Vigilia dell’otto marzo

LOTTO E M’ARZO TUTTI I GIORNI
L’OTTO MARZO celebro la Giornata della Donna lavorando per le donne che si amano.
Omaggi alle clienti, prove gratuite di cosmetici naturali, massaggi, trucco, cure per il benessere di corpo e spirito e un piccolo rinfresco nel pomeriggio, dopo aver ripreso da scuola la mia piccola donna che vorrei crescesse in un mondo più giusto per tutti e tutte.

Senza iniziative di cui non intendo il senso.

Il lavoro, quando c’è, è la prima carta che possiamo giocarci per essere libere.
Rinunciare a un giorno di stipendio (se lavoratrici dipendenti), a una giornata di impegno e possibili ricavi (se autonome), di servizi per le altre donne che lavorano (se occupate in ospedali, scuole, trasporti), non mi pare una mossa geniale.
Chi ci rimette? Non chi vorrebbe le donne a casa.

A casa, al lavoro, in ogni ambito della nostra vita, possiamo fare molto di più, a cominciare dalla pulizia delle parole

Dall’artiglio del diavolo…

all’aspirina. Contro i dolori, con dolcezza

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CREMA NODOLEX

Gli ingredienti di questo splendido prodotto sono, a parte acqua, olio di girasole e olio di cocco come base, estratti di piante curative selezionati per l’azione specifica contro i dolori: Harpagophytum procumbens* (Artiglio del diavolo), Urtica dioica (ortica), Tiglio, Spirea ulmaria, Salvia sclarea. E poi c’è la tormalina, come in tutte le creme della linea “Secret of Longevity”

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La crema Nodolex, formulata nei laboratori di ricerca Amatè, si è dimostrata capace di calmare i dolori articolari e tutta una serie di fastidi che possono colpire collo, schiena, mani, ginocchia e piedi. Nodolex crema naturale non ha effetti collaterali indesiderati e rapidamente aiuta a ridurre il dolore, con in più una piacevole azione idratante per la pelle.
Istruzioni: si applica per massaggio nelle zone interessate con movimenti circolari fino a completo assorbimento. Per ottenere i risultati migliori, utilizzare almeno tre volte al giorno in fase acuta, per poi ridurre la frequenza dell’applicazione nel mantenimento.

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*Harpagophytum procumbens, chiamato anche volgarmente artiglio del diavolo, è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Pedaliacee, presente nell’Africa del Sud, nelle aree di savana e del deserto Kalahari. È ampiamente usato nella medicina tradizionale africana.
I fiori sono rosso-violetto.
L’efficacia anti-reumatica e anti-infiammatoria degli Harpagosidi (principi attivi della radice) è paragonabile a quella degli antinfiammatori di sintesi. È coadiuvante per artrite reumatoide, reumatismo infiammatorio, tendiniti, contusioni, dolori di schiena, sciatica e simili. Molto efficace contro il torcicollo e altre infiammazioni muscolari.
La radice dell’artiglio del diavolo, di cui si usa l’estratto secco, favorisce anche l’eliminazione dell’acido urico e a questo titolo è efficace nel trattamento della gotta, specie se associato a preparati di frassino, che hanno una componente antinfiammatoria.
È indicato per ridurre l’assunzione di cortisonici utilizzati per i reumatismi.
Alle popolazioni africane i suoi effetti sono noti da secoli; le sue radici erano utilizzate da boscimani, ottentotti e bantu per curare le ferite e lenire i dolori articolari. Gli venivano inoltre attribuite proprietà digestive e terapeutiche per problemi gastrointestinali. In Europa queste qualità iniziarono a essere studiate solo nei primi del Novecento; fu dapprima usato come amaro tonico nei casi di indigestione e solo successivamente furono confermate le sue proprietà antinfiammatorie e analgesiche.

