il vizio di ammirare

si prende da piccini.

In questi giorni di caldo e primi temporali pomeridiani in città, con il babbo tornato a lavorare, la mamma di nuovo senza lavoro e la scuola ancora chiusa, visite nei dintorni. E Viola sceglie dove fermarsi. Mercoledì, per Sant’Agostino, sosta davanti a San Donato in Polverosa. Poi siamo entrate, c’erano lavori e Viola guardava incantata chi si arrampicava sulle impalcature

e sembrava un dipinto accanto a quelli storici…

poi si è messa a correre e saltare finché non ha trovato altro da ammirare sulla parete accanto,

attenta a tutti i dettagli

E si ricorda bene la visita a Montecassino.

per mano a me o in braccio al suo babbo,

mentre io pensavo al mio, nel silenzio e nella pace di quel posto stupendo,

maestosa casa accogliente, più volte devastata e presto ricostruita, 

passi come preghiere,

simboli ovunque,

sollievo di luce e fresco,

luce, bellezza,

imponente richiamo alla forza che dura,

e vive per sempre nel dono totale

GRAZIE

ospite

«Magnus es, Domine, et laudabilis valde:
magna virtus tua et sapientiae tuae non est numerus.
Et laudare te vult homo, aliqua portio creaturae tuae,
et homo circumferens mortalitatem suam,
circumferens testimonium peccati sui
et testimonium, quia superbis resistis»

( «Tu sei grande, Signore, e ben degno di lode; grande è la tua virtù, e la tua sapienza incalcolabile. E l’uomo vuole lodarti, una particella del tuo creato, che si porta intorno il suo destino mortale, che si porta attorno la prova del suo peccato e la prova che tu resisti ai superbi» … incipit delle Confessioni, di Sant’Agostino)

Oggi è Santa Monica, mamma del grande santo africano… e domani si ricorda il suo ‘figlio di tante lacrime’, Agostino d’Ippona, nato a Tagaste in Numidia (oggi Algeria). No, non è un riferimento a come viene chiamata a volta la regione di cui sono stata ospite in vacanza (CalAfrica), ma proprio al nostro essere porzioni, porzioncine, particelle del creato, come i miliardi di sassolini che non sempre diventano sabbia fine, come i sassi più grandi, microscopici in confronto alla Terra che a sua volta è un granello di sabbia nell’Universo… eppure… eppure siamo affamati di INFINITO

«Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova, tardi ti ho amato. Ed ecco che tu stavi dentro di me e io ero fuori e là ti cercavo…. Ti ho gustato e ora ho fame e sete di te. Mi hai toccato e ora ardo dal desiderio di conseguire la tua pace…» (sempre Sant’Agostino).

Tardi sono tornata a nutrirmi di Te, ma ora non so stare troppo a lungo senza il pane del cielo e la Parola, non è solo per il rispetto di un precetto che ora (da pochi anni) anche nell’unica settimana al mare dell’anno cerco una chiesa almeno per la domenica e le feste. Per l’Assunta ero andata alla messa del pomeriggio a Sant’Andrea apostolo su, a Guardia Piemontese, la domenica prima di ripartire, invece, messa all’Intavolata, chiesa di Santa Teresa d’Avila, a picco sul mare.

Bella vista dall’alto, bella la vetrata

Bello il fresco all’ombra degli alberi mentre fuori il sole bruciava, nell’attesa…

Bello essere accolta come una di famiglia, non un’ospite estranea, non come una turista… mi hanno chiesto di leggere Geremia e il Salmo. Poi, visto che facevo le foto e un po’ di turismo, mi hanno raccontato storie del posto, aneddoti sui dipinti e le statue… 

GRAZIE

Bella l’ospitalità calabrese. E il mare, il mare… dentro il suo abbraccio blu sono felice, visto da fuori mi affascina sempre e comunque.

