Lunedì

… dopo domenica c’è lunedì…

 

“… Mille anni, ai tuoi occhi,
sono come il giorno di ieri che è passato,
come un turno di veglia nella notte.

Tu li sommergi:
sono come un sogno al mattino,
come l’erba che germoglia;
al mattino fiorisce e germoglia,
alla sera è falciata e secca.

Insegnaci a contare i nostri giorni…”

dal Salmo 89, uno dei miei preferiti, nelle letture di domenica, insieme con il magnifico prologo del Qoelet

“Vanità delle vanità, dice Qoèlet,
vanità delle vanità: tutto è vanità.

Chi ha lavorato con sapienza, con scienza e con successo dovrà poi lasciare la sua parte a un altro che non vi ha per nulla faticato. Anche questo è vanità e un grande male. Infatti, quale profitto viene all’uomo da tutta la sua fatica e dalle preoccupazioni del suo cuore, con cui si affanna sotto il sole? Tutti i suoi giorni non sono che dolori e fastidi penosi; neppure di notte il suo cuore riposa. Anche questo è vanità!”

I beni finiti non sono un male in sé, ma non sono il Bene. Non sono male le cose belle, i raccolti abbondanti (Vangelo di ieri), un lavoro, la salute fisica, la simpatia dei vicini, ma non bastano a saziare il cuore affamato di senso e di Infinito. Non sono male in sé, ma possono diventarlo se ne diventiamo schiavi, se sacrifico il sonno alla reputazione o il tempo da passare con la mia bimba per aver ragione in una discussione o per tornare in forma o per guadagnare (o guadagnare di più) e comprare un vestito nuovo alla mia bimba… che sì, desidera regalini (a sei anni la bramosia di cose è naturale, il guaio è che a volte ne restiamo dipendenti anche da ‘grandi’), ma capisce subito il peso della questione… “voglio due regali: uno è qui con me, uno a casa” mi ha detto oggi durante una passeggiata con pochi euro in tasca… “il primo è stare con te. E tu sei accanto a me” “e quello a casa?” “che tu giochi con me a casa e non diventi triste davanti al computer quando guardi le cose di lavoro…”

E poi c’è la bellezza gratis del cielo e la bellezza coltivata, con qualcosa che sfugge sempre al controllo…

ci si può prender cura di una rosa, non dominarne il fiorire,

lo sfiorire, l’ammalarsi e il rinascere

5 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Antonella Marinetti
    Ago 05, 2019 @ 20:55:33

    Un caro saluto

    Rispondi

  2. Roberta
    Ago 07, 2019 @ 01:33:32

    grazie mia cara per la tua testimonianza, per le tue parole, che fanno riflettere, che danno importanza alle cose vere a quella semplicità -che non sappiamo più ritrovare…
    i bambini ne sanno di più di noi.. con la loro delicatezza. Con la loro dolcezza.
    Brava Viola!, – e mi fai riflettere tanto… il lavoro dovrebbe essere una gratifica, dovremmo aver tutele quando diventiamo mamme, e poi aver accesso a lavori ben gestiti.. ma allo Stato e stato attuale, questa è mera utopia.
    Un azzardo, ti chiedo scusa, se lo faccio pubblicamente… ma le ripetizioni a giovani di liceo ci hai mai pensato? sei bravissima, e potresti lavorare da casa! magari da tua madre.
    ci ho pensato oggi.. sai?
    ti abbraccio che sto crollando è tardissimo.
    E’ un post bello e pieno di vita, quella vera. E ogni volta qui, imparo e ritrovo qualcosa di grande.
    E di buono.
    GRAZIE.

    Roby

    Rispondi

  3. bricioladinuvola
    Ago 07, 2019 @ 20:02:57

    Rispondi

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