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L’ erba moscatella o schiarea (Salvia sclarea L.) è una pianta erbacea molto odorosa, appartenente alla famiglia delle Lamiacee.
La pianta è abbastanza decorativa sia per il suo fogliame che per i suoi fiori. Alla maturità raggiunge 1 m di l’altezza.Il fusto è eretto, di diametro 5–9 mm, con peli crespi di 1–2 mm.
Le foglie inferiori sono grandi (fino a 20 cm.), ricoperte da uno strato uniforme di peluria e appaiono vellutate; le foglie cauline sono minori, irregolarmente dentellate.
L’infiorescenza è ampia, con rami eretto-patenti; le brattee sono membranose, violacee, di 2–3 cm; il calice è con tubo ispido di 7 mm e denti spinulosi di 3–5 mm. Fiorisce tra giugno e luglio. I frutti sono piccoli acheni.
Cresce nell’Europa meridionale e nel sud della Siria.
In Italia si trova in tutto il territorio anche se rara e spesso inselvatichita. Predilige un suolo fresco, leggero, leggermente calcareo e un’esposizione piena di sole.
Originaria del Mediterraneo, viene coltivata dall’Italia alla Siria fino in Russia. Tale pianta viene coltivata sin dall’epoca romana. In Italia la coltivazione è principalmente concentrata in Piemonte (per la produzione del vermut e altri liquori fra i quali il Fernet Branca) e nelle regioni meridionali.
La sua coltura al giorno d’oggi è principalmente destinata a produrre un olio essenziale utilizzato nella fabbricazione di vermuth, di liquori o di profumi.
Come tutte le salvie, è anche una pianta mellifera, molto attraente per le api.
È stato usata anche per aromatizzare il vino, per intensificare l’aroma di Moscato, per dare vitalità all’organismo, curare la depressione, regolare il sistema nervoso Nelle birre inglesi, la sclarea è stata usata come aroma prima che l’uso del luppolo divenisse comune.
Le foglie possono essere utilizzate, fresche o essiccate, per aromatizzare i piatti di carne: maiale, vitello, pecora, selvaggina, le salse. Le foglie inoltre sono state utilizzate come verdura.
È stata usata anche per aromatizzare alcuni prodotti del tabacco.
La Salvia sclarea dimostra buone proprietà tonico-stimolanti nei confronti dell’apparato digerente, antispasmodiche, battericide e contro l’eccessiva sudorazione, regola il flusso mestruale, migliora il tono muscolare.

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La Spirea ulmaria è una pianta della famiglia delle Rosaceae. Nota per le sue proprietà antinfiammatorie e diuretiche, è utile contro dolori articolari e stati febbrili.
I fiori e le sommità fiorite della spirea sono usate in fitoterapia nel trattamento dei dolori articolari, gli stati febbrili e influenzali per effetto delle sue proprietà antinfiammatorie, diuretiche e antispasmodiche. Il suo fitocomplesso contiene derivati salicilici (aldeide salicilica, salicilato di metile, salicilato di etile) ben conosciuti grazie all’acido acetilsalicilico, principio attivo dell’aspirina, flavonoidi, vitamina C, oli essenziali e sali minerali.
Considerata insieme al salice, il “salicilato vegetale”, la pianta svolge azione antinfiammatoria, analgesica e antipiretica, perché inibisce la sintesi delle prostaglandine (PGE2), responsabili del dolore e del processo infiammatorio dei tessuti. Viene perciò utilizzata in caso di febbre e per alleviare gli stati dolorosi causati da artrosi, artrite reumatoide, dolori articolari, mal di testa, mal di denti, mal di schiena e cervicale.
Tuttavia a differenza dei farmaci antinfiammatori di sintesi, non presenta azione ulcerogena (gastrite, ulcera), effetto collaterale di questa categoria di farmaci. La presenza delle mucillagini, infatti, conferisce alla spirea un’azione protettiva per le mucose, in grado di ridurre gli spasmi e i processi erosivi delle pareti gastriche.
Studi recenti dimostrano le proprietà immunomodulanti della spirea, perché è capace di sopprimere svariate reazioni anomale dei nostri anticorpi che provocano la liberazione d’istamina e conseguenti attacchi del nostro stesso sistema immunitario, caratteristico delle malattie autoimmuni.
Per la presenza dei flavonoidi (quercetolo-4-glucoside, quercetolo-3-galattoside), si impiega anche nel trattamento della ritenzione idrica ed edemi. Il suo utilizzo risulta pertanto utile nel trattamento della cellulite, perché esercita azione vasoprotrettice sulle pareti dei vasi sanguigni e fluidificante del sangue, con effetto decongestionate sul sistema circolatorio.
Pianta erbacea perenne con rizoma strisciante, alta fino a 150 cm. Le foglie sono decidue, dentate o lobate, verde scuro sulla pagina superiore, biancastre su quella inferiore. I fiori sono bianchi o rosati, piccoli e raccolti in vistose infiorescenze, chiamate corimbi. I frutti sono piccole capsule.
La spirea cresce bene nei luoghi umidi (da qui il nome di olmaria palustre) delle regioni continentali, dalla pianura fino a 1500 m di altitudine. Manca nelle zone costiere mediterranee.
Il nome botanico deriva dal greco speira, perché la forma dei frutti è a “spirale”.
Era una delle erbe sacre maggiormente tenute in considerazione dai Druidi, ma non è noto se veniva anche usata per le sue proprietà medicamentose.
Nel Rinascimento, la spirea è stata per lungo tempo un rimedio popolare in molti paesi europei, poi cadde nell’oblio, finché fu riabilitata da un prete di campagna, per i successi ottenuti contro l’idropisia o eccesso di umori linfatici, secondo la Teoria Umorale di Ippocrate.
L’importanza terapeutica di questa pianta divenne notevole quando intorno al 1845, Hermann Kolbe riuscì per primo a isolare l’acido salicilico, per distillazione dai fiori. Il 6 marzo 1899 unendo il prefisso “a-” (per il gruppo acetile) con “-spirina” (dalla spirea, da cui si ricava l’acido salicinico), fu brevettato dalla Bayer con il nome “aspirin“, il principio attivo di acido acetilsalicilico per essere messo in commercio.

