L’ultima eclissi

Ogni occasione è buona per spiare il sorgere della Luna. Emozione condivisa con Viola e Sandro, quando è sbucata enorme da dietro i palazzi vicini… era gialla e gigante, ma non ero pronta a scattare. Presa che già era venuta allo scoperto, intera tonda e fiera…

appena sopra le colline che abbracciano Firenze, bellezza nascosta tra le case ‘nuove’… un po’ di Campanile di Giotto, la Torre di Arnolfo, le luci del piazzale e San Miniato al Monte… ciao padre Bernardo!

in primo piano facciate scrostate… e va bene anche così, magnifica Luna che splendi su arte e squallori…

Candida, gialla, rossa… bella in tutti i tuoi colori.

Emozionata, incantata, stregata dalla Luna,

 

l’ultima eclissi dell’anno mi sembra sia la prima che riesco a fotografare nonostante il tremolio delle mani per lo zoom della compatta aperto al massimo e le emozioni.

L’ho già detto che sono emozionata?

Ma chi mi sta fermando il tremito alle mani mentre scatto? Grazie!

Come un quarto di Luna in piena Luna piena… magia delle ombre con la luce riflessa, poesia del cielo

Un’ultima foto e volo a sognare…

un mare di emozioni… ricordo del mare

Forse in una vita precedente ero un pesce? Non credo alle esistenze multiple, ma da qualche parte dentro di me c’è un richiamo invincibile al mare vero. Se già nuotare al largo mi rimette al mondo, come un grembo sconfinato il mare aperto, fuori dalle baie e dai ripari di scogliere e promontori, mi accoglie e mi abbraccia e mi regala la pace che altrove stento a trovare.
A volte mette i brividi, può fare anche tanta paura, ma lì come in pochi altri contesti sento la magnifica ricchezza dell’Amore che ha creato tutto. E allora sono brividi di emozione e gioia commossa, non di paura.

Solo che avevo promesso di non avventurarmi oltre la Punta da sola.
Ora la nuvola è mamma e deve rispettare doveri prima ignorati, come non mettere a rischio la pelle… questa estate, in agosto, qualcuno mi ha accompagnata e mi è stato regalato un sogno realizzato.

Solo ier sera il Mago della luce, grande fotografo, vero amico e ottimo nuotatore, mi ha mandato gli scatti della nostra nuotata oltre la Punta di Fetovaia… 

…gli scogli dietro la Punta non si vedono dalla riva,

la barca a vela non era nostra o saremmo arrivati in Corsica (ma l’estate prossima magari ci si prova a nuoto, come i messaggeri del mare… oggi è il compleanno di uno di loro),

Con la testa sott’acqua mi scordavo tutti i pensieri brutti…

Senza maschera, senza pinne, solo con il costume (e solo per decenza), confusa con i pesci veri e le onde oltre la baia.
Poi una gita in canoa, per la prima volta mi sono divertita a remare su una specie di kajak…

e tornata quasi alla base, che bel riposo per braccia e gambe felicemente stanche!
L’ho già detto che amo il mare?
E che all’Elba sono felice?
Quanto manca alla prossima nave per la mia isola?

 

Ricordi colorati per i momenti di buio.

GRAZIE

una merenda speciale

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e tra un mese è Natale. Che non c’entra o forse sì… e se non si fanno per i bambini i dolci a volte fanno male, ma se si preparano per loro e se si mangiano con loro non fanno neanche ingrassare. 

Che poi si gioca e ci si emoziona (Oreste e Viola incantati dalle lucine) 
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e una fetta tira l’altra e il pomeriggio è volato (che gioia conoscere i genitori del primo amico di Viola che viene a casa dopo l’asilo*) e mi stavo dimenticando che oggi è il mio onomastico, quello che festeggiava la bisnonna Caterina (in Piemonte) e per cui mi faceva gli auguri nonna Gabriella. 

