Ceneri e soffio di vita nuova

ceneri

 

Briciole di Parola

“… il simbolo delle ceneri riassume magnificamente tutta la Parola di Dio racchiusa nelle Scritture di oggi, esso non è soltanto un richiamo alla nostra creaturalità, l’imposizione delle ceneri sul capo orienta il nostro impegno quaresimale verso la gioia della Pasqua, perché ci ricorda che il fuoco dell’Amore di Dio è capace di consumare tutto il nostro peccato, sciogliendo ogni rigidità e vincendo ogni resistenza. Il simbolo delle ceneri esprime la fiducia che i nostri peccati quando sono immersi nella Misericordia di Dio perdono peso specifico, diventano leggeri, irrilevanti come polvere prossima a ricevere ancora il soffio di una vita nuova…”

   (trascrivo commossa dopo aver ascoltato più volte un dono del mio solito spacciatore di parole e Parola, canzoni e salvezza) 

Commento alle letture di mercoledì 14 febbraio 2018
Mercoledì delle Ceneri
Gl 2,12-18; Sal 50; 2Cor 5,20-6,2; Mt 6,1-6.16-18

Prima lettura
Dal libro del profeta Gioèle

Così dice il Signore:
«Ritornate a me con tutto il cuore,
con digiuni, con pianti e lamenti.
Laceratevi il cuore e non le vesti,
ritornate al Signore, vostro Dio,
perché egli è misericordioso e pietoso,
lento all’ira, di grande amore,
pronto a ravvedersi riguardo al male».
Chi sa che non cambi e si ravveda
e lasci dietro a sé una benedizione?
Offerta e libagione per il Signore, vostro Dio.
Suonate il corno in Sion,
proclamate un solenne digiuno,
convocate una riunione sacra.
Radunate il popolo,
indite un’assemblea solenne,
chiamate i vecchi,
riunite i fanciulli, i bambini lattanti;
esca lo sposo dalla sua camera
e la sposa dal suo talamo.
Tra il vestibolo e l’altare piangano
i sacerdoti, ministri del Signore, e dicano:
«Perdona, Signore, al tuo popolo
e non esporre la tua eredità al ludibrio
e alla derisione delle genti».
Perché si dovrebbe dire fra i popoli:
«Dov’è il loro Dio?».
Il Signore si mostra geloso per la sua terra
e si muove a compassione del suo popolo.

Salmo responsoriale
Sal 50
Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.

Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro.

Sì, le mie iniquità io le riconosco,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto.

Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.

Rendimi la gioia della tua salvezza,
sostienimi con uno spirito generoso.
Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode.

Seconda lettura
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, noi, in nome di Cristo, siamo ambasciatori: per mezzo nostro è Dio stesso che esorta. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio.
Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio.
Poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio. Egli dice infatti:
«Al momento favorevole ti ho esaudito
e nel giorno della salvezza ti ho soccorso».
Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!

Vangelo

Mt 6,1-6.16-18
Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipòcriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipòcriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipòcriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».


Buon ritorno
a Dio e quindi anche a noi stessi…

2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. adamsmith76
    Feb 14, 2018 @ 20:52:36

    Uno dei passi del Vangelo che mi piacciono di più. Però o sono io che l’ho capito male o gli altri…

    Rispondi

  2. Roberta
    Feb 15, 2018 @ 09:44:17

    GRAZIE Caterina. La riconciliazione sta nel riuscire a far si che in quel digiuno, – quel digiuno, – ci sia il vero nutrimento, della nostra anima. Del nostro cuore e aiutare la mente a sopportare il peso di ciò che capiamo. Accettare i misteri e colmare le voragini interiori. Forse anche questo è il senso. Oltre il verbo che Dio stesso ha coniato.
    (se pensi che abbia scritto qualcosa di eccessivo o addirittura “blasfemo”, ti invito a cancellare senza problemi.
    Ti ho risposto sul blog. E’ importante quando puoi che tu legga, mia cara.
    Un sorriso, che arrivi fino al tuo “negozio”.
    Ti sono arrivate le mail, vero?

    🙂

    Rispondi

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