Amatè Firenze, amate Firenze

28-1-2017-prospettiva-globaleSabato 28 gennaio, inaugurazione affollata e abbraccio affettuoso di tutto il quartiere al mio primo negozio, il primo punto vendita a Firenze per i cosmetici naturali di Amatè, dalla Puglia con amore per la salute e la bellezza di grandi e piccini, uomini e donne, allergici e persino per gli amici a quattro zampe.

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 Ringrazio di cuore chi è venuto a vedere,

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a provare, 

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a coccolare la mia bambina (e suo figlioccia)

Viola e il padrino Norfini

…e a comprare 😉

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a far festa con i dolci (spettacolare e squisita la torta preparata da Silvia)

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e con la lampada del benessere che già da spenta sprigionava profumo di miele, perché fatta in vera cera d’api (artigiano salentino con indirizzo misterioso, ma lo scoprirò), poggiata su legno di olivo, riempita con il sale rosa e

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…accesa la candelina tealight con qualche goccia di olio essenziale rilassante dei sensi (Patchouli) ha creato una bellissima atmosfera…

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Grazie a Anna, la mia madrina di cresima tardiva, madrina di battesimo di Viola e testimone di nozze, ancora una volta splendida fotografa raramente fotografata 😉 E a Marinella, sempre presente nei momenti cruciali.

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E grazie a chi c’era con il cuore, 

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a chi mi ha consigliata per la vetrina,

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a chi ha portato graditi omaggi floreali diventati allestimento e decorazione

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e infine al mio cuore, che sente in queste giornate la lontananza dalla mia piccina…e regge. Perché anche a Viola manca tanto la sua mamma, ma a entrambe serviva staccare un po’ e imparare a respirare separate. Quante volte si taglia il cordone ombelicale dell’anima?

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vigilia di apertura

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emozionata a dir poco, dopo anni da “topo di biblioteca”, fino alla rinascita sociale con la Curva, dopo lavori precari completamente diversi da quello che sto iniziando, dopo, soprattutto, quattro anni da mamma a tempo pieno e qualche problema in famiglia e di salute, eccoci… domani si va in scena, con l’inaugurazione del mio negozio di cosmEtica.
E da lunedì, ogni giorno, tutto il giorno (insomma, con una pausa pranzo, non credo proprio che farò orario continuato da sola), sarò al pubblico. Timore e curiosità.

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Le “gioie” (ironico) del mondo del piccolo commercio di zona già le sto assaggiando, tra i disguidi delle spedizioni (l’insegna bloccata nel deposito a due giorni dall’apertura, consegne saltate, merce tutta nel camion del corriere e consegnata in due viaggi…), le proposte di protezione di guardie giurate e non solo, battute frizzi e lazzi su una donna che da sola in dieci giorni dalla consegna delle chiavi del negozio fisico tutto da risistemare (firmato il contratto di affitto del locale commerciale lunedì 16, oggi è quasi tutto pronto… sto scrivendo dal negozio, con adsl già attiva) si è messa in testa di avviare un’impresa… e oggi increduli mi fanno complimenti, ma fino a ieri…

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Torno a sistemare prodotti sulle mensole e … domani mi butto! Anche se il welcome to the jungle mi è già stato servito.

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Poi non ho pubblicato dal negozio, c’era ancora troppo da fare, non si finisce più, tante idee, tanta voglia di accogliere al meglio chi verrà all’inaugurazione… mi sta aiutando Anna venuta dalla Puglia e tra poche ore davvero si parte con questa nuova colorata avventura