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Gli altri, quasi tutti, mi fanno gli auguri per Santa Caterina da Siena, nonna me li faceva per Santa Caterina d’Alessandria.

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Santa patrona di sarte e studenti, filosofi e  mugnai, ceramisti e cartai…

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Auguri anche a me


*che Oreste abbia il sostegno sembrava un problema per qualche mamma prima ancora che iniziasse l’anno scolastico (“C’è un bambino col sostegno, disturberà? Rallenterà il programma?” di grazia, quale sarebbe il programma alla materna? Non è forse soprattutto imparare a stare con gli altri?). Possibile che ancora non sia chiaro come un bambino disabile porti doni e ricchezza in una classe? Un’insegnante in più, intanto, quella del sostegno. Un esempio di difficoltà da accogliere e conoscere senza paura… e tanto affetto

Tenerezza in cammino

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Ottobre sta volando via carico di bellezza e fatica, incontri e passi, stupore e speranza, tra febbre alta per pochi giorni e tante emozioni…
L’anno speciale della Misericordia sta per finire e, anche se non abbandono l’idea di un viaggio pur breve a Roma (Viola vuole prendere il treno per andare dalla zia Roberta), intanto mi sono regalata un piccolo pellegrinaggio fiorentino con la carissima Anna: insieme alla Cappella della Misericordia, dove non ero mai entrata (vergogna… mi ero persa questa chicca robbiana), martedì 11 Ottobre. 

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Cappella della Misericordia, Firenze

Attimo di imbarazzo davanti al Duomo, con una guardia che mi aveva presa per una turista e mi indirizzava all’ingresso con biglietto…una volta entrata, dopo le preghiere, ribaltato l’imbarazzo sul povero guardiano con la domanda sul Libro dei pellegrini (nell’opuscolo dell’Arcidiocesi c’era scritto di registrarsi… ma in Cattedrale nessun registro per i nomi già scritti in Cielo, mistero risolto presto parlando con le persone informate, non senza momenti di ilarità), mentre sui gradini della Porta Santa a Firenze le lettere svaniscono…

 

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Porta della Misericordia, Cattedrale di Santa Maria del Fiore

 

Conta l’animo con cui si varca quella soglia, non un registro, non le scritte temporanee… però non è bellissimo veder mancante proprio la parola “misericordia”, il nome più dolce del Creatore. Bello, bello, bello sostare in tanta solenne abbondanza di segni.


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E dolce, emozionante, commovente per me tornare nella chiesa di San Carlo

Madonna della Tenerezza, Icona di Maria in San Carlo

Madonna della Tenerezza, Icona di Maria in San Carlo

per poi tornare a spasso… nel mondo, tra i turisti e i mercanti, l’arte in strada e i passanti. Amo la mia Firenze.

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Meglio in teatro che ladri…

11 Aprile 2015 ViolaPopViolaPop o, meglio, “Violapoppe” come diceva Borja Valero al telefono dal privé della coppe, non è stato soltanto uno spettacolo divertente, commovente e ironicamente surreale. ViolaPop, lo spettacolo in scena al Teatro Puccini di Firenze venerdì 10 e sabato 11 Aprile 2015 (perché una serata sola non bastava, biglietti subito esauriti per la prima, ma, a dirla tutta, per tutti noi esauriti ci vorrebbe qualche replica ancora, come terapia di mantenimento), rimescolando emozioni e ricordi, paure e speranze di una tifoseria indomabile e pluribastonata da Madama Sfortuna, ci ha fatto da psicoterapia di gruppo, con lacrime agli occhi dal ridere e sorrisi affiorati tra brividi e lacrime, tra “London calling” dei Clash e i cori dello stadio, tra un violino e la memoria vivida del gol di Bati a Wembley , la lista della spesa,  

11 Aprile 2015 Post it Violapop

la sciarpata finale (sì, in teatro ho portato la sciarpa magica indossata tante volte in Curva Fiesole, dalla C2 con Nicodemo e Longo al ritorno in serie A e successivi alterni rovesci di fortuna e delusioni, sogni europei e provinciali soddisfazioni),