3 Marzo, 3 anni da una morte assurda. Tre anni senza Riky

Nella notte tra il 2 e il 3 marzo 2014 diladdarno, moriva Riccardo Magherini, a Firenze, nella sua città, in Borgo San Frediano, dove tutti lo conoscevano. 

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Per la sua morte sono stati condannati dal Tribunale di Firenze tre carabinieri che intervennero in seguito a chiamate di altri cittadini residenti.
Oggi vogliamo ricordare la morte di questo giovane uomo che non aveva ancora quarant’anni.

3 Marzo 2015 con lo striscione per Riky

Vogliamo far capire che il “caso” Magherini altro non è se non la morte, violenta e inaccettabile, di una persona. Di un essere umano. Di un figlio, di un fratello, di un babbo, di un cugino, di un amico. Di una promessa dello sport, anche.
Riccardo Magherini era il babbo di un dolcissimo bambino, era un cittadino incensurato e di buona famiglia. E diciamo “di buona famiglia” non perché, se non lo fosse stato, la sua morte avrebbe potuto essere più accettabile come taluni politici si sarebbero affrettati a sostenere, ma perché il nonno di Riccardo era stato un grande Carabiniere. Egli, infatti, per essersi rifiutato di togliersi la divisa ignorando l’invito del generale Badoglio, ha affrontato a testa alta la deportazione nei campi di concentramento tedeschi.
Questa era la famiglia di Riccardo. Di Guido e Andrea e della loro appassionata, ma composta battaglia per ottenere verità e giustizia sulla morte del loro caro già tutti sappiamo. Abbiamo imparato a conoscerli e amarli.

