Ci vuole tutta una vita per capire che non si può capire tutto

Oggi era la festa del sepolcro vuoto, della pietra rotolata, del trionfo sulla morte. Oggi era Pasqua.

Non era finita la tua passione, babbo.
Venerdì, quando ti abbiamo riportato a casa, hai seguito la Via Crucis del Papa e poi sono arrivati sotto casa i nostri cari sacerdoti, da San Jacopino alla chiesa davanti a dove eri tornato per guarire circondato d’amore… e don Fulvio mi ha mandato con un messaggio di buonanotte una foto che gli hanno scattato mentre guardava le nostre finestre al quinto piano… quanti hanno pregato per te! Quanti amici, conoscenti, sconosciuti… quante persone ti vogliono bene per quello che sei e che hai fatto (non ho ancora finito di nominarti tutti quelli che mi hanno chiesto di te) e quante anche solo perché sei mio padre. Quando ero piccola mi dava quasi fastidio essere chiamata da tanti “la figlia di Lodovico”… ora è un onore e una gioia. E penso che a te faccia piacere sapere che anche chi non ti conosce ti ha mandato pensieri di bene perché “babbo di Caterina”. A me non dispiace esser per tanti solo “la mamma di Viola”. Cambia tutto quando si è genitori, vero?

Per Viola devo essere forte, ma sono ancora tanto tremendamente figlia e non so prepararmi al peggio. Che poi, ragionando, quel peggio sarebbe secondo l’ordine naturale delle cose, più crudele sarebbe il contrario… e io ho rischiato di infliggertelo, far piangere una figlia al padre… roba del passato, da superare ormai.

Stamattina eri sereno, hai letto i quotidiani, seguito la messa in tv, aspettavi la comunione… ma quando è arrivato don Agostino ti ha trovato in preda a spasimi e discorsi con non si sa chi… e ti ha dato solo l’ennesima unzione che non voglio chiamare estrema.
Ti ho tenuto le mani, ti ho chiamato, implorato, anche sgridato… 

…ho provato anche con Mozart tra una carezza e una preghiera, ma sono riuscita solo a farti andare a ritmo, non a fermare i tremori e le convulsioni. Perdonami, babbo, stavolta sto crollando anch’io… al Pronto Soccorso stasera e forse anche tutta la notte con te c’è Pietro, non mi hanno lasciata salire su quell’ambulanza e ora aspetto notizie dal mio fratellino e piango e non riesco più a pregare.
Coccolo Viola…almeno hai rivisto la tua nipotina magica

e abbiamo passato insieme un po’ di Pasqua…

Sia fatta la volontà di Chi sa tutto, mentre noi non ci capiamo più un tubo…
La morte non ha più l’ultima parola, oggi, Pasqua di Resurrezione devo provare a crederci un po’ più forte, ma le spetta ancora la penultima e quella resta penosa.