22 ottobre 2011 col Norfo in Curva Fiesole

l’occasione di riabbracciare finalmente il Norfini (aveva lasciato i suoi guanti da neve in ospedale, quando è nata Viola e per due anni e passa sono rimasti a casa nostra dal reparto Maternità, anche se ci siamo rivisti al volo in qualche momento poco felice), Scaccomatto (sua la foto del trio ricostituito Lorenzo64, Cateviola e Nuta a cena prima dello spettacolo), tanti amici in sala e incontri per via,

11 Aprile 2015 Norfo Cate Nuta

…come i’ Pelle e Chiara, correndo a piedi verso il Puccini in via Baracca dopo la pizza da Tito. E i’ Pelle mi ha consegnato spilla e adesivo di Radio Tegame, dove da un po’ di tempo canto anch’io (da “Guarda che luna” alla “Vie en rose“, passando per “Geeg Robot d’acciaio”)

11 Aprile 2015 Phavitudine

e la grande Monica Ceccatelli (presidente di Piccino Picciò) e i’ Baratti (Barattistuta, leader vulcanico degli Alterati Viola) e, in sintesi, la Curva Fiesole in trasferta sulle poltroncine di un teatro a godersi la musica dal vivo di Alessandro Nutini e Andrea Orlandini (il Nuto e l’Orla della Bandabardò) e le battute geniali di Ben, ma pure la garbata simpatia del giovane Dovellini e il talento di Leonardo Venturi.

11 Aprile ViolaPop scenografia

Insomma, che confusione… Salah perché ti amo!

 11 aprile 2015 Violapop finale

p.s. il Maestro Borja Valero era davvero presente in sala, non sabato sera, ma venerdì, alla prima.
p.p.s. la partita di domenica a Napoli è andata come diceva Giancarlo (che in noi convive sempre con Gianfranco, quello che sogna e gode anche se un si vince una coppa neanche dal gelataio), ma passare un’altra serata a rammemorare Nicodemo e Longo o a scherzare sulle pagelle di Cois… non ha prezzo

Ieri, con i Magheri

“… cercate la giustizia,
soccorrete l’oppresso,
rendete giustizia all’orfano,
difendete la causa della vedova…”

(Isaia, alla messa di ieri per Riky in Santo Spirito)

foto di Chiara Scali

foto di Chiara Scali

Confesso che quando il sacerdote ha detto “un anno fa il Signore ha chiamato a sé Riccardo…” mi sono dovuta mordere le labbra per non gridare “il Signore lo ha chiamato? O ce l’hanno spedito a suon di botte?”… poi, però, il celebrante ha chinato il capo e aggiunto “lo ha chiamato a sé con modalità così dolorose che è difficile accettare…” e ha ribadito che “la giustizia terrena deve fare il suo corso”. E al presidio in piazza Santo Spirito c’era anche l’avvocato Fabio Anselmo.
Una messa per cercare consolazione, pregare per chi non c’è più e ancora di più per chi resta (Brando senza il babbo, Rosangela senza lo sposo, Guido senza un figlio, Andrea senza il fratello, tanti amici senza l’indimenticabile sorriso di Riky), ricordare con spirito nuovo, continuare a cercare verità e giustizia senza violenza ulteriore, senza perdere fiducia nell’umanità che in Riky brillava più delle stelle.

Un ritrovo per tenerci la mano, affogare in un abbraccio, in mille abbracci, il dolore e la rabbia, accendere luci di candele, fiaccole, sorrisi contro il buio della sera che calava un anno dopo la fine assurda di un giovane uomo disarmato e disarmante.

