Arno in piena

Stamattina a Firenze il fiume faceva quasi paura, sentivo voci allarmate e allarmanti e allora ho deciso di andare a vedere con i miei occhi, dove spesso vado a correre o a camminare.

Alle Cascine, come sempre in questi giorni di autunno, incantevoli le foglie gialle sugli alberi 

e per terra,

nei vialetti e sentieri che conosco meglio del mio cuore…

e quelle pozzanghere enormi che spesso riflettono il cielo, oggi piene di foglie cadute… 

Sì, il fiume faceva quasi paura, eppure ero affascinata e attratta da quei vortici d’acqua e rami, fango e detriti…

Non riuscivo a venire via dalla riva…

ho scambiato qualche parola con un ragazzo della Protezione Civile, molto  gentile.

A Firenze, oggi, il pericolo è passato. Stavolta

umore

Umidità, umori, umiltà, umanità… humus… 

Lunedì volevo correre, di nuovo. Le gambe mi hanno detto di no.
La bellezza del parco in ottobre mi ha consolata.

All’inizio avevo anche provato a sforzarmi, ma sentivo male e, dopo un piccolo momento di rabbia con me stessa, mi sono goduta la lunga passeggiata senza far più tentativi oltre i limiti. Lunedì dovevo solo recuperare e rallentare.
Non è  precisamente questa l’umiltà, lo so, ma un po’ anche imparare la pazienza con i limiti temporanei o strutturali del corpo mi ricorda che di terra siamo fatti e alla terra torneremo, polvere impastata di Spirito…

respiro di vita che rende fertile l’humus

Ancora danza di foglie gialle dai rami e uno sproposito di funghi ovunque,

ma a parte alcuni che dicevano chiaro e tondo

“non mi toccare neanche, chi mi assaggia muore”

non so distinguere quelli buoni da quelli velenosi e non avrei saputo dove metterli…

 

colti con le foto e respirati i profumi dell’autunno con gratitudine. Davvero, dal profondo del cuore… GRAZIE

Ieri tornata a correre, invogliata dai colori del primo mattino, alba nuvolosa e raggi di arancio e d’oro tra nuvole viola…

 

Grazie per il silenzio sospeso quando il cielo si è fatto scuro,

per la pioggia fine e dolce che mi ha colta per via,
e per il momento di incertezza in cui ho pensato di rinunciare…

sotto quelle nuvole cariche d’acqua mi sentivo così piccola! GRAZIE
E per la voglia di provarci lo stesso. Un passo dopo l’altro, veloce e leggera sopra un tappeto di foglie gialle bagnate…

non era un temporale come l’altra volta, solo pioggia a volte più forte a volte appena percettibile in movimento. Un’ora di puro incanto e… senza pensarci, il miglior ritmo medio! Il bello è che dopo la corsa ero meno stanca di quando ero uscita. GRAZIE
Ero contenta della bella corsa, della bellezza intorno a me e dei sorrisi scambiati con altre persone che si allenavano: una ragazza che incontro spesso, un signore anziano, una donna con qualche chilo di troppo che cammina con costanza a ritmo sostenuto… eravamo in pochi, quando piove e il parco è quasi deserto di umani, tra i pochi che si riconoscono scatta qualcosa che sarebbe naturale eppure non sperimento spesso nelle vie cittadine… un sentimento di fraternità, più o meno.

Prima di rientrare, mi sono fermata ammirata a contemplare la scia umida argentata di una lenta, paziente, pura lumaca. Né buona né cattiva, solo viva, pura vita senza pensieri… 

e l’umore?
Anche nel senso della disposizione d’animo, quando i liquidi dentro e fuori giocano bene insieme, non può che migliorare

Dolce ottobre

Una passeggiata per gustare con calma la bellezza in cui sono immersa quando corro, castagne per terra, i colori d’autunno sui rami e sui sentieri…

Respirare cielo per tornare a portare i pesi che in terra mai mancano, dimenticare per un momento di pace quel che pace e luce non è e sembra prevalere. Ricarica di fiducia per non scoraggiarsi.

