gratitudini

matite coloratequando scrivevo il diario sul quaderno con le pagine di carta, anche prima di esser travolta dall’impegnativa gioia dell’essere mamma, a volte arrivavo così stanca alla sera che non potevo dedicare molto tempo alle parole su quei fogli ormai sbiaditi, ma per certe notti avevo adottato la semplice e buona abitudine delle “gratitudini”… anche nelle giornate più nere c’era qualcosa per cui essere grata, oltre al fatto di essere viva e respirare e poter camminare.
Non è un periodo tranquillo (ce ne sono mai stati nella mia vita?), a tenere lontano il sonno nonostante la stanchezza ci sono pensieri grossi e problemi spiccioli, a parte l’angoscia per quel che accade intorno a noi. Però nel cuore provo tanta gratitudine per l’amore della mia bimba, i suoi discorsi sempre più elaborati e buffi, la sua altalena di sfide e tenerezza, voglia di far da sola e bisogno di sentirmi sempre vicina; nell’anima sento nuova gratitudine per la luce che respiro dentro; nella mente e su questo diario strano, personale eppure non privato, con aggiornamenti saltuari, voglio appuntare (non fermare, non si ferma il tempo e neanche il ricordo è immobile, si modifica nel vivere ancora) poche grandi gratitudini di questo sabato e di questa domenica ormai andati…
Grazie, Anna, per essermi stata accanto nel giorno del ritiro prima della mia Cresima da adulta (che sarà celebrata sabato prossimo, il 4 luglio in Battistero), accogliendo i miei dubbi e le mie emozioni.

27 con Anna davanti al Duomo

Grazie ancora, Anna, anche per lo yogurt gelato in quel posticino carino vicino al Duomo. Con il dolce fresco in bocca si parla meglio anche di cose un po’ amare…

27 made with loveGrazie alle nuvole e a sorella Luna (e a Venere e Giove sempre più vicini, ora belli brillanti come stelle, anche se non riesco a far loro una foto. E anche questa con il nostro satellite non è il massimo, era ancora molto chiara  la Luna crescente nel cielo del pomeriggio, però mi piaceva la sua posizione apparente sopra le nuvole).

28 luna ancora chiaraE ancora grazie a Viola, birbona e scatenata, che mi riempie gli occhi di sonno e le gambe di lividi e il cuore e la mente di una felicità prima neanche sognata

28 Viola bellaE grazie a Sandro, sempre. Gratitudine implicita qui, cercando di esprimerla a voce nuda e nella vita nostra… però un paio di “grazie” esplicitamente per il babbo di Viola che stando con lei mi ha consentito di andare al ritiro e per lo sposo che mi lascia libera di fare un cammino che non sempre accetta, ma forse capisce. Eri un amico, sei presto diventato il mio sposo, sei il babbo di questa meraviglia che si tuffa verso l’obiettivo e che stasera proprio non voleva far la nanna. La passeggiata dopocena per farle scaricare un po’ le pile con la palla in piazzetta, tra altri bimbi e genitori in cerca di un filo d’aria in questo picco di estate nella conca… è stata anche una bella uscita per noi due. Essere coppia con una bimba piccina non è sempre facile, non essere solo i genitori di Viola e restare amanti e complici e confidenti è una sfida, non è scontato. Grazie

arc en ciel e arcobaleno in terra

arc en ciel

arcobaleno bandiera

la mia foto profilo ora arcobaleno

Immagine

e la gioia

23 Viola alla scuola di danza

la gioia di Viola quando balla è contagiosa per chi la guarda, ma stamattina qualcosa di più.
Mentre la portavo al giardino, passando davanti alla mia vecchia scuola di danza, con la porta spalancata per il caldo, le note dal pianoforte di accompagnamento alla lezione in corso sono volate in strada e ci hanno rapite entrambe. E siamo entrate.
Viola si è incantata a guardare gli allievi del corso di danza classica, prima davanti all’aula dei ragazzi, poi nella sala per le ragazze e poi di nuovo davanti ai ballerini (con gioia anche per gli occhi della mamma.. ehm ehm). Le piaceva danzare nel corridoio e correre da un’aula all’altra, come una farfalla …veloce e leggera, sulle ali della musica e della sua voglia di vivere. Ero quasi alle lacrime per la felicità.
E non so descrivere
 la gioia dei ballerini quando sono usciti uno per uno dall’aula della lezione di danza e Viola ha riservato a ciascuno un applauso: “Bravo! Bravo hai ballato bene! Bravi tati che ballano! Evvira (evviva)!”

