se la nuvola non va in Curva…

3 con puccio Vento e Chiara

… il Vento e i primi compagni di Curva Fiesole arrivano da Milano a Firenze per abbracciare Viola ancora nella pancia della “nuvola”.

3 puccio Cate Sandro Chiara
Sandro era riuscito a tenermi all’oscuro di tutto… che sorpresa emozionante!
Volevo uscire stamani, dopo la giornata di pioggia che ieri mi aveva cullata in un torpore dolce, ma lo sposo mi teneva in casa… e non capivo perché. Gli avevo proposto anche un’alternativa di movimento in casa… e c’ero rimasta abbastanza male al suo negarsi, inconsueto … poi il campanello e la sceneggiata ancora “Fiori per Caterina…” e invece al quinto piano sono saliti loro 🙂

3 febbraio tra i miei angeli
Fu il Vento a battezzarmi Nuvola nel 2003…

ricordi del 2003 con il Vento fuori lo stadioin questi anni sono cambiata tanto, siamo cambiati tutti, siamo stati insieme allo stadio dalla C2 alla Champions e a volte divisi dai cambiamenti nelle rispettive strade di vita, ma distanza, tempo, nuovi amori, lavori, perdite e traguardi personali … niente ha scalfito quel che ci univa e ci tiene ancora legati da invisibili fili di affetto invincibile.

3 febbraio Cate Sandro Chiara e Vento

I miei angeli briahi e una sorella di cuore… erano accanto a me quando ci siamo sposati con Sandro, sono venuti a trovarmi a sorpresa ora che da Sandro ricevo il regalo più grande: una nuova vita che sta per venire alla luce nella vita nuova, rinata anche grazie a questi matti, buffi, splendidi più che amici

3 Chiara Cate Vento Puccio

Con la sciarpa delle prime volte allo stadio, nominato il Vento rappresentante ufficiale della Nuvola in Curva

3 Vento Cate e biglietto di Curva Fiesole

E la Fiorentina è tornata alla vittoria, con gli angeli longobardi allo stadio.

3 febbraio Toni gol

 

Tre cuori da due

Tutto comincia dal bacio…

6.1.2013 bacio

si riparte sempre dai baci e dai sorrisi

6.1.2013 risae dai colori

6.1.2013 tre cuori

Tre cuori da due. Mani unite per la vita. Per tutta la vita, ormai non solo la nostra, non solo le nostre due vite intrecciate …
Lo sguardo del babbo fa crescere il pancione

6.1.2013 babbo e pancionaE se a posare a pancia nuda viene freddo (e non è il caso di riammalarsi subito), dopo la partita da digerire e due passi nel tramonto per smaltire l’inattesa sconfitta … niente di meglio che un morbido plaid del nostro colore, dove avvolgere brividi e sogni

Grazie, Ody! Ma non ti chiamerò “befana viola” eh? Sei sempre la Signora dell’arte, anche nell’indovinare i doni

6 pacco dono di Cecilia

una donna in fuga dalla notizia…

18 al Penguin

è un’emozione vedere le mie righe accanto a un’opera d’arte ispirata in parte da quel che avevo scritto e in parte dal bellissimo libro di cui parlavo, tentando di trasmetterne il senso o quel che per me voleva dire e sapeva dare. Grazie al fotografo, Giancarlo De Luca, e all’artista: Daniela Cicatiello Spagnuolo!
E grazie all’amica che mi aveva invitata a partecipare al contest di pura passione per i libri, Alessandra Rivazio … non immagini quanto mi sia cara questa iniziativa. O forse sì: avevo accolto l’invito a giocare quando ancora non sapevo di essere in attesa… e ora sono piena di una vita che sta per venire al mondo. 

Martedì 18 dicembre, al Penguin Café ” vernissage della mostra delle quindici opere che altrettanti artisti hanno creato interpretando le opere selezionate per “Una frase, un rigo appena – i libri che ti cambiano la vita“ – primo contest di passione pura per i libri.
Francesco Bassini, Francesca Belmonte, Daniela Cicatiello, Cristina Cusani, Giancarlo De Luca, Giuseppe Falconi, Marialuisa Firpo, Antonio Fumo, Fabio Fumo, Ludovico M. Fusco, Francesco Manes, Tiziana Mastropasqua, Giuseppe M. Montuono, Giacomo Ricci e Corrado Uccello hanno interpretato le quindici motivazioni selezionate dalla giuria tecnica presieduta da Claudio Calveri con Annalisa Spedaliere, Alessandra Rivazio, Massimo Smith e Maurizio Tieri.
“Quanti uomini hanno datato l’inizio d’una nuova era della loro vita dalla lettura di un libro” Henry David Thoreau