Ieri a Firenze sembrava primavera.
In autobus, all’andata, un attacco di panico vinto solo pensando a dove andavo e perché… incontri strani (e pure buffi) lungo le rive dell’Arno, a passi svelti per paura di fare tardi, quasi di corsa contro l’ansia che montava… e una sosta sul ponte Santa Trinita per godermi la Luna e il Ponte Vecchio.

3 Marzo 2015 Ponte Vecchio e LunaAppena arrivata in piazza Santo Spirito, appena visti i Magheri…mi sono sentita a casa, tra fratelli e sorelle. E l’abbraccio di Guido Magherini, ancora una volta, mi ha confortata e stupita (un babbo straziato da una simile perdita che regala forza e affetto con tanta spontaneità… la mela non era caduta lontana dall’albero), come il sorriso e l’abbraccio di Andrea, poco dopo, entrando in chiesa per la funzione.

3 Marzo 2015 con lo striscione per Riky

Prima della messa abbiamo steso uno striscione che il vento faceva volare via… nastro adesivo e mani a tenerlo lì con noi. Lo striscione. E il ricordo di Riky. Mi hanno persino immortalata con il mio cappello rosso e un’amica rasserenante (Anna Maria, siamo finite nella galleria di Repubblica on line).
Dopo la messa, una fiaccolata e tanti ricordi…

3 marzo 2015 Andrea Magherini per Riky
Ieri a Firenze, per Riky, c’era anche Giancarlo Antognoni, l’UNICO DIECI.

3 marzo 2015 Antognoni e Guido Magherini in piazza per RikyC’era la Curva Fiesole, il cuore del tifo viola.

3 marzo 2015 Curva Fiesole per RikyIeri a Firenze c’era Ilaria Cucchi, splendore di donna, sorella privata crudelmente del fratello, sempre vicina a chi subisce perdite così ingiuste. La sua carezza a Guido Magherini dice tutto.

3 marzo 2015 carezza di Ilaria Cucchi a Guido Maherini

C’era e c’è sempre il coraggio di Andrea.

3 marzo 2015 Andrea Magherini per Riky

Ieri a Firenze nessuno poteva dimenticare l’anniversario della morte di Riccardo Magherini, in tanti, davvero in tanti in piazza Santo Spirito per abbracciare Guido e Andrea, salutare gli amici di sempre e nuovi amici incontrati in questo lungo intenso anno senza Riky. E poi tornare a casa, soffocando lacrime lungo il percorso di quella notte…

3 Marzo 2015 dal ponte Santa Trinita

Ieri a Firenze sembrava già primavera.
Oggi tornato a piovere un mondo freddo e grigio. Con tristi scontri e caos…

sarai una ballerina, forse

20.2 pugni chiusi, occhi aperti

o forse una scienziata, curiosa come sei già del mondo intorno a te (per ora ristretto, limitato a qualche stanza che dovrà sembrarti enorme). O quel che vorrai tu. Per ora si capisce che la danza ti piace, come quando eri nella mia pancia … mi hai lasciata ballare fino al travaglio, iniziato a metà ora di danza del ventre!

7 febbraio rotte acque
E la prima cosa che abbiamo notato in te, oltre vivacità e magrezza, la forza dei tuoi piedi.

8 febbraio 2013 piedi di Viola

E le tue mani con le dita lunghe, agili, sottili… che mi stringono un dito dilatando il mio cuore all’infinito

19.2 nanna con dito mamma… verso sera, quando ti prende la crisi di pianto del tramonto, ti calmi se ballo con te tra le mie braccia. Ora che la ferita inizia a guarire, posso.
Ieri sera si ballava sulle note di I love you Marianna (Rino Gaetano)

19.2 ballando con Viola

e The Passenger (Iggy Pop)

19.2 dopo ballo con ViolaOggi è venuta a vederti Laurina, dottoressa dei bimbi, sì, ma soprattuto ballerina …e  tu l’hai capito, non ti sei innervosita come quando “annusi” medici et similia… stavi buona buona, sentivi che di chi ama ballare ci si può fidare 🙂

20.2 Viola in culla con Laura che osserva

un incontro

Quando Viola sarà nata, dal rientro a casa al suo primo anno di vita almeno, per un’ora alla settimana, ogni martedì mattina, sarà anche nello sguardo attento di una bella persona conosciuta meglio oggi pomeriggio.

