pozze di cielo

Il cielo in una pozza, in una tregua della pioggia.

Una passeggiata tra gli alberi amati (ormai gli unici amici non conviventi che posso abbracciare… maledetto Covid)

E le rive del fiume, sotto un cielo carico di nubi scure… promessa di nuova pioggia.

Incornicio con gratitudine due ‘incontri’: una strana foglia che mi ha incuriosita e un fiore bellissimo che mi incantava, ma di cui non sapevo il nome.

Un’amica, vista la foto, mi ha detto che si tratta dell’Orchidea ballerina!

L’autunno a Firenze, nel parco vicino a casa, non smette di farmi regali.

raggi

Tutto ha il suo momento, e ogni evento ha il suo tempo sotto il cielo.
C’è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare quel che si è piantato.
Un tempo per uccidere e un tempo per curare,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per fare lutto e un tempo per danzare.
Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci…

Il tempo per astenersi dagli abbracci inizia a pesare troppo.
Bisogno di perdere illusioni e rinnovare la gioia di vivere soffocata dalle distrazioni più che dalle prove
.

arc en ciel

e pace in terra agli uomini e alle donne, ai bambini e ai vecchi, ai bravi ragazzi e agli sbandati, agli operai chiamati all’alba e agli sfaccendati dell’ultima ora, agli uomini che il folle padrone della vigna ama e ama e amae a nessuno potrà dare meno o più che tutto intero il ‘denaro’ del suo Amore che è dono e non ricompensa misurata, soffio di vita, respiro senza cui non si cade nel nulla, ma proprio non ci si sarebbe...

Poi si può anche ragionare sulla solo apparente ingiustizia del salario identico a fronte di orari di lavoro assai diversi e notare che forse gli ultimi non erano stati solo sfortunati, ma pure un po’ svogliati (fossero stati lì anche loro all’alba o alle nove o a mezzogiorno o persino alle tre invece che alle cinque, quasi a far finta di cercar lavoro, quel pazzo innamorato avrebbe chiamato anche loro, forse mentono pure… e allora? Non vanno aiutati a portare a casa il minimo per la dignità e la sussistenza della famiglia?), sulla gioia e gratitudine che ci si aspetterebbe dai primi, certi sin dalle prime luci del giorno di aver risolto la giornata, senza l’angoscia di non aver un posto, un incarico...

poi si scopre, per una tragedia, che un prete cinquantenne che sembrava un ragazzo portava in giro il Vangelo ai giorni nostri e si resta davvero senza altre parole che GRAZIE

Don Roberto Malgesini, una delle poche foto…

Passeggiate di settembre

Una mattina di settembre, non oggi, dopo la pioggia del giorno prima.

Briciole di cielo in terra, riflessi e luci e ombre

Una sera fuori con lo sposo, nelle vie di Firenze tornate a vivere dopo il lockdown (con la speranza che non ci si ricada a breve, vista la disinvoltura di tanti in questa estate che non vuol finire).

Davanti a Sant’Ambrogio mi incanto sempre…

Una cena deliziosa al ristorante di nuova apertura, a due passi dal Tempio.
Riporto qui la mia recensione a caldo dopo la serata chez Ba’ Ghetto:

Nella via della splendida sinagoga di Firenze, di fronte allo storico ristorante Ruth’s (vegetariano), di recente, in piena crisi da restrizioni per via della pandemia, finalmente un’alternativa con carne e pesce, dalla tradizione giudaico romana senza togliere spazio all’anima mediorientale. I tavolini all’esterno e l’interno spazioso consentono il distanziamento necessario per complicar la vita al coronavirus, l’igiene è scrupolosamente rispettata, ma il clima non è freddo o asettico, anzi, la simpatia del personale di sala, unita a una professionalità impeccabile, aiuta a scordare almeno per il tempo della cena ogni preoccupazione e tristezza. Prima volta, quindi posso parlare solo dello squisito carciofo alla Giudia scelto da me, dell’espressione felice di mio marito mentre gustava l’antipasto da lui scelto, la caponatina di verdure in agrodolce con uvetta, pinoli e carne stagionata croccante, poi per me i paccheri allo scorfano e per lo sposo bucatini all’amatriciana, cui si abbinava il principe dei vini, un Merlot rosso di casa Gamla che portava con sé il profumo delle alture del Golan (ma la lista dei vini è ricchissima, ci vorranno altre cene per farne una minima recensione). Ci è stato offerto anche un extra, l’assaggio di concia di zucchine che meritava, anzi… impone una prossima visita a breve. Tra i dolci difficile scegliere. Alla fine abbiamo optato per la torta mandarino e curcuma mio marito, per me pistacchio ( e visto che ne era rimasta solo una fettina, mi è stato portato un bel pezzo anche della variante pistacchio e crema di nocciole con spolverata di cacao). Anche il caffè era ottimo. Un’esperienza di gioia per occhi e palato. Consigliato davvero

