frivolezze e (f)utilità

Foto di Adriano Locci

Voglia di colori, bisogno di leggerezza… ringrazio l’amico Adriano che mi ha dedicato una sua splendida foto. Un fiore viola per una viola fiorentina è sempre un pensiero assai gradito.
Se poi mi porta con la mente all’Elba… non vedo l’ora di rivedere l’agapanto, non solo in foto.
L’Elba me la sono portata a colazione dall’estate scorsa e proprio sulla tovaglietta presa a Fetovaia (la mia nuova meta elbana preferita) mi sono divertita nei giorni scorsi a pasticciare con gli smalti per colorarmi le unghie. In mancanza di “dotter” o altri strumenti per la nail art (ma se ci prendo gusto, prima o poi vedrò di procurarmene), riutilizzata una vaschetta per gli acquarelli e uno spaghetto spezzato.

con il viola scuro e il bianco, una cosa semplice,

ma con effetto carino la sera del compleanno di un amico che non poteva vedermi con il tricolore francese in punta di dita

Non è durato molto, con le faccende … e poi un’altra foto di Adriano, ieri sera mi portava al mare con la mente…

Fotografia di Adriano Locci

e così, con uno smalto blu e uno bianco, mescolati nella solita vaschetta degli acquarelli, tirati fuori diversi toni di azzurro, poi sfumati con un pennellino per ombretto ormai sciupato

… con unghie meno corte, sarebbe un’altra cosa, ma vedermi le mani così mi tira su

quasi quanto, dopo sere senza Luna (il 19 era nuova e spesso il cielo era coperto in queste serate afose) mi ha commossa vederla spuntare tra i palazzi

a casa

Nuvola tra le nuvole. Giorni e notti di pioggia, cielo grigio senza stelle, ma, ogni tanto un tramonto di rose disfatte si porta via un pensiero…
E respiri in volo dalla finestra, in ogni ora o stagione, come quando in una sera scura si apre un cuore di luce riflessa

o un tramonto infiammato a dicembre

e batuffoli pastello in marzo

 che mi chiamano a cercare di fermare attimi colorati così spesso che a volte mi imbroglio e dico “vado a scaricare i panni” o “a stendere le foto”. E capita anche di trovare la Luna tra le nuvole al tramonto in mezzo ai fili dei panni e qualche volta la mano trema al vento e lo sfocamento mette il nasino alla Luna…

e lasciamo perdere che chiami mamma la Luna e sorelle le nuvole… quando mi tapparono mezza terrazza per i lavori al piano di sopra non riuscivo a sopportare il cielo in gabbia