Nove

Nella cullina trasparente accanto al mio letto nel reparto di maternità dell’ospedale di Careggi, nove anni fa, eri così piccina che ti stavano grandi le tutine taglia zero.

Oggi apri da sola la porta di casa e sorridi per salutare e ringraziare tutti gli amici di mamma che ti hanno scritto gli auguri, prima di andare a scuola. E dopo otto ore di scuola e la strada a piedi (mamma non ha la macchina, già… ma anche l’avessi verrei a piedi a prenderti, sotto i tre chilometri si usano le scarpe, non le ruote, se non ci sono problemi di salute), in pochi minuti pronta per danza!

E vorrei proprio sapere chi ti ha trasmesso certe passioni…

Ogni anno, il giorno prima del tuo compleanno, ci ripenso (e non sono la sola, si ricordano molto bene quelle ore anche le altre ballerine).

Giovedì 7 febbraio 2013, a metà lezione di danza del ventre, la maestra, Luisa Bandinelli, mi chiedeva: “ma la fai nascere qui?”… però io non avevo capito che quelle contrazioni non erano le solite… era presto!

Dopo danza si sono rotte le acque.
Sandro era venuto a prendermi, ma zoppicava per una storta: “Cate, meno male che questa giornata è finita…” e io: “no, amore, è appena cominciata!”
Tornati a casa, consulto telefonico con la gine… “correte a Careggi!” (ci ha portati in macchina Emanuele, io con un paio di asciugamani tra le gambe, Sandro con la caviglia gonfia).
A mezzanotte e tre minuti, quindi venerdì 8 febbraio, è nata Viola 💜
In stanza c’era Giusy che il giorno prima (anzi, come date, due giorni prima) aveva dato alla luce il piccolo Michi. Chi si scorda più quella notte?

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