Balliamo balliamo o siamo perduti

 

880x0_p1c3sgv6i43j1q1smunfb91fba5

Un paio d’anni fa, dopo aver visto un breve filmato sul ballerino siriano a Parigi,

ho letto la storia di Ahmad Joudeh, un ragazzo cresciuto in un campo profughi di Damasco.

Un ragazzo sì, anche un sogno fatto carne, però, una scintilla di luce in un punto del tempo e dello spazio dove da un po’ è difficile trovare la bellezza. A riprova della verità che dentro di noi sappiamo: in ogni luogo può brillare la scintilla di bellezza nata da un sogno e in ogni tempo quella scintilla può divampare in un fuoco di passione.

Ahmad è figlio di madre siriana e padre palestinese, da quando è bambino ha sempre avuto il sogno di fare il ballerino. Quando il padre se ne accorge si infuria, gli vieta severamente di accostarsi in qualsiasi maniera alla danza, ma Ahmad continua a ballare e non solo, insegna danza, offre lezioni di danza gratis ai bambini orfani e disabili (e in zone di guerra i bambini orfani o con disabilità causate da ferocia, armi, mine e non da malattie sono tanti).

Ahmad insegna a ballare, balla, ama la danza. Non la smette, no! Suo padre se ne accorge e lo picchia, lo prende anche a bastonate sulle gambe, ma non esiste bastonata che possa uccidere una passione.

Ahmad sfida suo padre e sfida anche l’Isis e la minaccia di morte. Ahamd  si fa tatuare sul collo la scritta «Danza o muori» e lo fa nel punto preciso dove i boia dell’Isis calano la spada per eseguire le condanne capitali.

TattooDanceOrDie (1)

Per mesi e mesi   Ahmad balla sui tetti di Damasco flagellata dalle bombe e posta in rete i video delle sue coreografie.

Un regista olandese, Rusbel Kanonif, lo vede e capisce al volo di avere tra le mani una storia eccezionale, così si precipita in Siria per realizzare un documentario su di lui. Girano anche a Palmira, dove viveva la famiglia di Ahmad… casa distrutta. I sogni no.

Grazie a Kanonif, il Dutch National Ballet di Amsterdam nota il talento di Ahmad e lo aiuta ad espatriare in Olanda, dove Ahmad inizia a danzare professionalmente nel corpo di ballo… e arrivò Parigi e poi un incontro con Roberto Bolle e 

il libro DANZA O MUORI

6 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Roberta
    Lug 26, 2019 @ 14:31:56

    Preziosa SEMPRE. Anche per i consigli di lettura. GRAZIE !
    sei un vero Tesoro.

    Rispondi

  2. Roberta
    Lug 26, 2019 @ 14:35:01

    Preziosa SEMPRE. Anche per i consigli di lettura. GRAZIE !
    sei un vero Tesoro. Che poi a bene pensarci danziamo sempre in questa vita.. facendoci coraggio e leggendo di storie come queste. E’ pur vero che la vita somiglia più ad una lotta che ad una danza, talvolta e spesso, ma forse la danza, arte sublime – può dare il volo miracoloso.
    Grazie ancora.
    Preziosa Amica.

    Rispondi

    • bricioladinuvola
      Lug 26, 2019 @ 17:05:24

      in un’intervista gli chiesero se poi suo padre avesse capito:
      “Sì, è venuto ad Amsterdam a vedere un mio spettacolo dopo undici anni che non ci parlavamo e vedevamo. La sua reazione mi ha colpito tantissimo. Mi ha detto che non sapeva se essere felice o triste per tutto quello che mi aveva fatto passare ed imposto. Gli ho dimostrato che ero diventato quello che veramente volevo diventare, un ballerino, e questo adesso lo ha capito. Il nostro non può essere certo considerato un rapporto normale, ma stiamo imparando a conoscerci l’un l’altro; mi accetta con amore e affetto, una situazione straordinaria per me, ma anche per i miei amici che all’inizio erano sbalorditi da tutto questo. Il passato fa parte del passato, ora pensiamo a noi. Questa sua trasformazione è frutto anche della maggiore libertà a cui è stato esposto, perché sono tre anni oramai che vive a Berlino, in un ambiente più aperto”

      Rispondi

    • bricioladinuvola
      Lug 26, 2019 @ 17:07:15

      anche la danza è una lotta, contro la gravità, contro i pregiudizi…

      Danza o muori – secondo me – significa non farti distruggere i sogni da nessuno

      Rispondi

  3. Roberta
    Lug 27, 2019 @ 17:00:17

    E’ così. Esattamente così. E grazie anche per la bellissima testimonianza del padre.

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: