e via col tram

Domenica in tram, ieri pomeriggio, collaudo della T2 in direzione aeroporto e poi verso la stazione ferroviaria… le domande, l’entusiasmo, lo stupore della bimba valevano il biglietto (che non era da pagare, per le prime due settimane si viaggia gratis sulla nuova linea, il che spiega la folla, oltre alla bella giornata di sole… ).

Cantieri di restauro in Piazza della Signoria, dove Bernie doveva fare una ricerca per scuola. Bella anche incerottata e con le gru eterne, la mia splendida città, vecchia e piccina.

Il ratto delle Sabine da sotto la Loggia dei Lanzi, con lo sguardo al tramonto in arrivo…

Il ratto delle Sabine da sotto la Loggia dei Lanzi, con lo sguardo alla Torre di Arnolfo.

Passati i figuranti, Viola imita la camminata del corteo che rievocava la storica partita dell’assedio (17 febbraio 1530). Viva la Repubbliha fiorentina!

E poi si innamora di un cavallo bianco…

Rari reperti di giustizia in terra e colori regalati nelle viuzze, dietro ogni curva può esserci una sorpresa…

altro che tram, la prossima volta giro a cavallo, ciao amico silenzioso!

Sei

fiori viola nella neve

Sei la forza che mi decentra e ridimensiona, quando altre relazioni non bastano a liberarmi dalla gabbia dell’io.
Sei il mio cuore anche fuori di me, quello per cui prego che i battiti durino più a lungo, almeno più a lungo dei battiti del cuore dentro me.
Sei la mia stella del mattino anche se durante la notte ti metti tra me e il tuo babbo e ci fai morbidi a gomitate nel sonno (tuo). Certe notti vorrei svegliarti e rimetterti nel tuo lettino con un rimprovero, poi una tua manina mi stringe un dito o mi sfiora i capelli e la fronte e sono fregata per sempre, come la prima volta che ti ho vista. Sei anni fa.
Sei la mia bambina e festeggi sei anni…

altaléna

sf. [sec. XIV; da altaleno]. Trave posta in bilico su un qualsiasi perno, alle estremità della quale si collocano due giocatori che oscillano alternativamente in alto e in basso. Un altro tipo di altalena consiste in una tavoletta appesa a un sostegno per mezzo di due funi. In questo caso basterà una sola persona a imprimervi un movimento oscillatorio. Il gioco è antichissimo, probabilmente di origine rituale. La mitologia greca faceva risalire al mito dell’infelice Erigone, impiccatasi dopo la morte del padre Icario, l’origine dei giochi attici di Aiora. Essi consistevano nel far oscillare particolari simulacri sospesi a un albero: al movimento oscillatorio veniva attribuito un significato simbolico e religioso, associato all’idea di rinascita e di rinnovamento cosmico e naturale.

 

Sei anni da quella notte gelata in cui la mia briciola frettolosa è venuta al mondo.
Ricordo quasi con un sorriso, adesso, i dolori che mi piegavano in due.
Ricordo con un velo di lacrime, cuore in gola, gratitudine rinnovata, la gioia immensa di quando ho dato alla luce la mia ragione di vita.

8 febbraio 2013
( pochi minuti dopo la mezzanotte in sala parto )

Viola, che fretta di nascere! Ero ancora a danza, giovedì 7 febbraio, quando si ruppero le acque sotto il velo che colorava e non copriva il pancione… poi i dolori, la corsa a Careggi, lo stupore di chi nella mattina mi aveva detto che no, mi sbagliavo, non stavi per nascere e invece… invece la tua mamma sapeva più del medico quanta fame di vita premesse da dentro (lo stesso dottorino che la mattina del 7 mi aveva pronosticato una probabile induzione del parto per il mese seguente mi ha poi, non molte ore dopo, dato i punti di sutura per la tua uscita precipitosa!), sentivo sempre più forte la tua voglia di venire al mondo e infatti stringendo i pugni e tremando (e perdendo troppo sangue, ma questo me lo hanno raccontato dopo, non me ne ero proprio accorta, non pensavo più a me, soltanto a te) ti ho data alla luce nella notte, mentre il cielo preparava neve per le tue prime giornate fuori da me.

Eri piccina piccina e le tutine taglia zero ti stavano grandi

I tuoi occhioni spalancati sono sempre più belli, ogni giorno un tuo sguardo cancella dolori, paure, ferite e arrabbiature… occhi dolci e incantati a volte, spesso birichini e curiosi, sguardi affascinati e affascinanti, divertenti e divertiti! Esigenti e generosi.

Ma la prima volta che ho visto i tuoi occhi … non potrò mai scordare quell’emozione.
Enorme.
Minuscola tu.
Ti sei presa tutto e a tutto dai un senso nuovo.

Sei anni di te fuori di me e sembra ieri. E invece è passata una vita, la tua vita.
Una vita che cresce senza smettere di meravigliarmi.

Ti abbiamo portata anche in Curva, volevi vedere lo stadio “il posto dove vi siete conosciuti”…sì, babbo e mamma si sono conosciuti in Curva Fiesole, uniti dalla passione per la Fiorentina. Ora la Viola che ci unisce sei tu.

28 gennaio 2018 in Curva4

A luglio è morto il tuo nonno, il mio babbo mi manca tanto che a volte dimentico che non manca soltanto a me…

ieri mi hai detto che eri triste per il tuo primo compleanno senza nonno Lodovico, a novembre sei venuta con noi a vedere dove riposa il suo corpo, ma tu sei gioia di vivere sempre e piangi, certo, senza i freni stupidi degli adulti, ma sai subito riaprirti al sorriso e alla felicità …questa estate sei stata la mia ancora di salvezza, in acqua con te ero felice, senza te non sarei andata al mare quest’anno.

In acqua eri contenta, ma sei un fiore d’inverno tu… ancora quest’anno non si è giocato a palle di neve, l’anno scorso a Firenze neve di marzo, c’è tempo…

per ora ci godiamo i giardini di febbraio.

Buon compleanno, amore mio ❤