… bellezza senza tempo, nel tempo (quinta e ultima puntata)

Accanto alla meraviglia del Tondo Pitti ( con Maria che tiene un libro aperto sulle ginocchia, mentre Gesù bambino è dolcemente appoggiato alla sua mamma – il Creatore affidato alla creatura, il Verbo in collo a una ragazza, gira la testa! – lo sguardo oltre il figlio, meditando le profezie), in quella sala del Bargello, di Michelangelo c’era anche il Bacco, discretamente brillo… si resta sempre un po’ stupiti a vedere il marmo rendere l’idea di un barcollare incerto.

Marmo che diventa pieghe leggere di stoffa di una camicia da notte slacciata sul seno di Costanza, la bocca semiaperta, lo sguardo colmo di stupore, i capelli spettinati, come sorpresa in un’intimità pericolosa… ah, Bernini! Genio eppure anche tu vittima del demone della gelosia, sei stato capace di far vibrare la pietra e di far sfregiare la tua amata…

Si torna al bronzo, col ritratto scolpito di Cosimo I de’ Medici, di cui il Cellini rende anche lo sguardo di ghiaccio, con una sottile lamina di argento per gli occhi:

Direi che si possa finire con il più classico dei “Pisa merda!”… oltre due metri e mezzo di marmo per l’opera commissionata a Giambologna da Francesco de Medici per decorare la Sala grande di Palazzo Vecchio a Firenze:

Firenze vittoriosa su Pisa

Bella davvero la mostra “Donatello, il Rinascimento”.
Bella e curata l’esposizione a Palazzo Strozzi.
Bello il Bargello.

Bella Firenze.

Amo la mia città

… bellezza senza tempo (quarta parte)

Mentre uscivo da Palazzo Strozzi, incerta se andare anche al Bargello, lì per lì aveva vinto la stanchezza, solo fisica, perché l’anima si era rinfrancata… un occhio alle nuvole bianche e alla mia bella Firenze, un occhio ai turisti tornati alla grande. Senza di loro… tutto un altro fascino, ma di turismo si vive in questa città, allora va bene, basta guardare in alto.

Passi svelti nel caldo per tornare a casa, sognando di essere nuvola…

Sabato pomeriggio, per continuare a gustare la mostra “Donatello, il Rinascimento”, sono tornata in centro, mentre su Firenze si addensavano nuvole, nuvoloni, nuvolette… qualche goccia di pioggia per via a lasciarci soltanto una voglia di pioggia

La mia città…

non mi stanca mai.

E vederla di nuovo piena di turisti stranieri mi fa piacere.

Il Bargello è di suo bello, anche se, senza l’occasione della mostra (e col biglietto preso per Palazzo Strozzi avevo diritto a uno sconto per l’ingresso al Bargello), era troppo tempo che non ci tornavo.

La batteria del cellulare usato come macchinetta fotografica era prossima all’esaurimento, mi sono goduta molte sale senza un solo scatto! Ma alla sala di Donatello…

La prima meraviglia davanti a Della Robbia. Ne avevo già scritto, mi pare… e non solo le splendide Madonne in terracotta invetriata, con quel fondo color del cielo quando è bello, inconfondibili anche per chi non ha studiato storia dell’arte, ma citiamo di nuovo il Vasari, via:

«Et avendo una maravigliosa pratica nella terra, la quale diligentissimamente lavorava, trovò il modo di invetriare essa terra co ‘l fuoco, in una maniera che è non la potesse offendere né acqua né vento. E riuscitoli tale invenzione, lasciò dopo sé eredi i figliuoli di tal secreto.»

(Giorgio Vasari, Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori)

la crocifissione di San Pietro era una vita che non la vedevo da vicino.

Marzocco, David vittorioso (con accanto quello del Verrocchio), San Giorgio (e la predella con lo stiacciato), ci vorrebbe un post per ogni opera, forse un giorno… oggi uno slideshow:

E le formelle di Ghiberti e Brunelleschi a confronto? Il sacrificio di Isacco come tema di competizione. Vinse il Ghiberti, nel concorso del 1401 per la porta nord del Battistero, ma quella di Brunelleschi è forte!

Resta il piano di sotto, al prossimo post!

