Arcobaleno di cuori

Per dire STOP alle discriminazioni e all’isolamento cui sono condannate persone che amano, che non fanno male a nessuno, che sono se stess* e che in troppi luoghi del mondo ancora rischiano condanne al carcere o alla pena di morte solo per la propria sessualità, ci siamo trovati in diversi a Firenze, ieri pomeriggio, nella giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia.

Il 17 maggio del 1990 l’Organizzazione Mondiale della Sanità rimuove l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali.
Dal 2005, la giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia, ogni 17 maggio, lo ricorda.

Nell’attesa del flash mob (che dura poco, ma richiede qualche preparativo), incontri interessanti, foto, sguardi…
Ringrazio la signora con la bici carica di fiori gialli, nota di colore che ben s’intonava ai cartelli con le lettere per formare la scritta

scelta dal gruppo Amnesty International di Firenze, come ai primi cuori di carta colorata distribuiti ai partecipanti.

Sorrido ancora ai due ragazzi che si sono trovati soli a formare il “NO”, la parola “OMOFOBIA” creava qualche problema anche di formazione…

anche se presto piazza della Repubblica è stata colorata dal nostro messaggio…


Ringrazio l’amico che ha fotografato me e l’amica ritrovata

ringrazio la signora che ha scattato una foto di gruppo in cui mi riconosco dal giacchino arancione (c’erano tante persone, molte dotate di macchina fotografica e aspetto le loro immagini, perché non potevo scattare io quelle in cui mi si vede, ovviamente)

Eccone una di gruppo in cui non oscuriamo il “NO”


Foto scattata da Anna Zucconi

 

Ringrazio Firenze per essere sempre così bella

ché la bellezza aiuta a respirare, a passi più lievi… verso il secondo flash mob, sul Ponte Vecchio, dove anche i tutori dell’ordine sono passati discreti, senza fermare nessuno

e alla fine sono tornata a casa con qualcosa in più che i due cuori di carta colorata appoggiati sul diario…

segnali per via

divieto di accesso

foto scattata a dicembre 2011 a Firenze

A spasso per le vie della mia città, a volte mi perdo nelle curve a leggere segni nei segnali normali. Quel cartello stradale, messo così, sembrava indicare un divieto di accesso al fiume. Ribattezzato per gioco “Divieto di balneazione in Arno”. Era la fine del 2011.
In questo nuovo anno, però, mi sono spesso imbattuta nei segnali modificati, come quello che rivela la natura del bivio:

biforcazione

il diavolo, forse

[dià-vo-lo]
dal greco: [dia] attraverso [ballo] metto. Propriamente: separare, metter in mezzo, creare fratture.

Sempre meglio che girare in tondo senza fine, però:

rotatoria

I segnali stradali modificati a Firenze sono quasi sempre opera di Clet Abraham.

Poi ci sono i segni nel cielo che, per una nuvola, sempre parlano direttamente all’anima

sdraiata sopra un tetto

Luna rinata, sdraiata sopra un tetto. Con la curva aperta al cielo, in compagnia di un pianeta brillante come le stelle