diciamo

Viola 1 maggio 2013…ancora non ci credo. Questi occhi ogni giorno più attenti e curiosi, a volte assorti, seri e concentrati, spesso illuminati nei sorrisi più gioiosi che conosca… queste dolcissime labbra, questo nasino ancora col ‘morso della cicogna’ … questa persona tutta nuova che ogni giorno scopre qualcosa di sé e del mondo intorno… Viola, insomma, questa splendida sorpresa della vita, da me è venuta alla luce. Sono la sua mamma e voglio amarla per il resto dei miei giorni, nutrirla, farla crescere, darle tutto quel che posso e proteggerla sempre. E non sempre sarà possibile.

 con il body di Giovanna

Viola si diverte con tutto e con poco o nulla. Con le canzoni che le invento e con i video se qualcuno glieli mette in funzione, ma sa giocare bene anche da sola con le ombre sulle pareti e le luci sul soffitto. Si è fissata col lampadario in sala, sembra ne sia proprio innamorata e spesso il babbo la porta su a trovare il suo ‘fidanzato”

1 Viola al lampadario

A Viola piace conoscere i miei amici. Si è divertita tanto con Enrico, con cui s’è passato il pomeriggio del Primo Maggio, in casa causa pioggia, con una bella torta al cioccolato portata da lui per festeggiare in ritardo il mio compleanno (ottimo, doppio dolce per me quest’anno! Del resto, come dice Ilike, “in gravidanza si deve mangiare per due, quando si allatta … per quattro”).

1 EnricoViolaCateEnrico ha scoperto la forza della piccolina: non voleva rendergli il dito!

1 EnricoSandroViola2

A Viola, ancora, non abbiamo fatto fare i vaccini indicati per l’età. Un mese di letture, discussioni, raccolta di pareri difformi, paure, dubbi, domande, consigli a volte richiesti a volte arrivati a sproposito, ricerche di vario genere e … stamani telefonata al CUP per sfinimento (“non sono obbligatori, ma VANNO FATTI”, “sono obbligatori quattro, ma si può fare solo l’esavalente“, “no, non sono più obbligatori… e sono pericolosi”, “non vi dicono la verità…”, “fateli e basta, senza non si può…”) e non c’era posto a Firenze fino a giugno (al presidio sanitario vicino a casa non c’è posto fino a luglio). Ok, ci siamo decisi tardi noi, ma non era una decisione facile. E di certo non ci hanno aiutati il sito del Ministero o l’opuscolo della Regione. Mancanza totale di chiarezza. Prenotato per il 17 maggio a Campi. Leggermente in ritardo sulla ‘tabella di marcia’ consigliata (o imposta?). Non prima di aver tentato un’ultima volta di sapere “ma sono obbligatori o no?” “Diciamo che sono obbligatori”.

Diciamo.

Dico che non è una libera scelta. Dico che quel “diciamo” dice tutto.

E ci ho pianto per due ore, dopo. Pensieri neri mi hanno divorato …e me la sono tenuta stretta ogni istante. La mia bambina…

Che non le accada nulla di male, perché non risponderei di me …

non lo so

6.4.2013 violette2

chi mi conosce sa che temo la primavera, la stagione che più mi scombina, ma stavolta l’aspettavo e …

6.4.2013 violette

sembra che sia arrivata.

6.4.2013 violette3

Le violette ringraziano il primo giorno senza pioggia e con temperatura mite.
E anche la nostra piccola Viola si è presa un po’ di luce all’aria aperta 

6.4.2013 Sandro, Cate, Violacon babbo e mamma sempre più stanchi, ma orgogliosi della sua bellezza minuscola e ribelle.
Venerdì, a Firenze, era tornata l’amica soprano, con una ricarica di taralli e la sua ventata di gioia di vivere oltre ogni dramma dell’esistenza.

5.4.2013 Cate Viola e IlikebellaE di casa ormai è anche il suo collega Giuseppe… un gigante accanto a me e alla bimba,

5.4.2013 Cate Viola e Giuseppe

un artista serio, traviato dal limoncello fatto in casa dal mio sposo!

5.4.2013 Giuseppe e limoncellotanti pensieri e diverse lacrime in queste sere… frammenti di ricordi, accenni di discorsi … lascio perdere tutto, non ho la forza né il tempo per acciuffare il filo perso, so che ancora c’è un mondo là fuori, a volte affido al vento, via facebook o con sempre più rari sms, briciole di riflessioni nel cuore della notte, ma di mettermi a scrivere sulla tastiera o su carta no, non ho il cuore, totalmente preso da quell’esserino che mi adora e mi consuma.

