a spasso nella nebbia

Risveglio ovattato a Firenze, oggi avvolta da una nebbia insolita e spessa, 

ancora fitta stasera a smorzare luminarie e rumori.

4 Gennaio 2020 nebbia di sera da casa.jpg

Con la nebbia tutto sembra più lento, morbido e soffice.

La passeggiata alle Cascine oggi mi è sembrata un sogno,

lungo le rive del fiume,

non sembrava di essere a Firenze…

aria bagnata, silenzio di umani,

versi di uccelli, voli maestosi…

punti di riferimento cancellati, 

distanze accordate ai respiri e ai pensieri, non alla vista… 

esperienza affascinante.

Tra le curve dell’Arno, 

le foglie, i rami e i rari umani.

Grazie!

incontri nel parco

Un po’ di bosco a dieci minuti a piedi da casa, da quando corro, anche quando cammino e basta, se la convalescenza non permette ritmo di corsa, da quando accordo passi, respiri e pensieri… mi rendo conto della fortuna di vivere vicina alle Cascine di Firenze. Ieri mattina, mentre passeggiavo e meditavo i misteri della luce, uno scoiattolo mi è corso davanti, sbucato dalle foglie alla mia destra si è arrampicato sul primo albero alto alla mia sinistra, in fretta, ma non tanto da non potergli scattare qualche foto al volo. Il momento più dolce non l’ho fermato in foto, però, è stato uno scambio senza parole, ovviamente, ma di sguardi. Non aveva paura di me, che meraviglia!

Ciao, piccolo incantevole scoiattolo… forse ci rivedremo tra i miei amici alberi

PS uno scoiattolo rosso, come in autunno avevo incontrato (ma non immortalato) due scoiattoli rossi. Non gli scoiattoli grigi che pare siano una minaccia per i rossi… non gli ‘invasori’ americani, insomma. 

nel tempo, per non finire

Nel tempo vale la frase letta oggi pomeriggio tra gli amati alberi alle Cascine: “Ogni cosa è fatta di tempo e scorre veloce, ogni minuto perso non tornerà più uguale, come le foglie di un albero”. Di polvere e nel tempo, ma impastati anche di libertà e respiro di vita che non si ferma nel finito. L’Infinito si è fatto di carne per essere via di vita senza fine. Oggi, primo giorno dell’anno nuovo per il tempo, si festeggia la solennità di Maria, donna vera, Madre di Dio, mistero ineffabile e gioioso. Mi piace tanto la preghiera scritta da Papa Francesco, non la riporto tutta…

Madre del silenzio, che custodisci il mistero di Dio,
liberaci dall’idolatria del presente a cui si condanna chi dimentica…
Madre della bellezza, che fiorisce dalla fedeltà al lavoro quotidiano,
destaci dal torpore della pigrizia, della meschinità e del disfattismo…
Madre della tenerezza, che avvolge di pazienza e di misericordia,
aiutaci a bruciare tristezze, impazienze e rigidità…

(dalla preghiera “A Maria, Madre del silenzio” scritta da Papa Francesco )

Oggi, primo giorno del nuovo anno, prima passeggiata in libertà, da sola la mattina, con Sandro e Viola nel pomeriggio. A fare il pieno di luce, aria, colori

“lo chiederemo agli alberi…”


e il fiume continua a scorrere…

1 Gennaio 2020 Cascine3

Alla messa ero andata ieri, per la prima volta a quella vespertina della vigilia, con l’esposizione del Santissimo, il canto del Te Deum e la benedizione eucaristica. Tanto per cui ringraziare, in breve… per la vita.

Tra l’immensità del cielo e la fragilità delle minime creature,

nel mistero

Luce

Il tramonto sul fiume,

i passi tra una riva e l’altra,

ogni ponte un respiro più lento e un pensiero in volo…

mi mancavano le mie passeggiate.

Alberi e passi, nuvole e foglie riflesse nell’acqua,

rami spogli a svelare più cielo dopo le volte aranciate e i tappeti d’oro dell’autunno, colori nuovi in terra, marrone, nero, verde cupo, fiammate di rosso, sfumature di rosa e viola nel tramonto… e il suono dell’Arno, il vento sul viso, i versi degli uccelli, i profumi del bosco.