Balletto di Toscana


Ci siamo salutati con un invito da parte del maestro di danza per qualche lezione appena sarà cresciuta un pochino ancora, perché per il balletto classico è decisamente piccina, anche se cresce a vista d’occhio. Per ora ci accontentiamo di ballare in casa o dovunque ci sia musica, saltellando sulle scale dei giardini,

21 Viola al giardinosenza trascurare il pallone e le corse tra i colori.

21 Viola e i, murales al giardino

E di correre in libertà tra un incontro e un gioco nuovo (ieri una variante del nascondino di cui non ho capito tutte le regole, ma Viola ha pazienza con la sua mamma che “non ha capito” e alza gli occhi al cielo rassegnata prima di farmi un sorriso e una linguaccia, non sempre in questo ordine).

 

22 Viola al giardino con bici e tati

Per la danza classica ci sarà tempo, ora è tempo di non perdersi un solo sogno in altalena

 

 

23 altalena

e per sorella Luna

19 sera

«Laudato sie, mi’ Signore,
cum tucte le tue creature,
spetialmente messor lo frate sole,
lo qual è iorno, et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de te, Altissimo, porta significatione.
Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle:
in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.
Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale a le tue creature dài sustentamento.
Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua,
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.
Laudato si’, mi’ Signore, per frate focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte».

20 Luna e stelle

 

LETTERA ENCICLICA
LAUDATO SI’
DEL SANTO PADRE
FRANCESCO
SULLA CURA DELLA CASA COMUNE

 

1. «Laudato si’, mi’ Signore», cantava san Francesco d’Assisi. In questo bel cantico ci ricordava che la nostra casa comune è anche come una sorella, con la quale condividiamo l’esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia: «Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba».

2. Questa sorella protesta per il male che le provochiamo, a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei. Siamo cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla. La violenza che c’è nel cuore umano ferito dal peccato si manifesta anche nei sintomi di malattia che avvertiamo nel suolo, nell’acqua, nell’aria e negli esseri viventi. Per questo, fra i poveri più abbandonati e maltrattati, c’è la nostra oppressa e devastata terra, che «geme e soffre le doglie del parto» (Rm 8,22). Dimentichiamo che noi stessi siamo terra (cfr Gen 2,7). Il nostro stesso corpo è costituito dagli elementi del pianeta, la sua aria è quella che ci dà il respiro e la sua acqua ci vivifica e ristora.

(…)

Uniti da una stessa preoccupazione

8. Il Patriarca Bartolomeo si è riferito particolarmente alla necessità che ognuno si penta del proprio modo di maltrattare il pianeta, perché «nella misura in cui tutti noi causiamo piccoli danni ecologici», siamo chiamati a riconoscere «il nostro apporto, piccolo o grande, allo stravolgimento e alla distruzione dell’ambiente». (…)

9. Allo stesso tempo Bartolomeo ha richiamato l’attenzione sulle radici etiche e spirituali dei problemi ambientali, che ci invitano a cercare soluzioni non solo nella tecnica, ma anche in un cambiamento dell’essere umano, perché altrimenti affronteremmo soltanto i sintomi. Ci ha proposto di passare dal consumo al sacrificio, dall’avidità alla generosità, dallo spreco alla capacità di condividere, in un’ascesi che «significa imparare a dare, e non semplicemente a rinunciare. E’ un modo di amare, di passare gradualmente da ciò che io voglio a ciò di cui ha bisogno il mondo di Dio. E’ liberazione dalla paura, dall’avidità e dalla dipendenza». Noi cristiani, inoltre, siamo chiamati ad «accettare il mondo come sacramento di comunione, come modo di condividere con Dio e con il prossimo in una scala globale. E’ nostra umile convinzione che il divino e l’umano si incontrino nel più piccolo dettaglio della veste senza cuciture della creazione di Dio, persino nell’ultimo granello di polvere del nostro pianeta».

