correzioni

e rifacimento.

Mi ero persa il punto di fuga, anche se il pasticcio di ieri mi aveva aiutata a fuggire qualche tentazione, le famose ‘occasioni prossime’…

Si fa prima a ricominciare da capo.

Mancava un minimo di prospettiva al mio sogno di neve. Foglio nuovo e via. Tanto non oso uscire fino all’ora in cui dovrò farlo per andare a riprendere la bimba a scuola, non mi fido di me. Mi tengo agli arresti domiciliari finché non sarò disintossicata a modino.

Quello piccolo è quello di ieri.

Mani sciupate da freddo e troppi lavaggi, tra pennelli e piatti… e disinfettanti. Ma meglio arrossate, gonfie e screpolate che gialle di nicotina. Non si fuma più!

sogni di neve

o soltanto di bianco, di luce, di silenzio.

Bisogno di spostare l’attenzione dai richiami velenosi di una dipendenza vinta per un bel po’ e poi tornata a schiacciarmi. Si riparte, ci riprovo, un giorno alla volta e intanto affido tutto, anche il passato che non deve più tenermi legata, ma mentre oso la fiducia in un aiuto invisibile, ci metto quel poco di impegno che posso, tengo le mani occupate a pasticciare con i colori e le immagini dei sogni confusi… una specie di terapia selvaggia.

Domenica pomeriggio in casa, a Firenze, nella Toscana zona rossa per tentare di arginare i contagi, nel primo freddo di questo autunno inoltrato… in piena pandemia.

Nei giorni scorsi ancora dolcezza di aria freddina, sì, ma caldo oro tra le foglie in danza dai rami tesi contro il cielo inondato di luce…

Mentre il mondo fronteggia il covid, dentro me altre battaglie… non da sola, però, mai da sola.

Dove le rose sbocciano in ogni stagione, dopo il buio dell’inganno e nella notte ancora dei dubbi, la luce della pace.

GRAZIE

sete di cielo

Ieri mattina mi ero svegliata con un’immagine di notte stellata da mettere in colori su tela, con le tempere tornate amiche.

Preparato lo sfondo, poi mi è ‘scappata’ una stella cometa e da lì la scena ha preso un verso natalizio…

come un presepe da lontano, come il bisogno di affidare tutto – ma proprio tutto – alla Luce che porta il cielo in terra

(comunque domenica abbiamo iniziato anche a fare il presepe

e l’albero di Natale, con Viola, per ora senza luci)

Porte di luce

Sabato mattina di colori fatati nella nebbia che avvolgeva ancora Firenze, splendida anche se pervasa da uno sgomento da masticare.

Ultimo giorno di movimento nel territorio comunale senza bisogno di autocertificazione (ovviamente non vado al Cimitero delle Porte Sante per lavoro o salute, mentre le necessità dell’anima non sono contemplate dai DPCM o dalle disposizioni che variano più del mio umore in ‘quei giorni’… la Toscana è passata da zona gialla a zona arancione e ora – da domani – a zona rossa nel giro di una settimana, quando gli effetti di ogni misura andrebbero valutati dopo quattordici giorni almeno, ma lasciamo perdere, non c’è speranza di capirci qualcosa). Un’amica con le mani d’oro che mi aveva messo da parte un basco di lana, fatto a mano da lei prima del primo lockdown, mi ha scritto stamattina presto per chiedermi se lo volevo ancora (lo ha ritrovato mentre preparava la vetrina natalizia, a proposito, appena possibile, per chi sta a Firenze, fate un salto a visitare Ideafiore di Daniela Iannone, accanto alla Basilica di San Miniato al Monte, in via delle Porte Sante al numero 34) e non mi è parso il vero di proporre a sposo e bimba una piccola gita finché si può…

finché si poteva…

Daniela Iannone e alcuni suoi lavori

Mi sono portata a casa il basco rosso (Viola, invece, ha ricevuto in dono un campanellino dorato da appendere all’albero di Natale) e nel cuore i colori e la luce del posto più vicino al cielo che io conosca e il calore di un’anima buona con le mani d’oro.

Grazie, Daniela!

finché ce n’è

Colori, riflessi, passi, emozioni, corsette e pieno di bellezza…

all’aria aperta finché si può, finché la stagione, dolce autunno di colori incantati, lo consente, finché le restrizioni alla libertà di movimento non ci faranno di nuovo chiudere in casa o uscire quasi di nascosto col timore dei delatori da balcone

Tra le foglie belle del giardino di San Jacopino

stamattina da sola, prima della messa.

Nel pomeriggio con Sandro e Viola alle Cascine (di domenica c’è troppa gente, abituata a godermi il parco in solitudine nei giorni da lunedì a venerdì mi scordo sempre che nel week end sarebbe meglio evitare, ma solo di domenica posso andarci anche con lo sposo e la bimba… qualcuno lavora ancora, grazie al cielo),

C’erano tanti pappagalli verdi tra le foglie gialle… forse qualcuno li ha liberati? O sono fuggiti? Mai visti tanti così!