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Lavori in corso

per iniziare un lavoro tutto nuovo. Anche se con una radice ormai piantata nel cuore da qualche anno.
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Gli amici si ricordano bene della mia passione per i cosmetici naturali anche fatti in casa. Un divertimento nato per evitare i prodotti allergizzanti e pieni di roba tossica. Un divertimento salutare che mi ha portata a studiare e sperimentare. Per me, per la nuova vita che avevo in pancia, per la bimba neonata, per amici e familiari.
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Non potevo farne subito un mestiere, con titoli di studio diversi da quelli richiesti nel settore, soprattutto non potevo mettere in commercio stick per le labbra, crema per le mani e dopobarba, cremine per il viso e altre delizie fatte di ingredienti naturali, solo naturali, senza paraffina, senza petrolati, senza parabeni, senza siliconi, senza robaccia tossica, ma, purtroppo, anche senza certificati e permessi.
Pensavo di mantenerlo come hobby, passione per il tempo libero, lo spignatto ecobio. E rimettermi a cercare lavoro in base alle mie competenze certificate. Poi… la scoperta di Amatè, l’occasione di aprire un punto vendita per prima a Firenze, la ricerca di un locale commerciale in affitto e una serie di pratiche, intoppi, incontri e scontri con il magico mondo della burocrazia che non sto a raccontare, tanto chi ne ha fatto esperienza prima di me lo ricorda fin troppo bene, chi non ha mai provato a mettersi in un’impresa commerciale in Italia non potrebbe crederci. Kafka era un dilettante.
Ormai manca poco all’inaugurazione del mio negozio, sabato 28 gennaio nel pomeriggio, già chiesti tutti i permessi al Comune di Firenze, terminate le pratiche per la partita IVA, la SCIA (non chimica, eh…), l’insegna, la registrazione e l’autorizzazione a tutto (persino a come disporre i mobili!), la parte più noiosa dell’impresa, insomma, sta per finire. Bisogna allestire materialmente il negozio, il posto dove passerò tra poco più tempo che a casa, almeno da sveglia. Sono partita dal contratto d’affitto e la consegna delle chiavi, il giorno dopo la vittoria della Fiorentina con la vecchia Signora!

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Poi dipinte le pareti (che prima erano da scrostare e imbiancare… affitto super conveniente, vista la zona, a due passi da Piazza Puccini, qualche magagna doveva esserci) con il verde della casa madre. Il verde Amatè, brillante e rasserenante.

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Che  poi il verde è il colore preferito di Viola mia,

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mentre il mio è il viola. Intanto ho portato un vaso di vetro con le conchiglie raccolte all’isola d’Elba da bambina, pieno di fiori viola di stoffa, per fare “casa” dove passerò tante ore ogni giorno e sulla porta si è sfogata la mia passione per il colore viola,

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con gioia anche della monella che voleva controllare i lavori nel nostro negozio

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Piano piano si monta la mobilia, si pulisce e si pittura, si ultimano le pratiche burocratiche (no, non sono finite, ogni giorno ne spunta una nuova), si cambia la serratura e si impara a tirar giù il bandone per la notte. Non vedo l’ora di parlare dei prodotti che proporrò ai clienti e agli amici vecchi e nuovi, ma per ora devo raccogliere le forze e la calma per curare questa mia piccola oasi al riparo dai mali del mondo e dai fantasmi del passato personale. Un lavoro, una bimba, cose buone per far belle le persone senza danneggiarne la salute… che cosa chiedo di più?
Per chi fosse molto curioso, un link alle linee di Amatè e a Neve Cosmetics (Amatè non produce make up, ma ha un accordo con chi inventa trucchi super colorati senza schifezze e con un cuore … Neve è attenta alle persone in difficoltà e promuove progetti di solidarietà).

Per chi sta a Firenze, l’inaugurazione sarà, appunto, tra pochi giorni

AMATE’ FIRENZE
Bellezza, Salute, Benessere
Sabato 28 gennaio 
ore 16-19.30
Via del Ponte alle Mosse 140 R
50144 Firenze

Purple Monday

 

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emozioni che colorano di viola anche il giorno dopo…

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Foto LaPresse/Marco Bucco 15/01/2017 Firenze (Italia) Sport Calcio Fiorentina vs Juventus - Campionato italiano di calcio Serie A TIM 2016/2017 - Stadio "Artemio Franchi" Nella foto: il primo gol di Nikola Kalinic 1-0 Photo LaPresse/Marco Bucco January 15, 2017 Florence (Italy) Sport Soccer Fiorentina vs Juventus - Italian Football Championship League A TIM 2016/2017 - "Artemio Franchi" Stadium  In the pic: the first goal of Nikola Kalinic

Foto LaPresse/Marco Bucco
15/01/2017 Firenze (Italia)

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Nella foto: il primo gol di Nikola Kalinic 1-0

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

tornare a casa da una strada diversa

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Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino.
Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima

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e Viola è stata la stella che ha portato anche babbo Sandro a vedere “Gesù Bambino nel presepe grande, nato il giorno che mamma ha messo il nostro Gesù Bambino nel presepe piccino”.