I primi due giorni quando era bello e più calmo, quante nuotate e capriole

e giochi con la piccola…

poi agitato, arrabbiato anche, bellissimo e allora niente più nuoto, ma arrampicate sugli scogli e tuffi prudenti e bagni ‘rubati’ ai divieti, nelle insenature

e soprattutto giochi coi sassi, sassi grossi e piccini, sassi di tutti i colori e di tutte le forme, sogni a occhi aperti cullata dalla musica dei sassi trascinati su e giù, avanti e indietro sopra altri sassi dalle onde…

Fiumefreddo. Ancora ricordi del mare e del caldo

Il mare di Guardia ruggiva sui sassi roventi…

un’amica fino a quel pomeriggio solo ‘virtuale’, amica da tempo, però, nella vita reale di don Fulvio, ci aveva invitati ‘per una granita’. E ci ha fatto scoprire un posto bellissimo, oltre a gustare la deliziosa cremolata e… la sua ospitalità generosa e lieve. Che bella persona, Anna di Calabria!

Difficile scegliere poche foto tra le tante scattate in quel borgo incantevole

per non dir nulla della vista che si gode da quelle terrazze…

e la mia prima cremolata!

e il tramonto sul mare dalla finestra della sua casa,

sul mare appunto,

tornati dalla gita su al borgo

ore di stupore e gioia e la nascita di un’altra vera amicizia!

GRAZIE

Oltre il tempo

Le date non contano più per chi è nell’eternità, contano per noi rimasti nel tempo.
Ricordo il penultimo compleanno, prima dell’infarto, prima che fossi costretta a considerar l’idea della precarietà di tutti, anche della tua vita.

Tu, la mia roccia, eri un essere umano fragile come e più di me ormai, anziano e… manchi tanto. Ti ho pensato moltissimo lunedì, durante il viaggio di ritorno dalla vacanza, dalla sosta imprevista a Montecassino… 

Il 25 agosto era il tuo onomastico, sarebbe stato il tuo compleanno.🌻
Da un anno, un mese e un giorno non ci sei più, ma vivi oltre il tempo ❤️
Ti amo, babbo Lodovico… 💗

olivo o

Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio,
nessun tormento li toccherà.
Agli occhi degli stolti parve che morissero,
la loro fine fu ritenuta una sciagura,
la loro partenza da noi una rovina,
ma essi sono nella pace.
(dal libro della Sapienza)

Non dimentico il privilegio di esserti stata accanto nell’ora del tuo ultimo respiro, babbo Lodovico, uomo di pace, puro di cuore, mite coi deboli, fiero coi forti, operatore di pace, misericordioso, giusto… e goloso, a volte pigro, a volte iracondo, parecchio sensibile ai piaceri della carne, in tutti i sensi, non un asceta, oh… ti amavo con tutti i tuoi punti deboli, ti amo ancora e sempre più con tutte le tue imperfezioni, fragilità e contraddizioni che ricordo con tenerezza e gratitudine. E ogni tanto tra le lacrime si affaccia un sorriso al tuo ricordo, perché di tanto amore non può che restare scia di luce e bene.

olivo

Grazie, babbo, grazie per essere stato il mio babbo 💗

con-babbo-lodovico-libri

migrazioni d’oc

La vista che rinfranca il cuore, nel fresco d’altura mentre sulla marina il sole arroventa scogli e sassi

E il cartello in doppia lingua che avvisa subito che siamo in un posto speciale:

 

isola linguistica occitana, Guardia Piemontese, in occitano appunto La Gàrdia, conserva la memoria della prosperità prima della strage…

Dalla Provenza e dal settentrione della penisola erano arrivati in Calabria molti valdesi, invogliati dai signori locali per coltivare la terra e far vivere i borghi anche con l’arte tessile di cui si tramandano ancora meraviglie

Sotto il Museo Valdese c’è il laboratorio in attività, con filati naturali e preziosi: lino, seta, lana merino, cotone, ginestra, fili d’oro… 

Viola era incantata dai vestiti tradizionali…  

 

 

e dalle bambole guardiole

A me faceva effetto la porta con lo spioncino che si apriva solo dall’esterno, usata dai domenicani per controllare e tormentare i sopravvissuti all’eccidio, ex eretici costretti all’abiura, convertiti a forza al cattolicesimo.