Certo, per tornare a correre ci vorrà pazienza, nessun infortunio stavolta, solo lo strascico di fatica e fiato corto di una broncopolmonite che mi ha debilitata (di suo e per via della cura, gli antibiotici che hanno stroncato i microbi mi lasciano a terra). Intanto mi godo le luci più belle, l’amore di Sandro e Viola, l’Amore che chiede ancora di nascere in noi e di farci rinascere, celebrato in tanti modi. Nel modo più semplice e dolce, con i presepi che mi piace allestire e ammirare. In casa il presepe di sempre, quello di quando ero bambina, con il Bambinello nuovo, da pochi anni, dono di un’amica di Napoli, in terracotta e lino, un piccolo gioiello per sostituire il Gesù perduto. 

Quello bello in chiesa, a San Jacopino, 

ancora a San Jacopino in giardino

dove si nota bene, meglio prima del tramonto, la nuova ospite della scenografia del presepe vivente della Vigilia; la gattina nera Stina, presto mamma di nuovi micini, ora spesso ai piedi del Bambino.

E di nuovo in chiesa, in San Donato in Polverosa: con le pecore e i pastori vicino all’ingresso,

ma il Bambino Gesù anche accanto all’altare, sotto il Crocifisso.

Nato per morire per noi, morto per farci nascere alla vita che non passa più.
GRAZIE

28 dicembre 2019 San Donato in Polverosa2

Non a caso il giorno dopo Natale si ricorda il primo martire, Santo Stefano, che mentre moriva perdonava e vedeva spalancarsi il cielo…

Per Santo Stefano il Concerto di Natale a San Jacopino, per organo e quartetto di ottoni. Bellezza, cibo per l’anima.

26 dicembre 2019 concerto organo e ottoni san Jacopino2.jpg

Ci ho portato anche Viola.

26 dicembre 2019 con Viola al concerto organo e ottoni san Jacopino (1)

A pranzo eravamo da mia madre, il 26 come il 25, mi manca sempre babbo, sedermi al suo posto a tavola mi fa ancora un certo effetto, ma lo sento in giro per casa il suo amore. Viola sta volentieri dove il mio babbo ascoltava musica, pregava, leggeva… lei ci disegna e mentre noi ‘grandi’ eravamo al caffè mi ha chiamata: “Mamma sono al tavolino del nonno, vieni accanto a me?” mi ci sedevo spesso a fumare col babbo, prima del suo infarto, lui il sigaro Antico Toscano, io le maledette sigarette ormai abbandonate da quasi due anni. Ora ci si colora con matite o pennarelli.

Vita.
Luce

Auguri di bene

Vigilia di Natale e terza sera di Hanukkah… tre candele accese per auguri di bene a tutti.
Il presepe che Viola aveva portato a casa dall’asilo come candela centrale…  è bello che si incontrino la festa delle luci e la venuta al mondo della luce che splende nelle tenebre. E le tenebre non l’hanno vinta. Hag Sameach ai fratelli maggiori, di cui alcuni amici cari, ma tra poco per me è Natale. Festeggio la Parola che si è fatta carne per stare in mezzo a noi.

Aiutami a farti spazio

la meraviglia non passa

che siano foglie o bacche a cambiar colore sui muri lungo un torrente

tra gialli, marroni, blu anche, rosso e forme che ricordano cuori disegnati da ragazzi innamorati…

cascate casuali di colori generosi

rapido farsi grigio del cielo, nel passaggio di stagione

senza altra neve, però, che quella rievocata con forbici e carta

e incollata ai vetri

a filtrar la magnifica Luna piena di fine autunno.

In attesa del Natale

con una bimba che cresce e partecipa alla decorazione di albero e presepe

con doni sparsi, ricordi, segnaposti della memoria…

E un ciclamino bianco che vale tanto per me

Raccolta tardiva, in finale di involontaria clausura per via di una broncopolmonite coi fiocchi…

tutto passa

passa tutto
prima o poi, 
se non passa
passiamo noi…

Ultimi doni di autunno per via, anche una pozza può farsi specchio di cielo


e le foglie che cadono al passaggio del tempo regalano luce agli occhi e musica ai passi, oro tra cielo e terra, tappeti fruscianti sotto le scarpe 

Novembre si è chiuso con una brutta esperienza, ma scrivo sulla sabbia quel che mi fa male e incido sulla roccia (e in foto salvo anche qui tra volatili pixel che sembrano eterni pur se eterei) quel che mi ha fatto danzare il cuore nella gioia. Le foglie colorate nel vento, al parco 

o il ritorno della Luna in uno squarcio di sereno dopo giorni e notti di pioggia…

Grazie

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