(… continua)

… bellezza senza tempo, ancora (terza puntata)

L’immagine che mi ha toccata dentro forse più di tutte è quella del pianto dell’angelo mentre sorregge la fronte del Cristo morto. Imago Pietatis di Donatello, proveniente (per la mostra ammirata sabato a Palazzo Strozzi) dal Victoria and Albert Museum di Londra.

Dalla Basilica di Sant’Antonio, da Padova, veniva l’Imago Pietatis in bronzo parzialmente dorato, altro capolavoro di Donatello:

Se non piangi, di che pianger suoli? (cit.)

Belle, anche se non mi hanno scombussolata come le precedenti, le raffigurazioni di Flagellazione e Calvario, in terracotta e in bronzo e oro. Donatello lavorava tutto!

E a distanza di tempo dal Crocifisso ligneo della prima sala (proveniente da Santa Croce), il Crocifisso di bronzo in prestito da Padova, dalla Basilica di Sant’Antonio, come l’Imago Pietatis bronzea

E sempre da Padova, dalla Basilica del Santo, dalla serie dei Miracoli di Sant’Antonio per la decorazione dell’altare, a Palazzo Strozzi è arrivato il rilievo di Donatello con il miracolo della mula (o dell’asina):

Per concludere almeno la parte della mostra ospitata a Palazzo Strozzi, solo alcune immagini ancora: Andrea del Castagno, l’Apparizione della Trinità ai santi Girolamo, Paola e Giulia Eustochio, dalla Santissima Annunziata.

Niccolò di Giovanni Fiorentino, forse il misterioso quarto garzone di Donatello…

E tutta la serie degli spiritelli, poi il Pergamo del Sacro Cingolo dal Duomo di Prato (con Michelozzo), le porte di San Lorenzo, Fede e Speranza, l’enorme testa di cavallo… e opere di altri artisti. Mostra davvero ricca, meritava più giornate per godersela davvero.

Donatello se la meritava davvero, Vasari lo direbbe forte!

Uscita da Palazzo Strozzi ero incerta se continuare col Bargello, ma chi ha letto fin qui sa che poi ci sono andata. Ci vorrà almeno un altro post

(…continua)

… bellezza senza tempo, nel tempo (seconda parte)

Beato Angelico, Imposizione del nome al Battista (tempera)

E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo
perché andrai innanzi al Signore
a preparargli le strade,
per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza
nella remissione dei suoi peccati,
grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio,
per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge
per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre
e nell’ombra della morte
e dirigere i nostri passi
sulla via della pace.
(Cantico di Zaccaria)

Dal Museo Nazionale di San Marco, lo scomparto di predella, tempera su tavola, del Beato Angelico, con l’Imposizione del nome a San Giovanni Battista, catturava lo sguardo in una delle sale di Palazzo Strozzi straripanti bellezza in occasione della mostra “Donatello, il Rinascimento” visitata ieri.

Il San Giovanni Battista di Donatello meritava di essere accompagnato da altri capolavori, come altre opere di immenso valore.

E non poteva mancare il Convito di Erode.

Al Bargello, un Battista di ignoto fiorentino…

mentre ancora a Palazzo Strozzi, oltre al Battista di Giorgio Schiavone (Juraj Ćulinović),

un San Giovannino di Desiderio da Settignano mi ha commossa nel profondo GRAZIE

E, sempre di Desiderio da Settignano, ma al Bargello, una meravigliosa Madonna con il Bambino incantava e invitava al sorriso.

Ci vorrebbe un post per ogni “Madonna con Bambino” ammirata ieri, non solo quelle di Donatello o di Della Robbia, magari un giorno… per ora salverò alcune foto in alcuni slideshow. Le più belle viste a Palazzo Strozzi:

E alcune esposte al Bargello, oltre a Donatello, le meraviglie di Della Robbia, Michelangelo, Agostino di Duccio…

La Madonna del seggiolino, a Palazzo Strozzi, quella di Donatello che mi ha conquistata definitivamente.

