Domenica 22 Maggio ’22

Ancora negli occhi i riflessi sull’acqua…

Ieri Sandro ci ha portate a Castiglioncello dalla mattina alla sera.

Un assaggio di mare, una sorsata di luce, qualche ora di pura meraviglia tra pini e scogli, una giornata all’aria aperta, col cuore spalancato GRAZIE

Fuga dai pollini e dal caldo in città, occhi rossi per l’allergia, poche ore di sonno anche grazie a una delle rare gioie in viola…

Pensieri allentati, preghiere in silenzio, dolce abbandono all’aria buona, ai baci del sole, alle carezze del vento… appena messo piede a Castiglioncello ho ricominciato a respirare a pieni polmoni, naso libero, occhi pieni di bellezza GRAZIE

(il mio piede sinistro, nudo, niente smalto, solo di mare mi voglio adornare)


Per gli scogli, l’acqua bella, il primo bagno in mare, i brividi perché l’acqua era bella, ma fredda, per la spuma delle onde, i fiori gialli tra le pietre nel cammino e anche tra gli scogli… GRAZIE


Per Viola che sa nuotare, senza essere stata a lezioni di nuoto, solo con quel poco che le avevo spiegato e fatto provare in piscina a settembre, prima che ricominciasse la scuola GRAZIE


Per i riflessi del sole sulle onde, per la sana stanchezza fisica e il pisolino in coda in autostrada, mentre si tornava a Firenze, per la gioia e la tenerezza di Viola, che cresce sempre più bella e simpatica, buona e curiosa… per l’amore di Sandro e il treno di ricordi che si rinnovano e guariscono… GRAZIE

Aprile se ne va

e saluto il mese in cui sono nata con un’ultima passeggiata tra fiori, alberi e luce.

Tra un’occhiata ai lavori alla pescaia

e un saluto alla statua di Dostoevsky…

Aprile passa e sono passati il mio compleanno e l’onomastico e prima la Pasqua… vissuta intensamente, quest’anno, anche se finora senza una riga qui.

Giovedì 14 aprile 2022
… mandato a portare il lieto annuncio ai miseri,
a fasciare le piaghe dei cuori spezzati,
a proclamare la libertà degli schiavi,
la scarcerazione dei prigionieri…

Con Silvia, Don Leonardo e Don Gilles a piedi da San Jack al Duomo, passi svelti e parole lievi. Bella davvero la Messa del Crisma, molto bella. Non c’ero mai stata prima, non c’è molto da raccontare, almeno per ora, solo custodire in cuore.


sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine…

A San Jacopino, invece, con Viola per la Messa in Coena Domini. La lavanda dei piedi, forse anche perché dopo due anni senza, a causa della pandemia, o forse soprattutto per le parole di Don Leonardo, mi ha toccata dentro, come mai prima. L’ingresso in chiesa di Don Fulvio anche se ancora in sedia a rotelle è stata un regalo in più. GRAZIE

Digiuno e preghiera, silenzio e profumo di nardo… attesa di rinascere. GRAZIE

E poi la Pasqua, con la messa del giorno celebrata da Don Fulvio, il pranzo a casa di mamma con Sandro e Viola, Pietro, Silvia e Bernardo, poi anche Emanuele… pranzo di festa in famiglia dopo due anni di parzialmente spezzato isolamento per pandemia… e passi in libertà alle Cascine. GRAZIE

E il compleanno, addolcito dagli auguri della mia bambina al risveglio, poi

reso speciale da tanti altri messaggi di auguri e dalla serata fuori con lo sposo, al ristorante giapponese vicino a Porta Romana. GRAZIE

Lascio che il dolce Aprile, il più crudele dei mesi, se ne vada e lascio andare (o ci provo) anche tanti pensieri non proprio lievi. Salvo anche qui la gioia dell’olivo e delle rose…

passi tra fiori e foglie

Se intorno il male cresce e si nutre di buio e violenza, cerco la luce, i colori, i respiri…

Nei cuori feriti e fragili, ma in cerca di Amore e nei prati pieni di fiori.

Dopo un congedo senza ritorno, un ristoro di bellezza gratis…

A perdersi e ritrovarsi filo d’erba tra i tanti, nessuno uguale identico agli altri.

A giocare a nascondino col maggiociondolo

O a soffiare semi come fossi vento

e a lasciarmi baciare dal sole

ricordi di pini e scogli

A Firenze da mercoledì pomeriggio, finalmente dormo un po’ la notte, grazie alla notte ritrovata: si rivedono stelle e Luna, offuscate a Castiglioncello da troppe luci artificiali, casino come in via Calzaioli verso Natale. Manca quel mare bellissimo, qui, certo, ma la Luna è tanto. Come il silenzio e il sonno. Importanti per guarire il cuore.

