Aprile se ne va

e saluto il mese in cui sono nata con un’ultima passeggiata tra fiori, alberi e luce.

Tra un’occhiata ai lavori alla pescaia

e un saluto alla statua di Dostoevsky…

Aprile passa e sono passati il mio compleanno e l’onomastico e prima la Pasqua… vissuta intensamente, quest’anno, anche se finora senza una riga qui.

Giovedì 14 aprile 2022
… mandato a portare il lieto annuncio ai miseri,
a fasciare le piaghe dei cuori spezzati,
a proclamare la libertà degli schiavi,
la scarcerazione dei prigionieri…

Con Silvia, Don Leonardo e Don Gilles a piedi da San Jack al Duomo, passi svelti e parole lievi. Bella davvero la Messa del Crisma, molto bella. Non c’ero mai stata prima, non c’è molto da raccontare, almeno per ora, solo custodire in cuore.


sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine…

A San Jacopino, invece, con Viola per la Messa in Coena Domini. La lavanda dei piedi, forse anche perché dopo due anni senza, a causa della pandemia, o forse soprattutto per le parole di Don Leonardo, mi ha toccata dentro, come mai prima. L’ingresso in chiesa di Don Fulvio anche se ancora in sedia a rotelle è stata un regalo in più. GRAZIE

Digiuno e preghiera, silenzio e profumo di nardo… attesa di rinascere. GRAZIE

E poi la Pasqua, con la messa del giorno celebrata da Don Fulvio, il pranzo a casa di mamma con Sandro e Viola, Pietro, Silvia e Bernardo, poi anche Emanuele… pranzo di festa in famiglia dopo due anni di parzialmente spezzato isolamento per pandemia… e passi in libertà alle Cascine. GRAZIE

E il compleanno, addolcito dagli auguri della mia bambina al risveglio, poi

reso speciale da tanti altri messaggi di auguri e dalla serata fuori con lo sposo, al ristorante giapponese vicino a Porta Romana. GRAZIE

Lascio che il dolce Aprile, il più crudele dei mesi, se ne vada e lascio andare (o ci provo) anche tanti pensieri non proprio lievi. Salvo anche qui la gioia dell’olivo e delle rose…

passi tra fiori e foglie

Se intorno il male cresce e si nutre di buio e violenza, cerco la luce, i colori, i respiri…

Nei cuori feriti e fragili, ma in cerca di Amore e nei prati pieni di fiori.

Dopo un congedo senza ritorno, un ristoro di bellezza gratis…

A perdersi e ritrovarsi filo d’erba tra i tanti, nessuno uguale identico agli altri.

A giocare a nascondino col maggiociondolo

O a soffiare semi come fossi vento

e a lasciarmi baciare dal sole

Gennaio 2022 – Una piccola scelta di gioie grandi

Lo sguardo da San Miniato al Monte, come un saluto e un augurio di buon anno nuovo alla nostra città, stavolta il giorno dopo il primo dell’anno. Un po’ di nebbia a farci sentire ancor più dentro un sogno, un aiuto a mettere tra parentesi gli spigoli del quotidiano affannato.

Viola, che sta diventando brava a fare foto, ci regala scatti romantici

anche il giorno dell’Epifania, alle Cascine

A me invece piacciono ancora soprattutto foglie, fiume e ricordi…

E, sorvolando sul festival della burocrazia, dei tamponi con esiti smarriti, protocolli saltati, gestione caotica di scuola e quarantene, noi vogliamo uscire dall’incubo con fiducia nella medicina e nelle armi che ha trovato per ora. Terza dose di vaccino per me e per Sandro, prima dose per Viola. Una famiglia al Mandela!

Il disegno che Viola ha lasciato domenica scorsa al Mandela Forum dopo la sua prima dose di Pfizer (a noi adulti stavolta è toccato Moderna), oggi era nell’articolo della Repubblica edizione di Firenze:

per la notte di San Giovanni

Vigilia di plenilunio, volo di rondine colto al volo ieri sera, con le speranze tremanti per il bimbo scomparso e stamattina finalmente ritrovato vivo!