Nella sinfonia d’autunno offerta ai sensi. Sole ancora caldo, aria fresca, profumo di terra bagnata e funghi, muschi, foglie, rami, zolle, insetti… ma quanti e di quanti tipi sono gli alberi alle Cascine?

E mettere un piede davanti all’altro, lentamente o correndo, resta la mia forma preferita di preghiera senza parole. Ogni passo uno slancio di gratitudine e lode a Chi ha creato il cielo e la terra e tutte le meraviglie che contengono. Al parco come per via, come i piccoli melograni sul marciapiedi…

e le rosee l’olivo nel giardino di don Fulvio,

per non parlare di zenzero e cannella, vaniglia e scorza di limone, succo d’arancia , frutti di bosco cotti con lo zucchero… che hanno profumato tutta la casa mentre provavo una ricetta di salsa per la copertura di una torta.

Ma solo la corsa di stamattina mi ha ricordato la bellezza grande di ottobre,

col primo velo di umido freddino

e una danza continua di foglie gialle giù dai rami mentre correvo… stavo per piangere commossa, come ieri al giardino di via Maragliano,

da poco intitolato a Samb e Diop

bolle di sapone

Luna calante, sta per finire la prima settimana di primaria… la mia briciola va a scuola

e sembra ieri che contavo le lune (e le settimane anche) dalla scoperta di essere incinta alla data prevista del parto, poi mandata all’aria dalla fretta di nascere della piccina.

Ancora caldo, a parte dopo i temporali come stanotte, ancora giochi in piazzetta

o corse al parco.

Tra sassolini e tappeti di foglie,

senza orari fino a metà settembre… 

Ma la scuola è iniziata e le vacanze finite.

…soffia…

” Lo sai ched’è la Bolla de Sapone?
l’astuccio trasparente d’un sospiro.
Uscita da la canna vola in giro,
sballottolata senza direzzione,
pe’ fasse cunnalà come se sia
dall’aria stessa che la porta via.

Una farfalla bianca, un certo giorno,
ner vede quela palla cristallina
che rispecchiava come una vetrina
tutta la robba che ciaveva intorno,
j’agnede incontro e la chiamò: – Sorella,
fammete rimirà! Quanto sei bella!

Er celo, er mare, l’arberi, li fiori
pare che t’accompagnino ner volo:
e mentre rubbi, in un momento solo,
tutte le luci e tutti li colori,
te godi er monno e te ne vai tranquilla
ner sole che sbrilluccica e sfavilla.-

La bolla de Sapone je rispose:
– So’ bella, sì, ma duro troppo poco.
La vita mia, che nasce per un gioco
come la maggior parte de le cose,
sta chiusa in una goccia… Tutto quanto
finisce in una lagrima de pianto “

Trilussa
(citato da una mia amica romana davanti alle foto di Viola intenta a far le bolle di sapone)

Altro astuccio, altri sospiri e sorrisi…

 

Le favole ancora no, non devono finire, ma comincia l’attrito del mondo con angoli e distacchi… non senza lacrime. Il terzo giorno, non subito. A Viola piace la scuola, la gioia prevale sulle piccole paure… 
A me torna su troppo passato che non passa e allora corro al parco a calpestare fantasmi, tra i rami, le foglie, le nuvole

e le rive del fiume.
Arno basso, serve la pioggia…
Cascine polmone di Firenze, grazie!