San Francesco d’Assisi

10. Non voglio procedere in questa Enciclica senza ricorrere a un esempio bello e motivante. Ho preso il suo nome come guida e come ispirazione nel momento della mia elezione a Vescovo di Roma. Credo che Francesco sia l’esempio per eccellenza della cura per ciò che è debole e di una ecologia integrale, vissuta con gioia e autenticità. E’ il santo patrono di tutti quelli che studiano e lavorano nel campo dell’ecologia, amato anche da molti che non sono cristiani. Egli manifestò un’attenzione particolare verso la creazione di Dio e verso i più poveri e abbandonati. Amava ed era amato per la sua gioia, la sua dedizione generosa, il suo cuore universale. Era un mistico e un pellegrino che viveva con semplicità e in una meravigliosa armonia con Dio, con gli altri, con la natura e con se stesso. In lui si riscontra fino a che punto sono inseparabili la preoccupazione per la natura, la giustizia verso i poveri, l’impegno nella società e la pace interiore.

11. La sua testimonianza ci mostra anche che l’ecologia integrale richiede apertura verso categorie che trascendono il linguaggio delle scienze esatte o della biologia e ci collegano con l’essenza dell’umano. Così come succede quando ci innamoriamo di una persona, ogni volta che Francesco guardava il sole, la luna, gli animali più piccoli, la sua reazione era cantare, coinvolgendo nella sua lode tutte le altre creature. Egli entrava in comunicazione con tutto il creato, e predicava persino ai fiori e «li invitava a lodare e amare Iddio, come esseri dotati di ragione». La sua reazione era molto più che un apprezzamento intellettuale o un calcolo economico, perché per lui qualsiasi creatura era una sorella, unita a lui con vincoli di affetto. Per questo si sentiva chiamato a prendersi cura di tutto ciò che esiste. Il suo discepolo san Bonaventura narrava che lui, «considerando che tutte le cose hanno un’origine comune, si sentiva ricolmo di pietà ancora maggiore e chiamava le creature, per quanto piccole, con il nome di fratello o sorella». Questa convinzione non può essere disprezzata come un romanticismo irrazionale, perché influisce sulle scelte che determinano il nostro comportamento. Se noi ci accostiamo alla natura e all’ambiente senza questa apertura allo stupore e alla meraviglia, se non parliamo più il linguaggio della fraternità e della bellezza nella nostra relazione con il mondo, i nostri atteggiamenti saranno quelli del dominatore, del consumatore o del mero sfruttatore delle risorse naturali, incapace di porre un limite ai suoi interessi immediati. Viceversa, se noi ci sentiamo intimamente uniti a tutto ciò che esiste, la sobrietà e la cura scaturiranno in maniera spontanea. La povertà e l’austerità di san Francesco non erano un ascetismo solamente esteriore, ma qualcosa di più radicale: una rinuncia a fare della realtà un mero oggetto di uso e di dominio.

12. D’altra parte, san Francesco, fedele alla Scrittura, ci propone di riconoscere la natura come uno splendido libro nel quale Dio ci parla e ci trasmette qualcosa della sua bellezza e della sua bontà: «Difatti dalla grandezza e bellezza delle creature per analogia si contempla il loro autore» (Sap 13,5) e «la sua eterna potenza e divinità vengono contemplate e comprese dalla creazione del mondo attraverso le opere da lui compiute» (Rm 1,20). Per questo chiedeva che nel convento si lasciasse sempre una parte dell’orto non coltivata, perché vi crescessero le erbe selvatiche, in modo che quanti le avrebbero ammirate potessero elevare il pensiero a Dio, autore di tanta bellezza. Il mondo è qualcosa di più che un problema da risolvere, è un mistero gaudioso che contempliamo nella letizia e nella lode.

(…)

16. Ogni capitolo, sebbene abbia una sua tematica propria e una metodologia specifica, riprende a sua volta, da una nuova prospettiva, questioni importanti affrontate nei capitoli precedenti. Questo riguarda specialmente alcuni assi portanti che attraversano tutta l’Enciclica. Per esempio: l’intima relazione tra i poveri e la fragilità del pianeta; la convinzione che tutto nel mondo è intimamente connesso; la critica al nuovo paradigma e alle forme di potere che derivano dalla tecnologia; l’invito a cercare altri modi di intendere l’economia e il progresso; il valore proprio di ogni creatura; il senso umano dell’ecologia; la necessità di dibattiti sinceri e onesti; la grave responsabilità della politica internazionale e locale; la cultura dello scarto e la proposta di un nuovo stile di vita. Questi temi non vengono mai chiusi o abbandonati, ma anzi costantemente ripresi e arricchiti.