Mi aveva accennato qualcosa la maestra di danza del ventre, appena saputo che ero in attesa: una sua allieva, da noi già ammirata in una serata danzante, lavora come psicologa infantile e si sta specializzando per diventare psicoterapeuta. Per i suoi studi aveva bisogno di conoscere una futura mamma disposta ad accoglierla in casa per consentirle di vedere come cresce un neonato nel suo ambiente di vita reale, non sui libri di testo e nelle tabelle teoriche.
Ricordavo Laura come una splendida giovane donna e deliziosa odalisca,

anche per questo (e per la fiducia nei confronti di Luisa, la maestra di danza araba che ha curato più di tante medicine i nodi del mio ventre), nessuna esitazione a fissare un incontro quando si è rivolta a me. E poi è la prima volta che una psicologa mi chiede aiuto e dice di aver bisogno di me, in passato è successo l’inverso…
Laura sembrava preoccupata di dover sciogliere dubbi o dissipare timori e perplessità, ma l’unico dubbio per me era di ordine pratico: fissare già da ora un incontro settimanale per un anno almeno e sentirmi “in obbligo”… ma no, nessuna rigidità. In caso di impegni imprevisti, visite mediche, una vacanza, un viaggio, un lavoro fuori casa (e magari!) si potrà cambiare giorno, orario o anche saltare un incontro. Evito di prendere impegni se solo sospetto di non poterli rispettare, questo era l’unico timore.
Mi piace molto, invece, l’idea che chi dovrà prendersi cura di piccoli vivi e veri faccia esperienza diretta di una piccola persona che vive e cresce davvero.
E se un anno di osservazione è il minimo e per la nostra specializzanda sarebbe meraviglioso continuare anche per il secondo anno o ancora più a lungo, perché no? Salvo imprevisti, ovviamente.

Oggi, intanto, mi ha fatto piacere conoscere meglio una persona che mi era piaciuta d’istinto a suo tempo, conferma che la prima impressione raramente inganna. E non conta poi molto il contesto o il momentaneo ruolo… la sensibilità e la grazia di mente e cuore si erano già rivelate nello sguardo luminoso e sorridente con cui danzava e oggi le ho sentite di nuovo nelle parole scelte di chi ha studiato e ama quel che ha scelto come professione.
E poi mi ha fatto bene ripercorrere in sua presenza e con lo sposo i mesi dell’attesa dalla scoperta inattesa a questo momento, ora che si avvicina il parto, la fine di un viaggio che sarà solo una nuova partenza, l’inizio della nostra vita con una nuova presenza, ben presente già, ma per ora solo attraverso la mia pancia, suo mare e sua nave verso il mondo.
Sì, mi ha fatto piacere e mi ha fatto molto bene poter parlare liberamente di quel che ci aspetta e dare forma e voce a speranze e paure per quel che sta per arrivare… mentre chi sta per venire alla luce, e che aspettiamo, già c’è e si muove e si manifesta, ma senza una sua voce.

***

In mattinata era arrivato un regalo per Viola da parte mia: avevo ordinato on line un cappellino di lana e cotone per neonata.

