… babbo, non mi lasciare

Lodovico Grassi

Mi hai tirato soltanto uno schiaffo e me lo ricordo ancora…

Ti amo da quando sono nata, babbo Lodovico, solo tra le tue braccia mi sentivo sempre al sicuro, mi cullavi con Mozart e Beethoven, con Bach e Battiato, con i Beatles e Rino Gaetano… mi hai trasmesso la passione per la musica e per il peperoncino piccante, il vizio del fumo e quello della lettura,

ti ho rubato più di un libro, te ne ho sciupati diversi prima ancora di cominciare a camminare, ti ho sfracassato le palle con le mie domande facili facili, tipo, quando avevo meno anni che le dita delle mani, “Ma esistiamo davvero? O è tutto un teatro per un pubblico che non possiamo immaginare o ancora un sogno di un solo essere esistente…” e “perché muoiono i bambini?” e poi, crescendo – in età e non in saggezza o delicatezza – discutendo di politica e religione con un furore che pochi, sentendoci litigare tanto forte, sapevano leggere come amore smisurato, senza freni di educazione e rispetto delle formalità.

Mi hai fatta ballare e piangere, ridere e studiare… ti ricordi quando tra noi si parlava in latino, o all’occorrenza in greco, per non farci capire dagli altri? E se il francese resta la mia lingua del cuore è sempre colpa (o merito) del tuo amor per Parigi.
Ah, ti ho perdonato l’imposizione del classico quando volevo fare l’istituto d’arte e tu tornasti a casa col Rocci. In fondo, studiare latino e greco mi è servito. Ma a Viola non imporrò scelte diverse dalle passioni che spero si senta libera di manifestare.
Tu, spero, mi perdonerai i dispiaceri e gli spaventi che ti ho procurato, quando mi sono ridotta pelle e ossa, quando ti ho detto della prima canna e dell’ultimo amore sbagliato che poi non era mai l’ultimo, quando ho tentato di andare a vedere prima del tempo quel che forse c’è “di là” e mi avete riacciuffata per i capelli… 


Mi hai spiata leggendomi il diario quando ero adolescente e ti sei arrabbiato per quel che ci hai scoperto. Ero più arrabbiata di te, per quella violazione dei miei segreti. Se ci ripenso, sono ancora un po’ arrabbiata, anche se, ora che sono mamma, non oso promettere che non farò anch’io una simile orribile azione…
Mi hai tirato soltanto uno schiaffo in tutta la mia vita e me lo ricordo ancora, quando litigavo con Pietro per un giocattolo… “Mio e tuo sono le sole parolacce che non voglio sentire in questa casa! Siete fratelli, dovete condividere stanza e balocchi. Non si litiga per stupidi oggetti”

Sei diventato un tenero nonno per la mia piccolina, come sei stato un padre dolcissimo e furibondo, esplosivo e amoroso, ingombrante a volte, indispensabile sempre, ancora.

Non eri certo contento del mio essermi allontanata dalla chiesa, ma mi hai sempre rispettata. E, in questo, lasciata libera.
E quando mi sono riavvicinata… so che sei stato felice per il battesimo pur tardivo di Viola,

anche se non eri più nei tuoi cenci… sempre più debole e malconcio.

E quando, dopo 12 anni di matrimonio civile, mi sono sposata anche in chiesa con Sandro,

ti ho visto sorridere come quasi mai negli ultimi tempi, a parte nei momenti di gioco con la tua nipotina.

Ora ho paura.
E non so trattenere le lacrime e il tremito.
Sono stata abbastanza forte nei primi giorni, dopo lo shock del tuo infarto, la corsa al Pronto Soccorso, le prime – decisive, dicevano – 48 ore in Terapia Intensiva… sabato ti avevo visto meglio, domenica affaticato, ma liberato dal macchinario che lavorava al posto del tuo cuore e dei tuoi polmoni… ieri e oggi… peggio, stai peggio tu, sto crollando anch’io. L’adrenalina non basta a farti riprendere, ti hanno riattaccato la macchina per la respirazione forzata, quel debole segnale non incoraggia a esser fiduciosi, la luce che avevo visto nei tuoi occhi sabato, ora dov’è finita? Non posso fare più altro per te se non pregare e aspettare, cercar di lavorare, prendermi cura di Viola, pregare, sperare, tornarti a trovare… ti voglio tener la mano finché posso.

Non mi lasciare

6 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. AnnaZuk
    Apr 04, 2017 @ 18:21:28

    Quante gioie gli hai dato e gli dai lo sa solo Dio. Un bacio ❤

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  2. Volpinablu-Antonella
    Apr 04, 2017 @ 18:23:49

    mi unisco a te nella preghiera, un forte abbraccio…

    Rispondi

  3. adamsmith76
    Apr 04, 2017 @ 21:41:23

    Un colpo al cuore leggere l’ultima parte del post. Non possiamo che unirci nella preghiera, CATE

    Rispondi

    • bricioladinuvola
      Apr 10, 2017 @ 13:02:07

      e non c’è altro da fare… ancora in Terapia Intensiva. Miglioramenti, peggioramenti, andamento incerto, prognosi riservata, momenti di speranza, ore di sconforto… è lunga, è uno sfinimento questa attesa…

      Rispondi

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