3 marzo 2015 carezza di Ilaria Cucchi a Guido Maherini

Riccardo non aveva mai fatto male a nessuno ma, quella maledetta sera del 2 marzo, era in grave difficoltà.
Aveva paura e chiedeva aiuto.
Temeva per la sua vita. Aveva paura che qualcuno gli facesse del male e scappava, gridava e scappava, scappava e chiedeva aiuto. Aveva preso di mano un cellulare a qualcuno perché aveva perso il suo e voleva chiamare la polizia.
Di fronte ai Carabinieri che nel frattempo erano arrivati, si era inginocchiato chiedendo aiuto. Li aveva persino abbracciati.
Quell’intervento di soccorso richiesto da tutti i cittadini che li avevano chiamati si è poi trasformato in un arresto insensato terminato con la voce rotta di Riccardo che supplica AIUTO! e che dice di chiamare l’ambulanza perché aveva un bambino che lo aspettava a casa “AIUTO, HO UN FIGLIOLO”. Quelle parole dette con quella voce sono le ultime gocce di vitalità di quel ragazzo che muore, steso a terra, con la faccia sull’asfalto mentre viene sovrastato dai militari operanti.
Non possiamo accettare che una persona che si possa trovare in difficoltà emotiva e psichica debba subire un trattamento quale quello inflitto a Riccardo Magherini.
Per questo ci sono state le condanne.
Ma non possiamo accettare che questo processo venga strumentalizzato politicamente da coloro che lo vogliono faziosamente interpretare come una guerra contro l’Arma.
Noi siamo accanto alla famiglia Magherini proprio perché abbiamo profondo rispetto per l’Arma esattamente tanto quanto lo hanno loro. Prova ne sia il fatto che, il 10 aprile, al processo d’appello, ci sarà con loro anche la procura generale per tutelare lo Stato dì Diritto.

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P.S. fino alle 19.30 dovrò stare in negozio, ma per tutto il giorno terrò Riky in vetrina e di ora in ora racconto la sua storia a chi passa. Qui non si vendono solo creme, qui si AMA e ci si mette sempre il cuore.

I ♥ Riky

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intanto è finito il Carnevale

da domani niente maschere in vetrina, 

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basta pioggia di coriandoli,

piovevano-coriandoliè finito febbraio e finisce il Carnevale.

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E via anche i cuori di cartoncino rosso…

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Solo per una sera la maschera dalla vetrina alla testa della titolare…

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non va tutto liscio come l’olio, ma non smetto di giocare

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l’inverno sta per finire…


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C’è chi non vede l’ora che arrivi la primavera e sorride al primo giorno di sole dopo grigio, freddo, pioggia e nebbia… già le giornate si sono allungate tanto e la mattina, quando si placa il vento, il sole scalda e invita a stare all’aperto.
C’è chi teme la primavera, le allergie, gli scombussolamenti emotivi e … l’idea di scoprirsi, abbandonare i maglioni larghi, le gonne lunghe, i cappotti e ricominciare a mostrare braccia, gambe, cedimenti strutturali dovuti all’età o allargamenti causati da stravizi alimentari e scarsa attività fisica.

Inutile piangere a maggio sui rotolini o peggio ancora ricorrere a diete drastiche a giugno per quella specie di tortura moderna chiamata prova costume, meglio pensarci ora, quando gli unici costumi che vediamo a giro sono ancora quelli del Carnevale agli sgoccioli.

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Nessuna crema vi farà passare da così 

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a così in un mese

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e forse neanche in un anno, non basta una crema, neanche la migliore.

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Meglio far pace con il proprio corpo subito e migliorare quel che si può: l’elasticità della pelle, per cominciare, con una buona idratazione (che parte dall’interno: bere tanta acqua, mangiare frutta e verdura, cibi freschi invece che preconfezionati ecc..), il ricambio delle cellule superficiali con la buona abitudine dello scrub, un po’ di relax per sgonfiarsi (anche lo stress ingrossa, di aria e liquidi stagnanti), un po’ di movimento meglio se all’aria aperta e una buona crema, soprattutto per l’aspetto della pelle, non tanto per le misure (anche se il massaggio unito alla dieta – nel senso di stile di vita più sano, non nel senso di computo ossessivo di grammi e calorie – e ai principi attivi contenuti nei cosmetici di qualità qualche centimetro lo leva).

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Ci sono tante cose buone in natura per farsi belle e soprattutto coccolarsi, sentirsi meglio, prepararsi psicologicamente, prima ancora che dal côté estetico, alla rinascita dei sensi nella bella stagione 😉

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Chez Amatè potete trovare tanti prodotti sani, puliti, naturali, completamente privi di sostanze dannose, ricchi di principi attivi ottimi per rinnovare la pelle, rigenerare l’umore, riattivare la circolazione, rassodare i tessuti, sgonfiare, drenare, levigare, lenire… 

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anche cambiare sapone può migliorare la salute?