Mi sarebbe stato difficile partecipare fisicamente, non solo perché da Firenze a Napoli ci sono diversi chilometri… sono giorni, settimane particolari. E per altre ragioni s’impone un attento risparmio di risorse in tutti i sensi. Torneremo a viaggiare, ma non ora.
Non sono riuscita a leggere i testi degli altri lettori in gioco, intanto ripubblico il mio:

“Migliaia di attimi, di ore e di giorni, milioni di azioni, un’infinità di gesti, di tentativi, di sbagli, di parole e di pensieri. E tutto per fare un unico uomo al mondo”
Lesse ad Avram quelle frasi.
Andrà tutto bene, commentò lui, vedrai faremo in modo che Ofer stia bene.
Lo pensi davvero?
(…)
Mostrami quello che hai scritto.
Orah gli passò il quaderno.
Lui lo prese, con cautela, e lesse tra sé, bisbigliando: “Migliaia di attimi, di ore…un’infinità  di gesti … di sbagli… E tutto per fare un unico uomo al mondo”. Posò il quaderno sulle ginocchia e osservò Orah. Un’ombra lo rannuvolò.
Aggiungi qualcos’altro, disse lei senza guardarlo, tendendogli la penna:
“Un unico uomo, che è così facile distruggere”.
Scrivilo.
E lui scrisse.

(A un cerbiatto somiglia il mio amore, David Grossman)

Disseminato di una miriade di detonatori della memoria, più che un romanzo, un canto di amore e dolore, brulicante di vita. Mi dovevo fermare, ogni tanto, sopraffatta dalle emozioni. Non mi trasportava altrove, come spesso fanno gli amici di carta, mi precipitava nell’intimità.
Una donna in fuga dalla notizia sarebbe la traduzione fedele del titolo originale.
Orah è una donna che fugge dalla notizia della morte del figlio, convinta che se la notizia non potrà esserle comunicata, in qualche modo non sarà compiuta, perché una notizia impossibile da ricevere e comunicare è come se non ci fosse … a volte sentivo il bisogno di rallentare, interrompere la lettura, non solo per assaporare goccia a goccia quel canto di amore e morte, vita e dolore, tenerezza e profondità, non solo per  accogliere e poi lasciar andare i ricordi personali risvegliati da tante pagine, non solo, no, dovevo fermare il girar di pagine anche per aiutare  una mamma a rimandare l’arrivo di quella notizia impossibile da ricevere. Finché avessi letto, l’esercito non avrebbe portato a casa di Orah l’annuncio della morte in guerra di Ofer. Dovevo continuare a leggere, ma lentamente, fermando un tempo già compiuto altrove, ma riaperto ogni volta dal racconto.

La storia di una madre in lotta impari con la guerra e la morte, armata soltanto dell’ostinata tenerezza dell’amore più forte, parte dalla sua storia di ragazzina innamorata della vita in mezzo alla crudeltà della guerra. Le prime pagine danno un luogo e un tempo particolari all’universale unicità di ogni adolescenza: Israele, guerra dei  Sei Giorni. Orah, sedicenne appassionata e curiosa, ricoverata in isolamento in un piccolo ospedale di Gerusalemme, conosce Avram e Ilan. Nelle ore del coprifuoco nasce un affetto che sarà, per tutta la vita, amore e amicizia, passione, rinuncia, tutto. La storia delle persone, ciascuna unica e irripetibile, travolta dalla storia decisa dai governi e dalle logiche illogiche del mondo.

Letto in un periodo di forte angoscia, finito con un tremito confuso, per lo strazio narrato, vissuto e raccontato, da Grossman. E con un rinnovato amore per  questa cosa fragile e preziosa che è la vita.

“Sotto il corpo di Orah c’erano la pietra gelida e il monte intero, enorme, compatto, infinito.
È così sottile la crosta terrestre, pensò”

Daniela Cicatiello Spagnuolo

Daniela Cicatiello Spagnuolo

fiori e radici

in attesa di darti alla luce, ti sento ormai da tempo così viva e presente che non riesco a non parlarti come fossi capace di capirmi. E forse, anche se non conosci le parole, capisci almeno che ti voglio bene e già hai cambiato tanto la mia vita, piccola Viola, fiore che verrai al mondo in inverno…

15.12 5

In attesa di te e con qualche pensiero triste da lasciar passare (non si sta proprio bene sempre in bilico, ma … meglio non parlarne, per ora almeno, ai problemi si troverà soluzione, meglio non dare spazio allo sconforto), mi rifugio anche nei giochi di colori sulle unghie… a volte le frivolezze fanno più che le medicine.
Un pizzico di gioia lieve lieve e tutta la forza che ci dai tu, non occorre altro, ora, per andare avanti.

