Maddalena, Giuda e la Misericordia infinita.

Dio ci chiama per nome.

 

“Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».  Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto».
Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». ”
(dal Vangelo secondo Giovanni)

 

Il commento di Paolo Curtaz:

Quanto è amata la piccola Maria di Magdala? Simbolo della misericordia e del perdono ricevuto, la santa unisce in sé tre figure storiche: la peccatrice perdonata, la sorella di Lazzaro e una discepola proveniente da Magdala.

A Vézelay, in Borgogna, una straordinaria Cattedrale romanica custodisce, secondo la tradizione, le spoglie mortali di santa Maria Maddalena. Quel luogo è così diventato il tempio della tenerezza e del perdono, della misericordia e della compassione. Attraverso un percorso iniziatico, il pellegrino sperimentava la misura della bontà di Dio. Appena prima di uscire da una delle tre porte della facciata, un capitello posto in alto, inaccessibile alla vista, rivela il paradosso dei paradossi. Lo scultore raffigura l’impiccagione di Giuda, il maledetto per antonomasia. La rappresentazione è quella consueta medievale: l’anima di Giuda esce dal suo corpo esanime mentre un demone la rapisce. Ma sull’altro lato un pastore, il buon pastore, porta sulle spalle il povero Giuda. Il volto del pastore è diviso a metà, mischiando gioia a sofferenza. È Cristo che porta sulle sue spalle l’anima di Giuda. Solo in quel luogo si poteva osare tanto. Maria di Magdala continua a ricordarci la misura senza misura dell’amore infinito di Dio. Lei che ha sperimentato il perdono senza condizioni, ancora ci invita a diventare discepoli della compassione.

Ieri sera ho cercato qualche immagine di Vézelay.

Ecco il capitello:

E mi è tornato in mente un frammento di omelia di don Primo Mazzolari che mi ha fatto ascoltare don Fulvio (una registrazione della predica del Giovedì Santo del 1958). Cercato il testo, ne riporto qualcosa con gratitudine: 

 «Povero Giuda – aveva esordito il parroco – Che cosa gli sia passato nell’anima io non lo so. È uno dei personaggi più misteriosi che noi troviamo nella Passione del Signore. Non cercherò neanche di spiegarvelo, mi accontento di domandarvi un po’ di pietà per il nostro povero fratello Giuda. Non vergognatevi di assumere questa fratellanza. Io non me ne vergogno, perché so quante volte ho tradito il Signore; e credo che nessuno di voi debba vergognarsi di lui. E chiamandolo fratello, noi siamo nel linguaggio del Signore. Quando ha ricevuto il bacio del tradimento, nel Getsemani, il Signore gli ha risposto con quelle parole che non dobbiamo dimenticare: “Amico, con un bacio tradisci il Figlio dell’uomo!”».

«Amico! Questa parola – continuava Mazzolari – che vi dice l’infinita tenerezza della carità del Signore, vi fa’ anche capire perché io l’ho chiamato in questo momento fratello. Aveva detto nel Cenacolo non vi chiamerò servi ma amici. Gli Apostoli sono diventati gli amici del Signore: buoni o no, generosi o no, fedeli o no, rimangono sempre gli amici. Noi possiamo tradire l’amicizia del Cristo, Cristo non tradisce mai noi, i suoi amici; anche quando non lo meritiamo, anche quando ci rivoltiamo contro di Lui, anche quando lo neghiamo, davanti ai suoi occhi e al suo cuore, noi siamo sempre gli amici del Signore. Giuda è un amico del Signore anche nel momento in cui, baciandolo, consumava il tradimento del Maestro».

