ninna nanna della torta

Stanotte ho sognato la neve. Invece piove e basta, piove tanto, piove sempre…

Arno 10 febbraio 2014 notte
Ieri volevo scrivere della neve e della pioggia, ma poi serata storta e nottata ballerina. E mi era rimasto solo quel rigo in bozza.
Stanotte non ho sognato, dormito poco, troppo poco per sognare.
L’altra notte sognavo la neve e lo stupore negli occhi di Viola, mio fiore d’inverno, nata mentre si gelava ….e ora questa specie di “autunno primaverato”, come dice un ragazzino speciale. E l’Arno si gonfia e Firenze lo spia, col consueto timore stemperato in battute, anche se i danni grossi sono altrove.
La pioggia a volte culla Viola, a volte non basta a placarla, quando arriva un dentino nuovo o la mamma è stata fuori da sola e quando torna… la sconta.
Allora invento per lei filastrocche senza capo né coda o riadatto quella vecchia ninna nanna che non capivo (ora un po’ sì) e non voglio cantarle, quella che faceva “ninna nanna, ninna oh, questo bimbo a chi lo do… lo darò alla befana che lo tiene una settimana ecc…” e quindi

ninna nanna, ninna oh
questa bimba a chi darò?
Non la do proprio a nessuno
perché Viola è l’amor mio

Ninna nanna, ninna oh
la mia bimba cullerò
cullerò fino a domani
e la tengo tra le mani

8 febbraio 2014 Bernardo Cate e Viola

E ti si teneva tra le mani l’anno scorso, anche a vedere le partite a casa di amici…stavi buona buona, ti bastava il mio latte e qualche canzoncina.

17 febbraio 2013 partita con Viola

17 febbraio 2013
Prima partita vista con Viola
Fiorentina 4- Inter 1

Ora sei più impegnativa, forse inizi a capire che quei cori “Forza Viola alé …” non sono proprio tutti per te e vuoi attenzione, ma ti piace stare in compagnia e partecipi a modo tuo

8 febbraio 2014 con Viola alla partita

Sabato 8 febbraio 2014
Fiorentina 2 – Atalanta 0

… ninna nanna tutta viola
e la mamma si consola
ninna nanna delle bisce
non tifar mai squadre a strisce

8 febbraio 2014 PaoloBernieCate e Viola

poteva mancare la vittoria viola, sabato, per il tuo compleanno?
Non potevano mancare zii e cuginetto, come non mancava la torta fatta dalla nonna

8 Bernie Cate Viola e torta2

Se in serate così mi manca lo stadio

in Curva Fiesole ottobre 2011

in Curva Fiesole ottobre 2011

penso a quanto in fretta cresci

17.2.2013-viola-in-braccio-a-babbo

Viola neonata col babbo
Febbraio 2013

e …forse potremo presto portarti in Curva con noi

9 Viola e il babbo

9 febbraio 2014

ninna nanna della pioggia
che ci culla goccia a goccia

nanna

ninna nanna dei serpenti
la bambina mette i denti
ninna nanna dei capelli
fai soltanto sogni belli

primo compleanno di Viola e dentini
ninna nanna senza testa
non scordare la tua festa

festa di Viola

ninna nanna della torta
sembra lunga invece è corta

Neto e Cuadrado

11 febbraio 2014
foto dal web nella notte di festa viola

e questa notte… sogni viola

un anno

6 LunaRare tregue di pioggia e ogni tanto si è vista anche la Luna…

pioggia

Piove anche stasera, in questo strano inverno che sembra autunno, piove e sento qualche brivido, ma non è il freddo che ricordo… è il ricordo del febbraio scorso a farmi tremare un po’ e piangere da giorni. Lacrime di stanchezza, spesso, lacrime amare a volte, di rabbia e paura, lacrime liberatorie, finalmente, tensioni che si sciolgono, emozioni ingarbugliate e …faceva freddo nei tuoi primi giorni di vita, piccola Viola mia.
Piove e tu dormi, stasera, cullata dalle lacrime delle nuvole. L’anno scorso, a quest’ora, quanta fretta di nascere! Ero ancora a danza, quel giovedì di febbraio, quando si ruppero le acque sotto il velo che non copriva il pancione…

anno scorso gravidanzae poi i dolori, la corsa a Careggi, lo stupore di chi nella mattina mi aveva detto che no, mi sbagliavo, non stavi per nascere e invece… invece la tua mamma sapeva più del dottore quanta fame di vita premesse da dentro (lo stesso dottore che nel giro di poche ore mi aveva pronosticato una probabile induzione del parto per il mese seguente e …dato i punti di sutura per la tua uscita frettolosa e prematura!), sentivo sempre più forte la tua voglia di venire al mondo e infatti danzando e tremando ti ho data alla luce nella notte, mentre il cielo preparava neve per le tue prime giornate fuori da me.

