Aprile è il più crudele dei mesi…

Un libro che volevo prendere per Viola, verso la fine di marzo è arrivato in dono a me da chi mi ha messa al mondo, qualche giorno prima che il centro del mio mondo vacillasse …

Sono giorni di pena e nottate di angoscia, senza notizie, con slanci di ottimismo e puntate di disperazione, alternando preghiere e pugni nel muro,

moccoli e rosari, visite e piccole evasioni.
La tenerezza di Viola che non vuole sentire parlare del nonno, perché sa, capisce, sente tutto e si difende e non mi lascia più portare Wiz in negozio, ma lo vuole a casa, se no se ne vanno tutti e invece “voglio dormire con tutta la mia famiglia”…

E tra lavoro e ospedale cerco pace sempre dove posso, quando posso…


Sono state giornate di lavoro come distrazione e gesti generosi.
Ringrazio don Fulvio per essersi fatto rapire una sera a dare conforto al mio babbo ancora in Terapia Intensiva Coronarica, quando si temeva il peggio dopo un primo illusorio recupero e prima di un altro miglioramento per ora meno fugace… e poi a cena con noi, a dividere pane, zuppa di farro e lenticchie, pollo alla curcuma, cioccolato fondente, peperoncino e foto rubate senza autorizzazione.

Chi di scatto condiviso ferisce, di scatto rubato gioisce…

Sono state mattine di scaramanzie infantili, come quando (nel giorno del peggioramento critico, per cui sembrava vicino l’addio temuto da quando ero ragazzina e mi dicevo che il giorno in cui sarebbe morto mio padre, padrone del mio cuore, mi sarei lasciata morire anch’io) gli ho comprato un sigaro che forse non potrà mai più fumare, anche quando (se) tornerà a casa, ma … un tiro o due per festeggiare ci starà (ci starebbe, dovrebbe starci).

E poi c’è stata una sera di pura bellezza, un regalo a far sabato il sabato. La gioia della musica e il dolore della Madre sotto la Croce

Sì, mi ero già sentita da sola lo “Stabat Mater” di Boccherini, ma sabato sera, a pochi metri dal soprano (bellissima e con voce d’angelo) e dagli archi….mi sono ricordata con tutti i sensi accesi la differenza tra un concerto dal vivo e l’ascolto di una registrazione, come tra mangiare e stare a guardare. E sono rimasta un po’ fuori dalla chiesa di San Jacopo in Polverosa a farmi risuonare dentro parole e note

e a salutare e ringraziare gli interpreti di tanta meraviglia.

E poi c’è lei, Sorella Luna…che a volte ancora chiamo “mamma”.

Mentre il mondo sembra sempre più sprofondare nell’odio e nella violenza delle guerre… desiderio di PACE

il castagnaccio per scaldarsi

16-novembre-2016-danza

Mi è tornata voglia di pulire casa, fare l’albero di Natale, cucinare e ballare. Danza jazz alla scuola Poiein danza vicina a casa.
Oggi, sabato di pioggia, mi sono divertita a fare il castagnaccio nel forno, pulito a fondo ieri. Al supermercato ho preso un po’ di cosine buone.

19-novembre-2016-farina-di-castagne

La cannella per le mele cotte e lo strudel, il resto per uno dei miei dolci preferiti, anche se a Sandro non piace…pace.
Per amici golosi e amiche curiose, ricetta passo dopo passo.
Senza dosi, pardon… faccio a occhio.

19-novembre-2016-setaccio-farina-di-castagne

 La farina era mezzo chilo, l’ho setacciata ben benino,

19-novembre-2016-olio-al-ramerino

e ho scaldato un po’ d’olio nòvo col ramerino (rosmarino per chi legge da fuori Firenze). Solo scaldato, per fargli prendere sapore e profumo del rosmarino elbano.

19-novembre-2016-retro-conf-farina-di-castagneNO. Non è questa la ricetta. Verrà un buon dolce alla castagna, ma non è il nostro castagnaccio.
Nel nostro castagnaccio NON c’è lievito, non ci sono uova o burro…ma tanta uvetta (prima di stacciare la farina, faccio rinvenire in acqua l’uva passa)
19-novembre-2016-uvetta-a-mollo-e-farina-di-castagne

e staccia, setaccia e frusta…

19-novembre-2016-staccia-e-frusta

amalgama con acqua e frusta, gira, mescola…

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tagliato a pezzetti grossolani qualche gheriglio di noce,

19-novembre-2016-noci-a-pezzettin

aggiunti pinoli interi, l’uvetta asciugata e i pezzetti di noci alla farinata di castagne (anche un pizzico di sale),

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poi tutto sulla teglia leggermente unta (coperta di stagnola per penar poco a lavarla dopo). 

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Mi godo il panorama e fumo una sigaretta in terrazza con vista sul campanile di Giotto, poi, mentre il castagnaccio cuoce, lavo e asciugo subito quel che ho usato,
19-novembre-2016-acquaio-pulitofinisco di decorare l’albero di Natale con Viola,
19-novembre-2016-albero-di-natale

a metà cottura, anzi.. verso la fine proprio, aggiungo, sopra la crosticina che si sta formando, pinoli e uvetta lasciati per la “copertina” e l’olio al ramerino che così non piglia l’amaro, 
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sull’albero addobbato dalla domenica dell’Avvento ambrosiano (anche se siamo a Firenze e non a Milano), m’incanto davanti all’angelo di Marisa e mi commuovono le scarpine del WPD …
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Il profumo dal forno avvisa che il castagnaccio è cotto. 

19-novembre-2016-sforno

Corro a farne assaggiare un po’ a don Fulvio e ammiro l’agrifoglio che abbellisce l’ingresso della canonica

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