Dopo aver ricordato la fine disperata dell’apostolo traditore, Mazzolari concludeva: «Perdonatemi se questa sera che avrebbe dovuto essere di intimità, io vi ho portato delle considerazioni così dolorose, ma io voglio bene anche a Giuda, è mio fratello Giuda. Pregherò per lui anche questa sera, perché io non giudico, io non condanno; dovrei giudicare me, dovrei condannare me. Io non posso non pensare che anche per Giuda la misericordia di Dio, questo abbraccio di carità, quella parola amico, che gli ha detto il Signore mentre lui lo baciava per tradirlo, io non posso pensare che questa parola non abbia fatto strada nel suo povero cuore. E forse l’ultimo momento, ricordando quella parola e l’accettazione del bacio, anche Giuda avrà sentito che il Signore gli voleva ancora bene e lo riceveva tra i suoi di là…».

« E lasciate che io domandi a Gesù, a Gesù che è in agonia, a Gesù che ci accetta come siamo, lasciate che io gli domandi, come grazia pasquale, di chiamarmi amico».

6 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Robera
    Lug 22, 2019 @ 22:56:22

    GRAZIE,GRAZIE, MILLEVOLTE GRAZIE!!!!
    Cate Cara. Sorella. Amica. Che mi fai capire le cose, più di chiunque altro.
    Io ti benedico. Sorella di cammino e dell’Anima. : Noi ce la faremo. E tu hai capito! tu mi hai capita, !! tu mi capisci, completamente.
    GRAZIE INFINITAMENTE GRAZIE!

    non so’ dir altro,perchè laddove le parole non arrivano, Arriva Dio di Misericordia!
    chi c’è c’è sempre, al di là di tempo e spazio. E tu non sai il bene che mi fai.
    sorella di riconoscenza, grazie Tesoro sulla terra, ponte di amore e misericordia.
    Ti abbraccio, come spero di poter fare al più presto, ancora.
    Questa è una meraviglia di beatitudine!, anzi, di più.
    E tu sai, che non esagero. Tu lo sai.

    Rispondi

    • bricioladinuvola
      Lug 23, 2019 @ 09:18:24

      non te lo aveva mangiato la rete… ti eri mangiata una ‘t’ del tuo nome e il commento era finito in moderazione, almeno lui! Noi siamo smodate, smisurate e follemente innamorate della libertà

      Rispondi

  2. Roberta
    Lug 22, 2019 @ 23:10:34

    la ‘rete’ ha mangiato il mio commento. Ma non quello che sento … quello no.
    Misericordia, pietà, liberazione ed amore, infinito. E solo Giotto, con quelle mani meravigliose, e solo un’Amica con un’Anima superiore e un Cuore che sa comprendere e liberare, e dare, al di là di noi stesse, al di là di ogni umano e cocente e tormento.
    Non importa se la rete, ha mangiato il commento di prima che ci tenevo.
    Solo una parola: GRAZIE, perchè pieno di grazia infinita è quello che tu hai lasciato qui.
    GRAZIE GRAZIE ! INFINITAMENTE grazie.
    Tu sai.
    Tutto si può sopportare, leggendo tutto questo, leggendolo con gli occhi altri… di quella misericordia e compassione, e trapasso anche in Vita, che ci renderà liberi, – di scegliere sempre e per sempre il bene. Al di là di noi
    Non trovo le parole.
    Ma grazie per ESSERCI ed esserci così.
    NON vedo l’ora di rivederti con la grande speranza, di un bene infinito.
    GRAZIE !!

    Rispondi

    • bricioladinuvola
      Lug 23, 2019 @ 09:21:17

      giro il tuo GRAZIE a Dio, a don Fulvio, a Paolo Curtaz (e a don Primo Mazzolari in cielo). Volevo condividere doni ricevuti e sono felice che almeno un’altra persona li senta preziosi come sono stati vitali per me. E quindi GRAZIE a te ❤

      Rispondi

  3. Roberta
    Lug 22, 2019 @ 23:15:33

    che meraviglia di liberazione !! dalla pietà che non cede al rancore MADRE io ho imparato l’amore.
    Quell’amore alto altro che sa far dimenticare qualsiasi rancore e sa liberarsi, liberarci perdonare e dimenticare IL MALE.
    GRAZIE !!

    Rispondi

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