Tradizione e tradimento al Castello

Il 10 agosto, a Castiglioncello, non cercavo stelle cadenti nella notte di San Lorenzo, ero a Castello Pasquini per il concerto di Niccolò Fabi.

Il primo concerto dal vivo dall’avvento del Covid. Avevo scordato la bellezza e la potenza della musica e dello scambio di energie tra pubblico e artisti a pochi metri di distanza… ecco. La differenza tra un concerto e la musica riprodotta dai nostri dispositivi… come mangiare o stare a guardare chi mangia. Ecco. Alla canzone “Ecco” cantata da Niccolò occhi quasi negli occhi… ho frignato senza ritegno. GRAZIE

La sera a spasso da sola, Sandro in albergo con la bimba, senza alcun timore. Non era facile dormire per la folla vociante, ma tanta gente e tanta luce di sera, a Castiglioncello nei giorni più frequentati dell’agosto, avevano un risvolto positivo per una donna… poter uscire senza scorta di maschio adulto. Ecco.

Notevole anche la presenza di Rob Angelini. A proposito di maschio adulto.

E i pini intorno.

La strada si fa stretta
ed è più stretta ad ogni giro di lancette
E perché estuario e non un delta
questa strada alla fine non dà scelta
alla fine non c’è scelta
E l’itinerario umano non prevede alcun ritorno
ma un’andata un anno come un giorno
solo sabbia colorata
nell’ampolla sottostante della mia clessidra
il tempo non si sfida
Il tempo non si sfida
tu muoviti per sempre pigramente
si muore nel rigore
nel movimento assente
nel pensiero senza amore
E io è di questo che ho paura
perché quando mi fermo
è arrivata la mia ora
Non è finita, non è finita
può sembrare ma la vita non è finita
basta avere una memoria ed una prospettiva
a prescindere dal tempo
Non è finita, non è finita
nonostante tutto il male non è finita
fino a quando ho una memoria ed una prospettiva
a prescindere dal tempo, a prescindere da tutto
a prescindere da me
Chi tace non è vero che acconsente
è solamente che il rifiuto non sempre trova le parole
anche io modestamente non capisco ma resisto
e ammutolisco dal disgusto
ma cosa centrerò mai io con tutto questo?
cosa centrerò mai io con tutto questo?
Comandanti fateci il piacere
e se prendete decisioni decisive sulle nostre vite
fatelo soltanto nel momento successivo a un vostro orgasmo
grazie a quell’attimo di pace
avremmo un mondo senza rabbia
un mondo senza guerra
Non è finita non è finita
può sembrare ma la vita non è finita
basta avere una memoria ed una prospettiva
a prescindere dal tempo
Non è finita non è finita
nonostante tutto il male non è finita
fino a quando ho una memoria ed una prospettiva
a prescindere dal tempo, a prescindere da tutto
a prescindere da me

Alla fine ci ha fatti alzare in piedi “mantenendo le distanze per non far favori al virus” e ballare

Scaletta del concerto del 10 agosto 2021 a Castello Pasquini

  • 1  Evaporare
    2. Una somma di piccole cose
    3. Filosofia agricola
    4. È non è
    5. Elementare
    6. Il primo della lista
    7. La promessa
    8. Amori con le ali
    9. Una buona idea
    10. Diventi inventi
    11. Te lo ricordi (Pier Cortese)
    12. Condor (Roberto Angelini)
    13. Fantastico (Bianco)
    14. Io sono l’altro
    15. Ecco
    16. Vince chi molla
    17. Una mano sugli occhi
    18. Costruire
    19. Scotta

  • Encore:
    20. Il negozio di antiquariato
    21. Lasciarsi un giorno a Roma

ricordi di pini e scogli

A Firenze da mercoledì pomeriggio, finalmente dormo un po’ la notte, grazie alla notte ritrovata: si rivedono stelle e Luna, offuscate a Castiglioncello da troppe luci artificiali, casino come in via Calzaioli verso Natale. Manca quel mare bellissimo, qui, certo, ma la Luna è tanto. Come il silenzio e il sonno. Importanti per guarire il cuore.