05042013nanna

Qui però voglio custodire almeno le immagini dei momenti in cui l’isolamento si apre e ritorno a sentire anche il mio essere al mondo. Non so perché

i giardini di marzo…

3.4.2013 sul fasciatoio

ce li siamo persi.
Da quando è nata Viola, nella notte di febbraio che mi ha resa mamma, pioggia e freddo e febbre e corse contro il tempo in un tempo stravolto… e colorato di un unico fiore.
Solo il primo Aprile, Lunedì dell’Angelo, siamo riusciti a portarla a spasso in carrozzina, approfittando di una tregua dalla pioggia e della giornata festiva… cioè della presenza a casa dello sposo, perché da sola non ero capace di chiudere e riaprire l’enorme astronave (per il trasporto dal quinto piano in un ascensore troppo piccolo, senza contare le scale nell’androne… alla faccia dell’abbattimento delle barriere architettoniche! Ci fosse un disabile nel condominio …) con lei dove? Dentro, ovviamente, no. In braccio durante le operazioni … per ora difficile, poi magari diventerò abile a far tutto con una mano sola, come le super mamme da vignetta…intanto si è capito come va fatto (non era immediato manco capire il meccanismo di chiusura “a libro” dell’avveniristico veicolo).

1.4.2013 fuori con Viola

E ora vorrei dedicarmi, finalmente, alla coperta Bai Jia Bei… ero in attesa dell’ultimo pezzo di stoffa (grazie, Lorena!),

25.3.2013 stoffa Lorena

ma questo non è l’unico motivo del ritardo. Il punto è che Viola è nata prima del previsto e una volta nata lei non avanzava certo tempo per cucire. Prima che nascesse, il finale dell’attesa è stato mangiato da tutti quei controlli inutili e stressanti che mi imponevano, buttandomi tra le gravidanze ad alto rischio (!). E non sono una sarta. Anche per questo avevo bisogno di una mano almeno in soccorso. Oggi, con l’aiuto della nonna, si ricomincia.
Intanto, giorno per giorno, mese per mese, quei ritagli colorati sono stati carezze nell’attesa di dare alla luce la mia bimba, pensieri e a volte preghiere per lei. Doni che meritano di essere raccolti nella composizione per cui sono stati mandati, ma che mai sono stati trascurati o dimenticati.

prova di Bai Jia Bei

Ci tenevo a farlo sapere a tutta la “tifoseria” a distanza che ci ha accompagnate… si riparte dalla prima prova su base viola, con le aggiunte e gli ultimi arrivi.

3.4.2013 fuori con Viola in carrozzina

P.S. oggi siamo uscite di nuovo, accompagnate dalla nonna (non c’è un portiere qui)

 

senza fiato

volano i giorni e mi sfiniscono le notti, sembrano sparire i mesi, le date, le parole lette e dette o lasciate appuntate al volo non si sa più dove… eppure nulla si perde. Almeno spero.
E quando il cielo si apre dopo ore di pioggia per lasciare spazio alla luce riflessa che incanta e commuove,

30.3.2013 Luna su Firenzeaffido alla Luna nel cielo sopra Firenze, svelata e ricoperta dal suo scialle di nuvole, ogni pensiero senza parole.
E il tempo per tentare di riprendere fiato si stringe come il cuore al suo pianto che mi sconforta quando arrivo così stanca alla sera, quanto la sua bellezza mi riempie di gioia e il suo stesso pianto mi strugge con tenerezza in altri momenti…

28.3.2013 in ovettoe intanto Viola cresce sempre più bella e mi cerca con le mani, con lo sguardo, con tutto il suo calore profumato di latte e mi chiama fuori da me, fuori dai pensieri di prima, dentro una dimensione sconosciuta e meravigliosa, nell’ora del pianto inconsolabile e negli attimi di pura felicità che ogni suo sorriso mi dona, nell’ora nuova che mi vede mamma ormai per sempre

con Viola nella fascia

tra i libri dimenticati sugli scaffali, la casa nel caos, la fascia annodata a caso, i capelli in disordine, gli occhiali appannati…
e il nuovo rito della partita a casa dei vicini, invece che allo stadio o con gli amici di un tempo, con altre presenze amiche …

30.3.2013 partita

sorprese e sollievo

Stamani, prima che uscissi, il postino mi ha regalato un sospiro di sollievo: il dono di Andrea che si credeva smarrito era soltanto in ritardo. C’era anche il pacchettino da un’amica di tifo ancora mai incontrata di persona, una delicatezza che mi commuove… ma, come dire? Quel che si credeva perduto e invece finalmente arriva è un particolare sussulto del cuore. E non vale solo per la posta.

Il biglietto di chi conosce la storia dell’attesa di Viola dall’incontro in Curva Fiesole

e il ricamo fatto a mano dalla sua sposa

non potevano sparire.

Luana ci ha mandato molto più che un pezzettino…

tanta stoffa

e parole dolcissime. Grazie!

Mentre ero via, Rossana è passata a portarmi il suo dono:

parole commoventi,

tra i puffi che fanno la nanna

e il gufo che porta fortuna

… se sto sognando, nessuno mi svegli

presenti

io non ho bisogno di denaro
ho bisogno di sentimenti
di parole
di parole scelte sapientemente
di fiori detti pensieri
di rose dette presenze
di sogni che abitino gli alberi
di canzoni
che facciano danzare le statue
di stelle che mormorino
all’orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia
questa magia che brucia
la pesantezza delle parole
che risveglia
le emozioni e dà colori nuovi
Alda Merini

Du’ soldini non mi farebbero schifo, ma solo per stare meno attenta alle spese minute o per allungare vacanze e viaggi… in realtà non manco di nulla. I veri doni, detti a volte “presenti”, sono cari per gli affetti che portano dentro, per le presenze che prolungano nell’assenza temporanea. Ci si rivede, si ritrovano gli amici in oasi di tempo e spazio che scompaginano i registri. E si lasciano andare i nodi antichi per nuove trame. Nulla da rimpiangere, tutti da tenere in cuore.

