Meglio in teatro che ladri…

11 Aprile 2015 ViolaPopViolaPop o, meglio, “Violapoppe” come diceva Borja Valero al telefono dal privé della coppe, non è stato soltanto uno spettacolo divertente, commovente e ironicamente surreale. ViolaPop, lo spettacolo in scena al Teatro Puccini di Firenze venerdì 10 e sabato 11 Aprile 2015 (perché una serata sola non bastava, biglietti subito esauriti per la prima, ma, a dirla tutta, per tutti noi esauriti ci vorrebbe qualche replica ancora, come terapia di mantenimento), rimescolando emozioni e ricordi, paure e speranze di una tifoseria indomabile e pluribastonata da Madama Sfortuna, ci ha fatto da psicoterapia di gruppo, con lacrime agli occhi dal ridere e sorrisi affiorati tra brividi e lacrime, tra “London calling” dei Clash e i cori dello stadio, tra un violino e la memoria vivida del gol di Bati a Wembley , la lista della spesa,  

11 Aprile 2015 Post it Violapop

la sciarpata finale (sì, in teatro ho portato la sciarpa magica indossata tante volte in Curva Fiesole, dalla C2 con Nicodemo e Longo al ritorno in serie A e successivi alterni rovesci di fortuna e delusioni, sogni europei e provinciali soddisfazioni),

22 ottobre 2011 col Norfo in Curva Fiesole

l’occasione di riabbracciare finalmente il Norfini (aveva lasciato i suoi guanti da neve in ospedale, quando è nata Viola e per due anni e passa sono rimasti a casa nostra dal reparto Maternità, anche se ci siamo rivisti al volo in qualche momento poco felice), Scaccomatto (sua la foto del trio ricostituito Lorenzo64, Cateviola e Nuta a cena prima dello spettacolo), tanti amici in sala e incontri per via,

11 Aprile 2015 Norfo Cate Nuta

…come i’ Pelle e Chiara, correndo a piedi verso il Puccini in via Baracca dopo la pizza da Tito. E i’ Pelle mi ha consegnato spilla e adesivo di Radio Tegame, dove da un po’ di tempo canto anch’io (da “Guarda che luna” alla “Vie en rose“, passando per “Geeg Robot d’acciaio”)

11 Aprile 2015 Phavitudine

e la grande Monica Ceccatelli (presidente di Piccino Picciò) e i’ Baratti (Barattistuta, leader vulcanico degli Alterati Viola) e, in sintesi, la Curva Fiesole in trasferta sulle poltroncine di un teatro a godersi la musica dal vivo di Alessandro Nutini e Andrea Orlandini (il Nuto e l’Orla della Bandabardò) e le battute geniali di Ben, ma pure la garbata simpatia del giovane Dovellini e il talento di Leonardo Venturi.

11 Aprile ViolaPop scenografia

Insomma, che confusione… Salah perché ti amo!

 11 aprile 2015 Violapop finale

p.s. il Maestro Borja Valero era davvero presente in sala, non sabato sera, ma venerdì, alla prima.
p.p.s. la partita di domenica a Napoli è andata come diceva Giancarlo (che in noi convive sempre con Gianfranco, quello che sogna e gode anche se un si vince una coppa neanche dal gelataio), ma passare un’altra serata a rammemorare Nicodemo e Longo o a scherzare sulle pagelle di Cois… non ha prezzo

insieme, in viola

“E a volte accade che i sogni abbracciano la vita e la stringono forte,
pelle sulla pelle”

(Benedetto Ferrara)

Nella Sala delle vetrate, nel complesso delle ex Murate, prima convento di clausura, poi carcere, tristemente famoso per esser stato centro di raccolta e tortura di prigionieri politici e partigiani, infine spazio restituito alla città di Firenze…

oggi incontri estremamente emozionanti, in occasione della Giornata mondiale della prematurità.

Tante scarpine, tanta voglia di vivere nei piccini nati prima del termine e oggi in festa con i genitori e i volontari di Piccino Picciò

Emozioni e sguardi non edulcorati sull’avventura di chi viene al mondo con un bisogno di attenzioni e cure in più… era presente anche Benedetto Ferrara, voce narrante del cortometraggio “C’era una volta un bambino piccino picciò”, ma il ragazzo è timido, metto la foto solo della tostissima Monica Ceccatelli,

amica da un po’ grazie alla Viola e su facebook, un po’ di più da quando ho scoperto di essere in attesa… anche se ancora non sapevo di far crescere in me Viola. Oggi finalmente incontrata di persona, tra le scarpine viola

Chi ha sofferto comprende la sofferenza e perciò tende la mano…

e c’è bisogno di aiuto concreto, oltre che di sostegno psicologico e di una rete di affetto.

E a catturare attenzione per i bambini nati a rischio, anche il Biancone si è illuminato di viola… il colore del desiderio e dell’attesa, il colore che culla lo spirito, il colore simbolo di questa giornata dedicata alla prematurità

e meno male che avevo con me un paio di babbucce da neonati per spiegare ai turisti incuriositi come mai la fontana di Nettuno, in piazza della Signoria, fosse tutta viola

 Che sabato incredibile: un’ondata di energia, amore, bellezza, speranza e coraggio… GRAZIE!