viola nella neve

Eri piccina piccina e le tutine taglia zero ti stavano grandi

Viola Nutini febbraio 2013 attenti crescerora ti alzi da sola e muovi i primi passi, dici “mamma”, “babbo”, “nanna”, “pappa”… e ti vanno corti i pigiamini taglia 12 mesi, i cuscini paracolpi del lettino ti servono per giocare a slegarne i nodi…

Viola 2014Le tue mani mi avevano catturato il cuore sin dai primi istanti

ricordi

febbraio 2013i tuoi occhioni spalancati sono sempre più belli, ogni giorno mi colmi di amore e un tuo sguardo cancella paure e arrabbiature…

23 gennaio 2014 al giardino di via Maraglianoma la prima volta che ho visto i tuoi occhi … non potrò mai scordare quell’emozione. Enorme.
Minuscola tu. Ti sei presa tutto e a tutto dai un senso nuovo.

8 febbraio mezzanotte in sala partoUn anno di te fuori di me e sembra ieri. E invece è passata una vita, la tua vita, che si è presa ogni spazio e (quasi) tutto il tempo.
Un anno che è volato in un soffio, anche se a volte pesante e durissimo…
un anno di contraddizioni, conflitti, paure, dubbi, gioie incredibili, fatica, notti bianche, latte, pianti, inciampi, risate, voglia di fuggire con te o da te, persino via da te, a volte…
un anno soltanto e non saprei più immaginare la mia vita senza te, anche se tante volte mi è successo di pensare di non farcela, di non farcela più, di non farcela più così…
un anno di amore
un anno da mamma
un anno, il primo anno della tua vita.

6 febbraio broncino

Buon compleanno, amore mio

il più bel compleanno della mia vita

a mezzanotte… una busta sul cuscino,

22.4.2013auguri busta

già lì, occhi lucidi…

22.4.2013auguriViola

e pioggia di lacrime alle parole dentro

22.4.2013auguri di Viola scritti dal suo babbo

… la magnifica torta che mia mamma mi prepara ogni anno non poteva stavolta rendere più dolce questa festa, eppure… mi è sembrata più gustosa del solito

22.4.2013 tortacon quella violetta a richiamare il colore che amo da sempre e il nome della mia bambina, così tenera oggi, angelica proprio…

22.4.2013 Viola archetto

e beata nell’ovetto mentre veniva con noi a far visita a nonna Gabriella…

22.4.2013 Viola in ovettola sua bisnonna, madre del mio babbo.

E la dedica di mio padre…

22.4.2013auguri babbo

prima di raggiungere a letto lo sposo e la nostra bambina, appena il tempo di intravedere tutti i messaggi in post@ e su facebook…

Compleanno Cate da Massimo 22.4.2013
non ho parole per dire quel che solo una parola sa riassumere

 GRAZIE

E domani… 42

dalla mia cucina il cielo

Il 22 aprile 1971,  alla notizia della mia nascita, la nonna ora più che centenaria volle andare in centro per comprarmi una tutina rosa … dopo tre figli maschi era davvero felice che la nuova generazione iniziasse con una nipotina. Quella tutina in spugna di cotone, dopo un giro di passaggi per cugine, da poco è tornata nelle mie mani. E solo l’anno scorso di questi tempi neanche avrei immaginato di farla indossare a mia figlia.

Viola con la mia tutina

L’anno scorso di questi tempi neanche osavo più sperare di restare incinta e ora… sto per festeggiare il mio compleanno con un regalo inatteso e meraviglioso: sono la mamma di Viola!  Anche per questo, per la mia festa non voglio regali impacchettati, nessuna cosa potrebbe darmi la gioia indescrivibile che mi donano ogni giorno i suoi sguardi colmi d’amore… accompagnati da sorrisi che neanche posso far vedere a chi non è presente nel momento, perché in quei momenti certo non mi viene in mente di prendere in mano la compatta digitale. La fotografo quando è tranquilla, non nel pianto dirotto o nella felicità amorosa. A volte è così seria…

15.4.2013 sguardo attento

E poi quel che mi manca non si compra: una notte intera di sonno, ad esempio. Non è che non desideri altro… da quando sono nata, forse, da quando mi ricordi, almeno, mi sono sempre scoperta a sognare e, anche se a volte può sembrare che mi contenti di poco, come quando un giro dell’isolato tra marciapiedi sconnessi e crepe nei muri mi pare una bella passeggiata manco fossi sui boulevards …

20.4. 2013 fuori con Violada sempre voglio anche la Luna,

19.4.2013 Lunasolo che non si compra e non si regala con un fiocco sul pacchetto…

Chi mi ama sa come farmela godere.