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Ma tutto passa. E già si deve smontare il presepe, spogliare di addobbi l’alberello, riporre luci e nastri e rimettere in garage la scatola natalizia. Dopo anni senza voglia di festeggiare, quest’anno mi ero davvero divertita con le decorazioni, anche troppo.

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Da domani si torna alla ferialità, senza effetti speciali se non i giochi di luce e colore che il cielo ogni giorno sa regalare, tra nuvole al tramonto e

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abbracci di nebbia.

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Con il calore di affetti rinnovati,

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(palla di cacao portato in dono da Cuba da Daniela)

doni da gustare

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(ancora regali da Dani, maracas assai apprezzate da Viola)

5-1-2017-berlucchie vita cui brindare anche senza il signor Berlucchi, ennesimo dono di Daniela tornata a Firenze e nostra gradita ospite per pochi giorni.

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Una tisana alla curcuma con semi di cardamomo può profumare una serata di congedo dalle feste, consolare l’inquietudine per chi non ha un tetto sulla testa con questo freddo becco e farmi fare pace con i limiti. Se posso solo donare una coperta per i senza fissa dimora, qualche pacco di pasta per i bisognosi in parrocchia, se poco più che una copia del giornale di strada non posso prendere… accetto di dare quello che posso ora, un panino, un caffè caldo, una stretta di mano, due parole senza girare la testa dall’altra parte.

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E domani si vedrà, domani si torna a cercar di costruire qualcosa di nuovo, un passo alla volta, cercando di non ricadere in vecchi errori

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un anno nuovo, tutto da colorare come vogliamo. Sì, ci sono cose che non dipendono da noi, tante, anche gravi, ma possiamo sempre cambiare il modo in cui le affrontiamo o subiamo, possiamo scegliere se lasciare che ci schiaccino quando piombano addosso o trarne lezioni. E ci sono cose che possiamo decidere, fare, rifiutare, accogliere, sognare, trasformare…
Allora per il nuovo anno mi preparo una tavolozza come dico io: il rosso della passione, del fuoco che scalda, del peperoncino che pizzica, del sangue che circola, del cuore che batte, della pomarola sulla pizza, della marmellata di ciliegie, il rosa dell’alba e della tenerezza, il rosa delle fantasie romantiche che anche le teppiste da stadio cullano in cuore, il viola dell’attesa e del desiderio, l’arancio della frutta estiva, delle foglie autunnali, di tanti fiori… e il verde, il verde della speranza e dell’erba fresca, delle lucertole e degli occhi di certi gatti. Il verde scuro dei pini, il verde chiaro dei germogli. Il giallo del girasole, del grano maturo, della cera d’api e della fiamma delle candele – troppe candele ogni anno – in memoria. Il giallo delle foglie in danza nel vento nei giardini d’ottobre. Il giallo delle stelle disegnate dai bambini, sole compreso. Il blu, il blu scuro dell’ora prima che faccia notte, il blu del mare al largo, il blu della nostalgia d’immenso… l’azzurro del mare, del cielo sereno, del manto della Madonna in tanti dipinti. Il marrone del cioccolato e del legno, dei tronchi da abbracciare e delle nocciole da mordere, del tavolo per scrivere, studiare, dipingere, stendere la pasta, piegare i panni asciutti, sfogliare un giornale, aggiornare l’agenda, fare due conti prima di lanciarsi in un’impresa. E ancora viola, chiaro sfumato mescolato a un arancio rosato per i tramonti dei pensieri mai detti. E bianco, tanto bianco, un mare bianco di luce nuova, un’onda di latte, nuvole e panna, lenzuola pulite, gelato al limone, intonaco fresco, quaderno nuovo.
Il nero viene da sé