E buona avventura, Viola bella, non perdere lo stupore e la gioia semplice di chi si diverte con l’astuccio colorato di un sospiro

Primo agosto, impressioni di autunno

Una corsetta dopo l’altra e stavo recuperando forza, ritmo, gioia di muovermi, dopo i mesi di stop forzato per infortunio.  Ripetevo che non mi premeva la velocità, che “per ora sto allenando la gioia” ma la verità è che come vedevo scendere il numero dei minuti per chilometro, nel ritmo medio per nove chilometri circa, ne godevo parecchio. E non mi fermava il caldo, non gli orari sballati…  la fortuna di abitare a pochi minuti a piedi da un parco meraviglioso!

 

Stamattina mia madre mi ha detto che avrebbe tenuto volentieri Viola se pensavo di andare a correre (di nuovo senza lavoro, finché la bimba andava al centro estivo, dalle 8.30 alle 16 ero libera…). Non me lo sono fatto dire due volte e oggi avevo iniziato proprio con un buon ritmo, mi sentivo alla grande, più forte e via via che gustavo la bellezza di rami foglie fiori colori anche felice, sollevata dentro…

una meraviglia interrotta da un inciampo. Non so bene come sia successo, forse un sasso, un movimento sbagliato, una distrazione (c’era un po’ di gente, si stava d’incanto oggi alle Cascine, persone con i cani, mamme coi bambini… altri come me a correre, anche una signora che mi saluta sempre… per essere agosto in città, la folla), forse correvo troppo forte per il mio livello di allenamento, ho chiesto troppo alle mie gambe e mi sono dovuta fermare per un dolore allucinante.

Due lacrime, un’imprecazione, un massaggino alla gamba dolorante e sono ripartita piano. A camminare non vedevo le stelle… la bellezza del parco me la sono goduta anche così, un po’ scocciata per lo stop forzato, ma era veramente una magia di dolcezza autunnale sotto un cielo di pura estate…

Nel pomeriggio dolore più forte, non riesco a piegare bene il ginocchio sinistro… però nel cuore si è aggiustato qualcosa.
E so a chi dire GRAZIE. A Chi ha fatto il cielo e le foglie, i sassi e il Perdono, le cadute e la riconciliazione, la bellezza e il dolore, le miserie e la poesia dell’esserci. Umanamente, per amore

 

Respiro di cielo

Verde tenero di erba nuova e nuove foglie, luce di giugno, ardore di prima estate, arietta fresca di primavera scontrosa

Dio c’è e fiorisce sui rami 

e sulle rive del fiume 

e vola via e si confonde tra le foglie chiare come una farfalla bianca al sole… perché non si impone. Ci credi se vuoi.

Luna magnifica e magnetica

a catturarmi i sì lo voglio,

sì lo sento vero

che strascichi di ferite non guarite ostacolavano. 

Vivo in Te

Uno per Uno per Uno...

 

tra foglie e nuvole

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accordare il ritmo dei passi al respiro dei pensieri, sciogliere in un tramonto di nuvole infuocate sul fiume i nodi di anni avvelenati… dopo un anno senza fumo, correre alle Cascine è la mia nuova ‘droga’, fonte continua di sorprese dentro e fuori di me. Di me scopro forze insospettate, paure che si vincono solo fissandole negli occhi, risorse rimaste in cantina… e, fuori, la magia della natura che cambia di ora in ora, giorno dopo giorno, colori luci e forme che fuggono per poi tornare apparentemente con le stagioni che si rinnovano senza ripetersi mai uguali.

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(foto scattate col telefonino durante una passeggiata, da poco ho imparato che “o si corre o si fanno le foto!”… poche pause quando vado a correre, tante foto quando vado a passeggiare senza orari… i vantaggi dell’essere rimasta a spasso: prima di ricominciare a lavorare voglio fare il pieno di bellezza)

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E se il mare è lontano, c’è l’acqua del fiume per sciacquare i ricordi

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o una fontana, almeno.

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E foglie e luce sempre.

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Luna che veglia sopra tutto e tutti, anche dove riposa il principe indiano che ha dato nome al viadotto (romanticamente segnalato come Indiano Bridge da Instagram) per via del monumento funebre lì vicino…

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