Mi ero trovata angolini deliziosi di breve quiete, come accanto alle scale di Armunia, pieni di fiori e api, svuotati di umani almeno al mattino presto.

E a volte la notte.

Ringrazio per il mare bellissimo e le lunghe nuotate al largo, con acqua limpida sempre, per gli scogli, tanto che si vedeva bene il fondo anche lontano dalla baia (non ne ho fatto foto, ovviamente, perché nuotavo senza macchina fotografica subacquea, senza pinne, senza maschera, senza occhialini, solo immersa nella meraviglia del mare vero), era bello nuotare tra i pesci e ammirare un fondale vario e vivo, con punte e buche, colori luci ombre

Con chi amo.

Ringrazio per l’aria buona in pineta, la ‘sua’ pineta.

E le giratine con Viola, affascinata dal Castello, quando non era a saltare e correre in pineta o in acqua.

Regali dal Re

In Santa Croce per pochi minuti, oggi pomeriggio, qualche foto al volo anche se non ero entrata con i turisti… le guardie della Basilica mi avevano fatta passare, senza far la fila, per accedere alla zona riservata al culto. Ero stata alla messa la mattina a San Jacopino e lì, con alcune amiche, preghiere, in una chiesa parrocchiale, dopo mezzogiorno…si era ‘a posto’, formalmente (poi si vedrà ciascuna per sé quanto distacco in cuore da ogni peccato… che il Re dei re ci aiuti) però ho raccolto il suggerimento di Don Fulvio: andare a pregare anche a Santa Croce, per riaffermare la professione di fede e pregare secondo le intenzioni del Papa visitando allo stesso tempo una chiesa francescana, splendida occasione di rivedere la bellissima basilica francescana di Firenze!

“Ti prego che tutti coloro che, pentiti e confessati, verranno a visitare questa chiesa, ottengano ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe”. Fu una richiesta audace quella fatta da San Francesco direttamente al Signore che gli era apparso in una notte del 1216 mentre era immerso nella preghiera nella Porziuncola. Si trovò, raccontano le fonti, improvvisamente circondato da un fascio di luce. Il Signore glielo concesse e Francesco, si recò subito da Papa Onorio III per ottenere l’indulgenza e il 2 agosto 1216, dinanzi una grande folla, alla presenza dei vescovi dell’Umbria promulgò il Grande Perdono. Francesco, in quella giornata di agosto, alle genti riparate all’ombra delle querce disse: “Fratelli, io vi voglio mandare tutti in Paradiso e vi annuncio una grazia che ho ottenuto dalla bocca del Sommo Pontefice”.

Quel lontano giorno d’estate segna così la nascita del tesoro della Porziuncola: l’Indulgenza del Perdono che può essere chiesta per sé o per i propri defunti. Per ottenerla è necessaria la confessione, la partecipazione alla Messa e l’Eucaristia, il rinnovo durante la visita della propria professione di fede recitando il Credo e il Padre Nostro, infine la preghiera secondo le intenzioni del Papa e per il Pontefice. Dalle 12 del primo agosto, fino alle 24 del 2 agosto, l’indulgenza plenaria concessa alla Porziuncola quotidianamente si estende a tutte le chiese parrocchiali sparse nel mondo e anche a tutte le chiese francescane.

Sono uscita più leggera e col cuore e gli occhi colmi di bellezza.

Vento, nuvole e voli…

E pensieri.