Chi mi vuole festeggiare si goda quel che può: chi fuma, si accenda una sigaretta e se la gusti in pace anche per me… solo per fare un esempio

Centodue anni di amore

Viola, amore mio che ancora non conosco, anche se ogni tuo respiro dipende dal mio per qualche mese ancora, non so se farai in tempo a conoscere la tua meravigliosa bisnonna… te ne parlerò tanto, fino a che avrò fiato, ma nulla è sicuro in questa vita, fragile e preziosa e imprevedibile, e desidero lasciarti qualche traccia per ogni evenienza.
Oggi nonna Gabriella, la mamma del mio babbo, compie la bellezza di centodue anni. Viva e presente sempre con tutto il cuore e la sua mente straordinaria, fisicamente è molto provata da un paio di anni, l’aiutano due giovani venuti dal Bangladesh e lei insegna loro l’italiano e come pretendere il rispetto dei loro diritti di migranti che lavorano. Gabriella non smette di fare la maestra neanche con le ossa ridotte a farina. La tua buffa mamma lunatica ne scriveva spesso, ma in un momento di crisi fece sparire il suo lungo diario virtuale. Qualcosa è rimasto, frammenti di pagine on line ritrovati tra i documenti già archiviati:

Cento anni di amore
 Post n°1757 pubblicato il 27 Settembre 2010 da cateviola 

 Dopo la partita, siamo stati a trovare nonna Gabriella. Con il cuore gonfio di emozioni, tremante di speranza e paura, gioia e dolore, preoccupazione e gratitudine, non riesco a scrivere gli auguri che le faccio dal profondo… intanto, riporto su il post di aprile, perché ora si può levare il quasi

 Aprile 2010

Quasi un secolo di storia in un piccolo corpo di donna che inizia a mostrare le sue fragilità e cede per la prima volta alla stampella dopo una caduta. Una donna forte, una che ha sempre lavorato sodo e detto pane al pane, vino al vino, bene al bene, male al male. Forse le è mancata la libertà di lasciarsi andare alle tenerezze, un po’ meglio con noi nipoti… non una donna dura, ma molto esigente con se stessa e con gli altri; con sé addirittura inflessibile.

***

Di nonna Gabriella avevo scritto il 27 settembre 2007, giorno di un suo compleanno: … un cervello sempre in movimento, un cuore ardente di AMORE e generosità, una vita che è STORIA. Intelligente come pochi, forse la donna più intelligente che io conosca, ora fisicamente debole, magrissima, sempre più sorda, ma vivace di mente come sempre. Per capire che cos’è la guerra basta chiederle com’era la vita sotto il fascismo prima, sotto le bombe dei liberatori poi e nella ricostruzione, con i conti da saldare tra vecchi nemici per gli armati e con il panettiere per la gente alla fame…  con nonna Gabriella posso parlare di tutto, non ha chiusure né pregiudizi che le si potrebbero anche concedere vista l’età, ma se affronto l’argomento guerra la vedo piangere dentro, come fosse ieri.. risponde solo “bisogna averla vissuta, per capire che cosa orrenda sia, meglio che non la capiate mai fino in fondo, fate di tutto per evitarla, perché quando c’è, l’uomo è capace di ogni cosa, ogni cosa… ”
Nonna Gabriella lavora a maglia da una vita: neanche un golfino comprato nei negozi (a parte quelli ricevuti in dono); è lei che ne prepara a me e a tutti i figli, nipoti, nuore, pronipoti… sempre con le mani occupate, a sferruzzare mentre legge Citati o Proust, Kafka o Sciascia, Montale o Joyce…
Nonna Gabriella non si è laureata, ma grazie alle sue lezioni sono diventati Dott. tanti (ex-) ragazzi: da quando aveva 18 anni è stata una maestra, a scuola e nella vita. Appena diplomata, ancora ragazza, insegnava a leggere e a scrivere ai minatori sulle montagne (Alpi Apuane) e in tempo di guerra, per mangiare, dava più lezioni private che sguardi al cielo. Ma è sempre stata libera, sempre senza padroni.
Nonna Gabriella non ama apparire… non ho sue foto recenti da mostrare, ma da giovane mi somigliava tanto. Spero di somigliarle almeno un po’ per tutta la vita

***

Poi, il giorno di Pasqua dell’anno dopo, le prime foto:

      (2008)

Pomeriggio festivo a casa di nonna Gabriella, con Sandro e Manu. Nonna ha quasi 98 anni e, anche se fa male solo pensarlo, devo iniziare a prepararmi a un congedo… neanche una sua foto per rivederne l’immagine terrena? Lei è la mia storia prima che nascessi, la colonna della mia infanzia, la voce della coscienza nelle svolte di vita, la fonte di ogni tenerezza e durezza (da lei so di aver preso il senso del dovere e purtroppo anche tanti sensi di colpa). Solo qualche immagine rubata, nonna non voleva foto “Non curavo il mio aspetto da giovane, figuriamoci ora che sto con un piede nell’eternità!”, ma la mia debolezza chiedeva un ricordo materiale, una figura su cui appoggiare i ricordi vivi e i pensieri quando sarà… il più tardi possibile!