Mi ero trovata angolini deliziosi di breve quiete, come accanto alle scale di Armunia, pieni di fiori e api, svuotati di umani almeno al mattino presto.

E a volte la notte.

Ringrazio per il mare bellissimo e le lunghe nuotate al largo, con acqua limpida sempre, per gli scogli, tanto che si vedeva bene il fondo anche lontano dalla baia (non ne ho fatto foto, ovviamente, perché nuotavo senza macchina fotografica subacquea, senza pinne, senza maschera, senza occhialini, solo immersa nella meraviglia del mare vero), era bello nuotare tra i pesci e ammirare un fondale vario e vivo, con punte e buche, colori luci ombre

Con chi amo.

Ringrazio per l’aria buona in pineta, la ‘sua’ pineta.

E le giratine con Viola, affascinata dal Castello, quando non era a saltare e correre in pineta o in acqua.

sete di luce

Era bella anche mentre si nascondeva tra le nuvole, un velo scuro l’altra sera, uno scialle di tenebra, poi un soffio di vento nuovo e …possibile che dopo tanti cicli, tanti mesi, tanti anni, ogni volta mi lasci a bocca aperta? E ci vedo una bocca aperta per lo stupore, come fosse un volto di donna anche il nostro satellite, sasso minimo nell’universo, Sorella Luna nel cuore di chi legge quel che non si fa rinchiudere nei trattati.

Oggi sono 7 anni che è morta mia suocera, Ida, la mamma di Sandro. Domani saranno 3 anni dalla morte di mio padre. Se ne sono andati a distanza di un giorno e quattro anni e oggi mi colpisce di più il numero del giorno che l’anno, quest’anniversario incollato, ma forse non significa nulla, forse anche questi sono piccoli segni… non credo più alle coincidenze. Sete di senso, sete di luce
Grazie, Ida, per aver dato alla luce il mio sposo e babbo di Viola.
Chissà se adesso, con babbo Lodovico, state insieme a guardare come se la cavano i vostri figlioli e come cresce la nipotina più buffa del West…

Non c’erano rose bianche, babbo, l’altra mattina, ma la fioraia del cimitero mi ha fatto vedere un girasole arrivato ancora in boccio all’alba e te l’ho messo vicino, infilato nella terra bagnata in abbondanza per annaffiare l’olivo bonsai, che aveva tanta sete.

A te, insegnante e costruttore di pace, sempre insieme sulla barca del sole

per la notte di San Giovanni

Vigilia di plenilunio, volo di rondine colto al volo ieri sera, con le speranze tremanti per il bimbo scomparso e stamattina finalmente ritrovato vivo!

Mattina a caccia di erbe e fiori per la nostra acqua di San Giovanni, con Viola in vena di avventure sì, ma con la mamma (non è andata alla gita al parco avventura coi compagni del centro estivo, voleva stare con me), zaino in spalla fino all’Indiano e ritorno. Brava!

C’era anche un papavero rosa o viola chiaro…

e tante farfalle bianche che si nascondevano nella luce abbagliante nel chiarore di erba secca e fiori pallidi, lungo le rive dell’Arno e sul letto disfatto del Mugnone in secca.

Ore senza pensieri scuri, gratitudine e infinita tenerezza.

Come in una favola, ogni particolare della natura intorno ci faceva immaginare storie…

e sogni colorati.

Che la notte di San Giovanni porti sogni buoni, segni belli, rivelazioni e desideri importanti,

con la tradizione diventata un gioco, sotto un plenilunio velato

perché anche Signora Luna vuole giocare stanotte.

A nascondino con le nuvole.

con timore e gioia grande

sì, prendo in prestito le parole del Vangelo di oggi, Lunedì dell’Angelo, perché anche oggi è bello scoprire di poter abbandonare in fretta i sepolcri con il timore delle novità che cambiano la vita, rovesciano pietre e fanno sbocciare gioia nuova. Liberazione da trappole velenose e rinascita da ferite fasciate.

Messa in coena Domini senza lavanda dei piedi, per via del covid, ma in presenza, mentre l’anno scorso Quaresima e Pasqua senza poter andare alla messa…

Venerdì Santo intenso, dalle preghiere personali a casa alla liturgia della Croce in chiesa.

L’orchidea che l’anno scorso mi è stata regalata, perché altrimenti l’avrebbero buttata via, ora, curata, sta facendo nuovi fiori.

La tenerezza infinita della mia piccina…

Le passeggiate senza “necessità di lavoro, urgenza o motivi certificabili”, se non forse per la salute (conterà anche la salute dell’anima e il tono dell’umore?), in questi giorni di zona rossa e perpetua emergenza….