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Avvertenza: post lungo, serio e forse noioso, ma per chi volesse saper qualcosa di più sui motivi che mi hanno portata a scegliere Amatè e la cosmesi naturale (dall’igiene personale quotidiana… tutti ci laviamo mani e viso ogni giorno, facciamo la doccia, ci laviamo i capelli ecc… poi c’è chi si mette anche creme e trucco e chi no, chi usa gli oli essenziali per curare piccoli disturbi e chi cerca trattamenti più intensivi, ma almeno lavarsi, si spera, lo facciamo tutti e tutti i giorni), alcuni dati su cui riflettere.
Non voglio convincere nessuno, solo spiegare e informare. Poi ciascuno decida per sé e per la propria pelle.

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Con l’espressione “interferenti endocrini” ci si riferisce a una vasta categoria di sostanze o miscele di sostanze che alterano la funzionalità del sistema endocrino, causando effetti avversi sulla salute di un organismo, oppure della sua progenie. (European Workshop on the Impact of Endocrine Disrupters on Human Health and Wildlife, Weybridge 2-4/12/1996).

 

In genere sono in grado di legarsi come agonisti o antagonisti ai recettori di vari ormoni, ad esempio ai recettori degli ormoni steroidei o degli ormoni tiroidei, o eventualmente interferire, in vario modo e tramite differenti meccanismi, con sintesi, secrezione, trasporto, legame, azione, eliminazione degli stessi negli organismi viventi.

Alcuni di questi composti possono provocare gravi danni agli organismi esposti, spesso non immediatamente percepibili in quanto a dosi minime non esprimenti effetti di tossicità acuta, e possono, nel caso di vaste esposizioni ambientali, produrre effetti a livello di popolazione con ripercussioni a livello ecologico. Queste interferenze possono provocare tumori, difetti alla nascita, disturbi dello sviluppo.
In particolare, sono noti per causare difficoltà di apprendimento, problemi cognitivi e di sviluppo del cervello, deformazioni del corpo, problemi di sviluppo sessuale.

Fra queste sostanze si ricordano: idrocarburi policiclici aromatici, benzene, diossina, ftalato, perfluorato, bisfenolo A (e octilfenolo e nonifenolo).

Gli interferenti endocrini sono sostanze che possono interferire con la sintesi, la secrezione, il trasporto, l’associazione, l’azione, o l’eliminazione degli ormoni naturali del corpo, responsabili dello sviluppo, del comportamento, della fertilità, e del mantenimento dell’omeostasi cellulare. Sono a volte indicati anche come agenti ad azione ormonale, o composti alteranti il sistema endocrino; in letteratura scientifica prevalgono i termini inglesi endocrine disruptor, hormonally active agents, endocrine disrupting chemicals, endocrine disrupting compounds (EDCs).

Alcune di queste sostanze possono trovarsi come inquinanti ambientali, ad esempio molti alogenuri organici come i PCB e simili molecole appartenenti alla classe ambientale degli inquinanti organici persistenti, come costituenti naturali di alcuni cibi, ad esempio i fitoestrogeni contenuti nella soia, oppure essere presenti come contaminanti, ad esempio il bisfenolo A derivato dalle plastiche o diversi tipi di fitofarmaci. Una classe importante di interferenti appartiene a composti clorurati di varie classi, spesso veicolati in atmosfera su lunghe distanze, ed un’altra si riferisce a composti fenolici.

La veicolazione ambientale di questi composti è stata largamente studiata, indagando sul trasporto a livello planetario di alcuni composti stabili, come gli alogenuri organici, e la ricaduta degli stessi sulle zone più fredde dove la circolazione atmosferica globale li porta a ricondensarsi, con effetti biologici su diversi organismi.

Lo stato delle conoscenze e delle attività nel settore dei perturbatori endocrini è riassumibile nei seguenti punti:

  • Negli animali, i perturbatori endocrini possono agire sul sistema ormonale e compromettere la riproduzione: in alcuni casi è stato dimostrato un rapporto di causa ed effetto nella fauna selvatica e anche in animali di laboratorio; attualmente non è ancora stato dimostrato che i perturbatori endocrini presenti nell’ambiente possano compromettere la riproduzione negli animali selvatici.
  • Nell’essere umano è stato notato un aumento dei casi di disturbi riproduttivi e di alcuni tipi di cancro.
  • Occorrono ulteriori ricerche per eseguire una valutazione completa dei rischi, in particolare per quel che concerne gli effetti tossici a bassa concentrazione e l’effetto cocktail.
  • Le strategie per identificare e inquadrare l’impiego dei perturbatori endocrini sono state elaborate e sono in corso di attuazione; sotto la guida dell’OCSE sono stati sviluppati e validati metodi che consentono di uniformare le analisi.
  • Alcuni perturbatori endocrini noti sono già disciplinati dalla legislazione per motivi che esulano dalla loro attività ormonale (tossicità generale, cancerogenicità, tossicità riproduttiva).