(originale esposto nel museo)

… dopo che il sangue dei valdesi uccisi nella notte del 5 giugno 1561 dal castello si riversò nelle viuzze, fino a oltrepassare la porta principale d’ingresso che dal 1561 venne chiamata La porta del sangue

Da piazza Pietro Valdo (dove si trova la chiesa cattolica di Sant’Andrea apostolo)

alla porta dell’eccidio, su piazza della strage

solo una breve passeggiata, tra vicoli affascinanti e coltivazioni invitanti…

E accenti particolari, per l’origine provenzale (l’occitano è lingua studiata a scuola accanto all’italiano) e il gemellaggio col comune torinese di Torre Pellice

Dopo la gita con Mati, Carlo e Nikita, il giorno dopo siamo tornati a visitare con calma il Museo Valdese, con Sandro e Viola

(intanto ero andata alla messa per l’Assunta a Sant’Andrea)

Oggi è tornata la pace tra valdesi e cattolici. Ma quanto sangue versato bestemmiando il Signore! ‘Nel nome di Dio’, ma in realtà per questioni di potere e denaro e interessi alieni alla fede, troppi morti… sempre

 

Petali

I ricordi dei giorni di vacanza mandano profumo buono a distanza di giorni… come i piccanti doni di Mati e Carlitos.

No, non è infernet… ricordi, Roberta? Anche noi due ci siamo incontrate occhi negli occhi, abbraccio di braccia, solo dopo anni di parole scritte on line e qualche telefonata e parole scritte a mano e doni per posta. Ma il giorno in cui sei venuta a Firenze con quel regalo speciale (il tuo abito nuziale è diventato il mio per il sì in chiesa, pochi possono capire il valore del tuo dono per me… grazie!) ci siamo riconosciute, non conosciute per la prima volta. E così con Mati. E il suo sorriso luminoso.

Matilde, il mio cuor di girasole (che tifa la squadra nemica della mia!), la mia vicina di compleanno, amica di blog quando i blog (in altro altrove, non questo blogghino piccino e quasi nascosto) ci prendevano tutte le ore che ora – al netto dei nuovi impegni di mamme – si passano tra Facebook e Instagram… e anima sorella.

L’anima libera è rara,
ma quando la vedi la riconosci,
soprattutto perché provi un senso di benessere
quando le sei vicino

 

Quante tazze di camomilla col miele condivise a chilometri di distanza nelle ore di dolore e quante risate da invocare la bombola dell’ossigeno nei momenti non sempre leggeri, ma resi lievi e sorridenti dalla vera amicizia… e un giorno di agosto, senza filtri, ci siamo semplicemente riconosciute. 

In un giorno di mare mosso sugli scogli della marina di Guardia, mentre le nostre bimbe si sono elette sorelle 

E ora possiamo dire anche di aver mangiato insieme! 

Questo ha reso amici il mio sposo e Carlitos, per me e Mati (sì, parlo anche per la mia nemica amica) nulla di più naturale, dopo oltre un decennio di confidenze dividere anche la tavola. E il piccante, il vino, le differenze e le sintonie…

 

E la visita insieme al borgo montano presidio di lingua occitana (che merita post a parte), con i nostri compagni di vita e le nostre creature…

Il fresco, la vista…

i vicoli…

L’unico momento difficile è stato alla fine… dopo la sfida all’ultima pallina “Gatto dammi un dollaro!”

Carlo Nikita Sandro e Viola sfida14 agosto 2019

riuscire a separare Viola e Nikita! “Lei è mia sorella, ormai vive con noi”

Grazie!

Saluti da Pingui, a Firenze un amico viola è sempre gradito

Il mare di Guardia. Ricordi vicini

La vacanza estiva, breve (come da qualche anno) o lunga (da bambina coi miei, da ragazza, insomma tanto tempo fa…), vicini o a tanti chilometri da Firenze, deve farmi mettere i piedi in mare o non è.


E in Calabria merita mettere les pieds dans l’eau (e mangiare invece a tavola, con i piedi all’asciutto).

Al mare si arrivava in pochi minuti a piedi dall’hotel, passando sotto la ferrovia.

Dalla camera si vedeva la roccia del monte.

La vista sul mare dal terrazzo in comune

Ovunque colori, luce, mare, cielo, fiori… e ogni tanto il passaggio di un treno.
Un suono che mi manca e che mi faceva sognare di viaggi e viaggiatori…

 

 

 

 

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