Ubi amor ibi oculos

16 marzo 2020 San Jacopino, foto di don Daniele

San Jacopino, foto da Don Daniele. Dove non posso andare con i piedi, mi porta l’occhio di un uomo di Dio. GRAZIE

19 marzo 2020

19 Marzo 2020

Rosario tutti insieme, ciascuno da casa … restiamo a casa, sì, ma senza chiuderci o isolarci dentro. L’anima vola, il cuore grida, la mente cerca…

MISTERI DELLA LUCE

19 marzo2020

20 marzo 2020

un’orchidea in omaggio nell’uscita consentita per le necessità della famiglia. Regalo del direttore del supermercato. GRAZIE

20 marzo 2020

Dopo la messa in diretta social da casa di Don Fulvio, prima della Via Crucis dalla chiesa chiusa, celebrata da Don Daniele in San Jacopino e filmata da Don Gilles…. uno sguardo dalla finestra di cucina e … San Miniato a colori! GRAZIE

20 marzo 2020 san miniato al monte tricolore verso sera

Povere foto tremanti dal cellulare…

20 marzo 2020 san miniato al monte tricolore dalla finestra

Poi la foto mandata da Padre Bernardo Francesco Gianni GRAZIE

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Passeggiata solitaria, uscita da sola (come ogni volta che devo uscire da quando è iniziata l’emergenza ‘coronavirus’), attenta a restare sempre a distanza di metri e metri da tutti, vicino a casa, nel primo luogo abbastanza deserto da consentirmi di rispettare le distanze: la passeggiata lungo il Mugnone da poco intitolata a Carla Voltolina.

Incontri?
Un piccione a distanza di cinque o sei metri, e un ‘senza fissa dimora’ sulla panchina di legno. Mi guardava camminare e sgranare il rosario. Mi ha sorriso e fatto un cenno di saluto con la mano a distanza. Gli ho chiesto se aveva un posto dove andare, almeno per la notte… ha sorriso, detto di no, si è chinato e ho intravisto una lacrima. Era un uomo di pelle scura, anziano, prendeva un po’ di sole su quella panchina deserta… mi sono fermata a parlare con lui un po’, finito il rosario, a distanza di tre metri almeno. Mi ha fatto tanto bene. Mi ha ricordato che siamo fratelli sotto questo cielo. E forse sì, tutto andrà bene, se non perdiamo il senno e il senso di tutto. La mera sopravvivenza fisica a lungo termine non può bastare. Una goccia di umanità in mezzo al clima di odio e rancori sfogati da tanti nei social… mi atterrisce il fascismo endemico di chi vorrebbe sparare alle persone sorprese in strada senza il solo motivo valido per questo tempo: muovere soldi, lavorare o consumare merci. Supermercato sì, aziende sì (anche se non rispettano le misure di sicurezza per la salute dei dipendenti), passeggiata solitaria no, quella (questa) è inutile, è solo sfizio, solo capriccio… chi lo ha detto? Nel decreto uscito in piena emergenza è assicurato il diritto a svolgere attività motoria all’aperto purché si rispettino le distanze di sicurezza. Ma i talebani da balcone non ci stanno. Fanno foto a chi è fuori e le mettono sui social per mettere alla gogna l’anziano che chiuso in casa tutto il giorno tutti i giorni per tre mesi morirebbe anche senza contrarre il covid-19, la mamma di un autistico grave che se lo ritrova in casa tutto il giorno tutti i giorni senza scuola o servizi di assistenza e se si concede un’ora d’aria per non uscire di testa penso faccia bene, no? O chi porta il cane a fare una sgambata oltre che a pisciare. O la pazza che non sente la necessità di andare ogni giorno al supermercato a comprare cibo pur di avere la scusa per uscire, ma esce a passeggiare e pregare e fotografa la passeggiata Voltolina deserta… c’è chi invoca i cecchini alle finestre per sparare alla gente come me. Qualcuno, invece, inizia a dire che forse si può restare umani anche ai tempi del covid…

 


 

 

 

 

L’ami de mon ami

Marzo è iniziato con la pioggia intonata alle lacrime di un lutto, i fiori per via e l’ultimo saluto all’amato di un caro amico.

Nel silenzio, a passi lenti non solo per via della stampella (un mese dall’infortunio, spero di venirne fuori quanto prima, ma c’è decisamente di peggio), pensieri e ricordi affidati al vento e ai fiori, ai rami e alle foglie… 

Incontri sulle sponde semplici del Serpiolle,

riflessioni sul ponticino… pensando al ponte che deve esserci tra i presenti e i viventi altrimenti.

Fiori colorati di vita, come il sole, all’ombra dei cipressi, nel grigio fosco di prima del temporale.