Luna di settembre

Luna velata di nuvole, ieri sera, inizio di settembre, mese del ripensamento e delle perplessità…

poi via via più chiara

Stasera, come un drappo nero, le nuvole hanno velato il plenilunio triste…

Adieu Philippe

Anche se la foto che mi piace di più tra quelle scattate stasera, dal terrazzino di cucina, tra i piatti da lavare e la bimba da far addormentare, è una foto sbagliata, sfuocata, mossa… che mi ha regalato un cuore di luce

…piano piano

Nella vita bisogna avere il coraggio di lasciarsi stupire, seminare semi sconosciuti e lasciarli germogliare e saper aspettare, perché un seme potrà germogliare tra un mese o sei o un anno. Veder fiorire un seme che non conoscevi: queste sono le piccole soddisfazioni che danno sapore alla vita
(Libereso Guglielmi*)

23 agosto 2020

Non semino semi davvero sconosciuti, solo semi finora non seminati da me; mi godo il crescere ciclico e apparente della Luna con una continua meraviglia che non passa, perché sapere la teoria delle fasi lunari nulla toglie all’incanto davanti alla sua luce nel blu della sera, nel nero della notte; mi esercito alla pazienza a piccole dosi e insegno anche a Viola la virtù che mi manca, insegno? Via, diciamo che forse la possiamo imparare insieme, con una piantina di pomodoro che cresce da un seme di pomodoro mangiato a pranzo a fine luglio e da poco con i ‘semi in lattina’ che iniziano a far nascere emozioni coi primi germogli e tenere foglioline, neanche tanto piano…

25 agosto 2020
27 agosto 2020
24 agosto 2020 semi in lattina accanto alla piantina
24 agosto 2020 semi in lattina
24 agosto 2020 Viola annaffia la sua piantina di pomodoro
27 agosto 2020 germoglio di lavanda
28 agosto 2020
28 agosto 2020
28 agosto 2020

*Libereso Guglielmi, nato nel 1925 a Bordighera, è stato  allievo prediletto dei botanici Mario e Eva Calvino, genitori dello scrittore Italo Calvino che a lui si è ispirato per “Il barone rampante”. Spirito libero e avventuroso, ha diretto grandi giardini in Italia e in Inghilterra. Morto nel 2016, sue le più famose ricette vegetariane con erbe e fiori non solo decorativi. Un bel ritratto qui

dove il tempo si compie

25 agosto San Ludovico. 25 agosto compleanno di babbo Lodovico. Spesso, da piccina, chiedevo: “Perché il babbo festeggia l’onomastico nel giorno del compleanno?” E nonna Gabriella mi raccontava come si era liberata delle pressioni dei parenti che proponevano (o tentavano di imporre) un nome al suo primogenito “come il nonno” “come lo zio” “come il padre della suocera”…  “No, si chiamerà come il santo del giorno” (e aggiungeva nel racconto: “davanti ai santi finivano per forza le discussioni”). Subito dopo il parto davvero chiese un calendario “e allora si chiama Lodovico!” ogni volta che ci ripenso rivedo nonna che racconta e sorrido. Mi mancano i nonni, mi manca molto nonna Gabriella, mi manca troppo il mio babbo, non smetto di piangere davanti alla Luna, ma queste lacrime sono buone e non disperate, anzi illuminate dalla speranza forte di riabbracciarli dove il tempo si compie (ringrazio don Fulvio per avermi fatto cambiare pensiero sulla vita oltre il tempo… no, non si cancella il tempo*). GRAZIE

