tende la mano

Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per esser tentato dal diavolo.
E dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, ebbe fame.
Il tentatore allora gli si accostò e gli disse:
“Se sei Figlio di Dio, dì che questi sassi diventino pane”

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“ Oggi, prima domenica di quaresima. Il Vangelo parla delle tentazioni di Gesù.
Ebbene sì, come uomo anche lui fu tentato, come lo è ogni uomo sulla terra.
Se Cristo non si fosse lasciato tentare dal diavolo non ci avrebbe insegnato a vincere“, diceva sant’Agostino.
Quindi è possibile superare la tentazione!
Se lasciamo che essa diventi atto concreto, allora emergerà dal nostro cuore la parte più squallida.
Se riusciamo, con l’aiuto di Dio, a vincerla, allora emergerà una interiorità più rafforzata.
Come vincere, dunque? Ascoltiamo Gesù e seguiamo le sue orme, il suo esempio. Dice:
1. C’è una fame più profonda, nel nostro animo, che non può essere saziata solo col consumismo sfrenato. Solo la Parola di Dio realizza la quiete dell’anima, perché educa la nostra inquietudine;
2. Cerchiamo Dio per fede e amore, fiduciosi sempre della sua bontà, come fa un figlio e non solo per servirci di Lui quando ci fa comodo;
3. Adorate il bene, adorate Dio, il sommo bene, perché sentiremo di vivere da uomini veramente liberi; perché se adoreremo il male, vivendo solo in funzione dei soldi, del potere e della gloria, presto scopriremo di essere diventati schiavi dentro, non liberi per vivere davvero felici.
Dunque, buon cammino di vita. E se ti dovesse succedere di cadere, non dimenticare che Cristo ha già la mano tesa per aiutarti a rimetterti in piedi.
Dio ti benedica e io ti abbraccio ”

Don Luigi
Domenica, 5 marzo 2017
I Domenica di Quaresima – Anno A

5-marzo-2017-fiori-e-foglie

nella pioggia e nella fragilità, nella fame che nessun pane sazia, nell’ora dell’inquietudine… gocce di bellezza.

5-marzo-2017-colomba-e-pioggia

momenti di sosta, ricerca di quiete, abbandono fiducioso…

5-marzo-2017-colombi

e poi un arc en ciel dopo pioggia e sonno…

5-marzo-2017-doppio-arcobaleno-e-cielo-scuro

un doppio arcobaleno, come se il cielo tendesse entrambe le mani a risollevar chi vacilla e cade, ma non cede.

5-marzo-2017-arc-en-ciel

Le premier jour de l’hiver

“La vedi nel cielo quell’alta pressione, la senti una strana stagione?
Ma a notte la nebbia ti dice di un fiato che il dio dell’inverno è arrivato”

(Francesco Guccini, Quello che non)

Firenze dalla finestra

Inizia l’inverno astronomico, anche se freddo e nebbia e spruzzate di neve già ci facevano sentire in inverno..
Inizia oggi l’ottavo mese aspettando Viola.

22.12 nebbia e candela

Non so l’angoscia di una pianura infinita, ma conosco il colore delle nuvole basse…

21.12 nuvole e Luna

Sono stata prossima a farmi polvere di angoli tetri… ora non trovo uno spigolo a pagarlo tra le curve che cancellano anni di fuga.
Mi sono fatta mare per un pesciolino che si sta facendo bambina e mi sento ormai anche nave per portarla al mondo là fuori, fuori da questo pancione.

Sei già a testa in giù, sai già la strada per venire al mondo, bimba mia, ti sento ancora muoverti vivace, ma non c’è più spazio per ariose evoluzioni e capriole, inizi a crescere più di quanto possa crescere il tuo mare… ti giri, ti stiri, oscilli e ti fai sentire…
Ora sei tutta mia, poi sarai al mondo.
Inizio a volerti riconoscere fuori da me, ma so che mi mancherà tanto questa pancia animata…

21.12 allo specchio

E inizio a prepararmi all’incontro. Come posso…
E ricevo con gioia i doni… oggi mamma mi ha regalato la camicia per il parto

21.12 camicia e camicina

e cosine tenere tenere per il primo giorno di Viola

21.12 cappellino camicino calzini

acqua, aria, luce

e incanto e sogni e ricordi…


ché il pesciolino che mi nuota dentro si nutre anche della mia gioia, forse più che del cibo che gli passo. O no?
Affido alle sorelle nuvole i dubbi e le paure, che se li porti via il vento

di tanto in tanto volo in anticipo all’Elba con le fotografie di Adriano

foto di Adriano Locci

mi piacciono le foto al porto, al molo… voglia di mare, ricordi di pescatori, barche, aria salata e spruzzi bianchi dal blu.
Bella l’ombra degli anelli sulla pietra…
il porto, che sensazione di libertà!
Un’amica del fotografo: “Strano il fatto che la catena dia un senso di libertà!”
Ma quella è una catena che salva, non una catena che imprigiona. Ancora, non schiavizza… almeno non imprigiona esseri umani, tiene a bada i moti ondosi e salva barca e marinai.
Ci sono legami che ancorano, senza soffocare.

Bello avere un amico che traduce in colori e luce le mie parole

Adri: Sogni d’oro, mammina

Cate: sogni blu, a te… l’oro c’è anche nel mare, quei pentagoni dorati che il sole disegna nel verde e nell’azzurro dell’acqua bassa, sul fondo sabbioso vicino agli scogli..

foto di Adriano Locci