Anche il diavolo si pente

…o si arrende?

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Era tanto che non mi divertivo così a uno spettacolo teatrale!
Sabato sera, lasciati a casa Viola addormentata e lo sposo a letto con la febbre, sono andata a vedere Anche il diavolo si pente, commedia in due atti scritta da Luciano Batazzi, marito della mia carissima amica Elisabetta e nuovo diacono in parrocchia. 

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I sette vizi capitali diventano, dal punto di vista dell’angelo caduto, le sue sette magie per strappare gli uomini a Dio e portarli a sé.
La sua prima magia è la magnifica SUPERBIA, il peccato preferito di Lucifero. A ruota l’AVARIZIA.

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Lucifero tenta di rovinare gli uomini (e le donne) con le sue magie, ma si accorge presto che i suoi oggetti di seduzione… ne sanno una più del diavolo! Con la LUSSURIA lo superano a mani basse. La dolce e casta Cristiana (interpretata da una spumeggiante Annalisa Marraccini), dopo essersi confidata col prelato (interpretato da Romano Dolfi), 

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riceve appena un suggerimento dal diavolo (davvero bravo anche come attore il nostro diacono autore teatrale, per me almeno una vera sorpresa, lo conoscevo solo come il colto, riservato, gentile consorte della mia compagna di yoga) e si scatena…via i vestiti da suorina, sciolti i capelli,  miniabito aderente, rossetto fiammante, tacchi alti e voglia di far la stella in uno show, a tutti i costi.

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Troppo anche per il diavolo! INVIDIA, GOLA, IRA, ACCIDIA… com’è facile traviare gli uomini…
E come superano il “maestro”… alla fine, il povero diavolo si rivolge all’Altissimo pregandolo di liberare il mondo dagli esseri umani.

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Si è pentito? O solo arreso? 

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Applausi per tutti

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e foto ricordo per me

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segnali per via

divieto di accesso

foto scattata a dicembre 2011 a Firenze

A spasso per le vie della mia città, a volte mi perdo nelle curve a leggere segni nei segnali normali. Quel cartello stradale, messo così, sembrava indicare un divieto di accesso al fiume. Ribattezzato per gioco “Divieto di balneazione in Arno”. Era la fine del 2011.
In questo nuovo anno, però, mi sono spesso imbattuta nei segnali modificati, come quello che rivela la natura del bivio:

biforcazione

il diavolo, forse

[dià-vo-lo]
dal greco: [dia] attraverso [ballo] metto. Propriamente: separare, metter in mezzo, creare fratture.

Sempre meglio che girare in tondo senza fine, però:

rotatoria

I segnali stradali modificati a Firenze sono quasi sempre opera di Clet Abraham.

Poi ci sono i segni nel cielo che, per una nuvola, sempre parlano direttamente all’anima

sdraiata sopra un tetto

Luna rinata, sdraiata sopra un tetto. Con la curva aperta al cielo, in compagnia di un pianeta brillante come le stelle