Un giorno ho letto una bella spiegazione dell’indulgenza plenaria, in un blog che non ritrovo. Lo teneva una insegnante di religione, di nome Maria Cristina, era molto emozionante. Mi ero salvata negli appunti la sua spiegazione chiara e semplice:
“C’era una volta un ragazzino con un brutto carattere. Suo padre gli diede un sacchetto di chiodi e gli disse di piantarne uno nello steccato del giardino ogni volta che avesse perso la pazienza e litigato con qualcuno. Il primo giorno il ragazzo piantò 37 chiodi nello steccato.
In seguito il numero di chiodi piantati nello steccato diminuì gradualmente. Aveva scoperto che era più facile controllarsi che piantare quei chiodi. Finalmente arrivò il giorno in cui il ragazzo riuscì a controllarsi completamente. Lo raccontò al padre e questi gli propose di togliere un chiodo dallo steccato per ogni giorno in cui non avesse perso la pazienza. I giorni passarono e finalmente il ragazzo fu in grado di dire al padre che aveva tolto tutti i chiodi dallo steccato.
Il padre prese suo figlio per la mano e lo portò davanti allo steccato. Gli disse: “Ti sei comportato bene, figlio mio, ma guarda quanti buchi ci sono nello steccato. Lo steccato non sarà più quello di prima. Quando litighi con qualcuno e gli dici qualcosa di brutto, gli lasci una ferita come queste. Puoi piantare un coltello in un uomo e poi estrarlo. Non avrà importanza quante volte ti scuserai, la ferita rimarrà ancora lì. Una ferita verbale fa male quanto una fisica”.


Ogni chiodo piantato nello steccato rappresenta un peccato che abbiamo commesso e se togliamo questi chiodi (con il pentimento, con il sacramento della riconciliazione, con la conversione…) possiamo vedere i buchi che essi lasciano nel legno e che rimarranno per sempre. Ecco: l’indulgenza cancella quel “per sempre” che abbiamo appena scritto e lo trasforma in “fino a che non ci mette le mani Dio in persona”.
Nel sacramento della riconciliazione si riceve il perdono di Dio, certo; ma intorno a noi non si cancellano le ferite (i buchi) che abbiamo lasciato. Come possiamo sanare quelle ferite?
Come possiamo cancellare quei buchi, rimasti nel legno? Con l’indulgenza plenaria Dio stesso interviene, cancellando perfino i segni di stucco usato per coprire i buchi lasciati dai chiodi. Scompare ogni conseguenza del male che abbiamo fatto intorno a noi e la realtà intera viene guarita da Dio.
Per utilizzare dei termini un po’ più teologici, si dice che nella confessione viene cancellata solo la colpa (cioè il peccato che abbiamo fatto) ma con l’indulgenza viene annullata anche la pena (cioè la penitenza che dovremmo affrontare per le brutte conseguenze che abbiamo provocato in noi e negli altri).
La penitenza rimette in moto la giustizia, cioè toglie i chiodi dallo steccato e mette lo stucco al posto del buco. Rimedia al danno fatto.
L’indulgenza plenaria è aggiustare il legno, ricreandolo con la potenza di Dio. Lo steccato ritorna integro e neanche lo stucco si vede più.
Nel Catechismo della Chiesa Cattolica, al n.1471 si spiega molto bene questo regalo di Dio: “L’Indulgenza è la remissione dinanzi a Dio della pena temporale per i peccati, già rimessi quanto alla colpa, che il fedele, debitamente disposto e a determinate condizioni, acquista per intervento della Chiesa, la quale, come ministra della redenzione, dispensa ed applica autoritativamente il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e dei Santi”.
È un regalo che riceviamo, allungando la mano nel tesoro di Dio! Un tesoro le cui monete d’oro sono state messe lì da Gesù stesso e dai santi che, man mano, hanno offerto tutto di loro per la nostra salvezza. Sono quelle monete (pagate spesso col sangue, con la vita e con l’amore per i peccatori) che hanno riempito il baule di Dio di grazie che ci guariscono.
E Dio le dona a chi:
• Chiede perdono
• È pentito di quel che ha fatto
• È disposto a rimediare


Perché fa tutto questo? Perché ci vuole felici.

Martedì mattina…

Un tram in cerca di bellezza e riconciliazione, a respirare pace nuova. Il contorno aiuta.

Sono tornati i turisti in città, Firenze era anche più bella senza, ma triste.

Mi sono divertita anche a far la turista nella mia città, per un momento, davanti al Battistero.

Prima, però, la mia meta era dentro la Cattedrale.

La pace in Duomo, in cuore, fino a lavare via macchie invisibili agli occhi

sete di luce

Era bella anche mentre si nascondeva tra le nuvole, un velo scuro l’altra sera, uno scialle di tenebra, poi un soffio di vento nuovo e …possibile che dopo tanti cicli, tanti mesi, tanti anni, ogni volta mi lasci a bocca aperta? E ci vedo una bocca aperta per lo stupore, come fosse un volto di donna anche il nostro satellite, sasso minimo nell’universo, Sorella Luna nel cuore di chi legge quel che non si fa rinchiudere nei trattati.