20 nuvole nel blu

Ancora non ho letto tutta l’enciclica Laudato si’. Me la dovrò procurare su carta, a leggere sullo schermo nel poco tempo libero che mi resta solo la sera tardi dopo che Viola si è addormentata mi bruciano gli occhi, spesso la stanchezza mi porta più al facile scambio su facebook che alla lettura pacata. Manco di concentrazione e calma, mi mancano diverse ore di sonno per notte, ma quel poco che ho letto mi piace parecchio. Oggi purtroppo mi sono decisa a buttare lo sguardo sull’attualità meno edificante e i nodi vengono al pettine.

 

“manifestazioni omofobe come quella di oggi a Roma sono tra le ragioni per cui mi ero allontanata dalla chiesa cattolica. E motivo di profondo imbarazzo ora che mi ci sono riavvicinata. Credere in Gesù e manifestare tanto disprezzo per altri esseri umani mi pare un controsenso indigeribile, aspetto con fiducia un cambiamento in proposito come per la faccenda del Sole intorno alla Terra… qui non si tratta di verità di fede, ma di insegnamenti umani sedimentati nel tempo. Verrà il giorno in cui qualcuno chiederà perdono anche per la discriminazione degli omosessuali, ma sarà tardi per chi ci soffre oggi”

questo mio “aggiornamento di status” (su fb) ha scatenato una discussione sfiancante. Inizio a rimettere in discussione tutto, il mio ritorno in chiesa, anche.
Un amico commentava:

Esatto Caterina. Io includerei anche controsensi quali la benedizione delle armi…l’occultamento di prove che accuserebbero alcuni sacerdoti pedofili, le connivenze con il potere…”

“per quel documento che invitava a coprire i preti pedofili non avevo più messo piede in chiesa per dieci anni, a parte funerali e una cresima. Per simili motivi non avevo fatto battezzare Viola appena nata, ma solo il 7 giugno di quest’anno (a quasi due anni e mezzo), per simili ragioni non ho ancora fatto la cresima e starei per farla, alla mia età, il 4 luglio, ma se essere cattolica significa stare contro i diritti delle persone… inizio a rimettere tutto in discussione. Disagio profondo. Credo in Dio Padre, credo nel Figlio, credo nello Spirito Santo, NON credo nelle costruzioni generatrici di sensi di colpa, morbosità, tortura psicologica (e in passato o anche ora in altri ambiti anche fisica) di persone

Per altri amici invece la manifestazione era una legittima protesta contro l’ideologia del gender (che ancora non ho ben capito che diamine sia e se davvero esista, poi un ragazzo in gamba mi ha gentilmente fornito un link).

Non è argomento da facebook il mio tormento di ora. Se andare alla messa domattina (anzi, stamattina, già passata la mezzanotte), se fare la Cresima il 4 luglio… voglio davvero aderire con convinzione a una struttura che tollera la tortura psicologica di chi non mente? Perché purtroppo noto come sia premiata l’ipocrisia…

Lo sposo non ama il mio ritorno in chiesa e da mesi si discute o addirittura si litiga per questo. Oggi mi ha provocata sul tema “perché non ne scrivi? Prima andavi ai flash mob contro l’omofobia e ora che hai amici in chiesa stai zitta?” semplicemente non avevo tempo di stare dietro a tutte ‘ste menate, ma non ho problemi a dire come la penso, a costo di farmi buttare fuori… ipocrita no, ipocrita mai.

Qualcuno mi potrebbe dire “ma allora perché sei tornata in chiesa? Non lo sapevi che la posizione prevalente (o ufficiale?) è questa?” … sono tornata perché ne sentivo il bisogno e il desiderio, ci sono rimasta perché ho trovato persone ricche di fede e di intelligenza, carità e gioia, entusiasmo e passione, animati da qualcosa di profondamente vero e bello e in un intero anno liturgico in cui non mi sono persa una sola messa domenicale e, con mille difficoltà, anche alle infrasettimanali ho partecipato, fino agli incontri per prepararmi alla cresima (dove in parte ho ritrovato quel che non mi torna), non ho sentito una sola frase di odio per gli altri, non ho sentito le vecchie fissazioni sul sesso come peccato, ho sentito parlare di Dio, di amore per il prossimo, di perdono e preghiera, di giustizia e voglia di pace, di accoglienza per i rifugiati e di aiuto a chi ha bisogno. Ma forse ho trovato eccezioni. A questo punto, non per sterili dibattiti via web, ma per chiarirmi prima di un passo importante, forse dovrei davvero parlarne con il parroco o con qualcuno preparato e riconosciuto autorevole. Perché mi costerebbe rinunciare al cammino intrapreso, ma non posso continuare se sto aderendo a qualcosa che va contro la mia coscienza. Che non prevede la discriminazione di altri sulla base dell’orientamento sessuale.