Una base di smalto viola chiaro

15.12 1

e poi via con il kit di micropittura regalo di Andrea:

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fiori d’inverno,

15.12 7

pensando a te e ai disegni che facevo da bambina, mentre nonno dipingeva coi colori seri, quelli veri, che non potevo toccare se non in sua presenza… quanto mi manca nonno Giuliano!

Oggi siamo stati a far visita a nonna…

15.12.2012 con nonna Gabriella e Viola nel pancione

la luce negli occhi di nonna Gabriella (102 anni compiuti a settembre) quando ha visto muoversi Viola nella mia pancia “oh … si vede anche da fuori! Che bimba vivace… mi tocca aspettare che nasca questa vispa pronipotina, prima di morire… “

conforta di tante amarezze…

GRAZIE

ancora colori per Viola

La coperta simbolo dell’affetto di tanti amici lontani nello spazio, ma vicini vicini di cuore, verrà bellissima.

4.12 Bai da Marisa Miacola

Arriva ancora qualche quadro con pensieri, ancora non siamo a cucire, anche se il tempo vola (il 21 dicembre finirà il settimo mese). E  arrivano doni per chi non è ancora venuta alla luce, ma già vive e nuota, danza, scalcia, saluta chi riconosce dalla voce al tocco gentile sulla mia pancia.

Un amico che non naviga in ottime acque è stato il primo a pescare dalla “lista nascita” messa chez Prénatal… commossa.

10.12 regalo di Fabio

Un’amica che non smette di sognare, pur travolta da una burrasca, traghetta colori da bimbi a bimba aiutandomi a sognare un futuro più dolce di quel che la ragione porterebbe a pronosticare…

11.12 da Fede e Ari

dai “mostri” di Sogno: stelle, nuvole, pesciolino… tutto un universo colorato. E se son taglie diverse, le taglie dei capi per l’infanzia sono così strane… insieme stanno proprio bene; comunque Arianna e Federico vedono Viola

11.12 da Fede e Ari 3 mesi

principessa a tre mesi,

11.12 da Fede e Ari 6 mesi

bimba rock in jeans a sei mesi.

11.12 raccomandata per Viola
Un sorriso per lo sconcerto del nuovo postino:
“Raccomandata per Viola Nutini!”
“…posso firmare io per lei? Sarei la mamma…”

E sì, anche la mamma, questa mamma pasticciona, imperfetta e felice quanto spaventata, oltre a farti assaggiare dentro il tuo mare tutte le spezie del mondo e a cullarti con Mozart, rock, musica araba, danza del ventre, yoga e cori della Curva Fiesole… qualcosa ti ha preso, piccola Viola scalciante. Qualcosa di rosa, anche!

per la mia bimba

fiocchi di gioia

solo una breve danza di bianco stamani, sui tetti rossi e le foglie nel freddo, presto lavata via dalla pioggia, ma quella breve nevicata su Firenze è stata la prima per la bimba che mi balla dentro: Viola non poteva vedere i fiocchi bianchi cadere in silenzio, però sentiva tutta la mia gioia infantile e sono sicura che appena potrà prendere in faccia quel che viene dal cielo, amerà anche la neve, come la pioggia, il vento, i tramonti e le nuvole.
E i tetti rossi della nostra città. E gli alberi anche in città.

7.12 tetto appena spolverato di bianco

Ieri ero un po’ giù, ma il sorriso è tornato con un pacco inviato da Pescantina: Andrea mi ha regalato uno scatolone pieno di kiwi

6.12.12 i kiwi di Andrea

e un fantastico kit di micropittura per divertirmi con la nail art

6.12.12 kit per nail art by Andrea

GRAZIE!