Pioggia e vento nel momento più pesante… mentre buttavano la terra sopra la bara dell’ami de mon ami, cercavo col cuore la tomba di nonna… anche lei a Trespiano. No, lei nelle braccia dell’Amore, a Trespiano solo quel che resta del suo corpo. 

Requiem aeternam,
dona eis, Domine,
et lux perpetua luceat eis.
Requiescant in pace.
Amen

Viola e Suwapat

Pochi giorni prima del compleanno di Viola,

festeggiato due volte, a casa della nonna, con noi, la sera di sabato 8 

e il giorno dopo con i compagni di classe,

a scuola è arrivata una nuova bambina, Suwapat, nome italiano Anna,

che non parla ancora italiano, anche se il padre è fiorentino, ma si era trasferito per lavoro in Thailandia e solo da un paio di settimane è tornato con la moglie, Wilai, e la figlia…

accolta con il truccabimbi alla festa, dove mi sono divertita a far più colorate le amiche della mia bimba

e lei

fatina un po’ monella e dolcissima ballerina.

La tenerezza delle due bimbe insieme e la psicosi da coronavirus che ha portato troppi a isolare, evitare, addirittura insultare e aggredire gli asiatici, mi hanno spinta a un invito a merenda per Suwapat e i suoi genitori

e così Viola ha imparato a dipingere anche la bandiera della Thailandia. Il sorriso di Suwapat appena ha visto il festone di benvenuta…

la bellezza dell’amicizia

Sette

Sette anni dalla notte di neve in cui la mia briciola impaziente è venuta al mondo.
Sette anni dal primo respiro della vita mia fuori da me. Il mio cuore per sempre anche fuori da me.

Sette paia di scarpe ho consumate… 
Sette fiasche di lacrime…

ma da quando ci sei tu anche le lacrime amare si mescolano con quelle dolci della gioia commossa e la vita mi pare bella anche quando i gorghi cupi del passato tornano a chiamare, a suggerire inganni…

8 febbraio 2013 mezzanotte in sala parto

Ero ancora a danza, giovedì 7 febbraio 2013, quando si ruppero le acque sotto il velo che volava e colorava, ma non copriva il pancione…

poi i dolori, la corsa a Careggi, lo stupore di chi nella mattina mi aveva detto che no, mi sbagliavo, non stavi per nascere e invece… invece la tua mamma sapeva più del dottore quanta fame di vita premesse da dentro (lo stesso dottorino che la mattina del 7 febbraio mi aveva pronosticato una probabile induzione del parto per il mese seguente mi ha poi, non molte ore dopo, dato i punti di sutura per la tua uscita precipitosa!), sentivo sempre più forte la tua voglia di venire al mondo e infatti danzando e tremando (e perdendo troppo sangue, ma questo me lo hanno raccontato dopo, non me ne ero accorta, non pensavo più a me, soltanto a te) ti ho data alla luce nella notte, mentre il cielo preparava neve per le tue prime giornate fuori da me.

Eri piccina piccina e le tutine taglia zero ti stavano grandi

I tuoi occhi sono sempre più belli, un tuo sguardo sa cancellare dolori, paure, ferite e arrabbiature…
Ma la prima volta che ho visto i tuoi occhi … non potrò mai scordare quell’emozione.
Enorme.
Minuscola tu.


Ti sei presa tutto e a tutto dai un senso nuovo.

Sette anni di te fuori di me e sembra ieri. E invece è passata una vita, la tua vita.
Una vita che cresce senza smettere di meravigliarmi.

28 gennaio 2020 prove col costume da fata.jpg

Ti abbiamo portata anche in Curva, volevi vedere lo stadio “il posto dove vi siete conosciuti”…sì, babbo e mamma si sono conosciuti in Curva Fiesole, uniti dalla passione per la Fiorentina. Ora la Viola che ci unisce sei tu.

Buon compleanno, amore mio

 

dalla finestra

…volo così.

….tra le nuvole e la Luna

 “È vero, ma non lo sapevo prima. Adesso lo so. […] Questo mondo così com’è fatto non è sopportabile. Ho bisogno della luna, o della felicità o dell’immortalità, di qualcosa che sia demente forse, ma che non sia di questo mondo”
Albert Camus, Caligola


 

Luna, ben ritrovata nel cielo sopra Firenze, promessa di evasione anche dalla finestra di cucina, pallida sorella, amica incantevole,

sempre più chiara quanto più diventa buio intorno


 

Candelora palindroma 02.02.2020

rami e reti

fili

e foglie. 

1 febbraio 2020 rami e foglie
Con una pioggia fitta non forte che riporta ricordi autunnali in questo pallido inverno troppo caldo.

Bello correre sotto la pioggia, bello poter ancora riprovare a correre.

Non era scontato.

GRAZIE

Per tutto il resto graziella e graziealcazzo (e juvemerda sempre)

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