preavviso. Arrancavo. Abbandonato dal mio stesso respiro in mezzo a questa maledetta scalata, ignota come la destinazione. È scattato un allarme silenzioso, mi stavano rubando il corpo. Per la prima volta. La bestia era entrata dentro di me, affamata dei miei polmoni, però nessuno l’aveva vista

(Stefano Borgonovo, Attaccante nato)

pallone Borgonovo

La stronza – come Stefano Borgonovo chiamava la malattia che gli aveva imprigionato l’anima senza mai domarla – se l’è portato via.
A noi restano emozioni indicibili e un esempio di coraggio, serenità e amore per la vita che … levano il fiato.
E i brividi quella sera di ottobre, nel 2008

8.10.2008 Stefano Borgonovo con PrandelliEro allo stadio con lo sposo (che mi ha dato la triste notizia mentre allattavo Viola… la nostra piccina allora neanche nei pensieri, avevo da poco perso una promessa di vita in me..)

8.10.2008 SandroCate

e con l’amico che stasera so commosso quanto ogni cuore viola e rossonero e non solo… e gli occhi rossi non erano dovuti solo al flash quella sera

Nuvole-in-gabbia

Ciao, Borgo, grazie di tutto. Ora, riposa in pace

almeno piove

12.5.2013 pioggia e Viola

e la pioggia ci culla. Me e Viola.
Viola sta dormendo e …ride nel sonno!

Stamani vedevo nero, con lampi di luce grazie a lei e al di lei padre.
Maggio è sempre maggio. La primavera non è amica di chi tende alla depressione.
E i primi mesi da mamma pare siano duri per tutte o quasi, anche se poche lo raccontano.

Il giorno dei suoi tre mesi, però, alla fine ero riuscita a regalarmi un taglio di capelli dall’amica parrucchiera venuta via dall’Iran da tanti anni…

9.5.2013 col taglio

e anche una cosa così frivola a volte aiuta: non sembrare più la Maddalena addolorata mi ha tirata su di morale (senza contare che i capelli ormai troppo lunghi erano diventati un balocco per la piccina che si divertiva a tirarmeli e strapparli se la poppa tardava).

Oggi casco dal sonno … davvero tanto sonno. E non per “colpa” (non è mai una colpa) della piccina. Viola è stata un angelo stanotte. Sono i miei fantasmi che mi svegliano tra incubi e crisi d’angoscia che non posso tamponare con farmaci stavolta…
Maggio è sempre maggio. Per la prima volta senza la stampella chimica.
Ma c’è la mia bambina-medicina, ora. Meglio di qualsiasi xanax…

Viola dopo il  bagnetto

Restano i segni di giorno, dopo certe nottate, ma un sorriso tira l’altro e i suoi sono la mia felicità…

12.5.2013 con Paola e Viola

come veder vincere la Fiorentina da casa di amici se non si può più (per un po’) andare allo stadio.
12.5.2013 vittoria Viola

Neanche per l’allergia posso prendere medicine, niente antistaminici mentre si allatta.
Almeno piove

Toni e furmini

vita sociale di una neonata

17 febbraio curva dolfi

Ieri sera, a casa dei vicini amici tifosi e sky-muniti (non scimuniti, eh!), Viola ha seguito la sua prima partita di pallone fuori dalla mia pancia. Era il posticipo:

FIORENTINA 4       –        Inter 1

Ljajic                                         Cassano
Jovetic
Jovetic
Ljajic

Jovetic Ljajic

Una tifosa minuscola, che si trova bene tra i cuori viola… come la sua dolcissima amica Elisa (prenotata come baby sitter se dovessi allontanarmi un’ora o due prossimamente).

Elisa con Viola

Nelle mani del babbo sparisce, sempre tanto piccina…

17 Viola in braccio a babbo

ma con una voglia di crescere pari solo alla fretta che aveva di nascere!

18.2 poppa a occhi aperti

E da zie e zii (virtuali e non) arrivano ancora tanti doni.

16 regalo di Sdoppiamo cupido e AnnalisaPortati a casa in visita o… spediti da lontano

18 doni e auguri da Mati

Grazie… solo che ora è ancora l’ora del latte, a dopo, forse 😉

18.2 poppa

se la nuvola non va in Curva…

3 con puccio Vento e Chiara

… il Vento e i primi compagni di Curva Fiesole arrivano da Milano a Firenze per abbracciare Viola ancora nella pancia della “nuvola”.

3 puccio Cate Sandro Chiara
Sandro era riuscito a tenermi all’oscuro di tutto… che sorpresa emozionante!
Volevo uscire stamani, dopo la giornata di pioggia che ieri mi aveva cullata in un torpore dolce, ma lo sposo mi teneva in casa… e non capivo perché. Gli avevo proposto anche un’alternativa di movimento in casa… e c’ero rimasta abbastanza male al suo negarsi, inconsueto … poi il campanello e la sceneggiata ancora “Fiori per Caterina…” e invece al quinto piano sono saliti loro 🙂

3 febbraio tra i miei angeli
Fu il Vento a battezzarmi Nuvola nel 2003…

ricordi del 2003 con il Vento fuori lo stadioin questi anni sono cambiata tanto, siamo cambiati tutti, siamo stati insieme allo stadio dalla C2 alla Champions e a volte divisi dai cambiamenti nelle rispettive strade di vita, ma distanza, tempo, nuovi amori, lavori, perdite e traguardi personali … niente ha scalfito quel che ci univa e ci tiene ancora legati da invisibili fili di affetto invincibile.