Cerco il sonno e affido tutto. Ma mi salvo in questo diario meno fuggevole di una conversazione su facebook quel che non mi va di nascondere sotto il tappeto.

20 Luna sopra la chiesa

acqua

lingua fuori

acqua dal cielo, acqua sui capelli, acqua sui rami… e mentre fuori ancora piove e Viola dorme cullata dai tuoni e dagli scrosci d’acqua, ripenso all’acqua che nel battesimo l’ha fatta nascere a vita nuova. E mi emoziono di nuovo anche solo a rivederla nelle foto e nei frammenti di video che zio Giovanni ha trasferito in un dischetto per portarmeli ieri in dono, un altro regalo di luce.

1 accoglienza E di nuovo stasera, dopo ore di corse, salti, balli, strilli, pianti, risate, giochi e sfide a spostare i limiti… come Viola ha chiuso gli occhi sono tornata a riguardarmela anche nelle immagini di domenica scorsa. Vederla sognare mi riempie di gioia, rivederla nel suo giorno speciale mi commuove ancora
4 accoglienzae mi strappa più di un sorriso con le sue espressioni di piccola ribelle,

8 sguardi inarrestabile
18 Doudou in faccia a mamma tenera,

Battesimo di Viola 7 giugno 2015

incantevole e incantata…

consacrazione 7 giugno 2015

stanca emozionata affidata

campana dopo il battesimo 7 giugno 2015 …che nella tua vita tu sia sempre circondata d’amore come ora. Battesimo di Viola foto di gruppo
Piccola mia, ti amo

…di giustizia

11 giugno 2015 azzo di giu

e la parte di scritta del “mostro” di Novoli venuta nella foto potrebbe restare come unico commento a stamattina.
Iniziava il processo per la morte di Riccardo Magherini. Al Palazzo di Giustizia di Firenze.
Udienza subito sospesa per cercare la notifica della ricezione dell’avviso a comparire per uno degli imputati. L’Avvocato che difende la famiglia Magherini, il grande Fabio Anselmo, invano ha suggerito che la pec (posta elettronica certificata) non lascia molto margine a certi dubbi, ma, si sa, ogni scusa è buona per temporeggiare, rinviare, sospendere e far saltare i nervi alla parte civile e a parenti e amici della vittima. Che non contino sul calo emotivo col tempo, però… anzi, qui più passa il tempo più persone si informano e comprendono quale tremenda infamia sia stata commessa!

11 giugno 2015 gruppoAppurato che gli imputati assenti erano stati informati della data dell’udienza (!), il processo poteva iniziare?
Illuso chi pensava che l’udienza preliminare avesse esaurito le questioni preliminari; dopo poco, un’altra interruzione con invito a lasciare l’aula per soppesare e valutare e alla fine respingere le istanze di costituzione di parte civile di tre associazioni, oltre alla famiglia Magherini, cioè A buon diritto (l’associazione di Luigi Manconi), ACAD (Associazione Contro gli Abusi in Divisa da non confondere con ACAB…) e Cittadinanza attiva.

Il punto cruciale, tra le questioni preliminari, è però un altro: contestare un reato di percosse invece che lesioni è scorretto, perché per le percosse occorre la querela di chi le ha subite e Riky purtroppo non poteva fare alcuna denuncia. Le lesioni ci sono state e non richiedono querela di parte offesa, si processano d’ufficio. Fabio Anselmo ha chiesto di modificare il capo di imputazione da percosse a lesioni gravi, speriamo lo ascoltino!

11 giugno 2015 striscioneAssenti gli imputati, presenti gli amici, di Firenze e di fuori Firenze, amici di vecchia data e nuovi amici, persone colpite dalla tragedia dei primi di marzo dell’anno passato, persone colpite da simili drammi. Poteva mancare Ilaria, la sorella di Stefano Cucchi? Ci teneva moltissimo e si sente come le stia davvero a cuore la ricerca di verità e giustizia per questo caso come per altre storie di abusi da parte di chi dovrebbe proteggere i cittadini disarmati. Onorata di essere stata accanto a lei per tutto il (poco) tempo che è durata l’udienza più volte interrotta.

