Il bambù nel presepe

Don Luigi oggi ci ha spiegato perché ha voluto il bambù nel presepe davanti all’altare:

Presepe 2014 Chiesa del Preziosissimo Sangue

In un magnifico giardino cresceva un bambù dal nobile aspetto.
Il Signore del giardino lo amava più di tutti gli altri alberi.
Anno dopo anno, il bambù cresceva e si faceva bello e robusto.
Perché il bambù sapeva bene che il Signore lo amava e ne era felice.
Un giorno, il Signore si avvicinò al suo amato albero e gli disse:
“Caro bambù, ho bisogno di te”.

Il magnifico albero sentì che era venuto il momento per cui era stato creato e disse, con grande gioia:
“Signore, sono pronto. Fa’ di me l’uso che vuoi”.

La voce del Signore era grave:
“Per usarti devo abbatterti”.

Il bambù si spaventò:
“Abbattermi, Signore? Io, il più bello degli alberi del tuo giardino?

No, per favore, no! Usami per la tua gioia, Signore, ma, per favore, non abbattermi”.
“Mio caro, bambù”, continuò il Signore, “se non posso abbatterti, non posso usarti”.

Il giardino piombò in un forte silenzio.
Anche il vento smise di soffiare.
Lentamente il bambù chinò la sua magnifica chioma e sussurrò:
“Signore, se non puoi usarmi senza abbattermi, abbattimi”.
“Mio caro bambù”, disse ancora il Signore, “non solo devo abbatterti, ma anche tagliarti i rami e le foglie”.
“Mio Signore, abbi pietà. Distruggi la mia bellezza, ma lasciami i rami e le foglie!”.
“Se non posso tagliarli, non posso usarti”.
Il sole nascose il suo volto, una farfalla inorridita volò via.

Tremando, il bambù disse fiocamente:
“Signore, tagliali”.

“Mio caro bambù, devo ancora farti di più.
Devo spaccarti in due e strapparti il cuore”

Il bambù si chinò fino a terra e mormorò: “Signore, spacca e strappa”.
Così il Signore del giardino abbatté il bambù, tagliò i rami e le foglie, lo spaccò in due e gli estirpò il cuore.
Poi lo portò dove sgorgava una fonte di acqua fresca, vicino ai suoi campi che soffrivano per la siccità.
Delicatamente collegò alla sorgente una estremità dell’amato bambù e diresse l’altra verso i campi inariditi.
La chiara, fresca, dolce acqua prese a scorrere nel corpo del bambù e raggiunse i campi.
Fu piantato il riso e il raccolto fu ottimo.
Così il bambù divenne una grande benedizione, anche se era stato abbattuto e distrutto.
Quando era un albero stupendo, viveva solo per se stesso e si specchiava nella propria bellezza.
Stroncato, ferito e sfigurato era diventato un canale, che il Signore usava per rendere fecondo il suo regno.


Noi la chiamiamo    “sofferenza”.
Dio la chiama    “ho bisogno di te”

e pace in terra

Natività Giotto

“Il Natale di solito è una festa rumorosa: ci farebbe bene un po’ di silenzio per ascoltare la voce dell’Amore. Natale sei tu, quando decidi di nascere di nuovo ogni giorno e lasci entrare Dio nella tua anima. L’albero di Natale sei tu quando resisti vigoroso ai venti e alle difficoltà della vita. Gli addobbi di Natale sei tu quando le tue virtù sono i colori che adornano la tua vita. La campana di Natale sei tu quando chiami, congreghi e cerchi di unire. Sei anche luce di Natale quando illumini con la tua vita il cammino degli altri con la bontà, la pazienza, l’allegria e la generosità. Gli angeli di Natale sei tu quando canti al mondo un messaggio di pace di giustizia e di amore. La stella di Natale sei tu quando conduci qualcuno all’incontro con il Signore. Sei anche i re magi quando dai il meglio che hai senza tenere conto a chi lo dai. La musica di Natale sei tu quando conquisti l’armonia dentro di te. Il regalo di Natale sei tu quando sei un vero amico e fratello di tutti gli esseri umani. Gli auguri di Natale sei tu quando perdoni e ristabilisci la pace anche quando soffri. Il cenone di Natale sei tu quando sazi di pane e di speranza il povero che ti sta di fianco. Tu sei la notte di Natale quando umile e cosciente ricevi nel silenzio della notte il Salvatore del mondo senza rumori né grandi celebrazioni; tu sei sorriso di confidenza e tenerezza nella pace interiore di un Natale perenne che stabilisce il regno dentro di te. Un buon Natale a tutti coloro che assomigliano al Natale.”
Papa Francesco

24 candela per chi è in cielo… una candela accesa nel silenzio della vigilia, per chi non è più su questa terra. E per chi ne piange l’assenza. Con la speranza che ci guardi dal cielo.

24 lucine per il presepePresepe per la prima volta dopo tanti anni e oggi anche le lucine.
In attesa e in ascolto.

Prima mattinata di ferie per lo sposo e allora giratina insieme, con la nostra bimba.
Al forno, con Viola in passeggino, il nuovo fornaio, rumeno, occhi neri e sorriso contagioso:
“Piccolina, stanotte è Natale, che ti regalo? Puoi chiedere tutto quello che vuoi, ciaccia? Biscotti?”
Viola:
“PANE”

24 dal fornaio

Nel pomeriggio si è incantata con l’ Adeste fideles
(“ancora, ancora” …glielo ho dovuto far sentire almeno dieci volte di fila)

E poi il sonno, piccina… così da noi è nato prima della mezzanotte, per Viola che alzata non resisteva più, ma voleva vedere “Bimbo”

24 nato prima