In ogni casa una storia…

era il titolo dello spettacolo di danza al Teatro Puccini dove Viola per la prima volta ha provato l’emozione del palcoscenico.

Emozioni, tante, anche prima dello spettacolo. Dalla consegna dei costumi, dopo l’ultima lezione,

alle prove in teatro, al trucco – unico momento in cui anche noi mamme delle piccole ballerine siamo entrate a dare una mano, mentre le ragazze più grandi si pettinavano e truccavano da sole – alle foto scattate col cellulare anche se c’era un fotografo professionista, ma per avere gli scatti ufficiali e le riprese ci vuole pazienza …

Felice per la gioia della mia bambina, fiera della sua determinazione a curare un sogno, dopo due anni di pandemia finalmente ha potuto seguire senza troppe interruzioni (un paio di quarantene e basta) le lezioni, un anno di danza e già stava a suo agio in scena… brava!

Fiori per la piccola étoile sorridente….

Ringrazio chi è venuto a vederla e a farci festa (e foto belle)

ricordi lontani nel tempo

più vicini al cuore del cuore che i ricordi di ieri.

Il mio battesimo, oltre mezzo secolo fa…

Era un ricordo senza foto. Raccontato da chi era con me. Ricordo personale che non ricordo personalmente… ero neonata.


27 giugno 1971 il mio battesimo.
L’ho saputo e imparato a ricordare quando ho chiesto di ricevere la Cresima da adulta, da pochi anni…
Oggi però foto di foto – chieste a mamma – foto di quando ero neonata e lei giovane e bellissima e babbo giovane e vivo e viva anche la nonna materna morta quando ero ancora bambina…


Grazie

Stamattina, mentre pregavo in silenzio appena sola in camera, un’ondata di dubbi e un rapido assalto di pensieri neri. Uno sguardo fugace alla finestra e un volo di farfalla mi ha consolata e scossa, contemporaneamente. Quando vedo una farfalla bianca penso al babbo, ma succede tra i prati, alle Cascine, non al quinto piano di un palazzo di periferia, in genere… oggi è venuto a trovarmi proprio a casa, al quinto piano, un angelo, un soffio di bene, una carezza dal mio babbo e un buffetto (se non un ceffone) per i brutti pensieri cui ho permesso di attraversarmi. GRAZIE

d’insonnia sciroccata

L’estate sarebbe appena iniziata, ma è da maggio che si bolle e stanotte sembra quasi di soffocare per l’opprimente, appiccicoso, straniante vento di scirocco. Firenze d’estate non è mai stata gradevole, ricordo più di un luglio rovente, ma tutto maggio e giugno dopo un aprile senza pioggia… così presto e così a lungo forse solo il 2003… bon, forse è la stanchezza che mi rende insofferente o forse le troppe primavere. Lamentarsi non va mai bene, del tempo poi… e troppi puntini di sospensione! Luna all’alba, nei giorni scorsi almeno avevo ancora voglia di foto. Da più di due settimane al massimo due ore di sonno per notte, non va bene. Le prime ore del mattino, almeno, si respira.

Tante cose sono successe dalla fine di maggio, tanta vita, poco tempo e poca voglia di stare al computer, ma qualcosa mi voglio appuntare in questa specie di ‘diario’ rarefatto per immagini, diario per modo di dire, appuntamento quasi mensile ormai…meglio così.


Una giornata al mare a trovare la zia Antonella, il 2 giugno.

Il giorno prima, ne parlo perché mi ha detto lei di farlo, Roberta, la mia amica e sorella di cuore che vive a Roma, è stata operata per un cancro al seno. Il primo giorno di giugno, verso mezzanotte, Roberta mi aveva scritto che era uscita dalla sala operatoria e che mi avrebbe mandato un vocale la mattina… io avevo già spento, non mi aspettavo più notizie prima di giorno. Ci siamo scritte e sentite più volte, soprattutto in mattinata, mentre lei aspettava che la mandassero a casa e mentre noi eravamo in coda sulla strada per il mare. La situazione non è facile, le hanno tolto molta roba, il cancro, cattivo (triplo negativo, mi pare) si era già allargato intorno a quanto rilevato da pochi giorni, l’hanno ripulita tutta, “anche i contorni”, ma dovrà fare chemio pesante e non è detto che basti. La sua paura è soprattutto per Matteo… no, non è facile affatto. Mi ha mandato foto della medicazione, si è sfogata con me per il dolore che ha sentito prima dell’anestesia, nei controlli con mezzo di contrasto… mi ha trattata davvero come una sorella, più che amica. Questo ponte di affetto che ci unisce è più bello di quanto sia brutta la situazione dal punto di vista medico. Mi ha chiesto di farle vedere il mare, le ho mandato foto e video… e visto che a lei piace Marina di Castagneto Carducci, anche se a me piacciono gli scogli, per una volta mi sono fatta piacere anche la sabbia. Per la gioia di Viola

Con Viola al mare, foto di Sandro

Poi c’è stato lo spettacolo di danza in cui finalmente ho visto ballare Viola in teatro, anche se già dall’entusiasmo con cui viveva lezioni e prove era chiaro che di vera passione si tratta…

(segue, forse)