briciole dolci

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briciole di biscotti con burro lasciato sciogliere dal calore della stanza (o fuso in un pentolino per chi ha fretta), mentre fuori pioveva. 

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mescolare, mescolare… qui si gira tanto il mestolo.

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Spianare su teglia ricoperta di cartaforno anche se non andrà in forno, ma in frigorifero per almeno mezzora 

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(la mia base ci è rimasta un’ora buona, messa in freddo prima di correre a riprendere Viola all’asilo, 

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tirata fuori con lei che preferiva la schiacciata all’olio di Tato Pane)

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E preparare la crema (o ripieno) con ricotta, philadelphia, panna, limone…

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e frusta (o due forchette… la mia frusta da panna si sta rompendo, vanno bene anche due forchette e girare con tanta energia come cinguettava Viola… piccola sadica “dai, mamma, forza, più veloce, più energia!”), 
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come ci voleva energia per grattugiare la scorza dei limoni con la grattugina a prova di bambini (gratta una …bip!), 

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unire lo zucchero a velo, 

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resistere alla tentazione di finire a cucchiaiate quella dolcezza bianca…

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soprattutto al momento di versare sulla base la soffice tentazione, 

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ma ripulire la ciotola col dito è goduria concessa

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Ore di frigorifero (alla fine mi ero stufata di aspettare e ho messo in freezer…la prossima volta direttamente nel ghiaccio, ma qui parlo delle prime volte e questa era la mia prima volta alle prese col cheesecake) prima di fare la glassa con zucchero, amido di mais e limone…

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per farla così gialla t’ha’ voglia a cercare limoni di Sorrento… o colorante alimentare o mezzo cucchiaino di curcuma.

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E si era fatta notte…

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…però bello andare a letto dopo aver messo fiori di zucchero sulla glassa. 

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Dopo una nanna in frigorifero, oggi altri fiori di zucchero se ho tempo… poi ci sarà una merenda speciale.
Ingredienti: una bambina affettuosa e vivace, un amico di scuola o un’amica…e un po’ di nuvole in cielo e voglia di fare nuvole di panna.
Per il dolce, invece, stavolta anche un po’ di dosi 😉

Ingredienti per la base:
biscotti (tipo Digestive o Grancereale… io ho preso quelli ai cereali del supermercato) circa 200 grammi
burro (un panetto da 125 grammi va benissimo)

Ingredienti per la crema …cheese 🙂
ricotta di mucca 500 grammi
Formaggio fresco spalmabile (io ho messo il Philadelphia) 250 grammi
Zucchero a velo (anche vanigliato, volendo… e io volevo) 150 grammi
Succo e scorza grattugiata di due limoni
Panna fresca liquida 100 grammi (a me ne è cascata dentro un po’ di più)
miele al posto della gelatina in fogli (non mi ispira la gelatina alimentare ricavata dal maiale… )

Ingredienti per la glassa:
ancora succo di limone (altri due limoni grandi o tre piccoli),
amido di mais (Maizena) 50 grammi
Zucchero a velo (vanigliato o no) 100 grammi
Acqua (un bicchiere colmo)
curcuma (mezzo cucchiaino) per colorare
Decorazioni a piacere (fiori di zucchero, fettine di limone…)

 

Un frigorifero e tanta pazienza

 

 

il castagnaccio per scaldarsi

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Mi è tornata voglia di pulire casa, fare l’albero di Natale, cucinare e ballare. Danza jazz alla scuola Poiein danza vicina a casa.
Oggi, sabato di pioggia, mi sono divertita a fare il castagnaccio nel forno, pulito a fondo ieri. Al supermercato ho preso un po’ di cosine buone.

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La cannella per le mele cotte e lo strudel, il resto per uno dei miei dolci preferiti, anche se a Sandro non piace…pace.
Per amici golosi e amiche curiose, ricetta passo dopo passo.
Senza dosi, pardon… faccio a occhio.

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 La farina era mezzo chilo, l’ho setacciata ben benino,

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e ho scaldato un po’ d’olio nòvo col ramerino (rosmarino per chi legge da fuori Firenze). Solo scaldato, per fargli prendere sapore e profumo del rosmarino elbano.

19-novembre-2016-retro-conf-farina-di-castagneNO. Non è questa la ricetta. Verrà un buon dolce alla castagna, ma non è il nostro castagnaccio.
Nel nostro castagnaccio NON c’è lievito, non ci sono uova o burro…ma tanta uvetta (prima di stacciare la farina, faccio rinvenire in acqua l’uva passa)
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e staccia, setaccia e frusta…

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amalgama con acqua e frusta, gira, mescola…

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tagliato a pezzetti grossolani qualche gheriglio di noce,

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aggiunti pinoli interi, l’uvetta asciugata e i pezzetti di noci alla farinata di castagne (anche un pizzico di sale),

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poi tutto sulla teglia leggermente unta (coperta di stagnola per penar poco a lavarla dopo). 

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Mi godo il panorama e fumo una sigaretta in terrazza con vista sul campanile di Giotto, poi, mentre il castagnaccio cuoce, lavo e asciugo subito quel che ho usato,
19-novembre-2016-acquaio-pulitofinisco di decorare l’albero di Natale con Viola,
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a metà cottura, anzi.. verso la fine proprio, aggiungo, sopra la crosticina che si sta formando, pinoli e uvetta lasciati per la “copertina” e l’olio al ramerino che così non piglia l’amaro, 
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sull’albero addobbato dalla domenica dell’Avvento ambrosiano (anche se siamo a Firenze e non a Milano), m’incanto davanti all’angelo di Marisa e mi commuovono le scarpine del WPD …
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Il profumo dal forno avvisa che il castagnaccio è cotto. 

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Corro a farne assaggiare un po’ a don Fulvio e ammiro l’agrifoglio che abbellisce l’ingresso della canonica

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