In considerazione delle preoccupazioni generate dagli interferenti endocrini, il Ministero dell’Ambiente ha redatto un Decalogo per il Cittadino.

L’Unione Europea ha selezionato 564 sostanze sospettate di essere interferenti endocrini. Di queste 147 possono essere persistenti nell’ambiente o prodotte in grandi volumi. Di queste solo 66 è provato che possano agire come interferenti endocrini, mentre di 52 c’è solo qualche prova che siano potenziali interferenti endocrini.

Il 16 dicembre 2015 la Corte Generale dell’Unione Europea, in un caso sollevato dal governo svedese contro la Commissione europea ha stabilito che la Commissione europea deve affrontare al più presto il problema dell’impatto sulla salute umana dei biocidi, cioè le sostanze chimiche impiegate in pesticidi, insetticidi, disinfettanti e in molti altri prodotti non alimentari come le vernici. Il Tribunale Ue ha stabilito che l’esecutivo comunitario “è venuto meno agli obblighi” imposti dal regolamento europeo che prevedeva “la definizione dei criteri scientifici” per definire i cosiddetti “interferenti endocrini” entro il 13 dicembre 2013.

Un nuovo  studio,  “Lo stato della scienza sugli  interferenti endocrini“,  punto di riferimento dalla Organizzazione Mondiale della Sanità, dichiara  che una serie di comuni prodotti chimici di uso quotidiano, pongono gravi problemi di salute tra cui il cancro, asma, riduzione della fertilità e anche difetti alla nascita. Secondo l’OMS, lo studio ha individuato una serie di prodotti chimici di sintesi che causano ”gravi conseguenze per la salute, arrivando a suggerire che anche i composti che si trovano in pavimenti in PVC, giocattoli per bambini e carte di credito vengano vietati al fine di proteggere le generazioni future. E’ necessario riconsiderare i legami tra interferenti endocrini (IE), che si trovano in un certo numero di prodotti chimici per la casa e per l’igiene personale, e malattie e disturbi specifici.

I ricercatori hanno scoperto legami tra IE e problemi di salute tra cui il cancro al seno, della prostata e della tiroide, problemi ai testicoli, influenza sullo sviluppo sul sistema nervoso dei bambini, e disturbo da deficit di attenzione e iperattività nei bambini. Gli scienziati dell’agenzia delle Nazioni Unite hanno  anche aggiunto che  esiste il “ragionevole sospetto” che le sostanze chimiche chiamate ftalati possono ridurre la fertilità femminile e sono legate anche ai tassi crescenti di malattie infantili come la leucemia. I risultati hanno anche espresso preoccupazione per il bisfenolo A, un composto presente in molti oggetti della vita quotidiana, come lattine e occhiali da sole. La sostanza può interferire con gli ormoni naturali che influenzano lo sviluppo umano e la crescita.

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“L’ultima ricerca scientifica dimostra che le comunità di tutto il mondo è esposta agli IE ed ai  rischi associati”, ha affermato Maria Neira, direttore dell’Oms per la salute pubblica e l’ambiente. Ha dichiarato inoltre che l’agenzia “lavorerà con i partner per stabilire le priorità di ricerca per studiare i collegamenti agli IE e gli impatti sulla salute umana, al fine di mitigare i rischi”, aggiungendo:

“ Tutti noi abbiamo la responsabilità di proteggere le generazioni future”

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“Abbiamo urgente bisogno di più ricerca” e, quando possibile, “evitare l’utilizzo di sostanze chimiche sul proprio corpo”

Amatè è impegnata in prima linea sul fronte della prevenzione primaria e lo fa avvalendosi, per i suoi prodotti, di una formulazione unica e brevettata che utilizza principi attivi naturali di qualità escludendo totalmente ingredienti e principi attivi pericolosi, tossici o addirittura cancerogeni (SLES, SLS, paraffina, petrolati, parabeni, sequestranti e non solo) che possono interferire sul sistema endocrino (che regola nell’uomo il rilascio di ormoni per funzioni essenziali quali il metabolismo, la crescita e lo sviluppo).