3 febbraio Cate Sandro Chiara e Vento

I miei angeli briahi e una sorella di cuore… erano accanto a me quando ci siamo sposati con Sandro, sono venuti a trovarmi a sorpresa ora che da Sandro ricevo il regalo più grande: una nuova vita che sta per venire alla luce nella vita nuova, rinata anche grazie a questi matti, buffi, splendidi più che amici

3 Chiara Cate Vento Puccio

Con la sciarpa delle prime volte allo stadio, nominato il Vento rappresentante ufficiale della Nuvola in Curva

3 Vento Cate e biglietto di Curva Fiesole

E la Fiorentina è tornata alla vittoria, con gli angeli longobardi allo stadio.

3 febbraio Toni gol

 

Amore … da 8 anni insieme

“Nei giorni che seguirono si rinnovò il miracolo che unisce per un tratto di destino due persone provenienti da disuguali ferite, da diverse allegrie
(da Un destino ridicolo)

Ci siamo conosciuti in Curva Fiesole, dove nuvola viola ero rinata, spesso Alterata…

innamorata della Fiorentina da quando, bambina, avevo visto danzare sull’erba del Franchi “il ragazzo che giocava guardando le stelle”,

mi ero abbonata in Curva Fiesole solo dopo il fallimento, mentre iniziavo a venire fuori da quel tunnel di dolore dell’anima che si stava divorando anche il corpo e tutta una vita interrotta:

” C’è chi mi dice che sono troppo tifosa… – iniziava così la mia prima pagina personale on line, il testo di presentazione su fiorentina.it –
Troppo? Il tifo, la passione, il vero amore non conosce misura e, se questa passione mi rianima e mi incoraggia a vivere con gioia, che male c’è? Sarà pure una follia, il mio amore per la VIOLA, ma è stata questa folle passione a guarirmi da altre follie, gioiosa questa e colorata, buie e distruttive le altre … (..) avevo perso la voglia di vivere e interrotto gli studi a pochi esami dalla laurea, ma con l’affetto dei cari, le cure dei medici e il desiderio di continuare ad amare la mia, anzi, la nostra VIOLA, mi sono impegnata ad uscire dal tunnel, mi sono fatta aiutare, ho vinto la vergogna di tornare in Facoltà dopo tanto tempo fuori dal mondo, ho finito gli esami (e, se mi prendeva l’ansia o lo sconforto, mi facevo coraggio cantando nel cuore “Garrisca al vento il labaro viola…”) e il 19 febbraio 2002 ho potuto discutere la tesi di laurea (…). Nell’estate che doveva essere la prima vera vacanza dopo anni di malattia e paure, invece dei festeggiamenti, mi sono arrivate due botte: un dolore personale (…) e il dolore condiviso della scomparsa della Fiorentina. “

Quell’estate era morta la Fiorentina: fallimento, condanna a non usare il nome storico e nemmeno il colore viola per la maglia. Chi non ha mai tifato non potrà capire, forse, ma fu vero lutto. Bruciante in ciascuno e feroce, gigantesco, aggregante lutto collettivo … ci univa, come prima tifare la stessa squadra, piangere ora insieme i colori perduti. Sui giornali e in tv non c’era verso di trovare uno straccio di notizia, la Fiorentina era scomparsa, del tutto. Una misera pagina del televideo aggiornava i tifosi orfani sui primi passi di una nuova squadra che si chiamava come uno stabilimento balneare: Florentia Viola. C’era solo fiorentina.it.
Il primo commento a quella stralunata presentazione fu di un certo Nuta, ma dopo qualche messaggio scambiato in privato non mi scrisse più, per un po’… intanto incontravo tifosi e tifose viola di tutta Italia che sono diventati i miei veri amici, la mia famiglia di cuore.

La prima volta che ci siamo visti e riconosciuti era il 25 Aprile 2004. In Curva Fiesole. La Fiorentina vinse e fu festa nella festa.
Come il 20 giugno 2004,

insieme allo stadio la sera della sfida che valeva la promozione in Serie A.

E quindi uscimmo a riveder le stelle

Il 6 Novembre dello stesso anno eravamo nella Sala rossa di Palazzo Vecchio per unirci in matrimonio.

Con il suo cucciolo (ora un giovane uomo più alto del suo babbo e un fratellone emozionato in attesa della sorellina) a portare le fedi col giglio sul cuscino

e, pesco a caso tra i ricordi, insieme a Parigi, per un altro anniversario…

e insieme a Firenze

foto di Lara che guarda i girasole

Il simbolo dell’infinito è una specie di otto sdraiato…

6 Novembre 2004

6 Novembre 2012
Otto anni di te con me

e una Viola piccina in arrivo…

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