Una piccola follia, un lusso per le mie tasche, ma almeno una cosina di Petit Bateau gliela dovevo prendere. E se la taglia zero sarà portata poco… au diable il “buon senso”! Le prime ore, i primi giorni della mia piccina saranno preziosi e unici, come unico e prezioso è ogni momento che vivo già con lei in questa pancia animata che mi mancherà…

una donna in fuga dalla notizia…

18 al Penguin

è un’emozione vedere le mie righe accanto a un’opera d’arte ispirata in parte da quel che avevo scritto e in parte dal bellissimo libro di cui parlavo, tentando di trasmetterne il senso o quel che per me voleva dire e sapeva dare. Grazie al fotografo, Giancarlo De Luca, e all’artista: Daniela Cicatiello Spagnuolo!
E grazie all’amica che mi aveva invitata a partecipare al contest di pura passione per i libri, Alessandra Rivazio … non immagini quanto mi sia cara questa iniziativa. O forse sì: avevo accolto l’invito a giocare quando ancora non sapevo di essere in attesa… e ora sono piena di una vita che sta per venire al mondo. 

Martedì 18 dicembre, al Penguin Café ” vernissage della mostra delle quindici opere che altrettanti artisti hanno creato interpretando le opere selezionate per “Una frase, un rigo appena – i libri che ti cambiano la vita“ – primo contest di passione pura per i libri.
Francesco Bassini, Francesca Belmonte, Daniela Cicatiello, Cristina Cusani, Giancarlo De Luca, Giuseppe Falconi, Marialuisa Firpo, Antonio Fumo, Fabio Fumo, Ludovico M. Fusco, Francesco Manes, Tiziana Mastropasqua, Giuseppe M. Montuono, Giacomo Ricci e Corrado Uccello hanno interpretato le quindici motivazioni selezionate dalla giuria tecnica presieduta da Claudio Calveri con Annalisa Spedaliere, Alessandra Rivazio, Massimo Smith e Maurizio Tieri.
“Quanti uomini hanno datato l’inizio d’una nuova era della loro vita dalla lettura di un libro” Henry David Thoreau

Mi sarebbe stato difficile partecipare fisicamente, non solo perché da Firenze a Napoli ci sono diversi chilometri… sono giorni, settimane particolari. E per altre ragioni s’impone un attento risparmio di risorse in tutti i sensi. Torneremo a viaggiare, ma non ora.
Non sono riuscita a leggere i testi degli altri lettori in gioco, intanto ripubblico il mio:

“Migliaia di attimi, di ore e di giorni, milioni di azioni, un’infinità di gesti, di tentativi, di sbagli, di parole e di pensieri. E tutto per fare un unico uomo al mondo”
Lesse ad Avram quelle frasi.
Andrà tutto bene, commentò lui, vedrai faremo in modo che Ofer stia bene.
Lo pensi davvero?
(…)
Mostrami quello che hai scritto.
Orah gli passò il quaderno.
Lui lo prese, con cautela, e lesse tra sé, bisbigliando: “Migliaia di attimi, di ore…un’infinità  di gesti … di sbagli… E tutto per fare un unico uomo al mondo”. Posò il quaderno sulle ginocchia e osservò Orah. Un’ombra lo rannuvolò.
Aggiungi qualcos’altro, disse lei senza guardarlo, tendendogli la penna:
“Un unico uomo, che è così facile distruggere”.
Scrivilo.
E lui scrisse.

(A un cerbiatto somiglia il mio amore, David Grossman)

Disseminato di una miriade di detonatori della memoria, più che un romanzo, un canto di amore e dolore, brulicante di vita. Mi dovevo fermare, ogni tanto, sopraffatta dalle emozioni. Non mi trasportava altrove, come spesso fanno gli amici di carta, mi precipitava nell’intimità.
Una donna in fuga dalla notizia sarebbe la traduzione fedele del titolo originale.
Orah è una donna che fugge dalla notizia della morte del figlio, convinta che se la notizia non potrà esserle comunicata, in qualche modo non sarà compiuta, perché una notizia impossibile da ricevere e comunicare è come se non ci fosse … a volte sentivo il bisogno di rallentare, interrompere la lettura, non solo per assaporare goccia a goccia quel canto di amore e morte, vita e dolore, tenerezza e profondità, non solo per  accogliere e poi lasciar andare i ricordi personali risvegliati da tante pagine, non solo, no, dovevo fermare il girar di pagine anche per aiutare  una mamma a rimandare l’arrivo di quella notizia impossibile da ricevere. Finché avessi letto, l’esercito non avrebbe portato a casa di Orah l’annuncio della morte in guerra di Ofer. Dovevo continuare a leggere, ma lentamente, fermando un tempo già compiuto altrove, ma riaperto ogni volta dal racconto.