Viola era contenta di farmi vedere come ha imparato a pedalare

E poco prima di tornare a casa, a strappare ancora qualche immagine bella al fiume …

un incontro a sorpresa, bellissimo: Alma

che ballava con me quando Viola era nella mia pancia e che mi aveva fatto foto col pancione durante le ultime lezioni di danza del ventre prima della nascita della nuova ballerina, oggi in versione ciclista e monella dalla mascherina rosa

consolazioni d’autunno

I colori a olio di nonno Giuliano ormai erano secchi e non sono riuscita a rimetterli in gioco, ma le tempere sono un buon punto di equilibrio tra la trasparenza degli acquarelli e l’intensità della pittura ‘seria’… soprattutto erano quel che avevo a disposizione quando mi è tornata la voglia di dipingere e di abbozzarla col perfezionismo paralizzante. Non sono Monet, posso divertirmi senza pretendere di sfornare un capolavoro.

Volevo farlo prima del 6 novembre, per l’anniversario delle nozze… era un desiderio di Sandro che riprendessi a dipingere. Il nostro quadretto è appeso alla parete del salotto, alla vigilia del nostro anniversario

La scuola di danza è chiusa dal DPCM del 25 ottobre (maledetto Covid!), Viola era così felice di aver iniziato a studiare alla Scuola del Balletto di Toscana…

in questi giorni un po’ cerco di farle sentire meno la mancanza delle lezioni con esercizi a casa

Oggi una magnifica passeggiata nel parco tra le meraviglie dell’autunno.

E sto. Mi nutro di bellezza tra fiume, funghi, foglie…

GRAZIE

una rosa per te, un pensiero per tutti

E asciugherà ogni lacrima dai loro occhi
e non vi sarà più la morte
né lutto né lamento né affanno


(Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo)

Ero piccola quando è morta nonna Gemma, ma ricordo le lacrime e anche un po’ di arrabbiatura perché non mi facevano andare al funerale, ero rimasta fuori dalla chiesa con un’amica dei miei genitori, una signora bionda, elegante, con gli occhi chiari e i capelli biondi cortissimi che mi parlava di cielo e viaggi per posti lontani… ci pensavo mentre mi avvicinavo al cimitero di San Martino a Brozzi, a piedi.

Ero scesa troppo presto dal bus, stamattina, all’andata, mi ero persa per Brozzi… bellina. Un’altra volta, se usciremo dall’incubo del Covid, magari farò una gita per ammirare l’antico borgo… oggi ero andata solo per babbo. E mentre camminavo verso San Martino, pensieri per tutti.

Nonna Gemma era molto devota alla Madonna, ero piccola, ma qualcosa ricordo… inevitabile pensarci con tante immagini della Vergine per via

Ero grande di età, ma senza il conforto della fede, quando è morto il nonno Giuliano.

piccina tra nonno Giuliano e nonna Gabriella

La morte di nonna Gabriella mi ha riportata in chiesa, non solo per il funerale…

con Viola neonata e nonna Gabriella ultracentenaria

La morte che neanche potevo immaginare senza angoscia è arrivata come un colpo d’ascia e ancora mi sento mancare il terreno sotto i piedi… babbo, per te, solo per te ho smesso di pensare che la visita ai cimiteri non conta, che quel che vale sul serio è il pensiero, il ricordo, la memoria nel cuore, nella mente e nella preghiera… a te, ogni volta che posso venire a ripulire la foto sulla tomba, una rosa bianca almeno… accanto all’olivo che mamma ti ha voluto piantare in omaggio al tuo essere stato un uomo di pace davvero.

E poi si sono aggiunti nomi e volti cui pensare con dolore a volte, a volte con un sorriso per il tanto di amore rimasto tra cielo e terra, con la nostalgia inevitabile, ma con la speranza fondata sull’esperienza della guarigione del cuore, assaggio di eternità, prove tecniche di resurrezione… sempre. E ricordo anche chi è andato avanti prima…
Aspettateci in paradiso
!


Per tutti i miei cari defunti, per i morti di questo tempo di pandemia, per i defunti per cui nessuno prega, per i morti di morte improvvisa, per tutte le anime che non hanno rifiutato l’Amore (e lo sai solo Tu)… Signore, che ci attendano nella gioia senza fine

con tutti i santi

fragile splendore

perché le foglie d’autunno quando stanno per cadere si colorano di giallo, oro, rosso stupendo e ti strappano il cuore per tanta bellezza? Forse perché sanno salutare con un inchino di splendore il palco della loro durata, felici di volare via nel vento e anche di scendere dai rami a terra a far tappeti croccanti per i nostri passi, forse perché il passaggio all’oltre va festeggiato quando giunge al culmine della maturità, un attimo prima di marcire. E forse perché solo così fanno posto ai germogli della prossima primavera e intanto lasciano vedere il cielo tra i rami spogliati, come dita a indicarci la meta. Il fine oltre la fine.