***

E poi l’ho ricordata con Swala, a margine di un post sulla cucina del Mali:  

La ricetta del tô somiglia alla nostra polenta e mi era venuto in mente un racconto di nonna Gabriella. Quando era maestra sulle montagne, i bambini mangiavano solo polenta, a pranzo a cena a colazione… durante un’ispezione avrebbero dovuto far credere che la loro dieta fosse più varia e un bimbo disse (istruito dal direttore) che a colazione aveva preso il caffellatte.
“Quanto? ”
“Tre fette” (erano gli avanzi di polenta della cena) 

 ***

Oggi siamo tornati a trovarla, con Sandro (Manu doveva uscire con i suoi amici, ormai è grande, non viene con noi). Più magra e più sorda, più lenta nei movimenti, con la stampella, più tenera e incline ai ricordi, raccontava a Sandro di me bambina, quando a sei anni le chiedevo come mai con lei mi sentivo di essere in un modo e con altri in modo diverso, iniziando a farmi domande sul gioco di identità – non necessariamente maschere studiate per ingannare – in cui recitiamo la vita con gli altri. Abbiamo parlato a lungo anche di politica e attualità, discutendo animatamente solo a proposito di chiesa… ma non mi va di scriverne qui ora, anzi, sarebbe meglio ne parlasse Sandro che si è tanto divertito a sentirmi gridare (oh, con la mi’ nonna mi sento libera di parlare senza ritegno, mi ha vista nascere, crescere, smarrirmi, ammalarmi, ricostruirmi come persona, diventare donna, “sempre col fuoco negli occhi, eh? ma non vivere da arrabbiata, Caterina, si campa male…”) preferisco tenermi in testa e nel cuore quel che di lei non voglio lasciare. Le sue confidenze finemente civettuole: dire che adesso, oltre la metà del suo centesimo anno di vita, non riesce più a leggere e lavorare a maglia in contemporanea… non è una confessione di debolezza, ma un’affermazione gioiosa di essere in vita e ben lucida ancora. E sento che, nonostante ne abbia passate anche troppe (nessun rimpianto, dopo aver visto due guerre, “litigato con la suocera che non era contenta avessi il terzo figlio, che poi ho voluto e fatto sotto le bombe, perché ero rifinita dalla fame, temeva ci restassi secca con un altro parto… dopo tutti questi anni senza il tuo nonno… però sto bene anche da sola, ho il mio mondo tutto in mente, mi darebbe persino noia un aiuto, leggo degli anziani con le badanti…anziana? io ormai non sono più nemmeno vecchia, sono antica… mi basta non arrivare a vedere Fini presidente, non mi fido, ma non mi toccherà, mi dispiace per voi giovani”) ancora ha tanta voglia di vivere.

***

Lunedì 27 settembre 2010

Lo zio Giovanni, come il primo e come il terzo figlio, anche lui tanto desiderato, da grande è diventato dottore, un ortopedico con vocazione al sostegno psicologico di tutti (in casa lo chiamiamo anche l’ortopsichiatra). In questi giorni ha ordinato riposo assoluto alla sua mamma coraggiosa e fiera: le ossa di nonna sono sempre più fragili, si stanno sbriciolando, troppe microfratture le provocano dolori ormai difficili da sopportare e per la prima volta in vita sua Gabriella deve rassegnarsi a un aiuto in casa, con un velo di tristezza. Voleva andarsene prima di dover accettare una mano nelle faccende, le abbiamo fatto promettere almeno qualche giorno di pazienza, per vedere se stare ferma potrà riconsolidare le ossa quel tanto che serve a non farla soffrire troppo fisicamente. La speranza è che si riprenda abbastanza da sentirsi di nuovo indipendente, anche se limitata nei movimenti. Non sarà una festa di pura gioia il suo compleanno secolare, ma le vogliamo così bene tutti che non può andarsene ancora, non senza un’ondata di amore ancora, un amore che le torna dopo averne dato a sfare per tutta la vita.

***

 

E oggi, che ne compie 102, nonna dice che è sazia di anni, notti e giorni, ma… forse ormai è curiosa di conoscere la prima bimba della sua prima nipotina. Non è ancora il momento di andartene, Gabriella!

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