6.12 merenda con i kiwi di Andrea

Con i kiwi meno duri (anche se mi piacciono ancora asprini e non troppo teneri, per il resto seguirò il consiglio dello spacciatore di vitamine e colori: quelli da mangiare subito vanno messi accanto alle mele per farli maturare prima, gli altri al buio e al fresco per conservarli a lungo), una merenda che mi ha dato tanta carica e via a danza…

e se solo dieci minuti prima di uscire per la lezione mi sentivo contenta per i regali e soprattutto per l’affetto incredibile che mi dimostra chi per ora ho incontrato solo in luoghi virtuali, ma fisicamente uno straccio, appena è partita la musica mi sono dimenticata tutta la pesantezza della gravidanza a questo punto,

poi, dopo la danza ero stanchina, ma … l’umore alle stelle.

… ma quanto sei buffa Viola!
A danza sento spesso quanto ti piaccia esser cullata dai movimenti a ritmo di musica, ma che tu amassi anche fare yoga l’hai dimostrato oggi durante la lezione (ti ha vista anche la maestra!): ero nell’asana del ponte, mi pare, quando la pancia ha preso forme strane e … s’è visto spuntare un tuo ginocchio! Oggi non stai ferma un momento… mi lasci senza fiato, ma … se sono stata anche più stanca di così, non sono mai stata tanto felice

adorabili mostri

… che viviamo la nostra vita
non come una partita a scacchi in cui tutto è calcolato,
non come un match in cui tutto è difficile,
non come un teorema che ci rompe il capo,
ma come una festa senza fine,
in cui il tuo incontro si rinnova,
come una danza tra le braccia della tua grazia,
nella musica universale dell’amore

In questo freddo pomeriggio, un po’ affaticata, ripensavo a Madeleine Delbrêl.

Faceva freddo anche quel giorno, quando Sogno portò a Firenze i suoi cuccioli… che lei chiama “i mostri” e di cui ci regala spesso perle esilaranti e commoventi. Non è un segreto che io abbia un debole per il piccolo genio, Federico,

ma come resistere alla dolcezza di Arianna?

Ricordo le loro corse a perdifiato … spettacolo della vita nel panoramico spettacolo di Firenze dal piazzale Michelangelo.

e i loro giochi a rinnovare la nostra casa poco dopo il trasloco. Casa nuova solo con nuovi sorrisi e voci nuove a riscaldare pareti e perimetri …

Era il 14 febbraio 2010. Poi ci siamo incontrati di nuovo a Lodi, nella primavera della ricaduta, alla fine di marzo 2011.

Il giorno dell’anniversario delle nozze viola è arrivato un pacchetto da parte loro:

il quadrato di stoffa di Arianna era nella busta con il biglietto di Federico,

il quadro di Federico (che ha disegnato proprio le viole del pensiero… pensieri dipinti per Viola) era accompagnato dal biglietto della principessa della luce…

e no, Viola non è ancora nata e spero proprio non abbia fretta di uscire, ancora è troppo presto, ma in fondo Arianna ha ragione, Viola c’è già.
E
forse già c’era quando avevo smesso di sperarci. Il suo viaggio potrebbe essere iniziato nei giorni di giugno intorno al saggio di danza

certo che ora si vede e si sente la sua presenza dentro me

Non dovevo smettere di sognare
(Carla si chiama Sogno tra noi amici “virtuali” per via del suo nickname nell’altro altrove, dove ci siamo riconosciute prima di incontrarci nelle rispettive città, Nonsmettodisognare)

Due anni di vita nuova

“ma l’avresti mai detto due anni fa, quando è nato Bernardo, che avresti festeggiato il suo secondo compleanno col pancione?”
(Simona, stamani, quando ho scritto che pensavo ai due anni del mio nipotino)

no, non avrei osato sperarlo.
Prima che mi scrivesse Simona, stavo sfogliando ricordi

Il 29 Ottobre 2010, quando è nato Bernardo, stavo per partire per Parigi. Al ritorno, con gli occhi e l’anima tutta ricolmi di bellezza, inondata di tenerezza per la sua nascita, mi ero trovata a un bivio. E scelsi di non forzare la mano al destino. Non era troppo tardi, per diventare mamma di pancia, ma non lo sapevo e non osavo sperarlo. Non era troppo presto. Non è che non fossi pronta a fare un figlio, non ero disposta a cercarlo “a tutti i costi”.
Con questo, nessun giudizio da parte mia per chi si avventura in quella delicata ricerca, ma non era la mia strada.
Mal sopporto i facili moralismi e l’irrisione nei confronti di chi affronta di tutto per esser mamma oltre i limiti della propria condizione “naturale” (non solo l’età), personale e di coppia.  Conosco sin troppo bene il dolore di aver perso un bimbo prima di vederlo nascere, la tristezza di non riuscire a restare incinta, le difficoltà (non vissute direttamente, ma attraverso le testimonianze di amici) per adottare … e comunque ciascuno sa la propria storia e nessuno deve permettersi di giudicare senza sapere. Ma, ripeto, non era la mia strada.
Buttate vie le pasticche che avrebbero dovuto dare una mano all’ovulazione, affrontata la ricaduta nella depressione (tornata, credo, anche per altri motivi o forse senza nuove ragioni precise, chi può dirlo?), mi ero alla fine quasi rassegnata. Allietata comunque dalla gioia di essere zia. E sposa. E mamma di cuore. E viva, tornata alla luce ancora una volta. La ricaduta forse era un richiamo a quel che già scordavo: ero venuta fuori da una specie di inferno.