Non so se tutti hanno capito Ottobre la tua grande bellezza: nei tini grassi come pance piene prepari mosto e ebbrezza, prepari mosto e ebbrezza. Lungo i miei monti, come uccelli tristi fuggono nubi pazze, lungo i miei monti colorati in rame fumano nubi basse…

Alla fragile preziosa bellezza di Firenze non hanno pensato gli ideatori della guerriglia nel cuore del centro storico, ieri sera… sempre difese le manifestazioni non violente (e spesso oggetto di violenze da parte di chi si sente coperto e di strumentalizzazioni da parte di chi ci si infila e provoca devastazione), ma questa era stata annunciata con volantino anonimo e senza richiesta di autorizzazione.

Chi ci è andato sapeva di aiutare i vigliacchi, sporcando anche le proteste e le più che legittime richieste di chi annaspa nella confusione, nello sconcerto per provvedimenti scriteriati e nella disperazione. Non sarà il vandalismo a dar voce ai bisogni e diritti calpestati… nel momento in cui, non tanto lontano, alla tristezza e alle paure derivanti dalla pandemia si sono tornate a sommare le lacrime per il terrorismo su base di fanatismo religioso… stanchezza infinita


PS le foto dei vandali non le ho fatte io, ovviamente, sono prese dal web. Ero a casa ieri sera. Mie sono le foto di foglie, rami, nuvole…

e finalmente…

Sabato di arrivi. Dalla stazione dei treni, accanto ai binari della tramvia, è arrivata a trovarmi a Firenze, per la seconda volta, Roberta, per la prima volta con suo figlio Matteo. Con Roberta ci siamo scritte e sentite sempre, da più di dieci anni ci confidiamo ogni cosa, ma occhi negli occhi e a voce nuda, senza telefono in mezzo, l’ultima volta ci siamo viste in ottobre nel 2016, prima delle mie nozze in chiesa con il mio sposo, il secondo matrimonio con lo stesso marito… quando venne a portarmi il suo abito da sposa. Matteo è diventato un giovane uomo, fisicamente, alto, bello come il sole… psicologicamente in qualche modo resta un bambino speciale ipersensibile a voci, suoni, rumori… il primo che apprezza davvero la mia voce bassa come un sussurro “Cate non alza mai la voce”… GRAZIE

La ‘gita’ a Firenze di Roberta e Matteo era un sogno da tempo, il progetto per farla accadere sul serio è roba di prima dell’impennata di contagi che porterà a nuove restrizioni e chiusure a breve… l’ultima occasione, probabilmente, fino alla fine della pandemia.

Con le mascherine, ma insieme!
Davanti al Biancone… tolte le mascherine per il tempo di una foto.

Oggi mi sono improvvisata ‘guida turistica’ per un’amica che sento sorella e per il suo figliolo difficile, ma speciale anche nel bene, perché dona amore almeno quanto chiede attenzione… e, tra un cenno di storia e un racconto di vita vissuta, quanti passi tra insperate ore di sole e la pioggia più gentile del previsto, tra piazza del Duomo e Palazzo Vecchio e poi dal Ponte Vecchio lungo l’Arno fin verso le Cascine… anche a Matteo piace camminare!

E poi in pizzeria (forse l’ultima volta che si mangia fuori per chissà quanto tempo) con Sandro e Viola. Viola che quattro anni fa proprio grazie a ‘zia Roby’ assaggiò per la prima volta la pizza (perché Viola era molto selettiva nel mangiare).

E finalmente, dopo giorni di attesa, dopo una notte di ansia, dopo altre ore di attesa rinnovata… la notizia felice che resterà legata nella data del 24 ottobre 2020 al ponte di amore tra Firenze e Roma (Roberta ha trovato l’immagine del ponte per la nostra amicizia e di ponti ne abbiamo visti oggi e costruiti negli anni!), la nascita del mio secondo nipotino, la nascita del primo bimbo del mio fratellino Paolo… benvenuto al mondo, Dario, amore della zia!

Benvenuto, benedizione di vita nuova in un tempo di paure e chiusure…
È nato oggi. Arrivato a dare amore e gioia.
È la vita che ci cambia e chiede sempre amore
, sempre inizi, sempre oltre

en attendant…

e mentre aspetto, mi godo i colori nel parco, le foglie che insegnano a cambiare prima di passare oltre…

Rose in boccio sotto la pioggia,

sanno sbocciare anche nella stagione in cui tante piante vanno a dormire

…e vedo cuori ovunque.

Nelle tregue di pioggia, luci che incantano… lo spicchio di Luna me per via, le luci della cucina la farfalla notturna volata a portarmi una carezza dall’oltre