La Pasqua vissuta con pace, luce e calore in cuore, speranza traboccante, timore e gioia grande, almeno prima, durante e subito dopo la messa. E me ne sono stupita, perché l’anno scorso neanche avevo seguito la diretta… e degli anni precedenti ho ricordi confusi, ma in passato, purtroppo, spesso vivevo intensamente la Quaresima senza poi riuscire a godermi la festa. Quest’anno mi sembrava di aver mancato troppo… sì, ho partecipato quanto ho potuto alla messa quasi ogni giorno e alla Via Crucis in chiesa ogni venerdì, però non ho fatto digiuno, mi sono arrabbiata spesso… eppure il giorno che ha fatto il Signore ero in comunione davvero GRAZIE

E la gioia continua, senza soffocare il dolore, senza dimenticare l’orrore, ma godendo di ogni colore e luce intorno

sogni di neve

o soltanto di bianco, di luce, di silenzio.

Bisogno di spostare l’attenzione dai richiami velenosi di una dipendenza vinta per un bel po’ e poi tornata a schiacciarmi. Si riparte, ci riprovo, un giorno alla volta e intanto affido tutto, anche il passato che non deve più tenermi legata, ma mentre oso la fiducia in un aiuto invisibile, ci metto quel poco di impegno che posso, tengo le mani occupate a pasticciare con i colori e le immagini dei sogni confusi… una specie di terapia selvaggia.

Domenica pomeriggio in casa, a Firenze, nella Toscana zona rossa per tentare di arginare i contagi, nel primo freddo di questo autunno inoltrato… in piena pandemia.

Nei giorni scorsi ancora dolcezza di aria freddina, sì, ma caldo oro tra le foglie in danza dai rami tesi contro il cielo inondato di luce…

Mentre il mondo fronteggia il covid, dentro me altre battaglie… non da sola, però, mai da sola.

Dove le rose sbocciano in ogni stagione, dopo il buio dell’inganno e nella notte ancora dei dubbi, la luce della pace.

GRAZIE

una rosa per te, un pensiero per tutti

E asciugherà ogni lacrima dai loro occhi
e non vi sarà più la morte
né lutto né lamento né affanno


(Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo)

Ero piccola quando è morta nonna Gemma, ma ricordo le lacrime e anche un po’ di arrabbiatura perché non mi facevano andare al funerale, ero rimasta fuori dalla chiesa con un’amica dei miei genitori, una signora bionda, elegante, con gli occhi chiari e i capelli biondi cortissimi che mi parlava di cielo e viaggi per posti lontani… ci pensavo mentre mi avvicinavo al cimitero di San Martino a Brozzi, a piedi.

Ero scesa troppo presto dal bus, stamattina, all’andata, mi ero persa per Brozzi… bellina. Un’altra volta, se usciremo dall’incubo del Covid, magari farò una gita per ammirare l’antico borgo… oggi ero andata solo per babbo. E mentre camminavo verso San Martino, pensieri per tutti.

Nonna Gemma era molto devota alla Madonna, ero piccola, ma qualcosa ricordo… inevitabile pensarci con tante immagini della Vergine per via

Ero grande di età, ma senza il conforto della fede, quando è morto il nonno Giuliano.

piccina tra nonno Giuliano e nonna Gabriella

La morte di nonna Gabriella mi ha riportata in chiesa, non solo per il funerale…

con Viola neonata e nonna Gabriella ultracentenaria

La morte che neanche potevo immaginare senza angoscia è arrivata come un colpo d’ascia e ancora mi sento mancare il terreno sotto i piedi… babbo, per te, solo per te ho smesso di pensare che la visita ai cimiteri non conta, che quel che vale sul serio è il pensiero, il ricordo, la memoria nel cuore, nella mente e nella preghiera… a te, ogni volta che posso venire a ripulire la foto sulla tomba, una rosa bianca almeno… accanto all’olivo che mamma ti ha voluto piantare in omaggio al tuo essere stato un uomo di pace davvero.

E poi si sono aggiunti nomi e volti cui pensare con dolore a volte, a volte con un sorriso per il tanto di amore rimasto tra cielo e terra, con la nostalgia inevitabile, ma con la speranza fondata sull’esperienza della guarigione del cuore, assaggio di eternità, prove tecniche di resurrezione… sempre. E ricordo anche chi è andato avanti prima…
Aspettateci in paradiso
!


Per tutti i miei cari defunti, per i morti di questo tempo di pandemia, per i defunti per cui nessuno prega, per i morti di morte improvvisa, per tutte le anime che non hanno rifiutato l’Amore (e lo sai solo Tu)… Signore, che ci attendano nella gioia senza fine

con tutti i santi