11 giugno 2015 Ilaria e GuidoAlla fine, tutto rimandato al 14 luglio.
 Me ne sono tornata a casa dalla mia bimba…
con un regalo di Riky per Viola:

11 giugno 2015saccoasilo

un sacchetto per l’asilo (per quando ce la prenderanno, non ci sono abbastanza posti alla materna comunale e Viola non avrà ancora tre anni a settembre, solo a febbraio 2016, quindi precedenza ai nati in data precedente al 2013). Stamattina mi aveva vista per la prima volta con la maglietta gialla indossata per il processo, all’inizio non voleva che la mettessi, perché non ama i cambiamenti e ogni volta che cambio maglietta, scarpe, (s)pettinatura …Viola protesta “questo no!” ma quando mi sono girata e ha visto il cuore rosso del logo I LOVE RIKY ha collegato subito quel cuore a Riccardo e ha iniziato a saltellare
“per Riky per Riky per Riky”

 P.S. il video a cura di Matteo Calì del Sito di Firenze

Siamo tutti Riky

siamo tutti Riky

“… in silenzio convogliando la nostra rabbia in volontà di giustizia, prepariamoci ad ascoltare falsità, a vedersi negare l’evidenza, a sentir minimizzare comportamenti criminali.
Prego perché un giorno venga cambiato il capo d’imputazione, prego perché paghino tutti i responsabili in maniera esemplare.
Auspico come molti che si faccia luce su ciò che è capitato a Riccardo che lo ha impaurito, spero ci siano membri della polizia più capaci dei collaboratori del dott. Bocciolini che facciano chiarezza con professionalità e competenza su quella infernale notte, e spero che qualche carabiniere di Borgognissanti, che sa come sono andati i fatti in maniera compiuta, si faccia avanti ricordandosi che ha giurato fedeltà alla Costituzione italiana e non all’Arma dei carabinieri, e che prima di essere un carabiniere è un italiano come tutti noi. Capisca che il suo silenzio complice gli macchierà inesorabilmente l’anima fino a divorargli tutti i giorni della sua vita, chi sa parli, abbia coraggio.
Lo chiede la gente sfiduciata che è stata regalata da questa vicenda all’antistato, non sentendosi più tutelata, sì come dico sempre, da chi la doveva proteggere.
Noi ci saremo sempre, saremo lì, ascolteremo, e giudicheremo ogni singolo comportamento in particolare quelli che tenteranno di gettare discredito su Riky; che provino a fermare la verità e lo faremo sapere porta a porta, telefonata dopo telefonata, su internet…
Non vi basta controllare 3 scribacchini, noi siamo più forti di voi… tenetelo a mente: RIKY è e sarà nostro amico e lo difenderemo fino all’ultimo respiro, fino alla fine chiederemo verità e giustizia perché si sappia che la Firenze per bene non ammette queste porcherie e neppure tollera chi se ne è lavato le mani o fa finta di non vedere. Il senso di civiltà sarà la nostra arma, il fango e la bugia lo lasciamo volentieri ai meschini “

(il Beco)

magliette gialle per il processo

Domani, giovedì 11 giugno, alle ore 9.00, al Palazzo di Giustizia di Firenze (il nuovo tribunale, insomma il “mostro” di Novoli per capirsi), inizierà il processo per la morte di Riccardo Magherini. Saremo in tanti a dare sostegno e affetto al babbo di Riky, Guido Magherini​, al fratello Andrea, a Rozangela … e soprattutto a testimoniare lo sgomento di Firenze per una tragedia assurda. Nessuno dimenticherà la morte di un giovane che chiedeva aiuto, preso a calci mentre era ammanettato a terra, oltraggiato anche quando non respirava più. A nessuno vanno giù le menzogne con cui sono stati intimiditi testimoni, sviate le ricerche di verità, buttato fango sul nome e la memoria di un babbo, figlio, fratello, amico… e gli amici del Maghero crescono ancora di numero, sempre più persone ormai sanno e non ci stanno al solito vecchio gioco del processo alla vittima. No, non è colpa di chi non si può più difendere. Ci sarà un processo, ci sarà un giudice, non si può negare a lungo l’evidenza, non si può tentare di far dimenticare.

Sarà una notte di tensione, stanotte. Sarà una prova di nervi domattina. Mantenere la calma, non offrire assist…
Ci siamo

9 con la maglietta nuova e il libro di Matteo Calì

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