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Tea Tree Oil. Amatè si prende cura di chi si ama

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E per ultimo, tra i purissimi oli essenziali che potete trovare chez Amatè, vi presento il più potente forse anche se non il più gradito, per l’aroma davvero forte.
Una goccia sopra un brufolo la sera e la mattina il ponfo sarà secco, poche gocce miscelate a un olio neutro e magari anche a qualche goccia di olio essenziale di limone o lavanda (allergizzanti per alcune persone e non in vendita nel punto Amatè) o altre profumazioni per correggerne il pungente odore, sono un’ottima prevenzione per i pidocchi e in questo periodo di cartelli a scuola “controllate la testa dei vostri bambini” non faccio uscire la mia piccola senza una passatina di Tea Tree Oil dietro le orecchie e sulla nuca. 

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Difende dai funghi di unghie e piedi, sgonfia le punture di insetti e ne placa il fastidio, stura le narici in caso di brutto raffreddore, disinfetta maniglie, lucida vetri e pavimenti… 

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L’olio essenziale di tea tree, noto anche come olio essenziale di melaleuca o tea tree oil, viene estratto dalle foglie dell’albero di Melaleuca alternifolia, specie vegetale originaria dell’Australia. In diverse zone dell’Australia viene tuttora effettuata la raccolta spontanea delle foglie di questa pianta, che in seguito subiranno un delicato processo di distillazione mediante l’impiego di vapore acqueo. Grazie alle sue proprietà curative e disinfettanti, esso viene impiegato sia nella cosmesi naturale che nella detergenza della casa.

Gli oli essenziale di migliore qualità vengono ricavati da specie vegetali coltivate secondo i principi dell’agricoltura biologica e vengono estratti senza l’impiego di solventi chimici. Prima dell’acquisto del vostro olio di tea tree, assicuratevi che esso sia completamente puro. Come quello che trovate nei punti Amatè in tutta Italia.

Il tea tree oil ha proprietà antibatteriche, cicatrizzanti, antimicotiche e antiodoranti, che lo rendono una delle sostanze più miracolose che la natura sia in grado di offrirci. Bisogna ricordare però che per il suo impiego è necessario seguire alcune precauzioni. Perché il tea tree sia efficace ne sono infatti di solito sufficienti poche gocce. Nel caso sia necessari applicare l’olio sulla pelle, si raccomanda di diluirne una piccola quantità nell’olio vegetale preferito, in modo da evitare che la sua azione potente possa irritare l’epidermide, soprattutto se già sensibile. Per lo stesso motivo, il tea tre oil, come tutti gli altri oli essenziali, non deve essere applicato direttamente sulle mucose e deve essere tenuto lontano dalla portata dei bambini.

Il tea tree oil è un prodotto altamente concentrato e dall’odore persistente. Una confezione, se usata con parsimonia e senza inutili dispersioni, potrà durare molto a lungo. Il consiglio è quindi di fare attenzione alla scadenza al momento dell’acquisto. Nel caso in cui il suo odore risulti eccessivamente sgradevole, si consiglia di mescolarlo a olio essenziale di limone o di lavanda, a seconda delle necessità. Oli essenziali dalle proprietà analoghe e dal profumo più gradevole, ma un po’meno facilmente reperibili nei negozi fisici, sono quelli di Manuka e di Rosalina.