All’Elba, il Maestro di luce, il fotografo di fiori e Luna e mare, diventato presenza concreta e squisito ospite… impossibile elencare ogni dono di Adriano, ogni gentilezza: ci hai fatti sentire più che benvenuti. Grazie! Qui posso mettere solo frammenti, dopo le figurine della Fiore (da un milanista, poi, davvero gradite), scelgo di ringraziarti per gli occhialini da nuoto subacqueo: era una vita che non godevo della visione ravvicinata, con la testa immersa nel verdeazzurro trasparente, di praterie di posidonia e pesciolini colorati tra gli scogli e i pentagoni dorati che il sole disegna sul fondo sabbioso…

All’Elba, ritrovata Allegra, la gioia di vivere fatta bambina

e tutta la sua famiglia, amici d’estate diventati amici veri grazie alla rete (con facebook ci siamo tenuti in contatto tutto l’anno e accordati per ritrovarci a Fetovaia in agosto)

Sandro, Allegra, me, Serena, Diletta. Foto di Simone

e la sorpresa di ricevere anche da parte loro un dono per chi nascerà in inverno:

il biglietto di auguri, un disegno di Allegra.

Volevo ringraziare qui anche Daniela, per il dono di aria buona e posti belli… ma i tre giorni e quattro notti in Maremma meritano post a parte. Ci ha fatto il dono di allungare la vacanza, prima di tornare a Firenze.

E ci ha portati nel meraviglioso Giardino dei Tarocchi

con Sandro davanti al drago
Foto di Daniela Baresi

E poi arrivano i primi pezzi di stoffa per il Bai Jia Bei (grazie Lucia, Carla e Anna). Ci vorrano altri post su queste briciole…. per ora soltanto il regalo di Lucia (un bavaglino di seta), il suo biglietto e la sua stoffa, poi. Pensare che dopo aver letto “Succo di melagrana” le avevo scritto quanto mi avesse colpita il racconto “La lampada di Castelli” confidandole il dolore per la ferita dell’aborto spontaneo e la rassegnazione a non restare mai più incinta… e invece MAI DIRE MAI

al matrimonio dell’angelo briaho

era solo ieri mattina… sembra sia passato tanto tempo in più, ma capita, quando il cuore batte più forte: le ore volano, i giorni si bruciano, i minuti spariscono mentre si vive intensamente, poi nel ricordo, anche prossimo, sembrano di più, lunghi e pieni. Quando si esiste e basta, a volte sembra non passare il tempo, ma nel ricordo resta solo una manciata di sfumature…

Ieri ci siamo svegliati con un incubo. Oggi non siamo quasi andati a letto. Tornati nella notte, sentito il terremoto…

Forse sto imparando a vivere nelle parentesi, ma ieri mi sarebbe riuscito anche senza addestramento. Era un giorno speciale per il poeta sommelier, l’angelo briaho che mi riparò le ali spezzate nell’ora della rinascita. Dovevo saltare dentro una parentesi, non mi era consentito lasciarmi travolgere da sgomento e angoscia. Punto.

O forse no, non lo metto il punto, mi sembra incredibile sia passato solo un giorno. Torno su facebook e leggo quel che scrivevo ieri mattina a un’amica (c’è la data e c’è l’ora, non mi sto confondendo, era proprio ieri): “provo a mettere tra parentesi l’orrore per la bomba di stamani… oggi è un giorno speciale per un angelo che mi sta a cuore … ho il dovere di non essere angosciata oltre misura”

E allora ho spento tutto, scollegata dal mondo … via con lo sposo e un amico verso la Maremma, terra un tempo amara, oggi l’oasi dove cuori dispersi si sono riuniti, chi da Milano in auto, chi da Roma in treno, chi da Firenze… senza la scusa della Viola, tutti insieme ancora una volta per quel bischero ubriaco più di amore che di vino (anche se il fiasco non l’ha posato).

Con gli amici di una vita, quella rinata

immemore di altro, beata tra lo sposo e … lo sposo (non c’è posto al mondo in cui mi senta più libera e al sicuro che tra l’uomo che ho sposato e che sposo ogni giorno e l’essere speciale che in questo sabato di maggio si è sposato davanti al mondo)
La sposa era (è) bellissima

la festa un canto di emozioni, ancora senza voce

Grazie a Simone e Francesca che con la forza e la bellezza del loro amore ci hanno regalato una magica parentesi di felicità tra un risveglio orribile e una notte ballerina… grandi, ragazzi! La vita è bella perché ci sono cuori vivi che osano la gioia in mezzo alle storture del mondo

Grazie a Sara, Vento, Chiara, Norfo… siete la nostra famiglia di cuore


Auguri agli sposi e a tutti noi

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