Ogni giorno era comunque un dono.
E poi l’attesa inattesa … e non ci sono ancora parole per dire tutta la felicità e le paure nuove.

Bernardo, poi, è un bimbo così buono… ora parla e un suo “Ciao zia” mi cambia l’umore per tutta una giornata.

Bernardo capisce tutto. Gli avevano detto di fare piano, non tirarmi le cose come prima, quando si giocava scatenati… “perché la zia ha la bua” e lui era triste. Mi sono permessa di spiegargli che no, la zia non è malata, non si è fatta male, non ha la “bua”, ma che dentro la mia pancia che cresce c’è una bambina piccola piccola, così piccola che non può ancora uscire a giocare con lui e bisogna proteggerla e farla stare al sicuro perché diventi abbastanza grande da poter vivere fuori da questo pancione. Sono certa abbia capito. Ai bambini bisogna dire sempre la verità.

P.S. nella prima foto mi si vede indosso la campanella “Chiama angeli” dono della Bruja

 

non è inFernet

sì, a volte internet può riproporre l’inferno che siamo gli uni per gli altri, ma i mezzi sono mezzi… le persone sono i fini e fanno la differenza.

In questi giorni sono arrivati regali da persone conosciute ai tempi del primo blog, nell’altro altrove… non di tutti posso parlare qui, ma non importa, ci sono altre vie per far arrivare la gratitudine.


Ieri, in un giorno solo, riuniti i personaggi della cena della Champions (una scommessa in cui chi vinceva offriva … e visto che per la competizione europea quella volta si qualificò la Fiorentina, toccò a noi – più che volentieri – offrire la bistecca alla tifosa del Milan conosciuta on line).

Con Bru a tavola, giugno 2008

e Sandro e Enrico stupiti da quanto si mangiasse noi streghe

Da Milano, la Strega rossonera mi ha mandato un pezzetto del primo lenzuolino della sua bimba prima e del bimbo arrivato poi…

E un dono che sarà molto utile per non tapparsi in casa:

E poi è tornato a trovarci Enrico, con il suo contributo (che basterà per cento copertine!)

una bella stoffa color viola della Viola per Viola

e un servizio fotografico mentre indossavo la maglietta della Strega (mi ha passato quella indossata da lei, non ne ha comprata una nuova: la Bruja voleva che fosse la teppista viola a indossare la stoffa che le aveva accarezzato la pancia in entrambe le sue attese)

di fianco si vede bene la panza

anche di tre quarti (“mettiti di sguincio” diceva il fotografo)

solo che sta arrivando il freddo (almeno la sera rinfresca parecchio, domani pare che arriverà DAVVERO l’autunno), quindi via libera ai golfini modificati in versione premaman spostando il nastro-cintura dal punto vita che non c’è più a sotto il seno (e gli occhiali per non sbattere ovunque, visto che la vista cala quanto mi cresce la pancia)

GRAZIE

sorprese e sollievo

Stamani, prima che uscissi, il postino mi ha regalato un sospiro di sollievo: il dono di Andrea che si credeva smarrito era soltanto in ritardo. C’era anche il pacchettino da un’amica di tifo ancora mai incontrata di persona, una delicatezza che mi commuove… ma, come dire? Quel che si credeva perduto e invece finalmente arriva è un particolare sussulto del cuore. E non vale solo per la posta.

Il biglietto di chi conosce la storia dell’attesa di Viola dall’incontro in Curva Fiesole

e il ricamo fatto a mano dalla sua sposa

non potevano sparire.

Luana ci ha mandato molto più che un pezzettino…

tanta stoffa

e parole dolcissime. Grazie!

Mentre ero via, Rossana è passata a portarmi il suo dono:

parole commoventi,

tra i puffi che fanno la nanna

e il gufo che porta fortuna

… se sto sognando, nessuno mi svegli