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SOLO ALCUNI DEI MILLE USI DEL TEA TREE OIL

Salute e bellezza

  1. Impiegatelo come antisettico in caso di piccole ferite. Applicatelo sulle zone interessate con un batuffolo di cotone dopo averne diluite due o tre gocce in olio vegetale.
  2. In caso di problemi di acne e di foruncoli infiammati che sembra impossibile riuscire a sconfiggere, utilizzate il tea tree come trattamento d’urto applicandone una goccia, meglio se diluita, direttamente sull’imperfezione.
  3. Il suo impiego viene sempre più di frequente consigliato in caso di candida. Per le modalità di utilizzo più corrette a seconda del vostro caso, chiedete maggiori informazioni al vostro ginecologo di fiducia.
  4. Contro i sintomi dell’influenza, aggiungete cinque gocce di tea tree oil all’acqua bollente che utilizzerete per i suffumigi.
  5. Per combattere la forfora, diluite dieci gocce di tea tree oil in un flacone di shampoo neutro (senza profumo e a base di tensioattivi vegetali) che utilizzerete come di consueto.
  6. Realizzate un collutorio naturale dall’azione disinfettante e rinfrescante diluendo in un bicchiere d’acqua un cucchiaino di bicarbonato e due gocce di tea tree oil.
  7. Il tea tree oil combatte efficacemente i cattivi odori causati dalla sudorazione. Perciò può essere aggiunto alla preparazione di un deodorante naturale in polvere a base di bicarbonato, che otterrete unendo a 50 gr. di quest’ultimo 8 gocce di olio essenziale. Conservate il tutto in un barattolino di vetro ben chiuso.
  8. Per un massaggio tonificante, aggiungete a 20 ml di olio di mandorle dolci 6 gocce di olio essenziale di tea tree.
  9. Può essere impiegato come antifungino nelle classiche patologie che colpiscono i piedi di chi pratica sport come il nuoto e frequenta spesso piscine o palestre.
  10. In caso di raffreddore, l’aromaterapia suggerisce di riscaldare poche gocce diluite di tea tree sfregandole tra i palmi delle mani, prima di respirarne il benefico profumo. I suoi principi attivi passeranno attraverso le mucose nasali.

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In casa e in viaggio

  1. Per combattere la muffa, in un contenitore spray versate un litro d’acqua e aggiungetevi mezzo bicchiere d’aceto e 15 gocce di tea tree. Spruzzate sulle zone interessate e lasciate agire il più a lungo possibile.
  2. Lo stesso spray può essere utilizzato come prodotto multiuso per la pulizia degli specchi e per la disinfezione dei sanitari. In questo caso, per ottenere un profumo più gradevole e aumentare l’efficacia, aggiungete altre 10 gocce di olio essenziale di limone.
  3. Unendo 15 gocce di tea tree oil e 15 gocce di olio essenziale di eucalipto a mezzo bicchiere di bicarbonato, che lascerete sciogliere in un secchio d’acqua, otterrete un ottimo prodotto per la pulizia dei pavimenti.
  4. Applicatene poche gocce su di un panno in cotone inumidito per disinfettare zone altamente interessare dalla presenza di germi, come le maniglie di porte, finestre e mobili.
  5. Portate una confezione di tea tree sempre con voi in viaggio nel caso abbiate bisogno di un prodotto disinfettante da avere a portata di mano nel vostro alloggio, in campeggio, o quando vi capiterà di utilizzare un bagno pubblico. Applicarne alcune gocce su di un fazzoletto umido vi aiuterà a pulire dove necessario.
  6. Diluite quattro gocce di tea tree oil nell’acqua che verserete nella vaschetta del vostro bruciaessenze per tenere lontani gli insetti.
  7. Applicatene una goccia pura o diluita sulle punture di insetti per fare in modo che il prurito si calmi più rapidamente. Tenetelo a portata di mano in borsetta quando siete in vacanza. Sostituirà altri prodotti certamente meno naturali.
  8. Aggiungetene una decina di gocce al bucato per potenziare l’azione del vostro detersivo, ricordandovi di optare per un prodotto fai-da-te o il più possibile naturale e poco dannoso per l’ambiente.
  9. Poche gocce di tea tree oil versate di tanto in tanto nella vaschetta della lavastoviglie vi aiuteranno ad ottenere una disinfezione ottimale di pentole e piatti e dello stesso elettrodomestico.
  10. Create una pasta pulente per i fornelli o per i punti difficili del bagno unendo quattro cucchiai di bicarbonato con cinque gocce di tea tree oil e acqua quanto basta per ottenere una consistenza cremosa. Applicate con l’aiuto di una spugna e sfregate.

 

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