Stamattina portata anche Viola a ‘trovare’ il nonno… non è lì che vive, ma è lì che possiamo fare piccoli gesti simbolici, come portare un fiore, fare sosta e pregare insieme, pulire il vetro sopra la fotografia… l’olivo era tutto secco, annaffiato bene dovrebbe riprendersi, ma era triste così… la rosa bianca oggi c’era, dalla fioraia che ormai mi riconosce e me la porge subito, ci abbiamo aggiunto un bel girasole e una rosa screziata, bianca e rossa… colori per poche ore, omaggio nel giorno della sua festa

* Messenger di ier sera col don:

“domattina penso di andare al cimitero a portare un fiore a babbo… sarebbe stato il suo compleanno”
Fulvio: “e il suo onomastico”
“sì”
Fulvio: “è il suo compleanno!”
“non li compie più gli anni… è oltre il tempo ormai, credo”
Don Fulvio: “no, credo che sia al cuore del tempo ove tutto si compie, ma niente cancella il nostro essere nati ed aver fatto parte dell’avventura di questa vita”


GRAZIE

foglie, colori, luce…

La prima mattina dopo il ritorno dall’isola, una bella passeggiata alle Cascine mi ha consolata con i giochi di colori e luci tra le foglie degli alberi che tanto amo.

Promesse di autunno…

L’emozione di seguire un cavallo bianco…

Venerdì, invece, in occasione di una visita oculistica per la bimba, giratina a Lastra a Signa. Una casa forse non proprio abbandonata, solo chiusa e parecchio trascurata, con un lucchetto abbastanza nuovo al cancello arrugginito mi ha incantata… fantasie di storie e sogni.

A casa, a Firenze, intanto, la piantina di pomodoro seminata e curata da Viola cresce.

Ripenso alla macchia mediterranea tra scogli e stelle

e al sentiero per il mare, dove all’olivo si abbracciava la vite…

E alle foto che la piccina scattava a me e al suo babbo, felice dei nostri abbracci,

con il cuore pieno di bellezza e gli occhi stanchi la sera dopo tanta luce dall’alba…

GRAZIE

Il vecchio molo

Nei giorni di Scirocco in cui era meno piacevole nuotare, nelle ore di ressa in spiaggia quando Maestrale tirava fuori il meglio dalla baia di Fetovaia, trovavo rifugio e facevo scorpacciate di bellezza al vecchio molo costruito dai pescatori vicino agli scogli dalla parte opposta rispetto alla punta.

Momenti che voglio ricordare, non solo con le foto. Nelle immagini non è venuto il vento fresco sulla pelle accaldata, il profumo di rosmarino e il sapore di sale anche senza bagnarsi, portato alle labbra dagli schizzi delle onde sugli scogli e sui gradini di pietra…

e la calma in testa, quando il suono del mare è più forte del frastuono dei pensieri. E la luce che abbaglia mette a tacere paure e ricordi brutti.

Solo lacrime buone, ricordi di persone amate e ormai altrove, se mai avesse senso parlare di luoghi o momenti oltre il tempo e lo spazio del nostro esistere. Zio Enzo che mi insegnava a pescare vive dove? Quando? Vive davvero, mentre noi ancora impariamo a vivere, forse. E babbo? Nel viaggio di ritorno ho pianto pensando a lui. Non gli ho preso la schiaccia briaca (dolce tipico elbano che gli piaceva tanto e che gli portavo per il compleanno, il 25 agosto) o l’Aleatico… sono due anni che mio padre non c’è più, ma l’anno scorso in Calabria era diverso, quest’estate, a Portoferraio, ricordi vivissimi… eppure c’è, qualcosa di lui vive in me. E con lui non più ‘qui’ ora, ma non svanito nel nulla assurdo, parlavo sotto le stelle di Fetovaia. Sotto le stelle dell’Elba mi aveva insegnato a riconoscere il Carro e l’Orsa…