Al Bargello, una bella gara tra il Tondo Pitti (Michelangelo, Madonna con Bambino e due angeli)

e la Madonna del roseto

(… continua)

nella calura riparo… bellezza senza tempo

Sabato di consolazione dall’arte, per non perdermi la mostra – meravigliosa – dedicata a Donatello, tra Palazzo Strozzi (in mattinata, saltando la fila col biglietto preso ieri sera on line) e il Museo del Bargello nel pomeriggio, con biglietto ridotto (bastava esibire il biglietto elettronico di Palazzo Strozzi), senza fila, perché non c’era la ressa trovata invece a Palazzo Strozzi, dove erano concentrati cento capolavori in prestito da varie sedi. Favolosa. Troppe foto da scaricare stasera, anche se non ho scattato foto a tutto, già così mi è parso di non godermi abbastanza l’esperienza diretta, pensando già a condividere tanta bellezza con gli amici lontani e con chi non poteva andarci di persona anche se a Firenze…

Un tuffo al cuore prima di entrare, già prima, anzi, passando da Via delle Belle Donne, dove ci eravamo fermate con Lara (e la terza donna in pancia, la mia piccola Viola che non conoscerà la ‘zia’ di Rimini).

con Lara,13 ottobre 2012

Ingoiate le lacrime, ma… Lara non dovevi andartene così presto!

Un primo David vittorioso (il più bello è quello al Bargello, ma la mostra seguiva un andamento cronologico),

prima del confronto tra il Crocifisso di Donatello

e quello di Brunelleschi

E poi un crescendo di emozioni e incanto… un po’ di foto stasera. Non solo Donatello, la mostra è intitolata “Donatello, il Rinascimento” e accosta i capolavori di Donato di Niccolò di Betto Bardi (Firenze, 1386-1466) alle opere di tanti altri artisti. Roba da svenire per la meraviglia:

Delle Robbia, Madonna col Bambino tra i santi Stefano e Caterina d’Alessandria

(continua)

Ritorno ai colori

Picasso-mostra-firenze-palazzo-strozzi-01Dora Maar mi cattura sempre.

Distrarmi dalla brutta partita della Fiore con il ricordo di un sabato speciale. Oggi è più facile digerire l’inconsistenza di Alonso e l’irritante  Iličič, mi basta tornare al pomeriggio di ieri. A Firenze è tornata, per pochi giorni, Daniela. Tra un volo e l’altro.
Occasione, la mostra “Picasso e la modernità spagnola” a Palazzo Strozzi.

Picasso e la modernità spagnola
Lasciata Viola col babbo, mi sono regalata un sabato dal sapore di sabato: una corsa sul 22 e finalmente una passeggiata in centro, senza passeggino.

8 Cate e Dan in cortile Palazzo StrozziIn coda davanti alla biglietteria ero ancora col pensiero alla piccina lasciata a casa, ma contenta di essere fuori, con un’amica preziosa, contenta anche della ressa per una mostra. Certo che le file all’italiana, ondeggianti e sgomitanti, sono ridicole: non si arriva prima, spingendo…
Un’occhiata al cortile di Palazzo Strozzi valeva il gomito nella schiena.

Palazzo Strozzi cortile

Scottata dal rimprovero parigino (“Madame, pas de photo!” mentre rubavo uno scatto a Renoir, all’Orsay), non osavo fare foto all’interno, all’inizio, ma ci pensava Daniela. E mi ha colta proprio nella sala che più mi ha presa dentro, davanti ai disegni e agli studi preparatori per Guernica
8 davanti Picasso studio Guernica

 

8 davanti a Picasso studio Guernica

Da sola mi sono presa solo un ricordo sbiadito del Minotauro cieco guidato da una bambina nella notte.8 Minotauro cieco

Lungarno, dopo Picasso, tra le luci riflesse nel fiume e qualche Clet sopra i ponti di Firenze.

8 Lungarno Clet

Una bella passeggiata fino a San Frediano, con piccola sosta emozionante davanti ai fiori per Riky

 8 in San Frediano
e parlare della storia del Maghero a due passanti che si erano interessate mi ha commossa. La candela per lui, come per Stefano Cucchi e Aldro e tutte le vittime degli abusi di potere, accesa solo sul tardi, a casa. Nell’ora della fiaccolata romana, a Firenze raccontavo a chi ancora non sapeva.
 8 luce per Stefano e Riccardo
A casa, di corsa, per fare la pappa e due coccole a Viola prima di uscire di nuovo, stavolta anche con lo sposo, affidando la cucciola alla babysitter (due volte l’anno si può fare), a chiudere il sabato libero con un sublime sashimi… il dono di “zia Nananela” ha divertito Viola: uno xilofono colorato su cui cantare e contare suonando  
8 Dani Sandro e Viola con xilofono