Oggi sono 7 anni che è morta mia suocera, Ida, la mamma di Sandro. Domani saranno 3 anni dalla morte di mio padre. Se ne sono andati a distanza di un giorno e quattro anni e oggi mi colpisce di più il numero del giorno che l’anno, quest’anniversario incollato, ma forse non significa nulla, forse anche questi sono piccoli segni… non credo più alle coincidenze. Sete di senso, sete di luce
Grazie, Ida, per aver dato alla luce il mio sposo e babbo di Viola.
Chissà se adesso, con babbo Lodovico, state insieme a guardare come se la cavano i vostri figlioli e come cresce la nipotina più buffa del West…

Non c’erano rose bianche, babbo, l’altra mattina, ma la fioraia del cimitero mi ha fatto vedere un girasole arrivato ancora in boccio all’alba e te l’ho messo vicino, infilato nella terra bagnata in abbondanza per annaffiare l’olivo bonsai, che aveva tanta sete.

A te, insegnante e costruttore di pace, sempre insieme sulla barca del sole

… Stina

Stina come clandestina, la gattina nera arrivata a San Jacopino magra e spaventata, rifugiata nel giardino della canonica si è piano piano lasciata curare e custodire, mese dopo mese ha preso peso, ha messo su dei bei fianchi tondi,

il pelo nero lucido, non si nascondeva più al minimo rumore, anzi, aspettava spesso la cena… (ora che tristezza le scatolette intatte)

e si lasciava fotografare da vicino.

Aveva capito chi le voleva bene, mentre in passato probabilmente era stata maltrattata, per questo non si lascia accarezzare o avvicinare troppo da estranei. Adottata un po’ da tutta la parrocchia, qui sotto fotografata in un bel primo piano da don Fulvio, che ne sente la mancanza e spera torni presto a casa:

Stina da qualche giorno è sparita e siamo tutti in pensiero per la timida gatta del giardino. Appello per chi vive a Firenze: se notate in giro una gatta dal pelo nero, senza collare, nei dintorni della chiesa di San Jacopo in Polverosa, piazza San Jacopino, viale Belfiore… datene notizia in parrocchia.

GRAZIE

assaggi di mare

Domenica 4 luglio, compleanno di due amiche care, una vicina di casa un po’ persa di vista da quando i nostri bambini frequentano scuole diverse, una lontana nello spazio, ma tanto vicina di cuore… ora più che mai, con Sandro e Viola siamo tornati a Castiglioncello per qualche ora di mare tra pini e scogli, dalla mattina alla sera, anzi, da metà mattina a metà pomeriggio, proprio un assaggio di vacanza, ma per noi è già tanto fare queste scappate… via dall’afa di Firenze e dai pensieri soliti.

A piedi nudi in riva al mare la felicità è una cosa semplice, diceva più o meno così qualcuno…

Gioia per gli occhi il mare limpido, gioia per occhi e cuore la nostra bambina che cresce, gioca e sta bene…

Cibo per la gioia che dura passare momenti insieme, con leggerezza.

Cibo anche in senso stretto. O largo…

a dieta doman… mai! La prova costume ormai si è fatta: in mare si bagna, al sole si asciuga, quindi funziona.

E poi la pace in pineta, ricarica di aria buona per il resto di luglio.

Luglio a Firenze… sì, ci voleva un pieno di aria di mare, ombra di pini, sogni per arrivare alle vacanze, alle notti di stelle delle ferie di agosto che non sono una scelta… nel senso che potendo si sarebbe scelto giugno o luglio, ma le ferie dello sposo sono legate alla chiusura aziendale ancora fissata a quei giorni di fuoco attorno al ferragosto, ringraziamo che uno dei due il lavoro ancora ce l’ha e che stiamo tutti bene. E quest’anno ci siamo regalati gli assaggi di mare per noi insoliti, bella novità

GRAZIE