La storia di una madre in lotta impari con la guerra e la morte, armata soltanto dell’ostinata tenerezza dell’amore più forte, parte dalla sua storia di ragazzina innamorata della vita in mezzo alla crudeltà della guerra. Le prime pagine danno un luogo e un tempo particolari all’universale unicità di ogni adolescenza: Israele, guerra dei  Sei Giorni. Orah, sedicenne appassionata e curiosa, ricoverata in isolamento in un piccolo ospedale di Gerusalemme, conosce Avram e Ilan. Nelle ore del coprifuoco nasce un affetto che sarà, per tutta la vita, amore e amicizia, passione, rinuncia, tutto. La storia delle persone, ciascuna unica e irripetibile, travolta dalla storia decisa dai governi e dalle logiche illogiche del mondo.

Letto in un periodo di forte angoscia, finito con un tremito confuso, per lo strazio narrato, vissuto e raccontato, da Grossman. E con un rinnovato amore per  questa cosa fragile e preziosa che è la vita.

“Sotto il corpo di Orah c’erano la pietra gelida e il monte intero, enorme, compatto, infinito.
È così sottile la crosta terrestre, pensò”

Daniela Cicatiello Spagnuolo

Daniela Cicatiello Spagnuolo

fiocchi di gioia

solo una breve danza di bianco stamani, sui tetti rossi e le foglie nel freddo, presto lavata via dalla pioggia, ma quella breve nevicata su Firenze è stata la prima per la bimba che mi balla dentro: Viola non poteva vedere i fiocchi bianchi cadere in silenzio, però sentiva tutta la mia gioia infantile e sono sicura che appena potrà prendere in faccia quel che viene dal cielo, amerà anche la neve, come la pioggia, il vento, i tramonti e le nuvole.
E i tetti rossi della nostra città. E gli alberi anche in città.

7.12 tetto appena spolverato di bianco

Ieri ero un po’ giù, ma il sorriso è tornato con un pacco inviato da Pescantina: Andrea mi ha regalato uno scatolone pieno di kiwi

6.12.12 i kiwi di Andrea

e un fantastico kit di micropittura per divertirmi con la nail art

6.12.12 kit per nail art by Andrea

GRAZIE!

6.12 merenda con i kiwi di Andrea

Con i kiwi meno duri (anche se mi piacciono ancora asprini e non troppo teneri, per il resto seguirò il consiglio dello spacciatore di vitamine e colori: quelli da mangiare subito vanno messi accanto alle mele per farli maturare prima, gli altri al buio e al fresco per conservarli a lungo), una merenda che mi ha dato tanta carica e via a danza…

e se solo dieci minuti prima di uscire per la lezione mi sentivo contenta per i regali e soprattutto per l’affetto incredibile che mi dimostra chi per ora ho incontrato solo in luoghi virtuali, ma fisicamente uno straccio, appena è partita la musica mi sono dimenticata tutta la pesantezza della gravidanza a questo punto,

poi, dopo la danza ero stanchina, ma … l’umore alle stelle.

… ma quanto sei buffa Viola!
A danza sento spesso quanto ti piaccia esser cullata dai movimenti a ritmo di musica, ma che tu amassi anche fare yoga l’hai dimostrato oggi durante la lezione (ti ha vista anche la maestra!): ero nell’asana del ponte, mi pare, quando la pancia ha preso forme strane e … s’è visto spuntare un tuo ginocchio! Oggi non stai ferma un momento… mi lasci senza fiato, ma … se sono stata anche più stanca di così, non sono mai stata tanto felice

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