Vigilia dell’otto marzo

LOTTO E M’ARZO TUTTI I GIORNI
L’OTTO MARZO celebro la Giornata della Donna lavorando per le donne che si amano.
Omaggi alle clienti, prove gratuite di cosmetici naturali, massaggi, trucco, cure per il benessere di corpo e spirito e un piccolo rinfresco nel pomeriggio, dopo aver ripreso da scuola la mia piccola donna che vorrei crescesse in un mondo più giusto per tutti e tutte.

Senza iniziative di cui non intendo il senso.

Il lavoro, quando c’è, è la prima carta che possiamo giocarci per essere libere.
Rinunciare a un giorno di stipendio (se lavoratrici dipendenti), a una giornata di impegno e possibili ricavi (se autonome), di servizi per le altre donne che lavorano (se occupate in ospedali, scuole, trasporti), non mi pare una mossa geniale.
Chi ci rimette? Non chi vorrebbe le donne a casa.

A casa, al lavoro, in ogni ambito della nostra vita, possiamo fare molto di più, a cominciare dalla pulizia delle parole

Primo mese, mia dolce vendetta

il primo Otto Marzo in cui mi sento di festeggiare … è una giornata di memoria e impegno, non una “festa”, ma oggi c’è da festeggiare una piccola donna che diventa sempre più bella e grande. La mia dolcissima vendetta.
Non c’è miglior vendetta del perdono, diceva qualcuno. Temo di non essere riuscita a perdonare chi mi fece così male da portarmi a odiare il mio corpo, l’essere donna e il desiderio maschile… però… però da quando sono mamma non ho più un briciolo di energie da sprecare in odio e memoria avvelenata.
Da quando mi sono accorta di essere in attesa, anzi, mi sono sentita alleggerita da un macigno che schiacciava il cuore anche negli anni della rinascita, anche nella felicità ritrovata nell’amore di Sandro… il corpo diventava più tondo e pesante, l’animo metteva le ali verso il futuro.
E poi quel dolore, un dolore nuovo, forse il più intenso provato fisicamente, ma il più felice e che rivivrei anche subito… le doglie mi sono care, non me ne volevo perdere mezza, altro che epidurale! Volevo esserci completamente, per far venire al mondo la mia bambina. E ora posso confermare quel che pensavo: sono dolori unici, speciali, si accettano per il fine cui son destinati. Non sono proprio nulla rispetto al dolore, non solo fisico, di una violenza. Magari non rivorrei i punti di sutura, ecco… ma il travaglio è un bel ricordo, forse perché il mio è stato breve e intenso, dalla danza alla fine della gravidanza nel giro di poche ore.

Prima di andare a letto ricordavo, a un mese preciso di distanza, l’ultima spinta… a mezzanotte e tre minuti di venerdì 8 febbraio è nata Viola.

8 febbraio 2013 con Viola neonata

Eri già bellissima, piccola mia, minuscola e vispa, con quei piedi lunghi, quelle manine incantevoli, la testa perfetta (forse merito del travaglio veloce), tutta occhi e capelli… ti ho amata dal primo istante, ma ogni giorno ti conosco meglio, anche se ancora non ti capisco (e forse non ti capirò mai… sei un mistero meraviglioso, una faticosa meraviglia che mi sfinisce e mi riempie di gioia).
Un mese di vita fuori dalla mia pancia e diventi sempre più forte, con le gote tonde e gli occhi spalancati, curiosi, svegli, attenti, dolci e … buffi.
Sei anche tanto buffa, piccola Viola scalciante… dal pianto disperato quando hai fame (e se non sono subito pronta sembra che ‘un tu mangi da un mese!)  alla beatitudine pura appena placato il bisogno.

7 marzo 2013 Viola in culla

Che il mondo sia anche appena appena più gentile con le donne … per te

p.s. e l’omaggio di Titti che ti augura lo stesso con altre parole “Tanti auguri Viola, donna nuova di zecca, che oggi compi  un mese. Spero che quando sarai grande il mondo sarà diventato un  posto migliore dove essere donna.  Tanti auguri piccola  donna.(…)” merita spazio anche qui

Viole da Titti