Mattina a caccia di erbe e fiori per la nostra acqua di San Giovanni, con Viola in vena di avventure sì, ma con la mamma (non è andata alla gita al parco avventura coi compagni del centro estivo, voleva stare con me), zaino in spalla fino all’Indiano e ritorno. Brava!

C’era anche un papavero rosa o viola chiaro…

e tante farfalle bianche che si nascondevano nella luce abbagliante nel chiarore di erba secca e fiori pallidi, lungo le rive dell’Arno e sul letto disfatto del Mugnone in secca.

Ore senza pensieri scuri, gratitudine e infinita tenerezza.

Come in una favola, ogni particolare della natura intorno ci faceva immaginare storie…

e sogni colorati.

Che la notte di San Giovanni porti sogni buoni, segni belli, rivelazioni e desideri importanti,

con la tradizione diventata un gioco, sotto un plenilunio velato

perché anche Signora Luna vuole giocare stanotte.

A nascondino con le nuvole.

provvisoriamente

E Natale è passato, con il suo carico di luce e nostalgia, amore presente e presenze perdute, lacrime senza freni davanti al posto vuoto di chi non passerà più con noi il Natale in terra e un velo di malinconia anche per le assenze provvisorie… pranzo senza fratelli, cognate e nipotini, ma con la gioia straripante di Viola che cresce sana, dolce, bella e intelligente… è stato un bel Natale, un vero Natale buono, con lo sposo e mia madre e letture, film d’animazione, coccole in casa mentre fuori è arrivato l’inverno.

Il giorno dopo, al parco con Viola e Sandro, a rivedere i miei amici alberi e a riaccordare i pensieri coi passi, a rincorrere a piedi la monella buffa in bicicletta,

a godermi i suoi abbracci teneri

Tra ieri e oggi, invece, ancora tempere.

Per una signora della parrocchia di San Jacopino, devota di Sant’Antonio, che compie gli anni oggi… la mitica Dolly, novantenne senza peli sulla lingua, cuore d’oro dietro una scorza burbera che si scioglie in dolcezza autentica, quando riconosce affetto sincero.

…devo smettere di ritoccarlo e lasciarlo asciugare in pace o rovino tutto. Non sono mai contenta di quel che faccio, ma solo se mi esercito e accetto di sbagliare, posso sperare di ritrovare la mano. E devo esercitarmi anche a non cedere alla furia autodistruttiva che mi ha portata più di una volta a fare a pezzi i miei disegni e anche le tele già dipinte… oggi forse ho sfiorato il fondo di quella smania che mi divora, mi auguro che la consapevolezza mi sia di aiuto per domare questo tratto del mio essere che non porta a nulla di buono

consolazioni d’autunno

I colori a olio di nonno Giuliano ormai erano secchi e non sono riuscita a rimetterli in gioco, ma le tempere sono un buon punto di equilibrio tra la trasparenza degli acquarelli e l’intensità della pittura ‘seria’… soprattutto erano quel che avevo a disposizione quando mi è tornata la voglia di dipingere e di abbozzarla col perfezionismo paralizzante. Non sono Monet, posso divertirmi senza pretendere di sfornare un capolavoro.

Volevo farlo prima del 6 novembre, per l’anniversario delle nozze… era un desiderio di Sandro che riprendessi a dipingere. Il nostro quadretto è appeso alla parete del salotto, alla vigilia del nostro anniversario

La scuola di danza è chiusa dal DPCM del 25 ottobre (maledetto Covid!), Viola era così felice di aver iniziato a studiare alla Scuola del Balletto di Toscana…

in questi giorni un po’ cerco di farle sentire meno la mancanza delle lezioni con esercizi a casa

Oggi una magnifica passeggiata nel parco tra le meraviglie dell’autunno.

E sto. Mi nutro di bellezza tra fiume, funghi, foglie…

GRAZIE